Editoriale 17/12/2000

I PC diventano sempre più complessi, i software non se ne parla, e la velocità con cui i prodotti si susseguono sul mercato è ormai vertiginosa. Dove andremo a finire?

Nello scorso editoriale mi sono un po? divertito a prendere in giro il buon vecchio PC, uno strumento che ho imparato a conoscere quando i gigahertz erano ancora ben lungi dall?arrivare e gli 8 MHz del mio 8086 mi parevano già un bel salto rispetto al misero MHz del Commodore 64. Finché ho avuto tempo in abbondanza, montare e smontare il PC è stato un piacevole hobby, e ancora oggi lavoro con un ?assemblato?: quello che però mi vado chiedendo ormai da tempo è quanto ancora ?reggerà? questo gozzoviglio di architetture, chipset, processori, firmware, ecc. ecc. Per quasi un ventennio il PC non ha fatto che crescere in complessità e con lui il software che ci gira su. Oggi siamo arrivati al punto che ogni qual volta che c?è da fare un qualsiasi tipo di aggiornamento, sia hardware che software, ci si ritrova a fare gli scongiuri in cinque lingue. E ogni volta mi viene da pensare la stessa cosa: ?io sono un esperto?. E chi non lo è? Chi non lo è dovrà venire a sapere in qualche modo che il driver xx non va d?accordo col chipset yy perché il sistema operativo nn ha un?incompatibilità col BIOS zz che in genere va in conflitto con l?indirizzo di memoria del firmware della scheda video ww che se messa nello slot 3 genera interferenze con la CPU hh che rende instabile il programma ss che ha installato una VXD che crasha il kernel. - ?Ah, ecco. E allora che dovrei fare?? ? ?Niente, provi a invertire la sequenza con cui ha installato i componenti? ? ?Scusi, di quali componenti parla?? ? ?Ma? Li provi un po? tutti, e se non dovesse funzionare scarichi i nuovi driver?. Insomma, la filosofia alla base dei PC è ormai quella della nota barzelletta: ?proviamo a scendere e poi risalire?. Il problema, oltre all?estrema varietà di architetture presenti sui nostri PC, sta principalmente nel fatto che i nuovi prodotti si susseguono ormai a ritmi talmente folli che hardware, software, firmware e driver, appena usciti, sono praticamente da considerarsi delle versioni beta. Ma chi ci paga, a noi, per fare i collaudatori?
Alessandro Del Rosso
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