E-banking a quota 500mila utenti?

I dati si riferiscono soltanto alla situazione alla fine dello scorso febbraio ma indicano una buona partecipazione degli utenti italiani alle offerte onlie delle banche

Roma - Chissà perché la raccolta privata di informazioni sullo stato del mercato riesce ad essere così tempestiva e presente mentre i dati "ufficiali", quelli pubblici, arrivano sempre tardi, quando la loro interpretazione rischia di essere perlomeno difficile.

L?ultimo caso è quello del rapporto presentato dalla Banca d'Italia che ha analizzato la situazione dell'e-banking italiano al 28 febbraio 2000. Inutile quindi ricordare che si tratta di dati che potrebbero essere oggi completamente diversi, anche perché, dato l?ordine di grandezza delle cifre, differenze anche piccole possono risultare percentualmente rilevanti.

In Italia gli utenti dei servizi online realizzati dagli istituti bancari sarebbero stati, al 28/2, 480mila, di cui una buona parte (333mila) con autorizzazioni "dispositive" per operare sui conti correnti e sui mercati borsistici. Gli operatori che erogavano servizi telematici erano 134 e si aspettano ricavi per il 2000 di circa 400 miliardi, a fronte di 336 miliardi spesi e 8.500 miliardi investiti.
Interessante anche come nel nord-ovest ci sia la maggiore concentrazione di utenti di e-banking (45 per cento), che scende sotto al 14 per cento al sud e si aggira intorno al 20 per cento per le altre zone (centro e nord est).

Tra i dati emerge anche che molti utenti italiani si sono rivolti a broker stranieri per il mercato mobiliare e che il 90 per cento degli utenti di e-banking nel febbraio del 2000 era composto da famiglie mentre solo il 10 per cento da imprese.
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