Italia, i negozi son pirati informatici?

A Vicenza e Verona mega-ispezione ordinata dai tribunali delle due città porta alla luce il clamoroso dato: su 60 negozi di informatica controllati il 40 per cento vendeva software contraffatto

Roma - Quanto è diffusa la pirateria informatica nei negozi specializzati italiani? Se si prendessero a campione statistico i risultati delle indagini appena realizzate a Vicenza e Verona si potrebbe ritenere che la quantità di pirateria nel retail informatico sia elevatissima. In una indagine condotta nelle due città per ordine dei tribunali locali, infatti, in 25 negozi di prodotti informatici su 60 sono stati individuati software contraffatti in vendita.

A quanto pare l'indagine è scattata dalle segnalazioni della Divisione antipirateria di Microsoft Italia. Maria Paola Germano, che dirige questo settore di attività Microsoft, ha spiegato: "Avevamo ricevuto segnalazioni da parte di numerosi consumatori che chiedevano chiarimenti del perché ci fossero così marcate differenze fra i prezzi di vendita praticati da rivenditori della stessa città per gli stessi prodotti".

"Le segnalazioni - spiega Germano in una nota - hanno portato alla luce che veniva venduto al consumatore software illegalmente riprodotto a prezzo inferiore a quello di listino, spacciandolo per originale. Non solo, successive indagini hanno evidenziato che spesso veniva offerto software pirata spacciandolo per "sconto" sul prezzo dell' hardware. In questo modo rivenditori senza scrupoli godevano della maggiore facilità di vendita generata dal migliore prezzo del prodotto, una pratica di concorrenza sleale tutt'altro che ignota, e contro la quale i rivenditori "onesti" sollecitano spesso un nostro intervento".