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Climagate, nessun complotto
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28 feb 2011, 11.56
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28 feb 2011, 13.41
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28 feb 2011, 15.32
kurdt
28 feb 2011, 15.50
- Scritto da: CIcciopacco
> Premetto che quello che dico e' in buona fede e
> basato su notizie (possibilmente scorrette) che
> ho raccolto in giro. Mi spiace ma non sono in
> grado di citare le fonte, perche' non facendo ne'
> l'economista ne' il climatgologo mi basta farmi
> un'idea e non ho la pretesa di convincere
> nessuno.
>
> La mia ipotesi e' questa: il petrolio prima o poi
> finira' (diciamo tra 50 anni) ed magari l'aumento
> di prezzi e' determinato dallo squlibrio tra
> domanda e offerta (dciamo che pasei in via di
> sviluppo ne comprano sempre di piu' e a quanto
> pare sono disposti a pagarlo tanto). Non dico che
> inizia a scarseggiare, pero' le compagnie
> petrolifere non costruiscono piu' raffinerie
> perche' non si prevede ci sia un aumento di
> estrazione.
Corretto, il problema è la spare capacity, ovvero la possibilità di aumentare la produzione seguendo la domanda, capacità che non esiste più, visto che la produzione di petrolio ha raggiunto il picco nel 2008, secondo i dati Iea.
Il problema principale è quindi che il petrolio inizierà a costare di più con ripercussioni su tutta la catena economica, di cui è, effettivamente, il motore.
> Ora, i paesi sviluppati hanno tutto l'interesse
> ad aggiungere un "overhead" all'uso del petrolio
> sotto forma di quote di CO2 da pagare. Cosi'
> facendo si riduce la domanda. Inoltre visto che
> esistono meccanismi di compensazione e' ovvio che
> questi richiedano tecnologie avanzate
> (idroelettrico, solare, immagazzianre CO2 sotto
> terra, etc.) che solo i paesi piu' sviluppati
> hanno la capacita' di sviluppare e (forse) la
> possibilita' di sostenere economicamente. BTW
> cosi' facendo parte degli affari si spostano dai
> paesi estrattori a quelli consumatori. Il costo
> da pagare per questo, mi sembra, sia
> sostanazialmente l'aumento dell'inflazione, che
> entro certi limiti non e' un grosso
> problema.
> Quindi la mia impressione e' che ci siano forti
> interessi a spingere questa storia delle quote di
> CO2. So che quello che ho detto puo' essere
> imprciso e non rigoroso, pero' non troverete mai
> un grande economista (che ha basi teoriche ben
> piu' solide delle mie) siposto a svelare
> retroscena di questo tipo (ammesso che
> esistano).
La tua osservazione è che siccome ci sono forti interessi, principalmente dei paesi europei e nordamericani + australia, nello spingere le rinnovabili, allora l'Agw sia un "Complotto" diciamo così, giusto?
Il problema è che anche la Cina, ed altri paesi emergenti, che quindi dovrebbero "non essere d'accordo" stanno controllando i dati, e recentemente stanno iniziando ad avvicinarsi e a fare concessioni a Kyoto e al tentativo di ridurre la Co2 in atmosfera.
> Piccola nota metodologica: se gli studi sul clima
> si fanno con le simulazioni al calcolatore, e'
> possibile dimostrare tutto e il contrario di
> tutto, basta cambiare un po' i modelli... E'
> chiaro che i modelli uno non se li puo'
> invetnare, vanno verificati con i dati
> sperimentali, pero' i dati a disposizione per
> verificarli sono un po' pochini, no? (3 secoli di
> rilvazioni della temperatura o qcosa del
> genere).
I dati rilevati direttamente sono relativi a tre secoli, ma disponiamo di dati sul lungo periodo ricavati con vari sistemi, ad esempio il carotaggio del giaccio, ovviamente non abbbiamo la stessa precisione, ma quantomeno una precisione sufficiente a suffragare o no, dei modelli.
> Le scienze esatte si basano su ipotesi ed
> esperimenti, misurabili, per verificarli. Che
> esperimenti e' possibile fare sui cambiamenti
> climatici?
Se la tua domanda è "Dovremmo simulare il pianeta terra per confermare il modello" la risposta è " Non c'è".
Pur con le loro limitazioni esistono molte simulazioni interessanti riguardo la reazione del sistema terra all'aumento di temperatura, tralaltro ci sono stati, nel passato, periodi in cui la temperatura era più alta e con una concentrazione di Co2 molto alta, molte decine di milioni di anni fa, e con una fauna principalmente di rettili, e una flora MOLTO diversa dalla attuale.
Insomma esistono molti modi di cercare risposte alle domande.
kurdt
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