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Kokorogatari, l'interfaccia cerebrale
la redazione
29 set 2005, 00.00
una malata
Smeralda
2 risp.
30 set 2005, 22.03
non autenticato
01 ott 2005, 00.19
non autenticato
18 ott 2005, 01.28
boiata
non autenticato
5 risp.
29 set 2005, 09.41
xander2k
29 set 2005, 10.11
non autenticato
29 set 2005, 10.40
xander2k
29 set 2005, 11.04
non autenticato
29 set 2005, 11.50
- Scritto da: xander2k
> In ogni caso ribadisco il concetto fondamentale
> che ho espresso nel mio primo post: perché
> insultare ("boiata") una macchina che 1) può
> aiutare già adesso a costo ridotto un certo
> target di persone e 2) è necessaria per il
> progresso del settore.
> Credo che il progresso, in qualsiasi epoca
> storica e soprattutto dall'industrializzazione in
> poi, sia fatto di tanti piccoli passi, e sia
> assolutamente condizionato dagli aspetti
> finanziari: nessuno si fa un mazzo così per
> costruire un megasistema che ti legge il pensiero
> in ogni dettaglio, se sa che nessuno glielo
> comprerà perché costa troppo. Ricorda che
> nell'universo di solito regna la legge "faccio
> qualcosa solo se ne ho un guadagno, altrimenti me
> ne sto nel mio corrente minimo
> -equilibrio-sufficiente".
> Meglio essere realisti ed attrezzarsi di
> conseguenza, piuttosto che "sperare" nei
> miracoli.
Sono l'autore del thread. Purtroppo la gestione di queste malattie è pianificata sul maggior guadagno e non sulla migliore cura. Se fai caso ai telegiornali, alle news sul web, ai telefilm c'è un gran parlare di interferone, che non cura ma migliora la qualità di vita, e di cellule staminali che possono riparare di tutto. L'impegno profuso dai ricercatori sull'uso dell'interferone, che assicura un'entrata enorme perchè il malato lo deve usare per tutta la vita, è di molto maggiore a quello per la ricerca di una cura che farebbe invece perdere un sacco di clienti alle industrie farmaceutiche. Per quanto riguarda le cellule staminali nessuno le sta studiando per una particolare malattia perchè si rischia di non aver risultati per anni, mentre molti le studiano per casi generali scoprendo "in velocità" che posso riparare "in generale" le cellule cerebrali, senza poi dire in che casi, con quali rischi, e (magari) tra quanti anni.
Questo atteggiamento volto al maggior guadagno, al minor spreco dei finanziamenti, di fatto rallenta il progresso. Per rientrare delle spese vengono immessi nel mercato le scoperte, SI ASPETTA di rientrare dei costi e POI si fa un altro passo.
Se da una parte ringrazio i ricercatori, se non ci fossero sarebbe peggio, dall'altra non accetto assolutamente questo modo di lavorare a passettini. Purtroppo i riercatori rispondono a finanziatori privati, mentre le spese mediche le paga lo stato. Se fosse lo stato a finanziare le ricerche, con lo scopo di ridurre le pensioni agli invalidi, le esenzioni da medicinali e visite costosissime, credo che il progresso sarebbe degno della sua definizione.
Il tema è così ampio da perdersi in discussioni fini a se stesse, da far venire il mal di testa, da far innervosire chi con questi problemi ci vive. Ringrazio chi lavora per migliorare la qualità di vita, ma continuo a sperare che aumenti il numero di chi ricerca una cura.
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an0nim0
29 set 2005, 16.20
Paese che vai, ricercatori che trovi...
non autenticato
4 risp.
29 set 2005, 01.25
non autenticato
29 set 2005, 08.08
xander2k
29 set 2005, 11.28
non autenticato
29 set 2005, 15.48
non autenticato
01 ott 2005, 00.36
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