Sono sempre stato contrario alle privatizzazioni (o per lo meno da quando ho capito che roba è)... non fosse per altro motivo che non vedo con quale diritto possano avvenire.

Quando una cosa è pubblica (un'azienda, un'infrastruttura, un luogo, ecc) significa che è di tutti i cittadini... è mio, tuo, di tutti insomma. Con che diritto qualche politico si sveglia un mattino e decide di regalarlo o venderlo a qualcuno?

Spesso ci viene portata come scusante che "così la gestione migliorerà perché in questo modo i fancazzisti (spesso associati alla gestione di qualsiasi cosa sia pubblico) nel privato non possono sopravvivere"... ma che mi frega a me se mi vedo espropriare di quella cosa? Se mi viene portato via qualcosa che prima era (anche) mio? un po' come dire "vendo casa mia perché così finisce in mano a qualcuno che la saprà pulire meglio".

In realtà poi la cosa si traduce semplicemente con un affare (se non addirittura un regalo) dei politici della cosa pubblica (di tutti) ai propri amici/parenti. Questo, spessissimo, si traduce improvvisamente in maggiori costi per il pubblico (non ricordo un solo caso di privatizzazione che si sia tradotto in una riduzione dei costi per la gente normale) e in un'incertezza del servizio (dovuta al fatto che ora, se non paghi, quel servizio lo perdi, mentre _prima_ quando era anche tuo, era molto più difficile giustificare la cosa, soprattutto se si trattava di un servizio basilare).

Ma in particolare ci sono determinate strutture e infrastrutture che non dovrebbero MAI, per nessuna ragione, essere privatizzate... e sono quelle su cui la stessa esistenza della Nazione si fonda... in particolare infrastruttura idrica (acqua potabile, fogne, ecc), infrastruttura energetica, infrastruttura stradale, infrastruttura sanitaria e infrastruttura delle comunicazioni.

Le ragioni per cui queste infrastrutture non dovrebbero MAI, per alcun motivo, diventare private sono abbastanza ovvie almeno a chi non ha il prosciutto sugli occhi e non ha imparato il mantra "privatizziamo tutto" da parte di quei politici che dall'esproprio dei beni pubblici hanno tutto da guadagnare.

Prima di tutto si tratta di una mera questione di non rendere questi servizi dipendenti dallo stipendio di un povero disgraziato. Trattandosi di servizi fondamentali dovrebbero essere garantiti dallo Stato, almeno entro certi parametri, perché sono necessari alla vita e al benestare dei singoli cittadini, a prescindere dal loro stato economico/sociale. Una nazione in cui i beni fondamentali sono garantiti anche al più povero è una nazione con meno furti, meno violenza, meno omicidi e più sicurezza per tutti quanti (ne è prova, semmai ce ne fosse bisogno dato che si tratta di mere considerazioni ovvie, lo stato sociale in USA che è letteralmente a pezzi, in cui la violenza è largamente diffusa assieme alla povertà e alla mancanza di diritti).

In secondo luogo, chiunque controlli questi servizi, di fatto, controlla lo Stato e la sua sopravvivenza. In altre parole lo Stato diventa soggetto ad enti privati che possono fare quasi quello che gli pare.

In terzo luogo, il fatto che queste infrastrutture diventino private (ribadisco... con che diritto le si espropria alla gente per regalarle/venderle a prezzi stracciati o meno ai propri amichetti?) significa ache che prima o poi una Nazione estera ne potrà entrare in possesso rendendo di fatto la nostra Nazione dipendente da quella Nazione.

Prendiamo il caso dell'ex-SIP, nota oggi come Telecom Italia.
La SIP era un'azienda pubblica, controllata dallo Stato. La SIP è stata infatti creata (assieme all'intera infrastruttura telefonica fissa italiana) con i soldi di tutti quanti. Ogni singolo cavo, ogni singolo palo, ogni singola macchina, ogni singola ora uomo necessaria per metterla in piedi è stata finanziata con i miei soldi, con i tuoi soldi, e con i soldi di tutti gli italiani.

Improvvisamente vollero farla diventare privata. Le motivazioni portate furono che così i prezzi sarebbero diminuiti e la qualità del servizio sarebbe aumentata. Nulla di tutto questo naturalmente si è verificato. I costi sono aumentati (e di parecchio... se prima con un solo "scatto" potevi parlare per ore con un proprio concittadino ora la tariffazione era a tempo) e la qualità dell'infrastruttura non è affatto migliorata (basta vedere quante persone stanno ancora aspettando l'ADSL, o, come me, hanno ancora un'ADSL sub-Mega perché "purtroppo sei troppo distante dalla centrale"... e se prima c'era speranza di far cambiare le cose dicendo che oramai una connessione Internet di almeno 1Mega è qualcosa che qualsiasi cittadino dovrebbe avere... ora che l'azienda è privata ovviamente può fare quel che le pare e ragionare così da un mero punto di vista di ritorno economico: vivi in un paesino? T'inc*li. Non c'è profitto/convenienza per noi portarti la connessione in quel paesino sperduto).

Di fatto, l'intera infrastruttura, ogni singolo cavo, ogni singolo palo, ecc... creata negli anni con i soldi pubblici è stata regalata (o comunque ceduta per un prezzo simbolico) ai soliti amichetti di turno. Improvvisamente Telecom si è trovata in mano con, regalata, l'intera infrastruttura italiana. Con che diritto? Boh. So solo che i politici che hanno preso una decisione simile ora dovrebbero risarcire gli italiani di tasca loro (cosa naturalmente impossibile data l'enorme quantità di denaro e di valore che è stata "legalmente" rubata agli italiani).

Ora... se c'è una cosa che lo scandalo NSA dovrebbe insegnarci è che mai e poi mai le nostre aziende di telecomunicazione dovrebbero cadere in mano estera... perché se l'NSA è in grado di mettere i suoi fantocci, i suoi software e i suoi hardware nelle nostre infrastrutture ora che sono in mani italiane figurarsi cosa potrà fare uno Stato estero se, tramite una sua azienda, ne controllerà direttamente l'infrastruttura... ed è proprio quello che sta accadendo: http://www.lastampa.it/2013/09/24/economia/telefon...

Ora... sicuramente la Spagna non ha le mire espansionistiche né l'arroganza degli USA (sarei molto più preoccupato se si trattasse della Francia)... ma resta il fatto che ora siamo dipendenti dai capricci di uno Stato estero che, in futuro, potrebbe anche avere motivi per sabotarci o spiarci.

Tutto questo non sarebbe mai successo se la SIP fosse rimasta pubblica.

Anche se la vendita di Telecom Italia alla Spagna fosse vantaggiosa per noi (in termini economici o strutturali) è bene capire che ora non è più roba nostra. Non comandiamo più noi. Ora è roba di qualcun altro. E quel qualcuno, in futuro, potrà fare quello che gli pare.
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Modificato dall' autore il 24 settembre 2013 10.33
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