Garante Privacy blocca DeepSeek in Italia

Garante Privacy blocca DeepSeek in Italia

Il Garante della privacy ha disposto con urgenza ed effetto immediato il blocco del trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di DeepSeek.
Garante Privacy blocca DeepSeek in Italia
Il Garante della privacy ha disposto con urgenza ed effetto immediato il blocco del trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di DeepSeek.

In seguito alla richiesta di informazioni inviata il 28 gennaio, il Garante per la protezione dei dati personali ha ordinato il blocco di DeepSeek con effetto immediato. Anche altri paesi europei, tra cui Irlanda, Regno Unito e Francia, hanno iniziato ad esaminare con attenzione il servizio offerto dall’azienda cinese.

Risposta insufficiente: aperta un’istruttoria

In pochi giorni, DeepSeek è finita al centro dell’attenzione di governi, autorità e aziende concorrenti non solo per aver sviluppato il modello R1 che offre prestazioni paragonabili o superiori a quelle del modello o1 di OpenAI, ma anche per i dati raccolti durante l’uso del chatbot. Come specificato dalla startup, tutte le informazioni vengono inviate a server ubicati in Cina.

Il Garante della privacy italiano ha chiesto a Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence di comunicare quali dati personali vengono raccolti, da quali fonti, per quali finalità, quale sia la base giuridica del trattamento e se siano conservati su server collocati in Cina.

L’autorità ha inoltre chiesto quale tipo di informazioni vengono utilizzate per addestrare il sistema di intelligenza artificiale e se gli utenti (iscritti e quelli non iscritti al servizio) sono stati informati sul trattamento dei loro dati. Alcune ore dopo, l’app DeepSeek è scomparsa dagli store di Apple e Google.

L’azienda cinese ha fornito una risposta al Garante, ma è stata considerata insufficiente. Le due società hanno inoltre dichiarato di non operare in Italia e che non sono obbligate a rispettare la normativa europea. L’autorità ha pertanto avviato un’istruttoria e disposto in via d’urgenza e con effetto immediato la limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani.

Informazioni sulla raccolta dei dati sono state chieste anche dai garanti della privacy di Irlanda, Regno Unito, Francia e Corea del Sud. Centinaia di aziende e agenzie governative nel mondo (Pentagono incluso) hanno bloccato l’accesso dei dipendenti al chatbot di DeepSeek. I ricercatori di Wiz hanno scoperto una vulnerabilità (risolta) che consentiva di accedere alle cronologie delle conversazioni.

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Pubblicato il
30 gen 2025
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