Il CEO e fondatore di Nvidia, Jensen Huang, non ci sta. Secondo lui, il mercato ha preso un granchio colossale nel valutare le conseguenze delle innovazioni tecnologiche di DeepSeek sulla sua azienda.
Nvidia difende l’impatto positivo di DeepSeek
In un’intervista pre-registrata con Alex Bouzari, CEO di DataDirect Networks, Huang ha definito il modello di ragionamento open source R1 di DeepSeek “incredibilmente eccitante“. Altro che una minaccia per il business di Nvidia, come sembrava pensare il mercato.
“Penso che il mercato abbia reagito a R1 come se fosse la fine dell’AI“, ha detto Huang a Bouzari. “Come se fosse caduta dal cielo e non avessimo più bisogno di fare alcun calcolo. Ma è esattamente il contrario. È l’esatto opposto“.
Per Huang, il rilascio di R1 è intrinsecamente positivo per il mercato dell’AI. Invece di rendere obsolete le risorse di calcolo prodotte da Nvidia, accelererà l’adozione dell’intelligenza artificiale. “Sta facendo capire a tutti che ci sono opportunità per rendere i modelli molto più efficienti di quanto pensassimo fosse possibile“, ha aggiunto Huang. “E quindi sta accelerando l’adozione dell’AI“.
Huang ha anche sottolineato che, nonostante i progressi di DeepSeek nel pre-addestramento dei modelli AI, il post-training rimarrà importante e ad alta intensità di risorse.
Il crollo in borsa? Un equivoco
Le parole di Huang arrivano circa un mese dopo il terremoto causato da DeepSeek, che ha deciso di rendere open source il suo modello R1. Una mossa che ha scosso tutto il settore dell’AI, ma ha colpito soprattutto Nvidia come un fulmine a ciel sereno: il titolo dell’azienda è crollato di quasi il 17% in una sola giornata di contrattazioni dopo l’annuncio di DeepSeek.
Ma Nvidia ha saputo riprendersi. Venerdì il titolo ha aperto a 140 dollari per azione, recuperando quasi tutto il valore perso in circa un mese. Nel frattempo, DeepSeek ha annunciato giovedì che prevede di pubblicare il codice sorgente di cinque repository come parte di un evento dedicato all’open source la prossima settimana.