Meta: torrenting senza seeding non è pirateria

Meta: torrenting senza seeding non è pirateria

Secondo Meta, l'uso di Torrent per scaricare copie pirata dei libri non è illegale, se non vengono distribuite tramite seeding dopo il download.
Meta: torrenting senza seeding non è pirateria
Secondo Meta, l'uso di Torrent per scaricare copie pirata dei libri non è illegale, se non vengono distribuite tramite seeding dopo il download.

Emergono nuovi dettagli relativi al processo che vede Meta sul banco degli imputati. L’azienda di Menlo Park, accusata di violazione del copyright da diversi autori per aver addestrato i modelli Llama con copie digitali pirata di numerosi libri, ha dichiarato che il torrenting senza seeding non è illegale.

Meta non ha condiviso i libri

I documenti depositati in tribunale hanno confermato che i dipendenti di Meta sono stati autorizzati a scaricare circa 82 TB di dati tramite Torrent dal sito Anna’s Archive. Le copie pirata dei libri sono state utilizzate per il training dei modelli Llama. L’azienda californiana sostiene che il “fair use” è consentito dalla legge.

Gli autori che hanno presentato la denuncia evidenziano l’attività illegale di Meta, ovvero il download delle copie pirata dei libri, la distribuzione attraverso l’output AI e quindi la violazione del copyright. L’azienda di Menlo Park si difende affermando che Torrent è un protocollo molto diffuso per il download dei file di grandi dimensioni da repository pubblici.

In un documento depositato nel fine settimana, Meta specifica di aver adottato precauzioni per evitare il seeding dei file, ovvero la condivisione al termine del download. Tuttavia, un dirigente aveva dichiarato che le impostazioni di torrenting sono state modificate per limitare al minimo il seeding, ma non per azzerarlo completamente.

Gli avvocati degli autori hanno presentato diverse prove che dimostrerebbero la colpevolezza di Meta. Un dipendente ha evidenziato che l’uso di materiale protetto dal copyright potrebbe essere illegale. Un altro dipendente ha risposto che molte startup usano già copie pirata dei libri per l’addestramento dei modelli AI. In ogni caso ci vuole troppo tempo per sottoscrivere accordi di licenza con gli editori.

Fonte: Ars Technica
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Pubblicato il
24 feb 2025
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