iTunes snobba le etichette italiane?

critiche dalla FIMI

Roma - "Che un nuovo importante distributore di musica digitale si aggiunga a quelli già presenti in Italia è sicuramente un fatto positivo. Resta però il fatto grave che non abbiano neanche voluto incontrare l'industria discografica indipendente italiana, come FIMI siamo rimasti decisamente sopresi del comportamento di Apple".

Così Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, in una nota distribuita alla stampa nella quale ha voluto chiarire le modalità dello sbarco di iTunes nel nostro paese.

"Siamo tra i primi sostenitori della diffusione di musica legale online - ha sottolineato Mazza - ma se le piattaforme legali snobbano le etichette discografiche italiane commettono un grosso errore".
FIMI ha ricordato una ricerca di Pricewaterhouse Coopers secondo cui gli italiani comprano perlopiù proprio musica italiana.
TAG: mercato
103 Commenti alla Notizia iTunes snobba le etichette italiane?
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  • Non conosco bene il servizio i-tunes; se io sono un musicista e non appartengo ad alcuna casa discografica, posso vendere ugualmente la mia musica?
    non+autenticato
  • e compagnia, da piccoli non vi hanno mai detto il famoso proverbio " chi la fa, l'aspetti " ???
    Beccatevi ora i distributori di musica internazionali CHE non vi considerano per nulla .......
    non+autenticato
  • Purtroppo per gli indipendenti (o fortunatamente, dipende dai punti di vista) le quote di mercato definiscono il potere contrattuale.
    Per lo meno in un sistema centralizzato di produzione/distribuzione tradizionale.
    La mia perplessita' su iTunes nasce dal fatto che ripropone proprio queste dinamiche, pur volendo nominalmente creare qualcosa di nuovo.
    Il formato e' nuovo, il modo d'uso e' nuovo, il concetto di download singolo a 99cent e' nuovo...ma le dinamiche di "potere" major/indipendent e' il solito: vecchio vecchio vecchio...

    Dico questo perche', ovviamente, non mi aspetto che una azienda come apple dia peso agli indipendenti.
    Semplicemente non e' una "rivoluzione", ma un ri-adeguamento del mercato.
  • Premetto che sono un fanatico della Apple. Premetto che ho comprato l'iPod Photo appena è comparso sull'on line shop e che l'iTunes Stores mi è parso ben organizzato, efficiente, facile da usare, aggiungo che non sono a corto di soldi e sono disposto a spendere per una giusta causa MA navigando iTunes Store ho compreso in modo inequivocabile che:

    iTunes NON PUO' SOSTITUIRE il P2P. Infatti è solo un negozio on line mentre il P2P è UNO STRUMENTO DI ESPRESSIONE DI MASSA.

    Perchè sul P2P trovano spazio i contenuti scelti dagli utenti mentre su iTunes si segue il vecchio canone della distribuzione dall'alto percui i contenuti vengono IMPOSTI e non scelti.

    Perchè una Rete priva di P2P relegherebbe l'utente ad un ruolo passivo, priverebbe la Rete di un'importante componente di interattività riducendola ad una specie di grande magazzino dove l'utente puo' solo comprare e non comunicare.

    Che la Urbani deve essere assolutamente modificata dato che rappresenta la morte del P2P in tutte le sue espressioni, sia legale che meno dato che questa legge mira a criminalizzarlo senza mezze misure.

    Ufficialmente solo la condivisione di materiale "protetto" è penalmente perseguibile, ma in un mondo come il nostro dove la tutela del copyright è stata spinta oltre ogni ragionevole limite non esiste praticamente un contenuto su cui qualcuno non possa vantare qualche tipo di diritto percui, se l'attuale legislazione non verrà modificata, il P2P è destinato a diventare un cimitero.

    Che l'annullamento del P2P è esattamente quello che desiderano le major per evitare di ritrovarsi, in un futuro, con un pericoloso concorrente nel ramo della distribuzione, un concorrente in grado di offrire un'alternativa ad artisti e clienti, un concorrente che potrebbe innescare un processo di sgretolamento del loro attuale business basato su modelli risalenti alla old economy dei supporti.

    Secondo me quando si parla di P2P vs major gli utenti non impostano bene il problema: non si tratta di "scaricare gratis" contro "scaricare a pagamento" ma di una questione di "libero mercato" e "libera concorrenza", perchè il P2P non è un avversario del musica ma un concorrente dell'attuale modello di mercato. Naturalmente le major assecondano questo errore di percezione perchè gli fa gioco sotto il profilo delle accuse al P2P di "pirateria" e di "illegalità", che, in un'ottica piu' smaliziata e da "esterni" sono in realtà solo gli strumenti con cui le major sperano di eliminare un concorrente sul nascere.

    Nonostante tutto il rispetto e l'ammirazione che nutro per Apple non posso che riconoscere come iTunes Store non sia altro che una "prosecuzione" dell'attuale modello di mercato, e non una sua innovazione. Pensare di vendere on line un file compresso a quasi un euro non è ragionevole, è un mezzo per farsi di nuovo beffe delle prerogative dei consumatori raddoppiando di nuovo i profitti come è stato fatto in tanti anni col caro-CD.
    Apple non ne ha colpa, i suoi profitti sono quasi a zero, i prezzi le vengono imposti dalle major.

    Gianluca Cardinale
    non+autenticato
  • Ottima riflessione ad alta voce.
    Grazie.

  • - Scritto da: Anonimo
    > iTunes NON PUO' SOSTITUIRE il P2P. Infatti
    > è solo un negozio on line mentre il
    > P2P è UNO STRUMENTO DI ESPRESSIONE DI
    > MASSA.

    Il p2p è un fenomeno di distribuzione illegale di massa che non fa che rendere ancora di più difficile la vita a chi cerca di tenere in piedi attività legali.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Il p2p è un fenomeno di distribuzione
    > illegale di massa che non fa che rendere
    > ancora di più difficile la vita a chi
    > cerca di tenere in piedi attività
    > legali.

    Il P2P si potrebbe rendere legale, e sarebbero milioni di euro per tutti. Sono le major che non vogliono sentirne parlare, prenditela con loro.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il P2P si potrebbe rendere legale, e
    > sarebbero milioni di euro per tutti. Sono le
    > major che non vogliono sentirne parlare,
    > prenditela con loro.

    Si certo dando tutto in gestione a un organo statale che dovrebbe gestire i compensi per videogiochi, software d'ufficio, musica, libri, film ecc... tutto in un unico calderone.
    Immagino poi come verranno distribuiti i compensi con un sistema del genere. Già la SIAE adesso riceve molte critiche, immaginate un organo ancora più grosso che gestisce tutto quello che c'è sul p2p.
    Pensate se l'attività di tutte le aziende, anche quella in cui lavorate, dipendesse da un organo nazionale che dice lui alle varie aziende quanto devono guadagnare quest'anno.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Si certo dando tutto in gestione a un organo
    > statale che dovrebbe gestire i compensi per
    > videogiochi, software d'ufficio, musica,
    > libri, film ecc... tutto in un unico
    > calderone.
    > Immagino poi come verranno distribuiti i
    > compensi con un sistema del genere.
    > Già la SIAE adesso riceve molte
    > critiche, immaginate un organo ancora
    > più grosso che gestisce tutto quello
    > che c'è sul p2p.
    > Pensate se l'attività di tutte le
    > aziende, anche quella in cui lavorate,
    > dipendesse da un organo nazionale che dice
    > lui alle varie aziende quanto devono
    > guadagnare quest'anno.

    Di fatto la SIAE, però, esiste, e gestisce introiti per miliardi. Non vedo per quale motivo fornire l'arma della "pirateria" alle major solo per rifiutare il modello SIAE.
    Inoltre, almeno nel sistema che vorremmo proporre, il software e i videogiochi nemmeno ci sarebbero perchè inciderebbero troppo sulla flat (la farebbero diventare una FAT).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Di fatto la SIAE, però, esiste, e
    > gestisce introiti per miliardi. Non vedo per
    > quale motivo fornire l'arma della
    > "pirateria" alle major solo per rifiutare il
    > modello SIAE.

    Perché già adesso sono in molti a lamentarsi di come vengono gestiti gli introiti della SIAE. Figurati nel futuro quando la gente comprerà più online che nei negozi come la gestirà bene.

    > Inoltre, almeno nel sistema che vorremmo
    > proporre, il software e i videogiochi
    > nemmeno ci sarebbero perchè
    > inciderebbero troppo sulla flat (la
    > farebbero diventare una FAT).

    E' già impraticabile di suo come idea, se poi volete fare anche che certe categorie vanno bene e altre no è ancora più improbabile che possa essere realizzata.
    non+autenticato
  • Secondo me sei solamente contrario a qualsiasi ipotesi di legalizzazione apriori, perchè quello che dici non ha senso: in ogni caso anche pagare la flat non ti autorizzerebbe a scambiare *qualsiasi* tipo di materiale. Cos'è, forse da domani il pedofilo potrebbe dire "ho pagato la flat quindi sono in regola"? Oppure pensi che alla flat aderirebbero società come quelle che producono software da 5mila euro come AutoCAD?

    E' chiaro che ci saranno contenuti autorizzati ed altri no. La flat è un modo per trasformare il P2P da un sistema di distribuzione illegale a legale pagando i diritti del così detto "materiale protetto" seguendo il modello nuovo (ma neanche tanto) del "tutto" a forfait. Poi, è chiaro, quel tutto è limitato a chi aderisce, non è un "esproprio ploretario", come spregiativamente ama definirlo il nostro caro dot.Mazza.

    D'altraparte prima o poi dovremo sederci a discutere di questa flat. E' utopistico pensare che il P2P scompaia o che gli utenti si limitino a scambiare software opensource. Internet è nata come agglomerato di nodi, iTunes ripropone il vecchio modello centralizzato della TV e della radio, non credo proprio possa essere ritenuto un "modello per il futuro".

    Gianluca Cardinale
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me sei solamente contrario a
    > qualsiasi ipotesi di legalizzazione apriori,
    > perchè quello che dici non ha senso:
    > in ogni caso anche pagare la flat non ti
    > autorizzerebbe a scambiare *qualsiasi* tipo
    > di materiale. Cos'è, forse da domani
    > il pedofilo potrebbe dire "ho pagato la flat
    > quindi sono in regola"? Oppure pensi che
    > alla flat aderirebbero società come
    > quelle che producono software da 5mila euro
    > come AutoCAD?
    >

    Secondo me invece dovresti astenerti dal dire cosa pensa gente che manco conosci.
    Il fatto è che non solo non vogliono aderire quelli di Autocad (ma poi chi parla di adesione? se non costringete per legge alla fine diverrebbe una flat per alcune etichette aderenti e per altre no, alla fine chi paga la tassa sarebbe disorientato e piraterebbe lo stesso). Comunque non vogliono aderirvi nemmeno quelli di FIMI, nè i produttori e distributtori di film.
    Insomma non se non ci arrivate la vostra proposta interessa non interessa a chi fa contenuti.

    > E' chiaro che ci saranno contenuti
    > autorizzati ed altri no.

    E' chiaro a te che magari fa comodo un'offerta simile.

    >La flat è un
    > modo per trasformare il P2P da un sistema di
    > distribuzione illegale a legale pagando i
    > diritti del così detto "materiale
    > protetto" seguendo il modello nuovo (ma
    > neanche tanto) del "tutto" a forfait. Poi,
    > è chiaro, quel tutto è
    > limitato a chi aderisce, non è un
    > "esproprio ploretario", come
    > spregiativamente ama definirlo il nostro
    > caro dot.Mazza.

    Nessuno vuole aderirvi altrimenti già ci sarebbe. Evidentemente non conviene a chi investe in queste cose.

    >
    > D'altraparte prima o poi dovremo sederci a
    > discutere di questa flat. E' utopistico
    > pensare che il P2P scompaia o che gli utenti
    > si limitino a scambiare software opensource.
    > Internet è nata come agglomerato di
    > nodi, iTunes ripropone il vecchio modello
    > centralizzato della TV e della radio, non
    > credo proprio possa essere ritenuto un
    > "modello per il futuro"

    Invece il futuro è quello. Per me sono le adsl che dovrebbero arrivare a costare pochissimo, così la gente avrebbe più soldi per investire in contenuti su itunes e simili.
    E non una scelta statalista dove si mette la tassa e oila' stiamo tutti insieme in unico brodo ad aspetta che qualcuno secondo chissà quali statistiche ci dia i soldini del p2p.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > Secondo me invece dovresti astenerti dal
    > dire cosa pensa gente che manco conosci.
    > Il fatto è che non solo non vogliono
    > aderire quelli di Autocad (ma poi chi parla
    > di adesione? se non costringete per legge
    > alla fine diverrebbe una flat per alcune
    > etichette aderenti e per altre no, alla fine
    > chi paga la tassa sarebbe disorientato e
    > piraterebbe lo stesso).

    Anche se imperfetto preferisco cento volte l'idea di un sistema di condivisione lacunoso che di un "supermarket perfetto".

    Nonostante tutti i problemi che potranno nascere sarà sempre un punto di inizio per costruire una forma di distribuzione ed un mercato diversi, piu' aperti e meno pilotati. Alla fine vedrai che se il P2P sarà legalizzato diverrà un'occasione ghiotta per un gran numero di società perchè si parla di cifre enormi. Naturalmente P2P legale significa un modo diverso di concepire questo business, quindi è la fine del modello tradizionale che le major si trascinano dietro da piu' di cinquant'anni, ma il fatto che le major siano attaccate a quel modello che le rende indispensabili non significa automaticamente che noi utenti dobbiamo sederci passivi ed accettare la loro offensiva legale. Dobbiamo invece lottare per trovare un compromesso tra autori e clienti inscritto sempre all'interno della libera condivisione.

    Per il resto, il tempo è galantuomo, già Apple ha dimostrato quanto infinitamente siano meno importanti e meno potenti le major rispetto a un tempo, il resto verrà a suo tempo.




    non+autenticato
  • ...era troppo POCO per scaricare un singolo da internet?

    (volevano un minimo di 1.20 euro + IVA se non erro)

    Adesso perchè stracciano gli zebedei? Sorride
    Terra2
    2332
  • non mi sembra che abbiano mai parlato di prezzi, dove lo hai letto
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > non mi sembra che abbiano mai parlato di
    > prezzi, dove lo hai letto

    sono un altro utente...
    come mai il portalone musicale della rai ha dei prezzi allucinanti ?
    http://www.music.rai.it/

    1,79 ? al brano (praticamente quasi il doppio di itms)




    non+autenticato
  • la RAI non è FIMI e i brani li compra da Vitaminic che li compra dalle major, quindi il passaggio in più già li ha fottuti. Apple compra dalle major
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > la RAI non è FIMI e i brani li compra
    > da Vitaminic che li compra dalle major,
    > quindi il passaggio in più già
    > li ha fottuti.

    Quindi il negozio della RAI è un vero furto...

    Apple compra dalle major

    Grande Apple, ha capito come funziona il business.
    non+autenticato
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