DDL salvaprovider, passo avanti

Approvato dalla Commissione Trasporti della Camera, il disegno di legge potrebbe portare nelle casse dei piccoli provider il necessario per riorganizzarsi e competere con i grandi. Manca solo il voto dell'Aula

DDL salvaprovider, passo avantiRoma - Ha fatto un altro passo in avanti il cosiddetto "DDL salvaprovider", il provvedimento che equipara i piccoli provider ai grandi operatori e che estende ai primi i privilegi economici del listino di interconnessione. Ovvero riconosce anche ai piccoli una quota per il traffico telefonico sviluppato dai propri utenti durante il collegamento ad Internet. La Commissione Trasporti della Camera ha infatti approvato il provvedimento che andrà dunque a breve all'esame dell'Aula e questa dovrebbe, salvo sorprese dell'ultimo momento, provvedere alla sua trasformazione in legge.

Come noto la normativa è pensata per andare incontro alle richieste dell'Associazione dei piccoli operatori, Assoprovider, messi in crisi dal rapido avvento delle grandi società telefoniche nel settore dei servizi di accesso ad Internet.

Il testo prevede l'equiparazione dei piccoli service provider alle grandi società telefoniche per quanto riguarda i diritti di interconnessione relativamente al traffico sviluppato dalle proprie reti. Secondo il disegno di legge, i piccoli provider potrebbero vedersi assegnare fondi consistenti in relazione al numero di minuti di traffico telefonico realizzato dai propri utenti.
I provider hanno più volte ribadito che questo provvedimento consentirebbe loro di aggiornare il proprio business e dunque rimanere sul mercato in forma diversa. Fino ad oggi sono molti i piccoli provider, da lungo tempo attivi, che hanno dovuto chiudere i battenti con l'arrivo prima delle freenet e poi delle flat-rate dei grandi operatori.
TAG: italia