Alla fine, l’affare andrà in porto. È arrivato il via libera della Commissione europea all’acquisizione di CECONOMY da parte del colosso cinese JD.com, un’operazione alla quale l’Italia aveva valutato di opporsi ricorrendo alla golden power, con l’obiettivo di tutelare le informazioni relative ai nostri connazionali. La società tedesca comprata controlla i punti vendita delle catene MediaWorld, MediaMarkt e Saturn, oltre a essere il secondo azionista della multinazionale francese Fnac Darty.
Ok dall’Ue: MediaWorld alla cinese JD.com
Bruxelles ha così concluso un’istruttoria avviata mesi fa, stabilendo che ci sono le condizioni per procedere con il passaggio di consegne, valutato economicamente circa 2,2 miliardi di euro, a patto che siano rispettate condizioni ben precise. Ad esempio, è previsto che il gruppo di Pechino non benefici in alcun modo dei sussidi pubblici messi a disposizione dal Paese per attuare pratiche di concorrenza sleale nei confronti dei concorrenti Ue.
In Italia sono presenti in totale 153 punti vendita gestiti da CECONOMY, che passeranno così sotto il controllo della casa madre JD.com. C’è chi teme che questo possa finire per riversare sul nostro mercato ancor più prodotti, in particolare elettrodomestici, provenienti dalla Cina, penalizzando di conseguenza i marchi nazionali e continentali. Vale per i negozi fisici così come per le vetrine degli e-commerce online.
Come riportato sulle pagine del Corriere, il nulla osta arrivato oggi dell’Europa è strettamente legato a tre impegni ben precisi che dovranno essere rispettati per almeno un decennio. Il compito di monitoraggio è stato affidato a un organismo indipendente (che non è stato reso noto). Ecco quali sono.
- I finanziamenti e le operazioni tra JD.com e CECONOMY avverranno esclusivamente
a condizioni di mercato
; - i servizi logistici e di magazzino del gruppo cinese dovranno essere offerti anche agli altri rivenditori, alle stesse condizioni riservate a CECONOMY;
- lo stesso principio varrà per i servizi tecnologici.