SpaceX ha ottenuto un contratto di 843 milioni di dollari dalla NASA per costruire una navicella Dragon che spingerà la Stazione Spaziale Internazionale verso l’atmosfera terrestre nel 2030. Elon Musk vuole però accelerare i tempi perché l’obiettivo è raggiungere Marte. Probabilmente considera uno spreco di soldi tenere in vita la ISS per altri cinque anni.
Distruzione della ISS entro il 2027?
In base alla roadmap attuale, una versione modificata della navicella Dragon (nota come Deorbit Vehicle) si collegherà alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2029. Accendendo i suoi motori (che dovranno essere più potenti di quelli attuali) spingerà la ISS verso l’atmosfera terrestre. La maggioranza della stazione brucerà, mentre alcuni pezzi potrebbero cadere nell’Oceano Pacifico.
Iera sera, Musk ha scritto su X che la ISS ha già assolto il suo scopo, quindi è necessario iniziare i preparativi per la deorbitazione. Eric Berger di Ars Technica ha chiesto se la NASA e il governo vogliono anticipare la data rispetto al previsto (2030). Musk ha risposto che dovrà decidere il Presidente Donald Trump, ma suggerisce di distruggere la ISS entro il 2027.
Quasi certamente il desiderio di Musk non potrà essere soddisfatto. La NASA deve rispettare gli accordi con i partner, in particolare con Roscosmos (agenzia spaziale russa) che ha confermato il supporto fino al 2028, oltre i contratti firmati con Boeing e altre aziende. In ogni caso, prima dell’addio alla ISS deve essere completata almeno una delle stazioni spaziali commerciali attualmente in costruzione sulla Terra.
Musk ha scritto nel post “Andiamo su Marte“. Questo è l’obiettivo principale del proprietario di SpaceX, come già dichiarato all’inizio di gennaio criticando gli eccessivi costi del programma Artemis. Lo scopo di Musk è probabilmente quello di tagliare i fondi per la ISS e spostarli sulle missioni marziane.