Apple offre la connettività satellitare tramite Globalstar e punta a fornire anche il servizio voce dove non è disponibile il segnale cellulare terrestre. SpaceX ha invece lanciato oltre 550 satelliti Starlink con funzionalità Direct to Cell. Tra le due aziende è iniziato uno scontro per l’accesso allo spettro di frequenze.
Elon Musk ostacola i piani di Apple?
Apple ha investito oltre un miliardo di dollari in Globalstar per migliorare la copertura con il lancio di altri satelliti in orbita terrestre bassa (LEO). Con iOS 18.3 è stato aggiunto il supporto per il servizio Starlink di SpaceX (solo negli Stati Uniti tramite T-Mobile).
Sembrerebbe quindi l’avvio di una partnership vantaggiosa per entrambe le parti. In realtà, come riporta il Wall Street Journal, c’è un scontro in atto per l’accesso allo spettro di frequenze, una risorsa limitata. Elon Musk non avrebbe gradito l’investimento di Apple in Globalstar.
SpaceX ha recentemente chiesto alla Federal Communications Commission (FCC) di respingere la richiesta di Globalstar per utilizzare lo spettro di frequenza necessario alla nuova rete di satelliti finanziati da Apple. L’azienda di Musk ha evidenziato che Apple potrebbe sfruttare la licenza già ottenuta per i segnali di emergenza in quanto è una risorsa sottoutilizzata.
La stretta relazione con Donald Trump e Brendan Carr (Presidente della FCC) rappresenta sicuramente un vantaggio per Musk. Tra l’altro, i nuovi satelliti di Globalstar verranno portati in orbita da SpaceX.
L’Unione europea ha invece un altro tipo di problema. L’obiettivo è utilizzare una costellazione alternativa a Starlink, ma al momento non ci sono opzioni altrettanto valide (si dovrebbero combinare satelliti che operano a differenti orbite e che richiedono differenti antenne). IRIS2 non sarà attiva prima del 2030 e avrà solo 290 satelliti.