La lunga via del piombola redazione 
15 feb 2005, 00.00
La lunga vita del piombo 2,
...ovvero dalle batterie al piombo esauste nuova energia per l'ambiente.

Cari colleghi, amici e lettori, come è noto per le regole del newsmaking e i principi di chi fa informazione... si definiscono giornalisticamente "good news" le "bad news". E questo principio è ancora più forte e valido quando si parla di informazione ambientale.

Se ci pensate un momento, vi viene in mente una qualche buona notizia di carattere ambientale?
Probabilmente no.
Ma questo, secondo voi, dipende dal fatto che esistono solo "avvenimenti" negativi per l'ambiente oppure anche perché che chi scrive d'ambiente di solito lo fa per raccontare solo disastri ecologici che (purtroppo) avvengono con o senza colpa dell'umana attività, delle discariche abusive, di eco-mafie, di raccolte di rifiuti urbani che i cittadini diligentemente fanno separatamente, ma poi inutilmente perché tal volta esce - e a dovere ben enfatizzato, magari anche con le riperse televisive ? la notizia dello scandalo che tutto viene rimescolato inutilmente?

E ancora? leggendo d'ambiente: quali sono gli articoli più scritti: i tassi di smog sempre più elevati nelle nostre città, le derivanti polemiche sull'efficacia o meno delle domeniche ecologiche ?tutti a piedi?, la ?never-ending-story? sulle lobby dei petrolieri contro i paladini delle nuove (o vecchie?) fonti di energie alternative e rinnovabili?

E anche qui? quello che fa notizia sono le polemiche: nucleare si/no, energia eolica: si, ma che brutta per l?impatto estetico del territorio, ecc. ecc.

Voglio infine citare il cosiddetto ?effetto nimby?.
Tranquilli, non si tratta di nessun nuovo allarme per il buco dell?ozono o la deforestazione dell?Amazzonia.
Nulla di drammatico: ?nimby? sta semplicemente per "not in back-yard", che significa ?non nel mio cortile?, ?non dietro casa mia?.
Ed è quello che succede ogni qual volta che un'impresa o una pubblica amministrazione destina un'area per esempio per costruire un termo-valorizzatore (vedi il caso Acerra), una riconversione industriale di una centrale (vedi caso della centrale elettrica di Civitavecchia), ecc.

Con l'effetto nimby, si ha lo scatenamento dei gruppi d'opinione, ossia cittadini che legittimamente (ma spesso anche non eccessivamente informati e troppo allarmati) temono un impatto inquinante sul loro territorio.

La stessa cosa succede anche per i ripetitori di telefonia mobile: tutti ci lamentiamo di quanto il segnale dei diversi operatori di telefonia mobile abbia coperture differenti e non al massimo della nostra soddisfazione.
Ma poi, nessuno desidera l'antenna del ripetitore sulla propria testa o nel suo cortile...

Con questi accenni ad alcune delle problematiche ambientali, il mio intento non è quello di prendere parte per una o l'altra parte o di giungere alla paralisi dell?agire e del pensiero individuale: i problemi sono così grandi che noi nel nostro piccolo non possiamo fare nulla.

Il mio desiderio è più quello di diffondere una coscienza critica sulle notizie ambientali e sfatare questa regola che il buon ambiente non possa essere anche una buona notizia.

Insomma non dovrebbe essere più vero che l'ambiente fa notizia solo quando è una "brutta notizia". Come fare per cambiare questa regola?

Intanto provando a pubblicare buone notizie ambientali. Confezionarle nel modo più appetibile per i giornalisti, i cosiddetti gate-keepers, ma anche grazie alle possibilità di comunicazione offerta dal web - direttamente per i possibili lettori.

Ed ecco il perché del mio intervento all?interno del tema ?La lunga Vita del Piombo?.

Il piombo come è noto è un metallo tossico e nocivo se disperso nell?ambiente. Basti pensare che questo è stato il motivo fondamentale perché la benzina rossa (contenente Pb) venisse eliminata dal commercio. Ma il piombo è anche un metallo quotato in Borsa, che l?Italia è costretta ad importare per circa il 40% per soddisfare le esigenze di impiego industriale di questa risorsa.

Bene, non fa sufficientemente notizia, ma l?Italia (?..udite udite !!!!) è il primo Paese al mondo per i risultati raggiunti nel recupero delle batterie al piombo esauste, come quelle delle macchine e di tutti i mezzi di trasporto.

Ciò grazie ad un?istituzione del nostro Parlamento, che senza troppa pubblicità ? ma solo mirate campagne di comunicazione - da anni si occupa per legge della raccolta gratuita di queste batterie per poi avviarle agli impianti di riciclaggio a tutto vantaggio dell?ambiente, della salute collettiva e anche dell?economia nazionale.

Sto parlano del Cobat, il Consorzio Obbligatorio senza fine di lucro per la raccolta e il riciclaggio delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi, istituito con una lungimirante legge, la n.475 del 1988, cui partecipano tutti gli operatori del settore batterie al piombo: produttori ed importatori delle batterie nuove, associazioni degli artigiani che ne effettuano l'installazione, raccoglitori e riciclatori delle batterie esauste.

Operativo dalla fine del 1991, in 13 anni di attività, il Cobat ha riciclato più di 2 milioni di tonnellate di batterie esauste, recuperato oltre 1 milione di tonnellate di piombo, 100.000 tonnellate di plastica, neutralizzato 360 milioni di litri di acido solforico e raggiunto l?avanguardia europea per l?alto tasso di recupero, sulle batterie esauste d?avviamento, prossimo al 100% sull'immesso al consumo.

Ogni anno in Italia si esauriscono 200.000 tonnellate di batterie provenienti dagli oltre 40 milioni di veicoli circolanti. Contengono il 65% di piombo, 25% di acido solforico e 10% di materie plastiche, componenti altamente inquinanti che recuperate diventano una preziosa risorsa energetica ed economica (76 milioni di euro risparmiati sull?importazione di piombo nel 2004) per il nostro Paese.

Normalmente la maggior parte dei cittadini non sa neppure che esista il COBAT, perché la maggior parte degli automobilisti cambiano le vecchie batterie esauste dai loro meccanici o elettrauto. Ce?è però chi provvede in proprio alla sostituzione della vecchia batteria e a volte per carenza di informazione, altre per pigrizia o scarsa attenzione all?ambiente, le abbandona sul ciglio della strada, in un prato o peggio in mare.

In realtà la soluzione per il fai-da-te- è relativamente semplice: basta chiamare il numero verde del Cobat 800 869120 per avere l?indicazione del punto di raccolta più vicino dove portare la batteria esausta senza versare un cent.

Sul sito del Cobat ci sono tutti i dati, le schede stampa, i rapporti ambientali? insomma la lunga vita del piombo che torna a dare energia alle nostre macchine ecc.

Andrea Pietrarota Capo Ufficio Stampa COBAT
pietrarotaa@hkgaia.com 335/5640825


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Modificato dall'autore il 21/02/2005 13.01.23
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