Le auto che parlano tra loro

Se ne parlerà all'Infomobility Forum, per dimostrare che i veicoli in movimento possono essere trasformati in nodi di una rete wireless in continua riconfigurazione. Come BitTorrent

Milano - "Scenario. Autostrada del Sole, fra qualche anno. C'è nebbia. L'automobile è un modello in vendita già oggi, ma il suo proprietario ha fatto installare un accessorio di comunicazione wireless, con un bel display a cristalli liquidi che campeggia sulla plancia. Il traffico scorre fluido quando un segnale acustico introduce una voce sintetizzata che avverte che un chilometro più avanti, ben oltre il raggio visuale, c'è un forte rallentamento della marcia per un improvviso infittirsi della nebbia. Il conducente immediatamente rallenta, insieme ai veicoli che lo affiancano e seguono, anch'essi dotati dello stesso tipo di accessorio, alcuni di serie. L'automobile non dispone di un radar: come ha fatto quindi a informare il suo conducente di quello che succedeva un chilometro più avanti? Semplice, glielo hanno detto i veicoli che la precedevano".

Così i promotori dell'Infomobility Telematics Forum 2004 presentano uno dei temi più intriganti che verranno affrontati in quella sede l'11 novembre, quello delle reti veicolari ad hoc, ossia VANET (Vehicular ad-hoc Network).

Le VANET sono reti wireless che si basano sulla comunicazione cooperativa tra nodi paritetici, senza necessità di punti di accesso fissi, che formano configurazioni dinamiche e sempre in mutamento, ad hoc appunto.
"La ragion d'essere del concetto stesso di VANET - afferma una nota diffusa dai promotori del Forum - è economico oltre che di funzionalità. La diffusione delle reti wireless ad alta velocità trova come proprio limite il costo dell'infrastruttura fissa (access point) che sarebbe necessaria se si ricorresse alle tecnologie tradizionali".

Perché le VANET divengano realtà è però necessario superare una serie di problemi. Le VANET sono infatti parte delle MANET (Mobile ad-hoc Network) in cui i nodi sono veicoli e quindi si muovono a velocità ragguardevoli in senso relativo (tra di loro) e assoluto (rispetto a punti di riferimento fissi). A loro volta le MANET sono un sottoinsieme delle reti magliate (o mesh), in cui i nodi comunicano tra di loro anche su lunghe distanze passandosi i dati in modo paritario, senza access point.

"Il problema principale delle MANET e ancora più delle VANET - affermano i promotori - si riassume in una parola: instradamento, o se si preferisce, routing. Ossia, come faccio arrivare i dati dove voglio se posso comunicare a distanza limitata (poche centinaia di metri al massimo) e se la configurazione dei nodi che mi circondano cambia continuamente? Non è un problema banale se si considera che oltre a riuscire a comunicare devo anche poterlo fare a prestazioni interessanti, in un tempo non eterno e senza intasare la rete di messaggi inutili".

La soluzione risiede probabilmente nel geocasting, ossia la trasmissione viene instradata a tutti i nodi presenti in una determinata area geografica e non più logica, come nelle reti tradizionali, fino ad arrivare al nodo di destinazione. Con il problema di dover attivare sistemi di posizionamento su tutti i nodi (GPS o, in futuro, Galileo). Il tutto condito dalla necessità di dover costruire e mantenere una griglia assoluta delle posizioni geografiche dei nodi.

Per riuscire nell'intento gli esperti si orientano al comportamento animale, come quello di sciami di api (swarming) o dei formicai (anting), un concetto che avvicina il tutto ad applicativi di sharing come BitTorrent, anch'essi basati su protocolli che fanno uso di sistemi di segnalazione. Ad ogni modo, è per ora difficile prevedere quale sarà il protocollo delle VANET. Nè è detto che la localizzazione satellitare riuscirà a superare le possibili perplessità di chi tiene prima di tutto alla propria privacy.
23 Commenti alla Notizia Le auto che parlano tra loro
Ordina
  • Molto interessante, ma l'obiettivo finale per me rimane il pilota automatico.
    Come? Fantascenza? Alcuni aerei riescono perfino ad atterrarci col pilota auomatico...
    Vuoi mettere i riflessi sulla sicurezza? E la possibilità di leggere o dormire intanto che viaggi? E l'incremento di autonomia che ne avrebbe un cieco? ecc....
    non+autenticato
  • Trasmettesse una informazione "sbagliata"?

    Gli altri come reagirebbero?

    Mi sembra pericolosissimo, un sistema con queste capacità.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Trasmettesse una informazione "sbagliata"?
    >
    > Gli altri come reagirebbero?
    >
    > Mi sembra pericolosissimo, un sistema con
    > queste capacità.

    Anche i router possono spedire tabelle di routing corrote (anche fraudolentemente), ma c'è un ma.
    http://www.nanog.org/mtg-0402/pdf/subramanian.pdf
    non+autenticato
  • Questa e' la prima domanda che mi e' venuta in mente leggendo i commenti all'articolo. Avete preso letto il banalissimo esempio della macchina nella nebbia e ve ne siete usciti con la sicurezza stradale, quando l'argomento veramente interessante e' la tecnologia che permetterebbe (anche) questo (ma non solo).
    Le VANET anche se specificatamente progettate per essere utilizzate sui veicoli, rivoluzionano la concezione di rete mobile, dal WiFi alla telefonia cellulare. Dall'articolo:

    "Le VANET sono reti wireless che si basano sulla comunicazione cooperativa tra nodi paritetici, senza necessità di punti di accesso fissi, che formano configurazioni dinamiche e sempre in mutamento"

    questo significa creare un network dinamico che puo' mutare e muoversi, ma "muoversi" non significa solo nel senso fisico del termine, ma anche cambiare il proprio stato (la propria "forma" se vediamo la rete come una "ragnatela") senza la necessita' di dover adeguare alcuna infrastruttura fissa, che resterebbe tale solo per far comunicare tra di loro tante "VANET" (nell'articolo la parte fissa della rete viene definita "MANET").

    Un'altra parte, forse piu' interessante della parima, di questa tecnologia e' spiegata piu' avanti:

    "La soluzione risiede probabilmente nel geocasting, ossia la trasmissione viene instradata a tutti i nodi presenti in una determinata area geografica e non più logica, come nelle reti tradizionali, fino ad arrivare al nodo di destinazione."

    questi significa ottimizzare la rete in modo che il routing avvenga per distanza "fisica" fra i nodi e non piu' seguendo una tratta "logica". Oggi (per internet ad esempio) puo' capitare di spedire un "pacchetto" al mio vicino di casa e vederlo transitare per londra (!), perche' questo avviene? Perche' magari il mio vicino utilizza un provider diverso dal mio, risiende quindi su un network che instrada il traffico diversamente, e quindi il pacchetto si troverebbe a transitare seguendo uno schema logico (che logico non e', se prendiamo alla lettera il termine) della mia e della sua rete. Questo non avverebbe se la mia postazione fosse identificata geograficamente (qui ci sarebbero un po' di discorsi da fare sulla privacy), ad esempio se il mio IP fosse: stato.citta.via.numero, e io mi trovassi a mandare il pacchetto al mio vicino, sarebbe evidente che cambia solo il numero civico quindi il pacchetto transiterebbe sulla tratta di rete interessata senza intasare inutilmente la linea fino a Londra (!).

    Questi sono solo due spunti che si possono trarre dalla tecnologia spiegata nell'articolo. Io non voglio fare il saputello (anche perche' probabilmente ne so molto meno della maggior parte della gente che scrive qui) pero' se invece di scannarci ogni volta tra di noi con i soliti argomenti da asilo infantile (perche' si corre a flammare sul forum, senza manco aver finito di leggere e capire l'articolo), nascerebbero (forse) discussioni un tantino piu' interessanti.
    non+autenticato

  • Quoto tutto.

    Miglior post mai visto su P.I.

    Questa si che sarebbe una vera rivoluzione,
    sono sicuro che ci arriveremo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Le VANET anche se specificatamente
    > progettate per essere utilizzate sui
    > veicoli, rivoluzionano la concezione di rete
    > mobile, dal WiFi alla telefonia cellulare.
    > Dall'articolo:

    ti fornisco una visione alternativa di questo tipo di reti.
    Immagina un'apparecchiatura tipo computer, che sia autoalimentata con un pannello solare, e che resti indipendente per qualche mese, che abbia una connessione wifi e un piccolo hd tipo sd card, e che costi poco (meno di 50 euro). ora prendi una qualche decina di questi oggetti e gettali in giro per la citta', magari nascosti.
    Con un filesystem condiviso, e procedure di sensing della rete (autonegoziata), criptazione tipo freenet e inoltro dei pacchetti a peer to peer, ottieni
    1) la rete cittadina di voIP totale.
    2) la rete di instant messaging totale.
    3) la rete di filesharing totale (e non pensiamo solo agli mp3. Pensate andare a Roma, davanti al colosseo, accendere il palmare, collegarsi a questa rete e in virtu' della tua posizione ti propone dati sul colosseo piuttosto che del circo massimo.

    ed ogni nuovo aggeggino che aggiungi amplia il campo d'azione. e aggiunge spazio alla rete. Internet diventera' una delle tante reti a disposizione, prevalentemente un posto dove fare acquisti e dove routare eventualmente i traffici di queste reti locali per renderle wan, tipo vpn.

    fantascienza? 3 anni al massimo la tecnologia lo rendera' possibile economicamente, ma le compagnie dei cellulari non gradiranno, la RIAA non gradira', la telecom non gradira'.... il resto aggiungetelo voi.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questa e' la prima domanda che mi e' venuta
    > in mente leggendo i commenti all'articolo.
    > Avete preso letto il banalissimo esempio
    > della macchina nella nebbia e ve ne siete
    > usciti con la sicurezza stradale, quando
    > l'argomento veramente interessante e' la
    > tecnologia che permetterebbe (anche) questo
    > (ma non solo).
    > Le VANET anche se specificatamente
    > progettate per essere utilizzate sui
    > veicoli, rivoluzionano la concezione di rete
    > mobile, dal WiFi alla telefonia cellulare.
    > Dall'articolo:
    >
    > "Le VANET sono reti wireless che si basano
    > sulla comunicazione cooperativa tra nodi
    > paritetici, senza necessità di punti
    > di accesso fissi, che formano configurazioni
    > dinamiche e sempre in mutamento"
    >
    > questo significa creare un network dinamico
    > che puo' mutare e muoversi, ma "muoversi"
    > non significa solo nel senso fisico del
    > termine, ma anche cambiare il proprio stato
    > (la propria "forma" se vediamo la rete come
    > una "ragnatela") senza la necessita' di
    > dover adeguare alcuna infrastruttura fissa,
    > che resterebbe tale solo per far comunicare
    > tra di loro tante "VANET" (nell'articolo la
    > parte fissa della rete viene definita
    > "MANET").
    >
    > Un'altra parte, forse piu' interessante
    > della parima, di questa tecnologia e'
    > spiegata piu' avanti:
    >
    > "La soluzione risiede probabilmente nel
    > geocasting, ossia la trasmissione viene
    > instradata a tutti i nodi presenti in una
    > determinata area geografica e non più
    > logica, come nelle reti tradizionali, fino
    > ad arrivare al nodo di destinazione."
    >
    > questi significa ottimizzare la rete in modo
    > che il routing avvenga per distanza "fisica"
    > fra i nodi e non piu' seguendo una tratta
    > "logica". Oggi (per internet ad esempio)
    > puo' capitare di spedire un "pacchetto" al
    > mio vicino di casa e vederlo transitare per
    > londra (!), perche' questo avviene? Perche'
    > magari il mio vicino utilizza un provider
    > diverso dal mio, risiende quindi su un
    > network che instrada il traffico
    > diversamente, e quindi il pacchetto si
    > troverebbe a transitare seguendo uno schema
    > logico (che logico non e', se prendiamo alla
    > lettera il termine) della mia e della sua
    > rete. Questo non avverebbe se la mia
    > postazione fosse identificata
    > geograficamente (qui ci sarebbero un po' di
    > discorsi da fare sulla privacy), ad esempio
    > se il mio IP fosse: stato.citta.via.numero,
    > e io mi trovassi a mandare il pacchetto al
    > mio vicino, sarebbe evidente che cambia solo
    > il numero civico quindi il pacchetto
    > transiterebbe sulla tratta di rete
    > interessata senza intasare inutilmente la
    > linea fino a Londra (!).
    >
    > Questi sono solo due spunti che si possono
    > trarre dalla tecnologia spiegata
    > nell'articolo. Io non voglio fare il
    > saputello (anche perche' probabilmente ne so
    > molto meno della maggior parte della gente
    > che scrive qui) pero' se invece di scannarci
    > ogni volta tra di noi con i soliti argomenti
    > da asilo infantile (perche' si corre a
    > flammare sul forum, senza manco aver finito
    > di leggere e capire l'articolo),
    > nascerebbero (forse) discussioni un tantino
    > piu' interessanti.

    Io l'avevo proposta nel '93 quando ancora ero studente, ma per i telefoni cellulari. L'idea era che un sistema del genere permetterebbe di comunicare ovunque e senza dover passare da un provider.

    Il sistema è ottimo, ma il problema è che si avrebbe un'opposizione terribile da parte dei soliti noti.
    non+autenticato

  • L'idea è ovviamente ottima, il networking p2p, su base geografica.

    Ovviamente trova l'ostilità della lobby degli operatori di TLC.

    La buona notizia, anzi ottima, è che questa tecnologia possa svilupparsi per una nobile causa, la sicurezza stradale.

    Una volta creata una simile tecnologia tutto il resto verrà da se con i software opportuni.

    Si potrà fare filesharing, voip, etc...

    E' troppo una bella idea per non diventare realtà !!!


    non+autenticato
  • Aggiungo, a cio' che ho scritto nel primo post, che una rete cosi' concepita elimina (o riduce notevolemente) le possibilita' di interruzione, una sorta di ridondanza dinamica, enormemente piu' efficiente, e virtualmente "indistruttibile", di qualsiasi rete oggi esistente, poiche' ogni client della rete funge anche da nodo e quindi interromperne uno significa interrompere solo un "percorso" fra i tantissimi disponibili.

    Oggi invece la rete internet, pur prevedendo percorsi "alternativi" (backup) e' comunque soggetta ad interruzioni: se i router che collegano una tratta smettono di funzionare, TUTTA una parte di rete resta isolata. Questo perche' la rete internet e' nata quando non c'era capillarita' di diffusione, quindi era impensabile interconnettere client molto distanti fra loro senza utilizzare una adeguata infrastruttura fissa. Oggi questo problema non esiste piu' e chi veicola i dati (i providers) non ha piu' ragione di esistere, se esistono e' solo per scopi puramente commerciali: non si potrebbe pensare di "abbattere" un sistema che ha funzionato per anni da un giorno all'altro. Condivido i discorsi sulla liberta' digitale e sull'esigenza di renderci "indipendenti", ma non bisogna peccare di presunzioni: l'evoluzione deve procedere ad una velocita' adeguata, perche' se e' vero che ci sono troppe persone che "ci mangiano" (si abbuffano), e' pur vero che ce ne sono altre che "ci mangiano davvero" (nel senso che le "vecchie" tenclogie per alcuni costituiscono l'unica fonte di reddito per vivere) e non si puo' pretendere che tutti improvvisamente finiscano in mezzo a una strada.

    Con la diffusione attuale della tecnologia, sarebbe possibile in brevissimo tempo creare un network globale completamente slinkato dai fornitori di servizi, e quindi "gratuito", ma nel contempo vedremmo migliaia di persona in mezzo alla strada e questo (per quanto astio possiamo avere contro questo o quell'altro operatore telefonico/internet/mediatico) non sarebbe "moralmente" corretto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questa e' la prima domanda che mi e' venuta
    > in mente leggendo i commenti all'articolo.
    > Avete preso letto il banalissimo esempio
    > della macchina nella nebbia e ve ne siete
    > usciti con la sicurezza stradale, quando
    > l'argomento veramente interessante e' la
    > tecnologia che permetterebbe (anche) questo
    > (ma non solo).
    > Le VANET anche se specificatamente
    > progettate per essere utilizzate sui
    > veicoli, rivoluzionano la concezione di rete
    > mobile, dal WiFi alla telefonia cellulare.
    > Dall'articolo:
    >
    > "Le VANET sono reti wireless che si basano
    > sulla comunicazione cooperativa tra nodi
    > paritetici, senza necessità di punti
    > di accesso fissi, che formano configurazioni
    > dinamiche e sempre in mutamento"
    >
    > questo significa creare un network dinamico
    > che puo' mutare e muoversi, ma "muoversi"
    > non significa solo nel senso fisico del
    > termine, ma anche cambiare il proprio stato
    > (la propria "forma" se vediamo la rete come
    > una "ragnatela") senza la necessita' di
    > dover adeguare alcuna infrastruttura fissa,
    > che resterebbe tale solo per far comunicare
    > tra di loro tante "VANET" (nell'articolo la
    > parte fissa della rete viene definita
    > "MANET").
    >
    > Un'altra parte, forse piu' interessante
    > della parima, di questa tecnologia e'
    > spiegata piu' avanti:
    >
    > "La soluzione risiede probabilmente nel
    > geocasting, ossia la trasmissione viene
    > instradata a tutti i nodi presenti in una
    > determinata area geografica e non più
    > logica, come nelle reti tradizionali, fino
    > ad arrivare al nodo di destinazione."
    >
    > questi significa ottimizzare la rete in modo
    > che il routing avvenga per distanza "fisica"
    > fra i nodi e non piu' seguendo una tratta
    > "logica". Oggi (per internet ad esempio)
    > puo' capitare di spedire un "pacchetto" al
    > mio vicino di casa e vederlo transitare per
    > londra (!), perche' questo avviene? Perche'
    > magari il mio vicino utilizza un provider
    > diverso dal mio, risiende quindi su un
    > network che instrada il traffico
    > diversamente, e quindi il pacchetto si
    > troverebbe a transitare seguendo uno schema
    > logico (che logico non e', se prendiamo alla
    > lettera il termine) della mia e della sua
    > rete. Questo non avverebbe se la mia
    > postazione fosse identificata
    > geograficamente (qui ci sarebbero un po' di
    > discorsi da fare sulla privacy), ad esempio
    > se il mio IP fosse: stato.citta.via.numero,
    > e io mi trovassi a mandare il pacchetto al
    > mio vicino, sarebbe evidente che cambia solo
    > il numero civico quindi il pacchetto
    > transiterebbe sulla tratta di rete
    > interessata senza intasare inutilmente la
    > linea fino a Londra (!).
    >
    > Questi sono solo due spunti che si possono
    > trarre dalla tecnologia spiegata
    > nell'articolo. Io non voglio fare il
    > saputello (anche perche' probabilmente ne so
    > molto meno della maggior parte della gente
    > che scrive qui) pero' se invece di scannarci
    > ogni volta tra di noi con i soliti argomenti
    > da asilo infantile (perche' si corre a
    > flammare sul forum, senza manco aver finito
    > di leggere e capire l'articolo),
    > nascerebbero (forse) discussioni un tantino
    > piu' interessanti.

    Internet è nata come una rete aperta alle innovazioni (RFC, ecc) scrivi tutto cio è manda una mail qui
    http://www.ietf.org
    non+autenticato
  • Una applicazione che sembra essere molto utile, una soluzione moderna a problemi moderni. Niente di futuristico ma sicuramente qualcosa di futuribile, una tecnologia già conosciuta utilizzata per risolvere un problema vecchio...per fortuna che qualcuno ci ha pensato, anche se ci sono dei problemi nell'immediato scommetto che avrà un futuro.
    Spero che attuino presto questo progetto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Spero che attuino presto questo progetto.
    Aspetta e spera.
    non+autenticato
  • sarebbe ora di fare qualcosa di veramente utile a livello tecnologico per aumentare la sicurezza stradale. Pensare che nel 2004 ancora non abbiamo neanche un vero sistema di info traffico.. provat ea sentire le attuali info traffico delle radio! penoso è dire poco.....
    e magari, cominciare a pensare ad automobili utili, non giocattoloni con velocita "limitata" a 250 kmh. ciao a tutti
  • Sono i soliti gadget.
    non+autenticato
  • Tu cosa proponi, genio?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Tu cosa proponi, genio?
    La safety-car. Tutto il resto SON STRUNZATE. Gadget.
    Le auto private è meglio che spariscano dalla circolazione, sono tante, sono troppe, sono inquinanti.
    Il futuro sarà la riconversione totale dei trasporti da privati a pubblici; treni, metropolitane leggere, etc.
    Le scatole da sardine con tutte quelle CAZZATE di gadget che non sanno + cosa inventare x venderle, saranno da buttare nel cesso.
    non+autenticato
  • > La safety-car. Tutto il resto SON STRUNZATE.

    Sarebbe la prima a venire tamponata da quelli che arrivano sparati a 200 Km/h in mezzo alla nebbia Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > La safety-car. Tutto il resto SON
    > STRUNZATE.
    >
    > Sarebbe la prima a venire tamponata da
    > quelli che arrivano sparati a 200 Km/h in
    > mezzo alla nebbiaOcchiolino
    Quelli che vanno a 200 nella nebbia stronzi erano e stronzi rimangono, anzi propongo di fare autostrade solo x questi, cosi i autoelimineranno da soli senza rompere il cazzo agli altri.Sorride:):):):):):):):):):):):):):):):)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Tu cosa proponi, genio?
    > La safety-car. Tutto il resto SON STRUNZATE.
    > Gadget.
    > Le auto private è meglio che
    > spariscano dalla circolazione, sono tante,
    > sono troppe, sono inquinanti.
    > Il futuro sarà la riconversione
    > totale dei trasporti da privati a pubblici;
    > treni, metropolitane leggere, etc.

    Bene, così l'intero sistema dei trasporti finisce in mano a gruppi ipersindacalizzati che ti appioppano una settimana di scioperi per ogni stupidata e poi come ce lo porti il bimbo a scuola/vai al lavoro/ecc.? a piedi? in bicicletta? i cinesi si automobilizzano e noi regrediamo ai pedali?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > cinesi si automobilizzano e noi regrediamo
    > ai pedali?
    I cacciavite cinesi sono migliori dei nostrani e costano 1/3.
    non+autenticato
  • a parte che viene spontaneo dirti "che stracaxxo centra"
    vorrei farti notare che difficilmente cio' che dici e' vero...
    a meno che beta e usag non hanno sbarellato di cervello e fanno fare la loro roba in cina non mi e' ancora capitato un "ferro" low-cost che solo si sogni di reggere quello che puo' reggere un "ferro" SERIO
    non+autenticato
  • Infatti le manufatture migliore sono quelle Italiane, seguite dagli altri europei e dai giapponesi. Gli usa lavorano bene ma hanno un'altra concezione di quello che possiamo intendere noi come "fatto bene", basta vedere la qualità delle loro auto che non sono mai al top ma secondo loro "sono fatte bene". Infine seguono i cinesi & co che col fatto di poter sfruttare una manovalanza pazzesca a prezzi zero si sognano di farci concorrenza e a chi non interessa molto il fatto che la qualità e' sicuramente inferiore e che abbiano utilizzato dei bambini per produrre il prodotto, sicuramente sono la scelta migliore. cosi' almeno la vedo io....
    non+autenticato