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> > Il medico, il musicante, il professore vanno
> > pagati, è ovvio, per quello che fanno, e per
> > quello che hanno fatto, se riescono a venderlo
>
> E dimmi in cosa e' diverso il programmatore.

Infatti dico che vanno pagati, non ho mica aperto io il thread. Rotola dal ridere


>
> > ma che "brevettino" i loro prodotti una volta
> > messi sul mercato
>
> E fin qui ti seguo
>
> > o rendano illegali le copie
> > senza la tassa e la loro semplice diffusione è
> > forse appropriazione indebità della altrui
> > libertà.
>
> Tassa? Bisogna stare attenti a mischiare musica e
> software, sono due mondi molto diversi, con
> problematiche a volte simili, ma
> diverse.

Il brevetto dovrebbe essere un divieto di plagio. Tale divieto esiste anche in campo musicale. Ma se io copio la musica per ascoltarla chi sto plagiando? In musica il diritto d'autore funzia come un brevetto... E se io utilizzo un software "open" chi sto plagiando? ... Invece il brevetto prevede una proprietà intellettuale, che sporca la stessa di un furto: vieta la copia anche quando non ha lo scopo di commercializzazione, ma il semplice utilizzo. Le licenze su prodotti "open" sono forme di brevetto sulla proprietà intellettuale che perde il senso di diritto esclusivo sulla "paternità" dell'opera (e diventa diritto sull'opera stessa, ossia brevetto) Se il brevetto cioè non ha uno scopo soltanto economico, è un furto di idee, una contaminazione della proprietà intellettuale dell'opera. Siccome sono l'unico ad avere avuto per primo un'idea, allora sono l'unico a potermene avvantaggiare economicamente: questo è il brevetto. Siccome sono l'unico degno di utilizzare quell'idea allora sono l'unico a potere usare quell'idea per scopi non economici senza pagare: questo è il diritto d'autore sul brevetto, ovvero il "diritto sull'opera" o "sul brevetto dell'opera" e non solo sulla paternità dell'opera, quindi un brevetto che vuole diritti per ogni uso non commerciale dell'opera. Se io invento un computer in grado di duplicarmi la bmw, e poi vado in giro con la mia nuova bmw, perché devo pagare una nuova bmw? Per quale lavoro svolto? E' chiaro che se windows ha creato software in grado di duplicare il proprio stesso prodotto, ha venduto la corda che serve ad impiccare il proprio diritto d'autore inteso come brevetto ed è meglio che si cerchi un nuovo lavoro. Il suo lavoro fatto ha saturato il mercato, basta. Anche i softwate antivirus ti fanno pagare annualmente la licenza ma aggiungono nuove firme antivirus o nuove funzioni. Per questo motivo nessuno si preoccupa di difendere i diritti di Norton 2001.


> Addentrarci sulla teoria del diritto d'autore e'
> un po' materia da uomini di legge, quindi non mi
> sento di parlarne
> troppo.
> Farei un'approssimazione. Il diritto d'autore
> possiamo definirlo come il diritto dell'autore di
> decidere il destino e le modalita' di fruizione
> della sua
> opera.

Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere

purtroppo è così....

> E non e' il male. Per rilasciare un software come
> free software devi detenere il copyright sul
> software...

Non sarebbe necessario se il software open fosse automaticamente free (nel senso di libertà d'uso di un prodotto finito e di apportare tutte le modifiche utili e anche venderle, senza però mai poter brevettare un codice sorgente non proprietario. La SUSE linux vende i suoi prodotti e giustamente si fa pagare ma non dovrebbe pretendere dei diritti esclusivi sull'opera, tipo vietare la duplicazione...) Il diritto sulle vendite sì, però come ho detto non ha molto senso se l'opera è duplicabile. Comunque meglio di niente..... Rotola dal ridere


> Incredibilmente il discorso sul free software
> genera infinite
> incomprensioni.
> Quello che viene definito "copyleft" funziona
> grazie al "copyright", non e' una negazione di
> esso, come il gioco di parole potrebbe far
> pensare.


Funziona comunque... Meglio dire che gli è concesso di funzionare grazie....

Io sono per il diritto d'autore
>
> > E' sufficiente che l'autore sia
> > proprietario delle vendite di ciò che produce,
> > non anche della libera diffusione.
>
> E qui non ti seguo, scusa, cosa intendi?

Quello che ho detto finora.

>
> > Il problema
> > nasce dalla paura. L'artista ha paura che poi
> > nessuno paghi per quello che ha fatto. Ma non è
> > detto che tutti siano avari e che non abbiano la
> > gentilezza di farlo, premiando la qualità.
>
> Si parla di musica qui.
> E' un mondo diverso, e' il modello di business
> che e' sbagliato, ma e' un altro
> discorso.
> Ne parliamo alla prima notizia di PI in merito
> ok?
>Occhiolino

Anche la Microsoft ha paura non credi?

> (registrati al forum, diventa piu' comodo
> eventualmente tenersi in contatto. Sono
> soddisfatto, una discussione seria su questi
> forum non si vede
> spesso)
>

GiàTriste

> > La
> > differenza è tra diritto d'autore sulle vendite
> e
> > diritto sulle copie e le riproduzioni.
>
> Il diritto d'autore e sull'opera.

Bè è quello che contesto.


>
> Se l'opera e' stata venduta da te una volta,
> quante volte ti deve essere
> pagata?
> Perche' questo discorso non lo applichi al
> software?

Come no... Spiegati! Certo puoi vendere tutte le copie che vuoi ma non alla stessa persona o a quelli che se la copiano.



>
> > Meglio di tutti ha
> > fatto la Microsoft, che ha tenuto per sé il
> > codice sorgente. Ma se non l'avesse fatto, il
> suo
> > progetto sarebbe dovuto comunque essere
> > automaticamente "open".
>
> Ehm...ennesima facile confusione.
> Si e' coniato il termine open per evitare la
> confusione
> free-gratis-libero.

Hai ragione volevo dire free, ma io penso all'open come freeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!



>
> Sarebbe OPEN, nel senso che potresti guardare il
> codice
> sorgente.
> Ma se la licenza continuasse a dire che non puoi
> modificarlo, creare lavori derivati o altro,
> sarebbe software proprietario con accesso al
> codice sorgente. (mi pare vada di moda chiamarlo
> Shared Source, dalle parti di
> Redmond...)

Questi diritti proprietari andrebbero vietati per legge. (Tranne come brevetti sulle vendite)
>
Anonimo
 
 
 
 
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