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Google Buzz contro Chatroulette
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19 feb 2010, 15.21
I NATIVI O GLI INGENUI DIGITALI ?
Alessandrox
5 risp.
22 feb 2010, 11.27
A parte il fatto che non hanno vissuto lo stupore dei vari passaggi, dai fosfori verdi testuali agli ambienti semigrafici e grafici a colori, dalle ricerche testuali ai primi vagiti del WWW con il mitico Mosaic, perdendo forse la consapevolezza di certi cambiamenti, del prima e del dopo.
Cito:
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tuttavia, appare difficile negare che a qualcuno potrebbe anche star bene che tutto sia a disposizione di tutti. E che, in un contesto nel quale la vita di qualunque individuo sia specchiata e disponibile online al pari di tutte le altre, improvvisamente il bisogno di mantenere privati i fatti propri potrebbe decadere
Google, visto che si parla di Google in questo caso, o chiunque altro finisca per avere in mano queste informazioni, non dovrà per forza trasformarsi in un malvagio demiurgo che tenterà di insidiare le nostre vite. Allo stesso modo in cui taluni di noi ripongono la speranza che la scienza possa condurre l'umanità a un destino migliore, salvando il pianeta dall'inquinamento, anche la tecnologia (che è parte della scienza) potrebbe giocare un ruolo determinante nel cambiare le regole della società.
E, perché no, potrebbe farlo in meglio: forse, con le dovute cautele, sarebbe una buona idea cominciare a fidarsi dei cambiamenti che Internet apporta alla cultura e alle abitudini di chi la utilizza. Se si crede che lo strumento abbia trasformato per sempre il genere umano, sarebbe coerente riporvi una certa dose di fiducia, per evitare di ritrovarsi improvvisamente nella retroguardia invece che all'avanguardia
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Sembra quasi che questi NATIVI abbiano qualcosa in piu'.... e invece secondo me hanno qualcosa in MENO (di cui qualcuno prima o poi si approfitterà): il punto NON è fidarsi o meno, il voler condividere con tutto il mondo le nostre informazioni (ma proprio tutte ?) ma essere CONSAPEVOLI di cosa si puo' andare incontro. Chi controlla le informazioni controlla la vita della gente - chi controlla le STRUTTURE (hw e sw) che le veicolano controlla le informazioni stesse, le possibilità di accedervi e di diffonderle. PUNTO, il resto son chiacchere.
ORA DI CHI ci si dovrebeb fidare? Di un ente astratto un contenitore concettuale generico a cui diamo il nome di INTERNET ? O di chi la sua struttura SW w WH la gestisce e QUINDI la controlla?
Non è il fatto che questi nativi abbiano fiducia in questi strumenti ma che NON si pongano nemmeno queste domande.... hanno PER FORZA qualcosa in meno e NON qualcosa in piu' e NON si tratta della fiducia ma della CONSAPEVOLEZZA. E NON è una cosa positiva.
NON c'e' malvagità in cio' che fanno Google, FceBook e simili, c'e' solo una NECESSITA' dettata dalla loro NATURA di entità imprenditoriali che devono fare business e che NON fanno dei codici etici un pilastro fondamentale della loro attività. Se uno NON lo sa manca solo di informazione, se uno LO SA e tuttavia continua ad agire come se NON lo sapesse manca di coscienza.
POssiamo fidarci dei cambiamenti che Internet apporta alla cultura e alle abitudini di chi la utilizza? SI certo ma la fiducia separata dalla consapevolezza (quindi la fiducia cieca, incondizionata ed illimitata) conduce solo alla ROVINA.
E' vero in qualsiasi campo (me ne sono accorto recentemente avendo messo il dito di un piede nelal politica istituzionale)... perché NON dovrebbe essere vero anche per lo strumento INTERNET ?
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Modificato dall' autore il 22 febbraio 2010 11.36
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Alessandrox
7.270
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Luca Annunziata
22 feb 2010, 19.02
Alessandrox
22 feb 2010, 23.49
Luca Annunziata
23 feb 2010, 00.35
pikkolo
23 feb 2010, 11.54
Luca Annunziata
23 feb 2010, 14.12
Annunziata e PI, questa è demagogia
pikkolo
8 risp.
23 feb 2010, 09.08
Africano
23 feb 2010, 11.49
Luca Annunziata
23 feb 2010, 14.14
pikkolo
23 feb 2010, 14.25
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23 feb 2010, 15.10
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