13 mag 2014, 00.44link html
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- Scritto da: rintaro okabe
> sono potenzialmente d'accordo con tutto tranne
> che ciò che ho quotato, primo perché queste
> proposte all'italiana partono piene di buoni
> propositi ma finiscono sempre male (non che ci
> manchi la competenza, ma penso che corruzione e
> mazzette abbiano sempre la meglio quando c'è un
> appalto
> pubblico).

Se l'Italia vuole la sicurezza che i dispositivi che usa non siano in qualche modo compromessi da un governo estero deve cominciare a rendersi tecnologicamente indipendente.

Ogni volta che ci si affida ad un paese estero per farsi fornire di sistemi su cui poi si basa la sicurezza o l'esistenza della nazione ci si sta, di fatto, mettendo in mano a quel paese. La stessa cosa vale ad esempio anche per l'approvigionamento energetico (vedi caso Ucraina ora che la Russia vuole chiudere i rubinetti).

Abbiamo visto che gli USA sono inaffidabili e non si fanno scrupoli a tradire i loro stessi alleati anche solo per ipotetici vantaggi... di quali altre prove abbiamo bisogno?
Gli USA inoltre accusano da anni la Cina di fare altrettanto... e noi da dove facciamo arrivare la nostra tecnologia?
Soprattutto USA e Cina.

Possiamo affidarci agli altri paesi europei? Secondo me no. A parte la facciata del "volemoce tutti bbene" l'Europa non è altro che un'unione economica in cui il lupo più forte divora quello più debole. Già se cade un palo della luce in Austria ci ritroviamo senza corrente per una settimana... figurarsi che succederebbe se ci boicottassero di proposito... o se scoppiasse una guerra.

Una nazione _deve_ essere indipendente dalle altre, almeno energicamente e tecnologicamente. Le altre considerazioni IMO passano in secondo piano.

> Secondo perché per comunicare ci sono almeno due
> interlocutori e quindi o si limitano le
> comunicazioni tra le sole apparecchiature a prova
> di NSA oppure ti rassegni e ti fai
> spiare.

Questo non c'entra.

Loro taroccano i router in modo da redirezionare comunicazioni che da loro non dovevano nemmeno passare.

Taroccano i nostri dispositivi per poter entrare quando gli pare e piace.

Un giorno tutte le nostre case saranno collegate ad Internet per un motivo o per l'altro... e quel giorno chi ha sviluppato quella tecnologia potrà entrare nelle nostre case, attivare i microfoni sparsi in giro per la casa (magari per poter dare comandi vocali ai dispositivi), attivare le telecamere sui nostri televisori (usate a mò di skype per le telefonate), attivare o disattivare apparecchi a loro piacimento...

Più il tempo passa e più diventiamo dipendenti dalla tecnologia. inevitabile e NON è un male. Non lo è almeno fintanto che la tecnologia lavora _per_ noi, e non _contro_ di noi. Non lo è fintanto che tu che hai comprato il tuo bravo router resti il _padrone_ di quel router.

Già oggi ci sono assurde proposte a livello europeo che dovrebbero permettere alla polizia di spegnere a distanza le _nostre_ automobili con un click su un'icona. Queste cose vanno combattute... perché _oggi_ si tratterà di poterci spegnere la macchina (di fatto creando una tecnologia che abbiamo acquistato che invece lavorerà _contro_ di noi e _contro_ i nostri interessi in nome della "$sicurezza"), domani con la scusa che già esiste qualcosa di simile si vorranno fare leggi ancora peggiori.

Ma almeno finché si tratta del _nostro_ governo qualcosa possiamo fare per cambiare... ma quando si tratta degli USA e della Cina o della Russia o di Taiwan o del Giappone? Che fai in quel caso?

> E' chiaro che se invece si cripta tutto a livello
> applicazione, magari usando crittografia forte e
> verificata (ad esempio djb chacha256) allora il
> problema si può risolvere anche senza investire
> in hardware proprietario, e lo spione di turno
> avrà in mano bit casuali inutilizzabili.

Cosa gli impedisce di inserire nell'hardware del tuo PC qualcosa che, a comando, gli mandi i testi in chiaro di tutto ciò che comunichi? Cosa gli impedisce di attivare il microfono o la videocamera del tuo portatile per ascoltare quello che dici in casa (o in ufficio) e persino vederti?
Con i processori sempre più piccoli e potenti non è affatto da escludere che non ci siano intere sezioni nei chip del nostri prodotti che servono al controllo remoto, o a redirezionare il traffico, o peggio.

L'unico modo per escluderlo è quello di farci queste cose da noi e al tempo stesso fare pressione sul nostro governo perché non facciano leggi pericolose.

Per la corruzione possiamo farci poco... ma almeno dove possiamo fare qualcosa facciamolo.