Telecom ignora le sentenze Antitrust

L'autorità garante per il mercato ha inviato gli atti alla procura di Torino perchè si proceda come previsto dalla legge: penalmente. L'ex-monopolista non riesce a mettersi sui binari del libero mercato?

Telecom ignora le sentenze AntitrustRoma - Ne avevamo parlato prima, durante e dopo l'estate ma si sa, certe cose tornano ciclicamente. Ormai, stupisce solo fino ad un certo punto che l'Antitrust abbia inviato gli atti alla procura di Torino perché vengano messe in atto le sanzioni penali previste dalla legge contro Telecom Italia/ClubNet.

Per ricostruire i fatti facciamo un passo indietro: l'8 giugno 2000 l'Autorità garante del mercato e della concorrenza aveva condannato con sentenza definitiva (la n.8370) Telecom Italia per pubblicità ingannevole relativamente alla campagna "ClubNet Internet Gratis". Nella promozione infatti, non si evinceva in alcun modo il costo del collegamento che il cliente avrebbe dovuto sostenere e, ancora, nel pubblicizzare l'assistenza gratuita per tale tipologia di abbonamento,veniva nascosto il fatto che, dopo aver chiamato il numero verde, l'utente era invitato a chiamare un numero 166 con tariffa da 2000 lire a minuto. Telecom Italia venne quindi condannata con il divieto espresso di non riproporre ulteriormente tale messaggio che avrebbe potuto indurre in errore il consumatore.

Le denunce e le sentenze non sono però servite granché perché Telecom Italia, attraverso Virgilio (parte del gruppo), ha riproposto lo stesso messaggio promozionale bandito dall'Antitrust. Il messaggio è stato riproposto attraverso la distribuzione omaggio del CDROM "Virgilio ClubNet", allegato alle maggiori riviste (tra cui l'Espresso del 16/11/00), dove addirittura la formula "ClubNet Internet Gratis", veniva riproposta in tutta evidenza sulla copertina dello stesso CDROM: "Internet Gratis collegamento 24 ore su 24".
A seguire da vicino i fatti è stato Cosimo Modugno dell'ANTOUT (Associazione Nazionale Tutela Operatori e Utenti Telefonia) il quale ha detto a Punto Informatico: "Tale cd è stato da noi inviato all'Autorità Garante in quanto riproponeva, sotto al logo Virgilio, anche il logo Tin.it, contravvenendo in maniera palese a quanto intimato dal Garante nella sentenza dello scorso giugno, cadendo nelle sanzioni penali previste dall'Autorità, che ha accolto la nostra segnalazione nell'Adunanza del 14 dicembre scorso, stabilendo che tale messaggio ?costituisce inottemperanza al provvedimento n.8370? ed ha quindi trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Torino per l'applicazione delle sanzioni penali previste dal D.L. 25 gennaio 1992 art.7, comma 9".

L'ANTOUT ha anche ricordato che sta per intraprendere una causa contro Telecom Italia: ?Poichè Telecom è stata condannata con oltre 30 sentenze negli ultimi due anni per pubblicità ingannevole e che a seguito di dette pubblicità ingannevoli ha sempre incamerato miliardi, la nostra Associazione ha deciso di presentare denuncia alla Procura della Repubblica per truffa continuata ed aggravata e, nel contempo, di attivare tutte le procedure legali necessarie per ottenere il risarcimento a favore dei danneggiati dalla pubblicità incriminata. Infatti, sotto il profilo civile è ravvisabile il ?vizio del consenso ?, in quanto chi aderisce a contratti promossi con pubblicità definite ingannevoli, ha dato il proprio consenso proprio in virtù della mancanza di chiarezza di quanto pubblicizzato. Per la campagna Internet Gratis, Telecom dovrebbe rimborsare qualcosa come 1000 miliardi".

Chiunque facesse parte del "gruppo degli sventurati" può rivolgersi all?ANTOUT per essere inserito senza alcuna spesa tra le liste dei richiedenti tali rimborsi, chiamando il numero 080-4107546 nei normali orari d?ufficio oppure inviando un fax con i propri dati e numero di telefono al numero 080-4107470".