Su Digg si erigono barricatela redazione 
25 gen 2008, 00.00
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26 gen 2008, 10.20permalink
Att : Schiavoni

abbiamo chiaramente due visioni contrastanti.

rimango pero' perplesso che tu veda nel Web una
sorta di "microcosmo" dove le buone regole
di scrittura non abbiano valore.

a prescindere dalla tua discutibile analisi,
l'ipertesto, come il Web in generis, non ha
mai imposto a nessuno di scrivere in stile
"blog" : chi e' capace di scrivere si limita
a scrivere come dio comanda, gli altri (vedasi
molti blog anche famosi) credono di avere la
licenza di sgrammaticare e di usare neologismi
noti solo alla ristretta cerchia di chi perde
tempo nella "blogosfera".

c'e' un motivo ben preciso se quasi tutti i giornali
seri usano il font Georgia per i titoli e non
un Helvetica o (dio ce ne scampi !) un Verdana.

capisco che come dici tu tutto cio' non e'
richiesto per recensire freewares su un giornale
online gratuito, ma lasciami dire che scrivere bene
o almeno decentemente non costa molto di piu'
che "ammastellare" (scusa il neologismo) articoletti
ripieni di links sperando che coprano la carenza
di contenuti (senza fare nomi mi vengono in mente
gli scritti della vostra tua collega DeBaggis...)

no, i miei messaggi sono seri, qui non c'e' niente
da ridere, c'e' da piangere : se PI e' seriamente
uno dei primi 3 siti piu' letti in italia di informatica
bisogna arrendersi all'evidenza che la decadenza italiota
e' veramente vicino al toccare il fondo del barile.

ieri ho letto per la prima volta un articolo decente,
quello sull'EeePC.

questi sono articoli che vale la pena di seguire,
e che in quel caso giustamente linkano a destra e a manca
visto anche il soggetto in questione.

purtroppo sono casi rari, rarissimi, e ora che molte
testate cartacee stanno fallendo ci resteranno solo
PI e poco altro.

PI, essendo letta da un grosso numero di lettori,
ha, o almeno dovrebbe, rendersi conto di avere anche
un dovere educativo : se non altro in primis scrivere in corretto
italiano ed evitare inutili gerghi anglofoni, perche'
tra un po' finiremo col trovarci frasi scritte in
grafia SMS, le faccine ("smilies") e tutto il resto
del repertorio caro alle plebe dei blog.

non sto calunniando, sto accusando.
perche' voi che ne siate consci o meno contribuite
alla disalfabetizzazione dei vostri (gia' ben poco alfabetizzati,
a giudicare dai commenti) lettori.

non e' un problema del chi e' nato prima,
se il blog o l'ipertesto o la lingua italiana,
ma solo che non si puo' scrivere come si mangia,
e chi vi legge specie se giovane e malleabile
ne verra' inquinato e plagiato.

c'e' gente che ormai agli esami per fare il magistrato
scrive "cmq" "x" (al posto di "per") e altri slang
acquisiti dall'assuefazione agli SMS, a Facebook, e a
MySpace.

cosa vogliamo fare ? contribuire al declino in un ottica
"tanto peggio tanto meglio" ?

non e' neppure un problema di avere lauree in scienze
dell'informazione o meno (non e' certo il mio caso) :

tu difendi la liberta' di espressione e parola, ma
ti sei mai chiesto se questa liberta' a lungo andare
non abbia effetti nocivi ?

c'e' molta gente che per esempio prende Wikipedia
come fosse una vera enciclopedia dove ogni articolo
passa per vari livelli di peer-review.

e siccome lo fanno tutti, viene ormai percepita come
fonte attendibile anziche' per quello che realmente
e' : una fonte del tutto anonima dove chiunque puo'
vandalizzare o scrivere dati campati in aria per
pura goliardia o peggio per motivi politici.

dimmi tu se questa e' una conquista sociale.

e quanti a casa non hanno un solo libro ma
come unica sorgente di informazione "usano google" ?

magari convinti che se qualcosa su google non c'e'
vuol dire che non esiste, con buona pace di biblioteche
e librerie che ancora "insistono" con libri cartacei
quando i piu' venduti sono le barzellette di Totti
e altre hits da tazza del cesso che la gente ripone
vicino a Topolino, Chi, e Novella 2000.

tu dici che l'esempio e' il Web ma come sai meglio
di me il Web ha contribuito enormemente a imbarbarire
quel poco di buono che era rimasto.

guarda solo la home page di Korriere e Repubblica :
notizie politica in alto, tette e culi in tutto
il resto, perche' evidentemente e ovviamente sono
quelle le news piu' lette (sesso, gossip, tragedie, cronaca nera)

e per forza che difendo Pechino : qui queste cose
non succedono, o meglio, succedono ma il governo
interviene e (con le parole di Hu Jintao) "armonizza" il problema.

di recente hanno vietato spots TV con tette e culi, ora
hanno chiuso piu' di 40.000 siti porno ed erotici.

tu la chiami censura, io la chiamo regolamentazione.
se uno vuole trombare qui non deve andare molto lontano,
fidati.

meglio il sesso vero che quello virtuale che tu difendi,
o vogliamo una societa' alla merce' del mercato e degli
speculatori e di droga, sesso, e perversioni di ogni tipo ?

perche' queste sono le conseguenze del mercato "libero"
di cui parli, dalla pornografia su internet agli articoli
sgrammaticati, ai neo-avvocati che scrivono "cmq" e "x" e "nn"
fino a trans, pornostar, e punkabbestia in parlamento,
tutto tollerato e anzi incoraggiato.

tu la chiami liberta', io la chiamo barbarie, perche'
altro non e'.

concludo : che tu sia giornalista o meno e' secondario.
se hai almeno fatto le scuole medie ci si aspetta che
scrivi in italiano e non in italiese, che tu sappia
argomentare un soggetto senza doverlo linkare, che
se scrivi qualcosa abbia un inizio, uno svolgimento
e una conclusione.

non mi sembra di chiedere troppo.
ma coi tempi che corrono c'e' piu' di qualcuno
che mi ha bollato con aggettivi buoni per i dinosauri.



Saluti dal lontano e misterioso oriente,
Il Detrattore
Anonimo
Il Detrattore
 
 
 
28 gen 2008, 12.21permalink