LinuxNews/ Anche il BIOS Open Source?

In tutte le categorie di software c'è almeno un progetto Open Source. Ora due progetti vogliono far diventare Open source anche il firmware. Anche il BIOS dei PC diverrà free?

LinuxBIOS e Open BIOS sono due progetti che hanno come obiettivo quello di rendere disponibile agli utenti un BIOS libero.

Apparentemente nessun pezzo della catena del software era rimasto senza il tocco magico dell'Open Source, fatta eccezione per il BIOS. Un interessante articolo di Brian Richardson su Linux.com approfondisce l'argomento evidenziando i vari punti positivi e negativi relativi a un BIOS open source.

Il BIOS (Basic Input/Output System) è il firmware sulla scheda madre di un PC che è responsabile dell'accensione del computer, del test della memoria, della configurazione di vari dispositivi e soprattutto del controllo sul mezzo da cui verrà effettuato il caricamento vero e proprio del sistema operativo. Una volta che il sistema operativo è caricato il BIOS offre una serie di "runtime services" che permettono una compatibilità del software su di una varietà di piattaforme hardware.
Un vantaggio nell'utilizzare un BIOS Open Source consiste nella velocizzazione del tempo di boot, poiché molte funzioni effettuate dal BIOS sono effettuate da Linux stesso. Questo deriva dal fatto che i BIOS sono progettati per soddisfare sistemi operativi DOS, mentre Linux non ha bisogno della maggior parte dei controlli essendo essi effettuati dal sistema operativo stesso.

Ma come succede nella maggior parte dei problemi di supporto hardware di Linux il problema non è tecnico. Creare un BIOS per un PC richiede la conoscenza delle specifiche del chipset, dell'architettura del processore, dei dispositivi I/O e di tutto l'altro hardware di supporto al sistema. Inoltre la maggior parte di queste specifiche viene resa disponibile solo dopo una sottoscrizione del NDA (non-disclosure agreement ovvero un patto di non diffusione). E ciò può procurare diversi guai legali a chi rilascia il software.

Alcune volte la documentazione dell'hardware diventa liberamente disponibile, ma quando succede è troppo tardi: in genere viene resa pubblica all'uscita del prodotto sul mercato. Ciò significa un divario incolmabile rispetto a coloro che hanno sottoscritto il NDA e hanno avuto diversi mesi per studiare le specifiche hardware.

Il beneficio maggiore che si trarrebbe dallo sviluppo di un BIOS open source sarebbe la creazione di un codice veloce, leggero e ottimizzato per Linux. Servirebbe soprattutto per i dispositivi embedded. D'altra parte venti anni di investimenti nell'industria hardware, le costose soluzioni per il debugging e la mancanza di cooperazione da parte dei produttori dei dispositivi rendono molto difficile lo sviluppo in questo settore.

C'è da dire che molte piattaforme diverse dall'x86 utilizzano già un modello di "open firmware", ma è un modello completamente diverso dal BIOS di un PC.

A cura di noze, Soluzioni Open-Source