Diritto d'autore, c'è chi vuole dare un senso al degradola redazione 
04 mar 2008, 00.00
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vedo solo un modo per telecom di avere contenuti gratuiti per cellulari [no siae si party], e forse è l'unico modo per far passare sta cosa.
Capisco che in realtà vorrebbe sgravare wikipedia e il mondo universitario dalla possibilità di essere attaccabili nella pubblicazione web di contenuti culturali [o pseudotali visto che diventa poi difficile ed arbitrario distinguere] o infine una estensione del diritto di cronaca che potrà inserire interi filmati negli articoli.

e come la mettiamo con i diritti internazionali? nel mondo si potranno vedere film/tv dalla versione italiana di youtube?

solo i prodotti italiani sarannno ammessi? solo contenuti SIAE?

quindi torniamo al solito al nocciolo della questione: la SIAE [e i loro altrettanto insensati cugini internazionali]
personalmente ritengo non ci sia un senso nel proteggere gli editori, è un po' come proteggere un'azienda e quindi rimanere al corporativismo che porta in tutti i campi ai soliti problemi [monopoli, illegalità, concorrenza sleale, cartelli, aumento dei prezzi, diminuzione dei salari e delle garanzie dei lavoratori].
quello che bisogna fare, come stato e cittadini, è proteggersi dalle aziende e dal loro naturale e amorale modo di pensare e comportarsi [nessuna azienda fra un bimbo e un centesimo salva il bimbo quando qualunque uomo {compreso il proprietario dell'azienda} perderebbe volentieri il centesimo].
quindi se vedo di buon occhio una Società Autori non capisco come possano entrarci gli editori che sono i loro concorrenti/sfruttatori/censori.
è come il sindacato di padroni e operai....un nonsense.
Anonimo
Siberia