Microsoft ha introdotto una novità abbastanza interessante nella nuova build Insider di Windows 11, offrendo agli utenti più esperti un’inedita scelta durante l’installazione: configurare il sistema utilizzando il tradizionale file system NTFS o scegliere il più recente ReFS (Resilient File System). Quest’ultimo, progettato per gestire enormi quantità di dati, supporta volumi fino a 35 petabyte ed è dotato di funzionalità avanzate come checksum dei metadati, integrazione con Storage Spaces e clonazione dei blocchi per velocizzare la copia dei file.
Windows 11: il file system ReFS arriverà a breve nelle prossime build stabili?
Sebbene ReFS di Windows 11 sia ancora in fase di anteprima e non supporti dischi di avvio, compressione dei file o dispositivi rimovibili, rappresenta un passo significativo verso la gestione di dataset di grandi dimensioni. Naturalmente, l’aggiunta del nuovo file system è accompagnata da una finestra di configurazione che, in fase di installazione, permette agli utenti di scegliere il file system più adatto alle proprie esigenze.
Le differenze tecniche tra NTFS e ReFS sono evidenti: ReFS è stato concepito per rispondere ai carichi di lavoro attuali, garantendo una maggiore integrità dei dati e una gestione più efficiente di file voluminosi, grazie alla correzione automatica degli errori e al supporto per file sparsi. NTFS, pur essendo un pilastro da decenni e offrendo funzionalità come le quote disco, mostra i limiti di un sistema più datato rispetto alle esigenze attuali. ReFS, invece, punta su affidabilità e scalabilità, rendendolo una scelta potenzialmente ideale per chi gestisce grandi array di storage, anche se deve ancora maturare per colmare lacune come la mancanza di supporto per dischi avviabili o la compressione.
L’introduzione di ReFS in questa build Insider di Windows 11 fa parte di una strategia più ampia di Microsoft per rinnovare la tecnologia dei file system del suo sistema operativo. Nonostante le limitazioni della versione di anteprima, la possibilità di scegliere tra NTFS e ReFS offre agli esperti l’opportunità di sperimentare queste funzionalità avanzate in scenari reali. Con il feedback degli utenti e i successivi miglioramenti, è lecito aspettarsi evoluzioni che riducano il divario tra i due sistemi. Per il momento, ReFS si presenta come una soluzione promettente per il futuro, soprattutto per chi necessita di gestire volumi di dati sempre più grandi, segnando un’evoluzione significativa nella gestione dello storage sulla corrente versione del sistema.