Apple/ Mela marcia? Solo un po' ammaccata

Una concomitanza di fattori negativi sembrano recentemente conversi su Apple, fra cui un crollo delle vendite. Ma la mela non è marcia: il 2001 sarà l'anno della ripresa e, soprattutto, di MacOS X

Due anni fa Apple toccava i suoi minimi storici, sia in borsa, che sul mercato; la situazione a molti sembrava tragica, ma nessun utente Apple, credo, avrebbe scommesso una sola lira sul fallimento dell'azienda. Nell'estate di quell'anno Apple rilevò infatti NeXT consentendo a Steve Jobs di ritornare nella società che aveva fondato molti anni prima; fu l'inizio della rinascita (anche se tutti i meriti non furono di Jobs): dapprima l'accordo con la Microsoft, accordo controverso che però ha portato soldi in cassa (molti e subito) e ha assicurato agli utenti Macintosh il pacchetto Office (che, piaccia o non piaccia, per ora resta comunque una delle applicazioni chiave). Poi venne lo smantellamento dei cloni, la semplificazione della linea di vendita, l'introduzione di una macchina che ha fatto parlare di sé in lungo e in largo, una macchina di enorme successo che è quasi divenuto il simbolo di questa rinascita: l'iMac. Infine, ma forse più importante, il progetto di un nuovo sistema operativo, un sistema basato su fondamenta solide e "antiche" ma, a suo modo, innovativo, un sistema come Jobs l'ha sempre voluto (è chiara infatti la sua derivazione dal NeXT), e come molti utenti stavano aspettando.

Tutto insomma sembrava andare per il meglio, comprese le quotazioni in borsa, che nel giro di due anni passarono dai 12$ ai 120$ (o giù di lì) tanto da eseguire l'operazione di splitting (ovvero dimezzarne il valore e raddoppiarne il numero). Forse stava andando così bene da non potersi permettere il minimo errore... infatti quando tre mesi fa fu annunciato che il trimestre si sarebbe chiuso con un utile leggermente inferiore al previsto, arrivò la "stangata" che fece perdere al Apple il 50% del suo valore in un solo giorno. Forse però gli investitori videro bene: è di pochi giorni fa infatti la notizia che l'ultimo trimestre del 2000 sarà per Apple un trimestre in rosso, il primo da due anni a questa parte (ed ecco spuntare un altro -15%). La cosa strana è che molti rivenditori sostengono che le vendite non stiano affatto andando così male, ed in molti negozi queste sarebbero addirittura superiori a quelle del trimestre passato.

Cos'è successo in questi ultimi mesi? A mio avviso (e anche secondo molti altri) si tratta di una coincidenza di numerosi fattori che si sono presentati tutti sfavorevoli nel medesimo momento. Prima di tutto c'è stato un rallentamento generale del settore informatico, e questo è innegabile visto che altri "colossi" quali Compaq, Intel, AMD, Microsof, Adobe e altri ancora, hanno dichiarato che avranno profitti inferiori al previsto. Si tratta quindi di un rallentamento di tutto il settore, anche se per qualche strano motivo tutti sono pronti a dare contro a Apple, mentre degli altri quasi non si parla; senza considerare poi il fatto che il titolo Apple, se si si escludono gli scivoloni avvenuti in corrispondenza di questi annunci, da due anni a questa parte (compresa l'ultima settimana) ha sempre avuto uno degli andamenti migliori del Nasdaq. Aggiungiamo pure che da qualche settimana a questa parte, e fino alla fine dell'anno, la maggior parte dei prodotti Apple è offerta al pubblico con forti sconti, incentivo per svuotare i magazzini (magari per l'arrivo di nuove macchine) ma che comunque ha delle ripercussioni non indifferenti sugli utili.
Tornando ad Apple, il motivo principale dell'arresto è che mancano i processori adeguati, e senza quelli Apple non può proporre le macchine che vorrebbe. Il G4 da quando è uscito (oltre un'anno fa) non ha fatto nessun progresso; Jobs ha provato a proporlo in tutte le salse, come biprocessore (ottima macchina quando uscirà MacOS X) o dentro un cubo (forma a cara a Jobs, che ricorda il NeXT), ma ormai se il numerino magico non si avvicina al GHz, la gente non ne vuole sapere, a prescindere dalla reale potenza del processore. Il G3 volendo potrebbe essere venduto già adesso a clock più elevati (a tal proposito, l'ultima versione sviluppata da IBM è candidata al premio di miglior processore dell'anno) ma che senso avrebbe proporre una macchina professionale con un clock inferiore a una macchina consumer? Oltre a questo motivo principale ci sono numerosi altri fattori che hanno determinato la situazione attuale (e che mi limito ad accennare): difficile collocazione del Cube sul mercato, nuova strategia nel settore educational americano (tradizionale punto di forza di Apple) che non ha dato i frutti sperati, iMac che vende ancora bene ma avrebbe bisogno di un restyling più incisivo rispetto a quanto si è visto a luglio, difficile rapporto tra la casa madre e i rivenditori. Ci sono poi dei leggeri ritardi anche nell'ultimazione di MacOSX, un tempo annunciato per l'estate 2000, poi posticipato a gennaio 2001, e infine assicurato per un più generico "inizio 2001", che potrebbe essere anche maggio (periodo di scadenza della beta pubblica rilasciata a Parigi), anche se i roumori più accreditati lo danno in uscita per il 24 febbraio, periodo della fiera giapponese. Questi ritardi sono tutto sommato comprensibili, visto che il nuovo sistema dovrà assicurare stabilità e prestazioni mai viste finora: Apple non può assolutamente sbagliare su questo fronte, e il fatto che i maggiori distributori di software si stiano dando da fare per realizzare versioni "carbonizzate" dei loro prodotti (spesso anche nuovi per la piattaforma Apple) è di grande conforto.
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