Iran, online i conflitti tra Ayatollah

Montazeri sfida le gerarchie ecclesiastiche che ne hanno provocato l'arresto dopo la morte di Khomeini e in 600 pagine di memorie forse destinate a suscitare l'intervento delle autorità iraniane racconta la sua vita

Londra - Su un server britannico è improvvisamente apparso il sito delle memorie di Hossein Ali Montazeri, 79enne leader religioso moderato dell'Iran che fu messo agli arresti domiciliari dalle gerarchie ecclesiastiche poche settimane dopo la morte dell'Ayatollah Ruhollah Khomeini, l'artefice della rivoluzione iraniana.

Le 600 pagine di memorie di Montazeri rappresentano uno schiaffo al regime degli Ayatollah nonché un vero e proprio pericolo alla loro immagine nel mondo. Sono pagine nelle quali il leader moderato, che avrebbe dovuto succedere allo stesso Khomeini dopo la morte di quest'ultimo, racconta la sua vita e le difficoltà dei rapporti con Khomeini.

Il testo, interamente scritto in persiano e ancora privo di una traduzione in altre lingue, è stato dichiarato autentico dai figli di Montazeri. Un documento nel quale si raccontano i momenti più caldi della rivoluzione e della guerra combattuta con l'Iraq. Compreso un episodio in cui Montazeri cercò di intercedere presso Khomeini per impedire lo sterminio di circa 3mila persone. A questo proposito Montazeri scrive: "Ho detto a me stesso: dopo tutto sono il successore dell'Imam e ho preso parte alla rivoluzione. Se un uomo innocente viene ucciso, anch'io ne sono responsabile".
Parole imbarazzanti, dunque, che non hanno però ancora suscitato una reazione ufficiale del regime. Curiosamente, a poche ore dal lancio del sito di Montazeri (montazeri.com) è stato reso pubblico un altro sito (montazery.com) che sfrutta il nome di Montazeri per promuovere però le opere e gli insegnamenti di Khomeini e del "nemico di sempre" di Montazeri, l'Ayatollah Khamenei.
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