Parole, soltanto parolela redazione 
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Se fossero "soltanto parole" quelle messe in fila nel suo articolo non sarebbero nulla. E' un artificio dialettico, un trucchetto oratorio quello di dire che sono "solo" parole, che le parole sono solo uno strumento neutro.

Ed è un'asserzione non comprovata da fatti o supportata da "tutta l'umanità", ma totalmente soggettiva, quella che vuol consegnare alla "novità" il marchio della correttezza "perché si".

Se una cosa è nuova è buona? ma quando mai? Una cosa nuova è ''solo'' nuova. E basta. Se sia buona, è un giudizio di merito: un GIUDIZIO. Va quindi fatta una valutazione e quindi si procederà a dire SE sia buona o meno.

Se ieri si faceva qualcosa frutto di successive valutazioni, decisioni, storia, fino ad arrivare a questo "qualcosa", oggi non è diventato vero che "creo una cosa nuova e quindi è buona". Mi pare che solo Dio - per chi ci crede - possa fare un'affermazione del genere. Anzi, se non erro anche la Bibbia dice che "vide che era cosa buona". Lo vide DOPO.

Ora, scherzi a parte, le parole sono come sassi, ne uccide più la penna che la spada ... eccetera.

Una parola è neutra. Due non lo sono più.

Se vogliamo valutare un google bombing per quello che è, e usare il suo metro, ovvero "al giorno d'oggi" e "ormai nel 2011" "nel mondo moderno" ... va bene, facciamolo con il metro di chi ci è nato dentro: cosa pensa che facciano due quindicenni che accostano il nome di mia o sua figlia ad un qualsiasi sinonimo di prostituta, per ottenere quel risultato in google?

Ridono.

Che simpatica goliardia, nevvero?

Ah che buontemponi, che simpatici ragazzi ... ah son ragazzi, si scherza.

Ma col cavolo che non c'è stata intenzionalità, col cavolo che non produce nessun effetto il vedere che scrivendo il mio o il suo nome, SENZA CHE IO RICHIEDA ALTRO, appare a fianco un epiteto qualficante (o peggio/meglio: squalificante!) ...

I figli di questa epoca sanno bene come ottenere quel risultato, sanno anche mettersi in gruppetto, osservare formarsi quel risultato e fare considerazioni e giochi come "dai, scrivi quel nome... vedrai che cosa esce... eh? vedi? vedi? Cosa ti dicevo: lo dice anche google...". Questo fanno molti sciocchi che vivono "gli strumenti del 2011". E allora bisogna adattarsi e vedere che come ieri si diceva "la reputazione è tutto", tanto più lo è oggi, dove gli uffici di HR googlano prima di leggere i curricula.

Come una parola anche una nota non è nulla, è solo una nota, non dice nulla: ma già 3 sono sotto copyright. Come mai? Si vede che è già possibile riconoscerle.

Le parole non sono "solo parole": le parole hanno un preciso significato e soprattutto riflettono la complessità del pensiero : non è una cosa da poco.

Come sa sicuramente lei e chiunque abbia fatto seriamente le elementari per formare una parola composta ne bastano 2: creare un nuovo concetto. Un concetto, forse neutro, ma sempre un concetto preciso.

"Truffatore" a casa mia, poi, non manca di essere - pur se una parola singola - un vocabolo tutt'altro che neutro. Positivo faccio davvero fatica a vederlo.

Sulla totale neutralità , sul bene e sul male "di per sé" delle cose si sono espressi fior fiore di filosofi. Mi pare strano si possa asserire in quattro e quattr'otto di avere la verità in tasca su un elemento così spinoso. I giudici probabilmente hanno fatto quello che deve fare prima di tutto un giudice: tutelare gli esseri umani.

Mi prepccuperei piuttosto del fatto che in riferimento ad un'azienda non si possano dire verità accertate perché "lesive d'immagine": spero di sbagliarmi, ma se non erro ho letto su queste stesse pagine il fatto, non legato ad una azienda in particolare.

Voglio ribadirlo: il nuovo, di per sé, non è necessariamente buono. L'unica cosa che è, il nuovo, è di essere nuovo. Il resto è tutto da vedere, ricordando di non chiedere all'oste se il vino è buono.
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Modificato dall' autore il 07 aprile 2011 09.44
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