Cisco, scatta l'ora di IPv6

Cisco si prepara a lanciare sul mercato i primi router con supporto all'IPv6 inaugurando così di fatto una nuova era per Internet e i servizi on-line. Tutto ciò 26 anni dopo l'invenzione del TCP/IP da parte di Cerf e Kahn

San Jose (USA) - Sono anni ormai che si sente parlare di IP versione 6 (IPv6) e sono anni che Cisco si prepara al grande evento: dare inizio al passaggio che tra non molto tempo manderà definitivamente in pensione l'ormai obsoleto IPv4.

Durante il Global IPv6 Summit di Osaka, Stephen E. Deering, di Cisco ha annunciato che la sua azienda rilascerà i primi router con supporto IPv6 verso la fine del prossimo febbraio, una data che è stata posticipata rispetto alle previsioni dello scorso marzo, che parlavano di autunno del 2000.

Il passaggio da IPv4 a IPv6 procederà per stadi durante i quali le prestazioni miglioreranno gradatamente, mano a mano che si riuscirà ad ottimizzare il software e verranno implementate un maggior numero di funzioni. La fase calda inizierà verso la metà del 2001, quando cominceranno ad apparire i primi grossi dispositivi di routing IPv6 e le grandi aziende cominceranno ad adeguare le loro reti.
In questa fase di passaggio tutti i dispositivi di routing IPv6 manterranno la compatibilità verso il passato grazie a tecnologie come il Multiprotocol Label Switching (MPLS), che si preoccupa di traslare gli indirizzi IP dalla vecchia alla nuova versione.

La transizione da IPv4 a IPv6 sembra mettere simbolicamente fine all'adolescenza della Rete, un'adolescenza durante la quale gli "architetti" della Rete hanno cercato di mettere qualche pezza alla corrente versione dell'IP, ma, come sappiamo, le "pezze" servono solo a guadagnare tempo e rimandare il giorno della rottura. Quel giorno è ormai vicino: ora che le connessioni ad Internet divengono sempre più veloci, economiche e "pervasive", c'è tutta una nuova generazione di servizi a pagamento pronta a decollare, servizi che però hanno bisogno di una serie di funzionalità, fra le quali sicurezza, autenticazione, qualità del servizio (QoS).

Ma la novità più attesa dell'IPv6 è quella del consistente allargamento dello spazio di indirizzamento, passato da 32 a 128 bit. Questo significherà poter contare su di un numero virtualmente illimitato di indirizzi, di certo non comparabile con i "soli" 4,2 miliardi offerti da IPv4. Finalmente si potrà disporre di uno o più indirizzi IP per ogni abitante del pianeta e si potranno abbandonare tecniche come il NAT per la traduzione degli indirizzi privati in indirizzi pubblici.

IPv6 introduce anche un sistema per la configurazione automatica degli indirizzi, un meccanismo che permette di assegnare dinamicamente un IP address valido alle singole schede di rete ed alle net appliance (switch, router, ecc.). Oltre a questo, sarà poi possibile assegnare più indirizzi IP ad un solo indirizzo fisico senza dover continuamente aggiungere configurazioni alle tabelle di traduzione degli indirizzi di rete o del DNS.