Italiani negli USA? Solo col Visto

Italiani negli USA? Solo col Visto

Il nostro paese manca la scadenza richiesta dalle autorità americane per l'introduzione dei nuovi passaporti con fotografia digitale. Con ripercussioni su chi deve viaggiare. Come l'Italia anche la Francia
Il nostro paese manca la scadenza richiesta dalle autorità americane per l'introduzione dei nuovi passaporti con fotografia digitale. Con ripercussioni su chi deve viaggiare. Come l'Italia anche la Francia


Washington (USA) – Lo US Department of Homeland Security ( DHS ), il Dipartimento per la sicurezza degli interni statunitense, ha dichiarato che Francia e Italia sono gli unici paesi europei che non hanno ancora presentato i nuovi passaporti dotati di fotografia con stampa digitalizzata. La data ultima di adesione alle richieste americane sui documenti di identità per gli stranieri in arrivo negli USA, rispettata dagli altri 25 paesi che fanno parte dello !US visa waiver programme” ( VWP ), era il 26 ottobre scorso. Tutto questo si tradurrà in un fastidioso inconveniente sia per i cittadini italiani che francesi.

Il VWP è un programma varato nel 1986 che permette ai cittadini dei paesi aderenti una permanenza sul territorio statunitense, sia per scopi commerciali che turistici, di 90 giorni o meno, senza bisogno di visto ( Visa ). Dato che Francia e Italia non hanno soddisfatto la nuova direttiva, che imponeva la distribuzione dei nuovi passaporti, dopo il 26 ottobre tutti i cittadini che faranno richiesta di un nuovo documento, d’ora in poi, saranno obbligati a richiedere un visto anche se la loro permanenza sarà inferiore ai 90 giorni. Gli altri, invece, potranno continuare a sfruttare l’attuale regolamentazione senza problemi.

Soluzioni alternative, spiegano gli americani, sarebbero state pienamente accettate. L’ Austria , ad esempio, ha deciso di inserire una pagina Visa metallica all’interno del passaporto, come valido sostitutivo della foto digitale. L’unico comunicato ufficiale sulla questione è arrivato dall’Ambasciata italiana negli USA, che ha dichiarato stupore per il mancato rinvio della scadenza.

DHS, inoltre, ha stimato che Italia e Francia probabilmente non riusciranno neanche a far fronte al problema con i passaporti in rinnovo. Insomma, anche chi per sfortuna si trovasse a dover rinnovare il passaporto in questo periodo si troverebbe obbligato a seguire l’iter burocratico per ottenere il visto. E se qualcuno volesse giocarsela alla frontiera, magari con un sorrisino di circostanza verso gli addetti alla sicurezza, sappia che le stesse compagnie aeree richiederanno il controllo dei passaporti e quindi della data di rilascio. DHS ha fissato una multa per i carrier di 3.300 dollari (circa 2.793 euro) per ogni singolo passeggero che violerà il regolamento VWP.

L’Italia, comunque, potrebbe agguantare la “seconda fase” del VWP, quella che prevede chip integrati nei passaporti. Secondo il Governo di Roma siamo in tempo. Sebbene già due anni fa il nostro paese sembrava dovesse divenire la prima realtà comunitaria a disporre di un e-passaporto, ora le ultime notizie dicono che ci dovremmo essere a partire dal prossimo aprile. In Francia i primi documenti di nuova generazione, con informazioni biometriche facciali e delle impronte digitali, saranno distribuiti a Parigi entro la fine del mese.
Entrambe le soluzioni dovranno essere vagliate dalla International Civil Aviation Organisation (ICAO), che si occupa del controllo degli standard.

Al momento la questione degli e-passport è quanto mai incerta. Mentre negli Stati Uniti gli enti governativi, gli esperti di sicurezza e le associazioni per la privacy si stanno accapigliando per l’eventuale adozione di sistemi RFID integrati , in Europa ogni paese va per la sua strada.

Germania , Austria, Lussemburgo, Svezia, Finlandia e Danimarca sono vicine all’obiettivo. Gli altri paesi sembrano essere al palo. Intanto la Commissione Europea sostiene che le soluzioni biometriche siano ancora troppo giovani , sebbene sia giusto continuare a portare avanti i progetti e-passport. Mentre l’ONU si dichiara completamente a favore e auspica entro il 2006 un’adozione diffusa di passaporti biometrici.

Dario d’Elia

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Pubblicato il
11 nov 2005
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