Se è vero che i filesystem di Linux hanno meno problemi di frammentazione, grazie alla loro struttura, quando si utilizza lo stesso disco per molti anni si può cominciare a notare un certo rallentamento nelle operazioni di scrittura, dovuto ad accenni della frammentazione. Inoltre, i file “inutili”, cioè quelli vuoti e danneggiati, occupano comunque dello spazio, che a lungo andare può diventare importante. Ecco quindi che ha comunque senso, pure su GNU/Linux, prendersi cura del filesystem ed eliminare ciò che non serve. Capita spesso, infatti, di avere link rotti, cioè link che puntano a file non più esistenti e quindi ormai inutili, oppure file vuoti rimasti sul disco a causa di qualche log o magari un bug in un programma. Soprattutto, capita di avere molte copie dello stesso file, che ovviamente non ha senso tenere, almeno non sullo stesso disco. Per fortuna, Rmlink è progettato per individuarli automaticamente e eliminarli.
Entrati col terminale in una cartella, si possono analizzare i file e sottocartelle semplicemente dando il comando
rmlint
Viene presentata una lista di file che sarebbe opportuno rimuovere, come file vuoti e link inattivi.
Per avere una lista completa dei file su cui agire, viene creato un file json. Viene anche creato uno script, che si può eseguire con
./rmlint.sh
Lo script si occupa automaticamente di eliminare i file inutili. La creazione dello script permette di verificare quali siano i file selezionati, è ovvio che se si vuole escludere qualche file dall’eliminazione si debba modificare lo script commentando (con #) la riga che contiene il suo nome.
Chi preferisce usare una interfaccia grafica può ricorrere a Shredder, l’interfaccia ufficiale di rmlint. Funziona nello stesso modo dell’utility a riga di comando, basta eseguirla selezionando una cartella, e procederà a una scansione per determinare i file inutili. A quel punto si possono selezionare o deselezionare e cancellare automaticamente.