FreeGo/ L'avventura di un rimborso Windows

di Davide Barbieri. Ottenere il rimborso per Windows e gli altri software in bundle con i computer Dell Italia in un'odissea senza fine

Web - Verso settembre del 2001, la mia azienda ha cercato di comprare dei computer da Dell. Ci siamo rivolti a Dell, in quanto siamo sempre rimasti soddisfatti dei loro prodotti e lo siamo tuttora.

All'atto dell'accordo commerciale abbiamo chiesto di poter comprare i computer, cioè alcuni portatili, workstation e server, senza il sistema operativo o qualsiasi altro software allegato: la nostra azienda è una azienda che si occupa di software libero e avevamo intenzione di installare, così come poi abbiamo fatto, Debian GNU/Linux su tutte le macchine in questione; ecco perché non volevamo il sistema operativo che di solito viene allegato ai computer che si comprano: Microsoft Windows.

Non discuto sulla qualità di Microsoft Windows, rispetto a GNU/Linux, semplicemente questa storia riguarda la libertà dell'utente di poter scegliere cosa avere sul proprio PC.
Quando il nostro commerciale di riferimento ci ha detto che non era possibile avere tutte le macchine senza sistema operativo, data la fretta di avere le macchine, le abbiamo acquistate ugualmente, dopo aver letto attentamente il contratto "Condizioni Generali", che attesta la validità della licenza del software per tutto ciò che riguarda il software; la licenza di Windows e di molto software in commercio, come si può facilmente verificare, prevede infatti il rimborso del software nel caso non lo si usi o non si sia in accordo con i termini della licenza stessa.

Tempo fa, questa licenza era chiusa dentro il pacchetto software, per cui si scopriva solo dopo avere aperto il pacchetto che si sarebbe potuto chiederne il rimborso nel caso non si volesse accettare la licenza: purtroppo, aprire il pacchetto, significava proprio accettare la licenza.

Negli ultimi anni, fortunatamente, la licenza appare scritta sullo schermo quando si accende il computer per la prima volta; siamo ancora in una situazione non ottimale, in quanto un utente poco attento potrebbe facilmente non prendere atto completamente di ciò che viene scritto sullo schermo, ma è già qualcosa.

Quando ci sono giunte le macchine in azienda, fiduciosi nel rimborso e dopo avere controllato la licenza a video, abbiamo prontamente installato GNU/Linux e abbiamo iniziato ad accumulare una pila di programmi software che non utilizzavamo: alcuni Microsoft Windows 2000 Professional, alcuni Windows Me, altre copie di Microsoft Works e alcune di Norton Antivirus.

Ci siamo quindi accertati che nelle rispettive licenze ci fosse quello che ci aspettavamo: infatti queste attestavano a chiare lettere la possibilità di richiedere un rimborso completo del software nel caso non si volesse utilizzarlo. Abbiamo iniziato, quindi, a cercare informazioni su come procedere alla richiesta di rimborso attraverso il sito Dell. La licenza dice esplicitamente infatti che, per il rimborso, ci si deve rivolgere al produttore del PC e non a quello del software, quindi, nel nostro caso a Dell, non a Microsoft.

Dal primo momento in cui ho cercato di contattare Dell per avere maggiori informazioni al momento in cui finisce questa storia, abbiamo mandato diverse email al servizio clienti, ho fatto almeno trenta telefonate, ho parlato con molte persone, sono stato indirizzato a molte altre; tutto questo, perché, chiaramente, con la nostra richiesta abbiamo creato un po' di scompiglio: non molti sembrano sapere che chiedere il rimborso, in certi casi, si può.

Non lo sembrano sapere nemmeno le case produttrici di computer, che in questo caso, sono pure coloro che devo rimediare e rimborsare il software. Microsoft ha con queste case un chiaro accordo, evidenziato anche nella licenza, che una volta venduto Windows con il computer la responsabilità di tutto (danni, rimborsi e quant'alto) ricade sul produttore di PC, non su Microsoft.

Vorrei in questa sede fare i complimenti a Microsoft: piacerebbe anche a me avere nella mia azienda persone in grado di strappare questi accordi; accordi così ben fatti da dare gli onori (monetari) a Microsoft e gli oneri a terzi (i produttori di PC), rimanendo in ambito perfettamente legale.
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