Cofferati: tempo di sindacato per internet

Il segretario della CGIL in un intervento afferma la necessità di iniziative sindacali per le professioni della net-economy. E lancia un sasso nello stagno: la CGIL è pronta a raccogliere la sfida del net-lavoro

Cofferati: tempo di sindacato per internetRoma - Sergio Cofferati, segretario del sindacato confederale CGIL, sembra deciso a muovere rapidamente tutte le pedine necessarie per sviluppare la cultura sindacale anche nella net-economy e proprio nel momento più complesso della crisi che ha investito il settore.

In un suo intervento su LaStampa, Cofferati sostiene che "nonostante i crolli di borsa, le chiusure di aziende, i licenziamenti, la net economy può diventare una straordinaria occasione di crescita economica e di benessere". E afferma che l'Italia ha un triennio di ritardo sugli Stati Uniti con un deficit di professionalità specifiche per il settore che si aggira sulle 70mila unità ("una quantità superiore al totale dei licenziamenti delle aziende americane nell'ultimo anno").

Sergio CofferatiLa CGIL, spiega Cofferati, "non può certo trascurare le nuove tecnologie e con loro le nuove modalità con cui le persone si accostano al lavoro". Due sono i problemi che Cofferati intende affrontare: da un lato le novità nei rapporti tra net-azienda e lavoratore e dall'altra i modelli produttivi e organizzativi del lavoro, nella convinzione che su entrambi i fronti si possa lavorare per aumentare le capacità competitive delle imprese consentendo anche un aumento dell'occupazione nel settore.
Al centro, dunque, la necessità per le imprese di investimenti nella ricerca, nella logistica e nel marketing ma anche e soprattutto nella formazione dei propri lavoratori. "Averli considerati un fattore di costo e non un investimento da far crescere e tutelare - scrive Cofferati - è uno dei motivi di depauperamento delle aziende italiane".

Secondo il segretario confederale, dunque, occorre entrare in tutto quello che va dalle qualifiche professionali dei net-lavoratori, alle carriere, alla configurazione dei rapporti tra azienda e lavoratore. Occorre "ridisegnare i profili professionali, configurare percorsi di carriera basati sulla formazione, intervenire sui costi cambiando l'organizzazione del lavoro". Cofferati sottolinea che la net-economy fa emergere nuove figure professionali, nuovi profili, nuove necessità contrattuali e rappresenta dunque una sfida per il sindacato, una sfida che la CGIL si dice pronta a intraprendere.

L'intervento di Cofferati arriva in un momento nel quale, sotto lo stimolo di un mercato in contrazione, si è fatto più intenso il dibattito in rete sulla necessità e le caratteristiche di un eventuale sindacato di categoria, che possa comprendere e difendere i nuovi profili professionali di coloro che lavorano sulla rete e contribuiscono al suo sviluppo. Per il momento, dopo l'intervento di Cofferati si è fatta viva la ANLUI, associazione nazionale lavoratori ed utenti internet, che invita ad un tavolo di confronto tra tutte le parti interessate. Nei prossimi giorni si vedrà come i "professionisti del web" vorranno rapportarsi alle dichiarazioni di Cofferati.
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77 Commenti alla Notizia Cofferati: tempo di sindacato per internet
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  • Ho 47 anni.
    Sono cresciuta con:
    - un nonno materno comunista (scappato in Francia durante la seconda guerra mondiale)(Letture: NOI DONNE e L'UNITA')
    - mamma e nonna cattocomuniste con Messa domenicale e Famiglia Cristiana settimanale;
    - un babbo socialista (con un gran cuore ma di idee più propriamente fasciste)
    - un prozio comunista ma ex fascista (che durante il fascismo pre-perquisiva le case dei parenti prima che arrivassero i camerati)
    - un altro prozio comunista sopravvissuto ai campi di concentramento, di rara personalità ed integrità morale;
    - una prozia (la sorella) che durante i bombardamenti, a Milano, tagliuzzò un armadio di vestiti alla padrona, e che poi diventò medaglia d'oro durante la resistenza.
    Sono entrata in politica poco prima che morisse il PCI, ma sono stata poco più di un fuoco di artificio umido.
    Sono più che di sinistra: lo sono nel cuore e nell'anima.
    E credo che la sinistra possa garantire la globalizzazione della democrazia e dei diritti. Della uguaglianza, del rispetto reciproco e della tolleranza.
    Credo che la sinistra sia la sola soluzione logica , la sola uscita di sicurezza per il futuro dell'umanità.
    Ma porca miseria: che cosa ci è successo per rincretinire così tutti quanti? Per riuscire a perdere la nostra riconoscibilità e guadagnare il rispetto dei giovani?
    E tutta questa idea di riformismo, non sarà una grossa fregatura che stinge ancora di più le nostre ideologie?
    So per certo, e lo potrei provare, che partito e sindacato sono diventati - almeno a livello locale- un luogo di accattonaggio.
    Eppure se tutti insieme, ma personalmente non so quale contributo potrei portare, riuscissimo a fare una bella pulizia (tipo ferita infetta) magari ridotti all'osso, magari pochi ma buoni, credo ancora che ce la potremmo fare a vincere e garantire qualcosa di buono a chi ne ha veramente bisogno.
    Ciao, Tiziana
    non+autenticato
  • Ho letto gli interventi su questo tema.
    E, francamente, ho visto *TANTA* approssimazione.

    Facciamo un esempio, il settore edile.
    E prendiamo una figura particolare, il geometra.

    Semplificando un po' si puo` dire che esistono due tipi di geometra nel settore dell'edilizia: il geometra libero professionista, iscritto al collegio professionale, che lavora (appunto!) come libero professionista, ha un suo studio, applica le tariffe che vuole (o, meglio, tariffe non troppo in contrasto con quelle fissate dal suo collegio professionale ed il geometra *DIPENDENTE* di una ditta edile o di un altro studio professionale, che e` un lavoratore *DIPENDENTE*, ad orario fisso, pagato secondo quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale dei lavoratori edili.

    Spesso il lavoro di queste due diverse figure COINCIDE totalmente.
    Solo che uno e` tutelato dal proprio collegio professionale mentre l'altro e` tutelato dal sindacato di categoria.

    Non pensate che questa situazione sia tipica SOLO di questo settore, ci sono situazioni simili anche per gli avvocati, per gli ingegneri, per i periti, per tutta una serie di figure in tutta una serie di settori molto articolata.

    In campo informatico, specialmente nel settore internet, MANCA TUTTO CIO`.

    Manca sia un collegio professioanle che tuteli chi vuole essere un libero professionista e manca un sindacato di categoria che tuteli chi voglia essere un lavoratore dipendente.

    Esiste, invece, e questo e` sotto gli occhi di tutti noi, una mentalita` portata allo sfruttamente feroce di persone giovani, pagate poco, senza tutela e facilmente sostituibili. A questo si aggiunge, poi, la mancanza di tutela di alcun tipo anche per gente conosciuta nel campo, con ottime capacita` ma sottoposta continuamente alla spada di Damocle del ragazzino neolaureato che viene messo a fare il proprio lavoro solo perche` pretende un milione in meno al mese, e se non sa fare beh, imparera`, intanto costa meno.

    Chi lo nega e` un bugiardo.

    Ora, il problema non si pone piu` sul piano "Sindacato si, sindacato no", bensi` su quello "Vogliamo comportarci finalmente da persone ragionevoli e tutelarci?".

    Se la via passa su questo ultimo piano, sara` necessario inventarci E un collegio professionale E un sindacato di categoria.

    Tutto il resto e` totalmente fuori tema.
    non+autenticato

  • - Scritto da: villo
    >
    > Ora, il problema non si pone piu` sul piano
    > "Sindacato si, sindacato no", bensi` su
    > quello "Vogliamo comportarci finalmente da
    > persone ragionevoli e tutelarci?".
    >
    > Se la via passa su questo ultimo piano,
    > sara` necessario inventarci E un collegio
    > professionale E un sindacato di categoria.
    >
    > Tutto il resto e` totalmente fuori tema.

    C'è solo un piccolissimo, trascurabile, insignificante dettaglio.
    Un ingegnere è un ingegnere, che abbia fatto o meno l'esame di Stato, perchè ha una laurea in ingegneria. Un geometra è tale perchè ha un diploma. Un avvocato ha una laurea in legge, e così via.
    Il 70% degli "informatici" - analisti, sistemisti, programmatori, amministratori di sistema, e via citando - non ha alcun titolo di studio, o ne ha di non attinenti al settore: geometri, ragionieri, laureati in economia e commercio o in lettere (sic), fisici nucleari ed ingegneri meccanici, perfino i matematici, che tutti assieme rappresentano il grosso dei professionisti ICT moderni, non avrebbero titolo alcuno in fatto d'informatica.

    E dunque, qual è il criterio per istituire un'albo, che metta dentro alcuni a scapito di altri, normalmente più esperti, che hanno iniziato l'attività negli anni '80, e quindi senza la POSSIBILITA' di conseguire un titolo ad hoc ?
    Semplicemente, il criterio non esiste.

    Titolo di studio ? Bocciato, abbiamo già detto. Un fisico, matematico, ingegnere magari meccanico, o navale, o chimico, laureato 10 o 15 anni fa, che non sia un totale imbecille (molto raro, considerando come e quanto si studiava), si mangia vivo qualsiasi ragazzino specializzato e qualsiasi nuovo coniglio che esca dal cappello a cilindro tecnologico, perchè sa PROGETTARE ed ha una base scientifica formidabile, che oggi non si dà più. Oltre all'esperienza, of course, indispensabile perchè l'informatica è soprattutto una TECNOLOGIA, e come tale s'impara definitivamente sul campo.

    Prova d'arte ? Verrebbe fuori un pastrocchio all'italiana, come per gli installatori elettrici. Solo la scelta degli esaminatori sarebbe da spanciarsi dal ridere: magari qualche docente universitario ultrasessantenne che insegna per inerzia, e l'ultima volta che ha visto un PC c'erano su due floppy da 5"1/4 e partiva in CP/M. O qualche direttore del personale stile old-Olivetti, di quelli che scelgono in base a scarpe, cravatta e scioltezza nel parlare. Alla faccia dei geni della programmazione di dislessici.org !

    Per anni d'esperienza ? Uno che scrive procedure in COBOL da vent'anni non serve a niente in un ISP. Dieci anni d'esperienza nell'embedded industriale o aerospaziale mission-critical non sono neppure paragonabili con due vite di consulenze ICT consumer.

    E si potrebbe andare avanti un bel pezzo.
    La realtà è che un sindacato proteggerebbe solo i rookies che vogliono andare a fare i dipendenti dalla durezza del turnover e della gavetta iniziale, senza alcuna garanzia sulle capacità effettive, anzi tendendo al livellamento per titoli.
    I professionisti senior, quelli di cui sopra, quelli che "vengono da lontano" non hanno alcun bisogno di "tutele" che sottendono livellamenti verso il basso, immotivate esclusioni o balie caritatevoli sotto le vesti di un "albo" protezionistico, poichè guadagnano (o fanno la fame, e cambiano mestiere) in base ad esperienza, competenza e capacità come ormai avviene in pochissimi settori.
    non+autenticato
  • Mi capita molto ma mooolto raramente di poter sottoscrivere in toto quanto affermato da qualcuno, ma questo è uno di quei casi!!
    Analisi perfetta ed evidentemente proveniente da qualcuno che sa di cosa sta parlando.

    Ciao
    Massimo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Attilio Lombardi

    > E dunque, qual è il criterio per istituire
    > un'albo, che metta dentro alcuni a scapito
    > di altri, normalmente più esperti, che hanno
    > iniziato l'attività negli anni '80, e quindi
    > senza la POSSIBILITA' di conseguire un
    > titolo ad hoc ?
    > Semplicemente, il criterio non esiste.

    Semplicemente, si fa come i giornalisti ed i pubblicisti: un esame.
    Pero` tu dici:


    > Prova d'arte ? Verrebbe fuori un pastrocchio
    > all'italiana,

    *NON* si sta parlando affatto di certificare capacita`, si sta parlando di *AUTOTUTELA*.
    Un giornalista *NON* diventa un *BUON* giornalista solo perche` supera l'esame e si iscrive all'albo, questo lo sanno tutti, pero` prova a denunciare un giornalista e poi vedi in quale modo viene difeso dall'ordine.

    Non iniziamo a confondere eventuali certificazioni di capacita` professionali con l'autotutela, sono due cose totalmente diverse.


    > La realtà è che un sindacato proteggerebbe
    > solo i rookies che vogliono andare a fare i
    > dipendenti dalla durezza del turnover e
    > della gavetta iniziale, senza alcuna
    > garanzia sulle capacità effettive, anzi
    > tendendo al livellamento per titoli.

    Un sindacato proteggerebbe quelli che non vogliono fare, per tantissime ragioni, i liberi professionisti.


    > I professionisti senior, quelli di cui
    > sopra, quelli che "vengono da lontano" non
    > hanno alcun bisogno di "tutele" che
    > sottendono livellamenti verso il basso,
    > immotivate esclusioni o balie caritatevoli
    > sotto le vesti di un "albo" protezionistico,
    > poichè guadagnano (o fanno la fame, e
    > cambiano mestiere) in base ad esperienza,
    > competenza e capacità come ormai avviene in
    > pochissimi settori.

    Ok, la prima volta che ti foreranno un server e ci metteranno su un sito sado-pedo-porno poi capirai perche` un ordine ti sarebbe stato utile.

    non+autenticato

  • - Scritto da: villo
    >
    > Semplicemente, si fa come i giornalisti ed i
    > pubblicisti: un esame.
    Certo: una bella prova d'arte M&M, ovvero Mafia & Massoneria.
    I pubblicisti contano gli articoli in un periodo, qui che si fa, il conto delle LOC prodotte ?
    Come se trentamila righe in assembler fossero in qualche modo comparabili con un numero arbitrario di righe in PHP o VBS o Perl... siamo seri, per cortesia.
    E poi, la famosa "prova comparativa" si legge in italiano "prova col compare (del padrino)", come per gli ingegneri civili, gli architetti, i baroni della medicina, i notai, etc.
    Ecco come funzionano le associazioni professionali in Italia, fin dai primi tempi della DC. Il resto sono belle chiacchiere.

    > Pero` tu dici:
    >
    > > Prova d'arte ? Verrebbe fuori un
    > pastrocchio
    > > all'italiana,
    >
    > *NON* si sta parlando affatto di certificare
    > capacita`, si sta parlando di *AUTOTUTELA*.
    Ma tutela di che ? Da chi ? Contro i datori di lavoro ? Serve solo ai ragazzini inesperti, per i primi due o tre anni di gavetta. Che non ha mai ammazzato nessuno.
    Contro quelli che "usurpano" il mestiere ? Sono la stragrande maggioranza, e lo saranno per un pezzo, fino ad esaurimento generazionale e/o a modifica radicale dei piani di studio e formazione para/post/pseudo universitaria... e se non hanno amici accademici per l'esame, in quanto non laureati o non tecnici, devono cambiare mestiere anche se abilissimi ? Sciocchezze apodittiche.
    O si fa una sanatoria d'ingresso, come l'albo dei ragionieri commercialisti, poi abolito per manifesta inutilità ?
    Le corporazioni servivano nel medioevo... le uniche associazioni utili sono quelle come IEEE ed ACM, che non pretendono di "tutelare" alcunchè.

    > Non iniziamo a confondere eventuali
    > certificazioni di capacita` professionali
    > con l'autotutela, sono due cose totalmente
    > diverse.
    L'esclusione per motivi futili da un eventuale albo è intrinsecamente una certificazione di incapacità professionale, basata sul nulla.

    > Un sindacato proteggerebbe quelli che non
    > vogliono fare, per tantissime ragioni, i
    > liberi professionisti.
    Chi vuole a tutti i costi la balia aziendale ed il "posto fisso" (ROFL) è cmq inquadrato nei CCNL più generici, come qualsiasi segretaria, progettista, archivista, quadro, e via citando, se l'azienda è appena più grande di un fazzoletto.
    Se poi le aziende in Italia sono mediamente piccole, e quindi non sindacalizzate, non è colpa di nessuno...

    > Ok, la prima volta che ti foreranno un
    > server e ci metteranno su un sito
    > sado-pedo-porno poi capirai perche` un
    > ordine ti sarebbe stato utile.
    Appunto, la corporazione che hai in mente sarebbe semplicemente un ottimo sistema per togliere le castagne dal fuoco agli incompetenti, deresponsabilizzando gli operatori nel settore più di moda.

    Per la cronaca, non mi occupo di *net nel modo più assoluto. Se commetto errori di progettazione in qualche lavoro ho la mia bella polizza privata di responsabilità professionale con dei sani massimali, che pago ben più volentieri di qualsiasi obolo, decima o tassa sul macinato destinata ad inutili sovrastrutture, incapaci per definizione di fare il mio interesse meglio di quanto sappia farlo da me.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Attilio Lombardi

    > Ma tutela di che ? Da chi ? Contro i datori
    > di lavoro ? Serve solo ai ragazzini
    > inesperti, per i primi due o tre anni di
    > gavetta. Che non ha mai ammazzato nessuno.

    Ok, e` inutile chiacchierare con te.
    *NON* vuoi capire.
    E come spirito corporativistico nel senso peggiore del termine ne hai piu` tu che tutti gli altri in questo forum: i gggiovani? cazzi loro.
    Ecco quello che significa la tua affermazione.


    > > Ok, la prima volta che ti foreranno un
    > > server e ci metteranno su un sito
    > > sado-pedo-porno poi capirai perche` un
    > > ordine ti sarebbe stato utile.
    >
    > Appunto, la corporazione che hai in mente
    > sarebbe semplicemente un ottimo sistema per
    > togliere le castagne dal fuoco agli
    > incompetenti, deresponsabilizzando gli
    > operatori nel settore più di moda.

    Ah si?
    Incompetenti?
    Conosco parecchie persone *COMPETENTI* che si sono viste forare i sistemi a causa di buchi nel software, e intendo proprio persone *COMPETENTI*, con software aggiornato, peccato che siano state bucate *PRIMA* di qualsiasi advisor.

    Certo a te non capitera` mai, sei un drago, un vero e proprio deus ex machina fra i sistemisti, e poi hai la tua bella polizza di responsabilita` civile...
    Peccato che nel caso ti capitasse, due o tre annetti in balia di avvocati con la paura delle prime udienze li passeresti...


    > Per la cronaca, non mi occupo di *net nel
    > modo più assoluto.

    Per la cronaca, mi occupo di *net (come la chiami), ho la mia polizza, ma un collegio professionale mi farebbe sentire piu` al sicuro.
    In tutti i sensi, visto che cause per parcelle da 300.000 Lire non pagate non ho proprio voglia di intentarne, e ne ho gia` quattro collezionate...


    > inutili sovrastrutture, incapaci per
    > definizione di fare il mio interesse meglio
    > di quanto sappia farlo da me.

    Ok, arrangiati, spero ti vada *SEMPRE* bene.
    non+autenticato
  • Sto leggendo con molta attenzione ed interesse il dibattito suscitato sia dall'intervento di Cofferati che più in generale sulla necessità o meno di un sindacato per il settore informatico.
    Sono un sindacalista della Cisl dei metalmeccanici a Milano.Non sono molto convinto sulla effettiva utilità di un associazione professionale anche perchè quelle esistenti sono diventate vere e proprie corporazioni che per fare gli interessi di pochi escludono i molti che vorrebbero entrare. Mi sono occupato anche di aziende informatiche e le necessità che venivano dai lavoratori erano di definire strumenti contrattuali specifici per il settore. Sicuramente il contratto nazionale non mette in evidenza le particolarità del vostro lavoro. Il contratto nazionale però non esuurisce la contrattazione in quanto molti sono gli accordi aziendali che cercano di riconoscere in modo trasparente, non discrezionale per le imprese, orari, trasferte, retribuzioni, formazione e altro.
    Forse bisognerebbe conoscere meglio quello che la contrattazione aziendale ha definito., gli accordi se interessa sono visionabili e sono stati fatti sempre con il consenso degli interessati spesso non iscritti ad alcun sindacato.
    Allo stesso modo il sindacato bisognerebbe conoscerlo, ho letto opinioni che non corrispondono alla realtà anche perchè la scelta di aderire è unicamente volontaria e non ci sono impedimenti di sorta per disdire l'iscrizione.
    Buon lavoro
    non+autenticato
  • comprendo che qui ci siano diverse posizioni pro o contro la questione.
    Il sindacato vuole entrare nella niu economi? sta bene. Cominci a far promuovere la formazione professionale del settore (ma fatta seriamente no a ca**o come molti fanno oggi) impegnandosi a far rilasciare qualifiche REALMENTE valide e riconosciute.
    E badate, non parlo di sempici pezzi di carta del menga ma di gente che prepari ed aggiorni davvero i lavoratori del settore evitando da un lato lo sciacallaggio di risorse di ragazzi che iniziano ora a lavorare nel settore e dall'altro facciano cultura del lavoro (cosa che in italia non fa praticamente nessuno).
    Nel corso FSE dove insegno ho detto chiaro e tondo ai ragazzi questo: "usate la testa e cercate di capire che aria tira. se la ditta fa la furba dategli il benservito. Dovete si far gavetta ma a tutto c'e' un limite. E soprattutto dovrete dimostrare che voi siete piu' validi dei ragazzini che fanno lo stesso lavoro per 500 mila anziche' 1 e mezzo".
    In poche parole insegno loro non soltanto la materia in se ma una cultura del lavorare e del valorizzare se stessi e quello che si fa.
    Cosa che alcun sindacato in italia e' riuscito a fare negli ultimi 50 anni.
    Io auguro a questi signori sindacalisti di farsi un serio esame di coscenza e di creare una rete seria di supporto soprattutto ai ragazzi che lavorano in questo settore.
    La gente dopotutto la tuteli davvero con poche cose ma giuste e mirate, non certo con la leggina sparacontributi o l'ennesimo pacco di soldi buttati a caso nei faraonici progetti di riqualificazione del meridione centrosud/est/ovest/nord.
    Guardate ad esempio quanto lasciano in sicilia per la formazione dei lavoratori e cosa davvero organizzano dopo aver foraggiato i vari macchinari ingrassa soliti.
    non+autenticato
  • Tutto giusto quello che dici, solo che i sindacati non c'entrano nulla, non sarebbero altro che un'altra organizzazione che farebbe di tutto per farsi pagare il servizio, diminuendo ancora i soldi a disposizione per fare il lavoro vero.

    In Italia abbiamo bisogno di ridurre il numero degli enti che si occupano delle cose, di accorciare la catena tra chi dà e chi riceve, tra chi decide e chi esegue effettivamente.
    Noi, come in tutti i paesi di stampo socialista (sovietico) abbiamo, anche grazie ai sindacati, imparato la furbissima arte di moltiplicare i posti di lavoro a parità di lavoro eseguito.

    Adesso è ora che impariamo l'arte molto più seria di moltiplicare il lavoro fatto a parità di posti di lavoro, di eliminare gli enti inutili e i parassiti.

    In un'Italia dove esistono ormai infinite leggi per la tutela dei lavoratori, dove la salute del lavoratore è tutelata per legge, dove è praticamente impossibile licenziare un dipendente anche se fannullone, mi spieghi a cosa serve regalare ogni anno 800 miliardi a Cofferati?

    Ciao
    Massimo
    non+autenticato
  • Caro intellettuale, com'è che i miei dipendenti guadagnano come me (che sono il capo) lavorando la metà?

    Ti assicuro che non sono un evasore.

    IN ITALIA I LAVORATORI SONO TUTELATI ECCOME!!! Hanno i minimi contrattuali, hanno le ferie pagate, tredicesime, quattordicesime...ecc....ecc..

    CHI INTRAPRENDE NO
    non+autenticato
  • ....ecco ciò che hanno tolto i sindacati !!
    Vabbene le lotte per le condizioni migliori, le ferie, l'orario e quant'altro....
    ....ma a cosa siamo arrivati ? che chi lavora bene viene pagato tanto quanto chi lavora male...
    A me non sembra giusto.
    Io faccio con coscienza e scrupolo il mio lavoro, ed esigo di essere pagato più e meglio di color i quali (e ce ne sono tanti...) lavorano giusto per porare a casa la pagnotta!
    Io credo che la verità stia nel mezzo. Giusto i sindacati per le tutele "di base", ma ibntrodurre un po' di sana meritocrazia e xcompetitività non guasterebbe....
    ...ma qualcuno ha pensato a prendere a prestito un po' (non tutto) il modello USA ?
    non+autenticato
  • ma v#ff#ncu@o te e il modello usa vaia vaia....
    in realta' poi non e' nemmeno come la racconti tu
    ,in ufficio mi pare piu' che prenda di piu' e salga di piu' che LECCA ED E' PIU' DISPONIBILE A SACRIFICARSI, specie fuori orario e specie senza straordinari....
    e le donne, loro salgono sempre, anche quando non sanno nulla, chissa come mai

    cmq ribadisco f#tt!t! te e tutti quelli che la pensano come te....pecorone

    @

    - Scritto da: The Maty
    > ....ecco ciò che hanno tolto i sindacati !!
    > Vabbene le lotte per le condizioni migliori,
    > le ferie, l'orario e quant'altro....
    > ....ma a cosa siamo arrivati ? che chi
    > lavora bene viene pagato tanto quanto chi
    > lavora male...
    > A me non sembra giusto.
    > Io faccio con coscienza e scrupolo il mio
    > lavoro, ed esigo di essere pagato più e
    > meglio di color i quali (e ce ne sono
    > tanti...) lavorano giusto per porare a casa
    > la pagnotta!
    > Io credo che la verità stia nel mezzo.
    > Giusto i sindacati per le tutele "di base",
    > ma ibntrodurre un po' di sana meritocrazia e
    > xcompetitività non guasterebbe....
    > ...ma qualcuno ha pensato a prendere a
    > prestito un po' (non tutto) il modello USA ?
    non+autenticato
  • Credo che il livello della tua risposta la dica lunga sulla tua qualità di individuo.
    Io non ti assumerei nemmeno a spalare il letame... (con tutto il rispetto per chi fa questo lavoro).
    Ne approfitto per un'aggiuntina:
    Il lavoro è merce di scambio come qulsiasi altra secondo me.
    Ha una sua domanda, una sua offerta, di conseguenza un suo prezzo.
    6/7 anni fa un programmatore HTML poteva chiederti anche 500.000 a pagina per un sito.
    Adesso con i vari FPage & C. anche mia nonna a 92 si può fare il suo sito Internet.
    Di chi è la colpa secondo voi ?
    Secondo me il problema è che non è mai stato creato un albo professionale o qualsosa di simile.
    Studio legge per 5 anni, ma per fare l'avvocato devo avere tirocinio, pratica e quant' altro.
    Per mettere in piedi un sito internet no. Perché ?
    non+autenticato
  • D'accordo con te sulla qualità dell'individuo di sopra, ma mi lascia perplesso la tua invocazione di un albo per impedire che tua nonna 92enne possa fare pagine web.

    Se, allo stato attuale delle cose, sei capace di fornire le stesse prestazioni di una nonnetta di 92 anni, non puoi pretendere di essere pagato mezzo milione a pagina per quel lavoro.

    Quindi o nel frattempo hai trovato un altro modo di farti pagare bene o sei fregato, albo o non albo, perchè i calcoli in cemento armato tua nonna a 92 anni non li sa fare oggi come non li sapeva fare ieri e quindi è giusto che chi li sa fare sia pagato proporzionalmente.

    Il problema dell'IT è che l'evoluzione è continua e rapidissima e molto di quello che oggi vale 100 domani vale 10, ma ci sono anche cose che restano valide: direi che la forma cambia molto rapidamente, ma il contenuto no. Cioè se tu sai veramente "progettare" questo ti sarà sempre riconosciuto, indipendentemente da quanto sia facile formalizzarlo.

    Un buon programmatore o un buon progettista o un buon tecnico hw in genere non viene sminuito dall'uso di strumenti sw sofisticati, al contrario il suo prestigio ne viene accresciuto!!

    E' chiaro che se si ostina a fare le cose nel modo antico (anche solo di due anni fa) allora rischia di farsi fregare il lavoro dalla nonnetta!!
    non+autenticato
  • Sono daccordo con te, ma anche il progettista di pagine web è un lavoro e c'è chi lo fa col culo e chi lo fa' seriamente. Se tu intendi utilizzo di software sofisticati l'utilizzo di frontpage allora non ci siamo. Frontpage può anche apparire il programma + bello e sofisticato del mondo, ma tra fare un sito con frontpage e fare un sito scritto a mano con tanto di scripting lato server e client ce ne passa... E' qua che bisogna distinguere la gente seria dalla gente che non ha proprio voglia di fare niente.
    Anche per il webmaster bisognerebbe fissare una graduatoria nella quale si specifica la bravura dello stesso perchè io ne conosco tantissimi di webmaster, e ce ne sono di tutti i colori, chi usa frontpage (che dovrebbe guadagnare non + di 2 lire al mese) e chi ha studiato per farlo (che merita MOLTO di più).
    non+autenticato
  • Siamo perfettamente d'accordo, è proprio quello che volevo dire io. Se sei capace a fare le pagine web con gli stessi strumenti che usa tua nonna devi essere pagato quanto lei (con una torta di mele Sorride)).

    Se sei uno serio, Front Page non lo prendi nemmeno in considerazione e offri un servizio che con Front Page non è proprio possibile fornire.

    Questo intendevo dire quando parlavo di imparare a fare cose nuove che cinque anni fa non esistevano e non pretendere di continuare a farsi pagare per delle paginette statiche con un titolo e due figure.

    Ciao
    Massimo
    non+autenticato

  • > Se sei uno serio, Front Page non lo prendi
    > nemmeno in considerazione

    e questo ch l'ha deciso? Con FP posso farmi delle tabelle, posso fonderle insieme utilizzando PHP e MySql....

    non è lo strumento che fa il professionista, il professionista sceglie degli strumenti (non necessariamente i migliori) e crea un risultato unico
    non+autenticato
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