E-book liberi: parte un progetto open

Questa l'idea dietro LiberGNU. Contro i formati proprietari della cyb-editoria

Roma - Si chiama LiberGNU una nuova iniziativa che mira a portare sistemi aperti nell'ambito dell'editoria elettronica nel comparto degli e-book, un settore nel quale dominano mezzi e specifiche proprietarie. Secondo gli organizzatori dell'iniziativa è necessario da una parte creare formati liberi adatti allo scopo (o adattare fomati esistenti per lo stesso scopo); dall'altra creare un lettore (navigatore - browser) libero per poterli leggere.

Il tutto nell'ottica di poter essere poi utilizzato su quante più piattaforme esistenti. Allo stato attuale il progetto è ancora nelle fasi di organizzazione iniziale. Si stanno cercando informazioni e si stanno valutando progetti analoghi. L'attinenza del progetto alle problematiche relative alla documentazione ha fatto sì che il progetto si appoggiasse al già esistente progetto GNUtemberg!. Per ora è nata una lista di discussione: libergnu@gnutemberg.org.

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4 Commenti alla Notizia E-book liberi: parte un progetto open
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  • Ma perchè le organizazioni internazionali e gli enti governativi non supportano loro la creazione di standart mondioali di pubblico dominio invece di favorire sempre i software proprietari e lasciare gli open source all' iniziativa privata?
    non+autenticato


  • - Scritto da: yuptost
    > Ma perchè le organizazioni internazionali e
    > gli enti governativi non supportano loro la
    > creazione di standart mondioali di pubblico
    > dominio invece di favorire sempre i software
    > proprietari e lasciare gli open source all'
    > iniziativa privata?

    Sinteticamente: I commerciali dei prodotti closed hanno le palle, aggiungi che i burocrati difficilmente capiscono quello che leggono, gia' fanno fatica i "piani alti" di societa' tecnologiche, figurati i politici...
    non+autenticato


  • - Scritto da: yuptost
    > Ma perchè le organizazioni internazionali e
    > gli enti governativi non supportano loro la
    > creazione di standart mondioali di pubblico
    > dominio invece di favorire sempre i software
    > proprietari e lasciare gli open source all'
    > iniziativa privata?

    Perchè se lo fanno org internazionali o enti governativi ti fanno pagare perfino la lettura dello standard (fatti una visitina sul sito della ISO). E l'iniziativa privata vuol dire che all'aspirante standard possono collaborare tutti, può quindi uscire qualcosa che soddisfi diverse categorie; comunque in queste iniziative c'è sempre qualcuno che le coordina per non perdere l'ago.
    non+autenticato


  • - Scritto da: yuptost
    > Ma perchè le organizazioni internazionali e
    > gli enti governativi non supportano loro la
    > creazione di standart mondioali di pubblico
    > dominio invece di favorire sempre i software
    > proprietari e lasciare gli open source all'
    > iniziativa privata?

    Forse perchè lo fanno male? Scherzi a parte, le organizzazioni internazionali e gli enti governativi non favoriscono i software proprietari, semplicemente i produttori di questi ultimi vedono un business, ci investono sopra e sperano di ricavare più di quanto hanno speso. Non sono mecenati, hanno uno scopo: guadagnare. E non è detto che non lo possano fare usando standard mondiali, semplicemente non hanno l'incentivo ad usarli fino a che essi non sono...standard.
    Quando nella mischia entrano enti governativi e organizzazioni internazionali solitamente si peggiora la cosa, perchè il guadagno dei produttori software passa da guadagno per le vendite del prodotto a contributi da parte dello Stato e, come è facile capire, una volta introitati questi ultimi è molto più facile fregarsi degli standard.
    Cmq, per tua informazione, esiste un organizzazione internazionale chiamata OpeneBook che promuove la nascita di uno standard nel settore eBook, alla quale partecipano le principali aziende del settore (Adobe, Microsoft, Overdrive, etc.). Il problema di questo ultimo standard, almeno a mio avviso, è che da una parte il pdf è molto diffuso, quindi vanta una serie di testi già disponibili on line infinita, mentre il lit è stato molto supportato dalle grosse case editrici che praticamente lo hanno spinto iniziando a fornire molto materiale in questo formato.
    In OpeneBook, invece, trovi poco o niente. Ma per una ragione molto semplice: mancando un sistema di protezione dei diritti digitali le case editrici non pubblicano i loro contenuti in questo modo (perchè poi tra l'altro il file in OPen eBook le case editrici lo fanno, in quanto è il modo più naturale per convertire il testo in formato Microsoft Reader). E solo con contenuti "vecchi", come sono anche quelli di LiberLiber, non si crea una generazione consapevole dei vantaggi del libro elettronico, ma semplicemente una generazione che sa che sulla rete può trovare qualcosa di "datato" in formato elettronico. Con questo non voglio dire che i contenuti datati non siano anche più validi di quelli che si trovano in giro adesso, anzi, semplicemente che finchè non c'è vantaggio per gli utenti ad utilizzare una tecnologia questa non si afferma.
    Bisogna fare capire le possibilità offerte da chi studia e ricerca all'utilizzo del libro elettronico e, francamente, fra le tante che si potevano ipotizzare, questa non mi sembra la più necessaria. Non perchè sia contro l'OpenSource, ma perchè se non si crea interesse da parte della gente anche la più bella iniziativa, come questa potenzialmente è, non serve a nulla.

    non+autenticato