Confermato: a pagamento laRepubblica online

Come largamente anticipato da Punto Informatico, la versione cartacea del quotidiano sarà consultabile online solo a pagamento. Parte un primo approccio dalla durata di un mese. Ecco cosa accadrà

Confermato: a pagamento laRepubblica onlineRoma - Ci hanno pensato a lungo e ora hanno tirato fuori un'offerta che può interessare sicuramente moltissimi utenti internet: come ampiamente anticipato da Punto Informatico la versione cartacea del quotidiano "laRepubblica" diventa a pagamento e sarà condita con importanti chicche.

Da oggi sul sito Repubblica.it è possibile accedere alla sezione dedicata a "Repubblica extra" cliccando su "il giornale in edicola", un servizio che di fatto sostituisce la pubblicazione online gratuita degli articoli apparsi sul cartaceo e che chiede agli utenti la registrazione.

In cambio, però, offre per un mese di prova gratuita l'accesso ad un nuovo sistema di consultazione via internet degli articoli pubblicati su carta. Dalle otto del mattino in poi, ora in cui vengono messi in linea i nuovi contenuti, si possono comodamente sfogliare le pagine, grandi mappe jpg dalle quali con un clic è possibile accedere all'articolo in formato HTML che si apre in una finestra sulla pagina.
Prima pagina de laRepubblicaIn più, oltre alla sfogliatura tradizionale delle "pagine", è anche possibile leggere gli articoli de laRepubblica andando direttamente alle sezioni di interesse. Nelle sezioni sono comprese anche le cronache cittadine coperte dalle redazioni locali del quotidiano e, dunque, Palermo, Torino, Firenze, Napoli, Roma, Milano, Bologna e Genova.

Il primo mese del servizio, come accennato, è gratuito. Dal 15 dicembre, invece, laRepubblica "cartacea ma online" sarà consultabile soltanto dietro il pagamento di un abbonamento il cui importo non è ancora stato comunicato dalla testata del Gruppo l'Espresso. Ma sarà un abbonamento che potrebbe convincere molti: offrirà anche un motore di ricerca per parola chiave in tutti gli articoli, consentirà di scaricare il giornale in formato pdf e di consultare l'intero archivio de laRepubblica dal 1984 ad oggi.

La mossa de laRepubblica ricorda da vicino quanto ha scelto di fare in tempi recenti il New York Times, forse il più prestigioso quotidiano americano. Arricchito da una imponente produzione online, il sito del NYTimes offre anche l'accesso a pagamento alla versione cartacea ma digitalizzata del quotidiano. Un'operazione i cui risultati devono ancora essere tracciati ma che, proprio come quella de laRepubblica, sarà attentamente monitorata da molti osservatori del mercato.
78 Commenti alla Notizia Confermato: a pagamento laRepubblica online
Ordina
  • Non capisco l'indignazione, certo anche io la mattina leggevo "la Repubblica" dal sito e godevo della comodità e del costo zero, ma ero anche certo che prima o poi la "pacchia" sarebbe finita.
    Quello che veramente mi da un pò ai nervi è il fatto che visto che è un servizio dato in rete è scontato che sia gratuito. Ma ditemi un pò, chi è il filantropo che mette a disposizione gratuitamente il lavoro di tutte le redazioni di un grande quotidiano nazionale, avete idea di quanto alti siano i costi? Beh avendo lavorato in quella realtà e sapendo cosa significhi in termini economici mantenere una struttura come quella, mi stupisco che lo stesso Repubblica.it che se non sbaglio ha una quindicina tra redattori
    e grafici rimanga gratuita. Se vogliamo che la rete rimanga al di fuori delle logiche di mercato dobbiamo rinunciare ad un certo tipo di servizi e leggere informazioni messe a disposizioni da piccole realtà o addirittura da privati, quindi ancora più a rischio di faziosità. Insomma evitiamo le crociate e usiamo un pò di coerenza, che tanto sappiamo tutti che la verità come al solito sta nel mezzo.
    non+autenticato
  • ma solo se la stampa italiana si rendesse più libera dalla politica e dal politicante....
    non+autenticato
  • Ma io mi domando una cosa: ma qualcuno di voi compra il giornale?
    Una persona che compra il giornale cartaceo non vedo perché non debba abbonarsi anche a quello on line, che può fungere come complemento ed è utile al fine di trovare risorse preziose per eventuali approfondimenti, su temi che per ovvie ragioni su un giornale cartaceo non possono essere necessariamente trattati in maniera esaustiva.

    Io ad esempio il giornale non lo compro, perché in metropolitana a Milano ne distribuiscono tre gratuitamente: Metro, Leggo, City.

    Inoltre c'è "Il nuovo" del gruppo Ibiscom, sempre per le notizie di carattere generale. E come questo tanti altri.

    Poi mi documento su altri siti quali: www.programmazione.it, punto informatico e diversi siti americani.

    Le agenzie stampa dalle quali i giornali prendono le notizie, non vivono d'aria. Anche i giornalisti mangiano. Non potete pensare di avere informazione ad un certo livello gratis. E' possibile soltanto nel caso in cui un giornale viva di sola pubblicità. Ma non è il caso di Internet poiché questo modello è saltato.

    Ed i futuro vedremo sempre più sezioni a pagamento sulla rete e la gente si abituerà a pagarli.

    Io questi discorsi comunisti non li condivido proprio. Paragonare notizie flash e commenti, ciò che si può fare gratuitamente, all'attività redazionale di un giornale è un grave errore.

    Ma pensate che a Milano nonostante ci siano tre quotidiani gratuiti ed una serie di risorse in rete, la gente compra lo stesso la stampa, repubblica, il corriere della sera, ecc.

    Pensate che siano tutti quanti scemi?

    Fate le vostre riflessioni e ringraziate il cielo che ci sono persone che hanno visto in Internet un business altrimenti non sarebbe mai stato tale.

    Anche sul fatto che l'informazione debba essere gratuita io nutro diversi dubbi. In fondo tutto ciò che è conoscenza è informazione. Vogliamo dare un valore ad una lavatrice e non darlo ad un testo tecnico di informatica o di psicologia?

    Però i soldi per lo swatch, i levis e la coca cola li spendete, così come per la lavatrice.

    Bene presto li spenderete anche per l'informazione; quella vera, quella profonda, quella esaustiva, dettagliata, quella che è costata tempo e denaro, quella che è giusto che si paghi.

    Se proprio pensate che spendere per comprare libri e per informarsi sia "reato" allora rimanete nella vostra ignoranza e nel decoro delle vostre mutande firmate.

    Ciao

    -Filippo
    non+autenticato
  • E' per combattere il tuo modo di ragionare che bisogna
    evitare di cedere alla tentazione di abbonarsi, anche
    se il prezzo dovesse rivelarsi allettante.

    Per come ragioni tu anche la TV andrebbe pagata
    eppure le televisioni private esistono e
    offrono programmi, spesso migliori del servizio
    pubblico, gratuitamente: il pagamento
    avviene in forma indiretta tramite la pubblicita'.

    A te piace la pay tv?
    E magari la scuola pay?
    E magari ti immedesimi nella caricatura
    del ministro Moratti fatta dalla Gialappas?

    Vuoi pagare? Paga tu. Pagati anche Windows XP
    che se cambi troppo hardware devi ripagarlo, paga il
    software "per il tempo che lo usi", paga
    gli elettrodomestici a consumo e la sedia
    su cui sei seduto pagala a ore.

    Se lasciati liberi di fare cio' che vogliono
    i grandi affaristi ci farebbero pagare anche per
    nascere e vivere, e far l'amore e procreare.
    Fermarli si puo'.

    Se fra qualche tempo le case discografiche saranno
    costrette a piegarsi e abbassare i prezzi sara'
    grazie all'esplosione di Napster e servizi
    simili, metodi che la gente ha per gridare
    NO! Il vostro CD a 40 mila io non lo compro.
    NO! il vostro giornale online (scomodo
    nella nuova impostazione, oltretutto) non lo voglio!

    Il tuo intervento e' un insulto a chi, a partire
    dalla redazione di punto informatico, fa
    informazione online gratuitamente, e sono
    migliaia di giornali. Da Internet guadagnano
    solo pubblicita', e vogliono anche i nostri
    soldi? NO!

    Ci sono solo due possibili futuri per questa
    iniziativa: un fallimento oppure lo stesso
    fenomeno che si e' verificato per l'articolo
    di Oriana Fallaci che si e' cercato di mantenere
    "riservato": diffusione per circuiti paralleli.

    Personalmente spero nel primo, perche' se anche
    dovessero presentarsi utenti che si abbonano
    per poi diffondere gli articoli, l'iniziativa
    dell'abbonamento avrebbe comunque successo
    e altre entita' proverebbero ad imitarla.

    Un'ultima cosa: il tuo messaggio si conclude
    con riferimenti all'ignoranza dei tuoi
    interlocutori. Complimenti, un ottimo modo
    per dar ragione al prossimoSorride

    Repubblica? NO!

    non+autenticato
  • - Scritto da: Gabriele
    > E' per combattere il tuo modo di ragionare

    Il mio modo di ragionare è la realtà.

    > Per come ragioni tu anche la TV andrebbe
    > pagata
    > eppure le televisioni private esistono e
    > offrono programmi, spesso migliori del
    > servizio
    > pubblico, gratuitamente: il pagamento
    > avviene in forma indiretta tramite la
    > pubblicita'.

    Forse non ti accorgi che la TV la stai pagando. La paghi comprandoti un paio di Nike che vengono fatte dalle mani di ragazzini e che alla Nike costeranno 5 mila lire al paio. Bene tu le paghi 300 perché la Nike spende miliardi e miliardi COMPRANDO pubblicità in TV che la massa guarda.
    Su Internet si è cercato di usare lo stesso modello della TV, dando servizi gratis e ripagandosi delle spese con le entrate pubblicitarie. Ma questo modello di business è saltato, le spese sono troppe ed i ricavi troppo bassi per sostenerle.

    > A te piace la pay tv?

    Io non ho né la televisione, né la pay TV, né quella satellitare, neppure una scheda TV nel PC, non la guardo e basta da ormai 6 anni. Vado al cinema che è più salutare e sto in mezzo alla gente.

    > E magari la scuola pay?

    Perché no, purché sia garantito anche i poveri di studiare, non vedo perché i ricchi non dovrebbero pagare l'istruzione dei figli.

    > Vuoi pagare? Paga tu. Pagati anche Windows XP
    > che se cambi troppo hardware devi ripagarlo,
    > paga il
    > software "per il tempo che lo usi", paga
    > gli elettrodomestici a consumo e la sedia
    > su cui sei seduto pagala a ore.

    Se pagassi gli elettrodomestici a consumo spenderei molto meno di quanto mi sia costato acquistarli ed avrei la garanzia che se si rompono qualcuno me li ripara senza tirar fuori una lira. XP non mi interessa in ufficio uso Windows 2000 e visto che lo uso l'ho pagato.

    > Se lasciati liberi di fare cio' che vogliono
    > i grandi affaristi ci farebbero pagare anche
    > per
    > nascere e vivere, e far l'amore e procreare.
    > Fermarli si puo'.

    Forse non ti sei accorto che è già così.

    > Se fra qualche tempo le case discografiche
    > saranno
    > costrette a piegarsi e abbassare i prezzi
    > sara'
    > grazie all'esplosione di Napster e servizi
    > simili, metodi che la gente ha per gridare
    > NO! Il vostro CD a 40 mila io non lo compro.
    > NO! il vostro giornale online (scomodo
    > nella nuova impostazione, oltretutto) non lo
    > voglio!

    Però di compri quello cartaceo. Pensi di lottare contro il sistema in questo modo?
    Ma tu lo prendi lo stipendio? Perché coloro chej fanno informazione per professione non devono?

    La qualità di un MP3 non è quella di un CD, non sto a fare disquisizioni tecniche, ma io i CD i li compro lo stesso anche se ci sono Kazaa, WinMX ecc. Che il prezzo poi sia troppo alto è davvero una vergogna, ma il problema è che sono tassatissimi. In altri paesi costano meno.

    > Il tuo intervento e' un insulto a chi, a
    > partire
    > dalla redazione di punto informatico, fa
    > informazione online gratuitamente, e sono
    > migliaia di giornali. Da Internet guadagnano
    > solo pubblicita', e vogliono anche i nostri
    > soldi? NO!

    Premetto che anche io come punto informatico faccio informazione on line gratuita da anni. Credimi, io conosco bene la realtà: se stanno diventando a pagamento è perché la pubblicità non si vende e quella poca che si vende si vende a prezzi molto bassi. Le entrate non bastano a sostenere le spese. Non hai visto che anche Slashdot metterà i banner grossi e forse in futuro farà pagare?
    Augurati che De Andreis sia pieno di soldi e lo faccia soltanto per Hobby, perché se questo è il suo lavoro e se la tendenza del mercato è quella attuale, allora anche punto informatico sarà a pagamento oppure chiuderà bottega.

    Siamo stati abituati troppo bene ...

    > Ci sono solo due possibili futuri per questa
    > iniziativa [...]

    Lo scenario è uno soltanto. Le net company vivranno un po' di pubblicità ed un po' con i servizi a pagamento. In futuro i giornali cartacei si compreranno sempre meno, perché su Internet informarsi costerà meno. Ci vuole tempo perché la gente prenda coscienza di che cosa è la rete e ne diventi parte. Il mercato pubblicitario si riprenderà un po' anche perché gli attori ovvero le società che faranno informazione saranno sempre meno. Molte hanno chiuso ed altre ancora chiuderanno. E' la legge del mercato.

    > Un'ultima cosa: il tuo messaggio si conclude
    > con riferimenti all'ignoranza dei tuoi
    > interlocutori. Complimenti, un ottimo modo
    > per dar ragione al prossimoSorride

    Adesso tu lo sei un po' meno. Adesso conosci qualcosa di più in merito all'economia della rete, che non potevi sapere perché non hai una net company e perché se anche ci lavori certe cose non te le vengono a dire.

    Lycos è stata due mesi senza vendere una lira di pubblicità. Hai un'idea di quante persone di lavorino?

    Buona giornata

    Vostro

    -Filippo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dedalo

    > Il mio modo di ragionare è la realtà.

    La modestia...

    > Forse non ti accorgi che la TV la stai
    > pagando. La paghi comprandoti un paio di
    > Nike che vengono fatte dalle mani di
    > ragazzini e che alla Nike costeranno 5 mila

    Hai le idee un po' confuse ma non importa.
    Cio' che importa e' che dal tuo messaggio
    traspare rassegnazione: il sistema e' cosi' e non si
    puo' che adeguarsi. Sembri un diessino...Occhiolino

    > pubblicitarie. Ma questo modello di business
    > è saltato, le spese sono troppe ed i ricavi
    > troppo bassi per sostenerle.

    Finora e' saltato anche il modello a pagamento: la
    gente non accetta e chi accetta di pagare poi
    diffonde il materiale agli altri. In piu', per
    ogni serviziuo a pagamento ne spuntano dieci
    gratuiti.

    > > A te piace la pay tv?
    > Io non ho né la televisione, né la pay TV,
    > né quella satellitare, neppure una scheda TV

    Hai aggirato la domanda, pazienza.

    > > E magari la scuola pay?
    > Perché no, purché sia garantito anche i
    > poveri di studiare, non vedo perché i ricchi
    > non dovrebbero pagare l'istruzione dei
    > figli.
    >

    Cosi' invece sembri un forzista Sorride

    > Se pagassi gli elettrodomestici a consumo
    > spenderei molto meno di quanto mi sia

    Si vede che non fai i lavori di casa...

    > > nascere e vivere, e far l'amore e
    > procreare.
    > > Fermarli si puo'.
    >
    > Forse non ti sei accorto che è già così.

    NO.
    Li possiamo fermare.

    > Ma tu lo prendi lo stipendio? Perché coloro
    > chej fanno informazione per professione non
    > devono?

    E chi ha detto che non devono prenderlo?
    Travisi le cose.

    > La qualità di un MP3 non è quella di un CD,
    > non sto a fare disquisizioni tecniche, ma io
    > i CD i li compro lo stesso anche se ci sono
    > Kazaa, WinMX ecc. Che il prezzo poi sia
    > troppo alto è davvero una vergogna, ma il
    > problema è che sono tassatissimi. In altri
    > paesi costano meno.

    No, vquesta e' la bugia che ti raccontano i cantanti
    con le ville e le auto di lusso. La verita' e' che
    i cantanti non rinunciano a cachet enormi, che la
    SIAE (che ha il solo fine di alimentaqre se stessa)
    ci mette lo xampino e che tutti vogliono una
    fettina di torta.

    > Premetto che anche io come punto informatico
    > faccio informazione on line gratuita da

    Come sei buono. Posso vedere il tuo sito?

    > Non hai visto che anche Slashdot metterà i
    > banner grossi e forse in futuro farà pagare?

    Il presente e' che non lo fanno.

    > Augurati che De Andreis sia pieno di soldi e
    > lo faccia soltanto per Hobby, perché se

    Confondi i tuoi problemi coin quelli altrui?

    > Siamo stati abituati troppo bene ...

    Si', alla correttezza, alla ricerca di finanzimenti
    senza colpire il cittadino.

    Sei abituato troppo bene se credi che l'utenza di
    Internet si pieghera' e paghera'.

    > > Ci sono solo due possibili futuri per
    > questa
    > > iniziativa [...]
    > Lo scenario è uno soltanto. Le net company
    > vivranno un po' di pubblicità ed un po' con

    No. Gli scenari sono quelli che ti ho esposto, che la
    cosa ti piaccia o ti faccia impazzire di rabbia perche'
    un giorno alla tua bella informazione pay qualcuno
    accedera' senza pagare. DeCSS e simili
    insegnano: Internet funziona cosi'. La gente
    non e' stupida e non paga a caso. Chi cerca
    di guadagnare su Internet dovra' adeguarsi o chiudera'.

    Chiedi a Stephen King come gli e' andata, col
    suo bel libricino online ovunque Occhiolino

    > i servizi a pagamento. In futuro i giornali
    > cartacei si compreranno sempre meno, perché

    Gia', perche' e' molto piu' comodo collegarsi
    e leggere online che sfogliare un quotidiano,
    una rivista o un libro.

    > vuole tempo perché la gente prenda coscienza
    > di che cosa è la rete e ne diventi parte. Il

    Ma chi ti da il diritto di decidere cos'e' la rete?
    La rete esisteva prima di quattro businessman!

    Mi sa che tu punto informatico non lo leggi molto,
    perche' queste riflessioni sono apparse tempo addietro
    con forti critiche verso chi pretende di decidere
    l'assetto della rete!

    > chiuderanno. E' la legge del mercato.

    Permetti che del tuo bel mercato possiamo fregarcene?
    Il tuo bel mercato e' quello che fa lavorare i ragazzini...

    > Adesso tu lo sei un po' meno. Adesso conosci
    > qualcosa di più in merito all'economia della
    > rete, che non potevi sapere perché non hai
    > una net company e perché se anche ci lavori
    > certe cose non te le vengono a dire.

    Pallone gonfiato.

    non+autenticato
  • - Scritto da: Gabriele
    > La modestia...

    No, i fatti.

    > Hai le idee un po' confuse ma non importa.
    > Cio' che importa e' che dal tuo messaggio
    > traspare rassegnazione: il sistema e' cosi'
    > e non si
    > puo' che adeguarsi. Sembri un diessino...Occhiolino

    Non traspare rassegnazione, ma lungimiranza. Non sono un politicante e di certo non sono un diessino.

    > Finora e' saltato anche il modello a
    > pagamento: la
    > gente non accetta e chi accetta di pagare poi
    > diffonde il materiale agli altri.

    Veramente ancora è stato applicato da pochi e non funziona semplicemente perché ancora ci sono troppe iniziative free che stanno piano piano chiudendo i battenti. Ma funzionerà.

    > In piu', per
    > ogni serviziuo a pagamento ne spuntano dieci
    > gratuiti.

    Beh non so dove tu stia vivendo, ma i servizi free stanno chiudendo, di nuovi non se ne vedono.

    > Hai aggirato la domanda, pazienza.

    Non posso dirti se mi piaccia o no, dal momento che non la guardo.

    > Cosi' invece sembri un forzista Sorride

    E invece non sono neppure di forza italia.

    > Si vede che non fai i lavori di casa...

    Ho la domestica.

    > NO.
    > Li possiamo fermare.

    Ma io non voglio proprio fermare niente. Questo sistema è l'unico che funziona, non vedo perché mutarlo. Al massimo mi sembra sia il caso migliorarlo e dare garanzie alle classi meno agiate.

    > E chi ha detto che non devono prenderlo?

    Lo hai detto tu. Se i servizi non si pagano queste persone da chi prenderanno lo stipendio?
    Da te?

    > No, vquesta e' la bugia che ti raccontano i
    > cantanti

    I cantanti fanno certo la loro parte, ma solo perché ci sono così tante persone che li adorano come dei. Io ascolto musica estrema e sovente i gruppi che seguo faticano a rientrare delle spese per la trasferta quando vanno in concerto.
    E' la gente che fa di un personaggio una star.

    > Il presente e' che non lo fanno.

    Lo hanno detto chiaramente. Non lo fanno ancora perché forse la struttura del sito non glielo permette.

    > Si', alla correttezza, alla ricerca di
    > finanzimenti
    > senza colpire il cittadino.

    I finanziamenti arrivano solo se ci sono dei ritorni in prospettiva. Prova ad andare da 3I, dal fondo Kiwy o da Tiscali a chiedergli dei soldi.

    Tu vivi in un mondo utopico, il mondo della Russia di 10 anni fa. Forse non ti sei ancora accorto che in quel modo le cose non funzionano.

    > Sei abituato troppo bene se credi che
    > l'utenza di
    > Internet si pieghera' e paghera'.

    Se non lo farà, sarà la morte della rete. E' solo una questione culturale. Ci vorrà tempo.

    > [...] senza pagare. DeCSS e simili
    > insegnano: Internet funziona cosi'. La gente
    > non e' stupida e non paga a caso. Chi cerca
    > di guadagnare su Internet dovra' adeguarsi o
    > chiudera'.

    Beh ti sbagli, ci sono business come il porno che funzionano da anni sulla rete. E nonostante ci siano siti gratuiti la gente paga. Come mai? Sei completamente fuori strada.

    > Chiedi a Stephen King come gli e' andata, col
    > suo bel libricino online ovunque Occhiolino

    Ti hanno mai parlato di correttezza? Ti hanno insegnato quale sia la differenza tra legale ed illegale. Cosa sia lecito e cosa no? Ma soprattutto hai mai sentito parlare di "etica"?
    E' quella cosa che dovrebbe farti desistere dal copiare materiale illegale e comprarlo.

    Posso convenire sul fatto che i prezzi dei libri e dell'informazione in generale sia troppo alto, ma non credo sia "eticamente" corretto copiarla.

    > Gia', perche' e' molto piu' comodo collegarsi
    > e leggere online che sfogliare un quotidiano,
    > una rivista o un libro.

    Punti di vista. Ci sono vantaggi e svantaggi. Un quotidiano on line ti permette di approfondire con link e varie, quello cartaceo no. Inoltre mi consente di fare delle ricerche.

    > Ma chi ti da il diritto di decidere cos'e'
    > la rete?

    Io non sto decidendo cosa è la rete, sto solo supponendo come evolverà.

    > La rete esisteva prima di quattro
    > businessman!

    Esisteva una piccola rete, grazie a quei 4 adesso è molto molto più grande.

    > [...] decidere
    > l'assetto della rete!

    Io non voglio decidere proprio niente. Mi sono limitato ad esporre il mio pensiero, basato su fatti, esperienze dirette/indirette e riflessioni.

    > Permetti che del tuo bel mercato possiamo
    > fregarcene?

    Tu forse e come te tanti altri. Il mondo e bello perché è vario: sono in molti a pensarla diversamente da te.

    > Il tuo bel mercato e' quello che fa lavorare
    > i ragazzini...

    Beh francamente in rete di ragazzini ne lavorano pochi. Ma le tue scarpe ...

    -Filippo
    non+autenticato
  • > Augurati che De Andreis sia pieno di soldi e lo > faccia soltanto per Hobby,

    E' proprio questo il punto che a voi "paganti" sfugge.
    Nessuno obbliga nessuno a fare informazione in rete.
    La rete nasce come scambio di informazioni tra centri di ricerca e singoli individui.
    Questa E' la rete, se non vi piace, statene fuori.
    Io pago la conenssione e metto on line ciò che so, ciò che mi piace, quando e come ho voglia di farlo; finora trovo spazio gratuito, se dovrò pagarlo lo pagherò.
    Esistono radio, televisione, siti personale di persone che fanno informazione come attività collaterale del loro lavoro o hobby, io seguo queste fonti, perché dovrei pagare per avere le stesse informazioni, magari purgate e adattate al "target" o per non spaventare lo sponsor?
    Vuoi fare soldi con internet?
    Vendi libri in italiano ad un prezzo decente e con un catalogo ricco di vecchi e nuovi titoli, fai la talpa: cerca titoli che nessuna libreria potrà mai cercare, vendi spazi on line, fai cose che altri non fanno, ma non rompere le palle con la storia che vuoi farer informazione e vuoi vivere di quello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Fanelli
    > E' proprio questo il punto che a voi
    > "paganti" sfugge.
    > Nessuno obbliga nessuno a fare informazione
    > in rete.

    E beh?

    > La rete nasce come scambio di informazioni
    > tra centri di ricerca e singoli individui.
    > Questa E' la rete, se non vi piace, statene
    > fuori.

    Ma cosa dici? La rete è soltanto un insieme di cavi e pc collegati tra loro. E questi cavi servono per scambiarsi informazioni. C'è chi li vende, c'è chi le regala, c'è chi le ruba.

    > Io pago la conenssione e metto on line ciò
    > che so, ciò che mi piace, quando e come ho
    > voglia di farlo; finora trovo spazio
    > gratuito, se dovrò pagarlo lo pagherò.

    Allora preparati a pagarlo, perché i server costano carissimi e la banda è ancora più cara.

    > Esistono radio, televisione, siti personale
    > di persone che fanno informazione come
    > attività collaterale del loro lavoro o
    > hobby, io seguo queste fonti, perché dovrei
    > pagare per avere le stesse informazioni,
    > magari purgate e adattate al "target" o per
    > non spaventare lo sponsor?

    Tu segui anche fonti diverse, vedi Punto informatico. Lo hai visto il banner di XP in alto? Io non ho niente contro chi lo fa per hobby, ma penso che all'informazione "per hobby" si debba affiancare quella fatta da professionisti. E quella si deve pagare.

    > Vuoi fare soldi con internet?
    > Vendi libri in italiano [...]

    Se fosse così facile non credi che i soldi li avrebbero fatti tutti?
    Non siamo qui per fare i soldi, ma per dare un servizio e guadagnarsi il pane per vivere.
    Ricordati che un conto è il giornaletto della scuola, fatto per passione, un'altra cosa è un giornale.

    -Filippo
    non+autenticato
  • volevo spezzare una lancia in favore di Dedalo.

    finché internet è stato uno strumento per i pochi utenti che lo conoscevano, tutto è andato per il meglio.

    Qualcuno ha voluto il boom, ha voluto far entrare tutti mettendo un grande cartello "tutto gratis!", ci sono entrati tutti, e ora che volete?

    Se cercate siti di qualità, non c'è niente da fare: o pagate, oppure aspettate che crolli tutto e sperate che qualcosa di buono gratis sopravviva.

    Io piuttosto che pagare attraverso la pubblicità di cose che non comprerò mai, preferisco pagare direttamente un sito che veramente mi interessa (che non sarebbe mai Repubblica Extra, nel mio caso), anche perché comunque la pubblicità sul web per ora ha fallito, e finché non diventerà intrusiva come quella televisiva continuerà a fallire.

    In ogni caso tutti pagano internet, possibile che nessuno se ne renda conto? C'è gente che trova normalissimo pagare 100.000 lire al mese una linea veloce, ma spendere 5.000 lire al mese per
    avere dei contenuti interessanti da scaricare non se ne parla, vero?

    Perché bisogna combattere il sistema, già!

    La maggior parte della gente passa il tempo su internet a scaricare MP3 che se va bene ascolterà una volta.

    E per fare questo paga un tot al mese (linea+elettricità+tempo).

    Interessante, vero?

    Internet poteva essere qualcosa di diverso da un contenitore di contenitori vuoti...

    Se a qualcuno interessa l'argomento "Sindrome da connessione veloce", http://napodano.com/humour/rifle/scv.htm

    Mi dispiace non rispondervi ma sono un utente saltuario di punto informatico.
    Ad avere piu tempo lo leggerei molto piu spesso, ma se proprio dovete insultarmi, insultate Dedalo tanto la pensiamo più o meno allo stesso modo a quanto pareSorride
    non+autenticato
  • DIAMINE !!!

    ...internet era nata come una comunita' GRATUITA !!

    Essa era nata come potente mezzo per trasferire informazione e notizie tra scienziati e gruppi di ricerca delle universita' americane.

    Perche' i soliti businessmen che vogliono privatizzare anche l'aria che respirano hanno iniziato a protarci sopra servizi a pagamento ?
    CHI GLI HA DATO IL PERMESSO ???????

    ..INTERNET NON ERA NATA PER FARE SOLDI !!!!!
    ..NE PER SUCCHIARLI ALLA GENTE !!!!

    non+autenticato


  • - Scritto da: remo
    > DIAMINE !!!
    >
    > ...internet era nata come una comunita'
    > GRATUITA !!

    E può ancora esserlo!!

    > Essa era nata come potente mezzo per
    > trasferire informazione e notizie tra
    > scienziati e gruppi di ricerca delle
    > universita' americane.
    >
    >
    > Perche' i soliti businessmen che vogliono
    > privatizzare anche l'aria che respirano
    > hanno iniziato a protarci sopra servizi a
    > pagamento ?
    Se il servizio non ti piace non lo usi e non critichi chi vuole che il suo lavoro sia pagato...oppure crei tu stesso cercando la collaborazione di qualcuno un giornale online, sempre che tu voglia dare qualcosa e non solo prendere.
    > CHI GLI HA DATO IL PERMESSO ???????
    il sito è loro
    non+autenticato
  • ciao,

    > ...internet era nata come una comunita'
    > GRATUITA !!

    NO!
    Internet e` nata come rete per interconnettere le reti di istituti prima militari e poi di ricerca; NON e` nata per essere una comunita` ne' per essere gratuita!
    su internet ci sono sempre state informazioni a disposizione di tutti e altre private

    > Essa era nata come potente mezzo per
    > trasferire informazione e notizie tra
    > scienziati e gruppi di ricerca delle
    > universita' americane.
    ok, e questo lavoro continua a farlo

    > Perche' i soliti businessmen che vogliono
    > privatizzare anche l'aria che respirano
    > hanno iniziato a protarci sopra servizi a
    > pagamento ?
    chi ti costringe ad accettare di pagare per questi servizi?

    > CHI GLI HA DATO IL PERMESSO ???????
    dovevano chiederlo a te?

    > ..INTERNET NON ERA NATA PER FARE SOLDI !!!!!
    > ..NE PER SUCCHIARLI ALLA GENTE !!!!
    ????
    i fiumi non erano nati per farci sopra i ponti,
    le biciclette non sono nate per farci delle gare, il tuo pc non e` nato per farti scrivere messaggi si questo forum, le strade non sono nate per costruirci intorno i centri commerciali, la stampa non e` nata per stamparci i giornali e il silicio non e` nato per costruirci il tuo pc!


    DIAMINE!
    se qualcuno decide di usare internet per metterci sopra un servizio a pagamento deve per forza essere un ladro?
       
    non+autenticato
  • Stavo provando ad utilizzare il servizio... bisogna ammettere che hanno fatto un ottimo lavoro e se vogliono essere pagati e' comprensibile. Chi non vuole farlo puo' astenersi...
    Non penso che usufruiro' del servizio quando diventera' a pagamento ma continuero' a leggere gli articoli "gratuiti" su repubblica.it
    non+autenticato
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