Gasparri: cambiamo le licenze TLC

Il ministro sostiene che è ora di arrivare ad una razionalizzazione perché gli operatori sono troppi. E certe licenze vanno modificate

Roma - La liberalizzazione del mercato, l'unbundling con le opportunità dell'ultimo miglio, lo sfruttamento delle nuove tecnologie di comunicazione, il wireless ed internet sono elementi che hanno tutti contribuito al fiorire di nuovi operatori di telecomunicazione in Italia. Ma sono troppi, almeno a sentire il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.

La soluzione a quello che viene percepito come un sovraffollamento del mercato, secondo Gasparri è una "adeguata razionalizzazione". "Sono nate - ha infatti dichiarato ieri il ministro - troppe realtà ed è forse il momento di pensare ad una razionalizzazione. Anche nel mobile ci sono troppe compagnie e troppe licenze".

Le parole del ministro, destinate probabilmente a suscitare vaste polemiche, sono state accompagnate dall'assicurazione da parte di Gasparri che "lo Stato non farà salvataggi" a favore delle imprese italiane. E che anzi, visto l'interesse suscitato sui mercati internazionali per l'acquisizione delle aziende "il governo seguirà questi processi fisiologici che nascono sul mercato".
Ma il vero nodo delle dichiarazioni di Gasparri è quello relativo alle licenze, punto-chiave delle attività di tutti gli operatori. Secondo quanto riferito da Gasparri, il Governo sarebbe già al lavoro per valutare "la durata delle licenze" UMTS, ispirandosi al modello francese, dove "hanno fatto cambiamenti". Secondo Gasparri non c'è da stupirsi di questo orientamento: "Se cambia il contesto, non c'è nulla di strano a rivedere le regole".
11 Commenti alla Notizia Gasparri: cambiamo le licenze TLC
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  • Il probelma è uno solo: Gasparri, poverino, fu ripescato all'ultimo momento quando si trattò di formare il governo Berlusconi. Il ministero delle Comunicazioni era stato abolito dal precedente governo e le competenze trasferite ad "Attività produttive" e "Autorità".
    Il "povero" Gasparri si dovrà pur conquistare una sua visibilità politica! E se per fare questo bisogna spararle grosse, lasciamolo fare, tanto non conta niente. Al max può fare il servo del principe (vedi vicenda RAI).

    non+autenticato
  • ... di un ministro che dovrebbe rappresentare un governo che segue l'idea dell' imprenditorialismo libero (almeno in teoria, no?).
    O forse si è lamentato uno dei suoi amici imprenditori che c'è troppa concorrenza sul mercato ... ma nooooo, sono troppo malizioso!
    non+autenticato
  • Ma Gasparri sa quel che dice?
    non+autenticato
  • cominciamo a far pagare le multe agli
    "amici"
    cominciamo a divere i cablaggi dai servizi telefonici
    Dubito che si farà qualcosa per lo sviluppo del paese ......
    sono certo che si farà molto per gli "amici" ...
    BB ...
    BERLUSCA BLU
    noi puffi siam così

    :^)
    non+autenticato
  • Seriamente :
    (se ci riesco)

    trovo scandaloso che la società che detiene
    l'accesso alla rete gestisca anche i servizi
    ogni riferimento a Telefottutacom non è casuale.
    Anche per la rete mobile con una gestione separata
    degli accessi porterebbe essere migliorata


    Se il controllo della rete fosse dato in gestione
    dallo stato alle imrese con rinnovi quinquennali
    mediante gare a livello europeo

    il risultato potrebbe essere
    ottimizzazione delle risorse e delle competenze
    definizione "facile" degli Standard
    meno antenne
    meno strade sfasciate
    (causa passaggio cavi ridondanti)
    che volete sono un sognatore che crede :
    meno mafia
    più progresso (e soldi)
    per tutti

    uno slogan che il Berlusca ha scordato
    non+autenticato
  • E' vero che siamo in tanti e non ci sono solo le oltre 50.000 firme della petizione lanciata da P.I. ma ci sono tanti, tantissimi altri utenti interessati alla questione del costo della connettività.

    Non le starò certo a raccontare le ovvietà che ormai sono sulla bocca di tutti gli interessati o i dati oggettivi di chi è più avanti del nostro paese nella diffusione delle nuove tecnologie.

    Voglio solo focalizzare l'attenzione sulla necessità dell'utilizzo di connettività "a buon prezzo" che è un'esigenza di molti che non hanno la fortuna di poterselo permettere. I costi alti in Italia sono frutto di un'impostazione monopolistica, spremitrice che non fa che creare danni.

    Il suo intervento è auspicabile perché non si crei all'interno del nostro paese il noto "digital devide", che invece sembra sempre più rappresentarsi con tutta la sua "potenza" e che rischia di renderci così diversi all'interno del nostro paese e con il tempo ci dividerà.

    L'utilizzo dello strumento Internet è divenuto centrale nella costruzione di un sapere, di un conoscere che non deve essere appannaggio dei più ricchi. Deve essere un vantaggio per tutti gli italiani e solo così lo sarà per l'Italia.

    Ho ben studiato la storia e mi posso rendere conto, io come chiunque, di quanto valga, in termini pratici, la conoscenza a confronto dell'ignoranza.

    L'11 settembre ha insegnato, certamente in modo drammatico, a tutti noi che l'evoluzione delle culture e delle individualità non può essere relegata ad un solo gruppo di persone ma deve essere alla portata di tutti.

    Internet è un mezzo per difendersi dall'ignoranza. L'ignoranza è il peggior nemico della nostra civiltà.
    Internet è uno strumento di conoscenza, di approfondimento, è una risposta.

    Ignorare l'importnza di un costo possibile per la connessione a Internet è certamente un errore storico. Uno di quegli errori che si ripercuotono sul futuro, quel futuro che è già domani vista l'accelerazione dei tempi che viviamo.

    Grazie per l'attenzione.

    Antonio Stenno

    non+autenticato
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