Internet e la (nuova) diffamazione

di Emanuele Cavanna - La normativa approvata dalla Camera introduce il reato di diffamazione a mezzo Internet. O, meglio, a mezzo siti Internet. Senza considerare la varietà dei luoghi della rete

Roma - Il 26 ottobre 2004 è stato approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge in tema di "diffamazione, diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante".

L'importanza di tale disegno sta non soltanto nell'art. 2 (recante le modifiche al codice penale e, segnatamente, degli artt. 57, 594 e 595 c.p.) ma anche - e soprattutto - in quanto il legislatore ha per la prima volta inteso estendere le disposizioni della legge 47 del 1948 anche alla Rete (Art. 1: "All'articolo 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, ai siti INTERNET aventi natura editoriale").

A ben vedere tale estensione non riguarda l'intero mondo on line bensì soltanto i siti internet aventi natura editoriale.
Trattasi certamente di un grande passo avanti rispetto ad un passato in cui i giudici penali hanno dovuto sottostare al principio dell'inapplicabilità in via analogica della normativa speciale prevista per la stampa ai casi di diffamazione commesse con il mezzo della Rete. Al contempo, tuttavia, rimane il dubbio se sia colmato del tutto il vuoto normativo costituito da tutti gli altri casi in cui la diffamazione non viene commessa con (o da) siti internet aventi natura editoriale.
Sono due i problemi nascenti da tale condizione.

Il primo (di carattere più squisitamente giuridico) sarà quello di individuare le testate on line aventi natura editoriale. Certamente dovranno considerarsi "editoriali" i siti internet che abbiano chiesto ed ottenuto la registrazione (anche a norma dell'art. 7 del D. l.vo n. 70/2003) presso la Cancelleria del Tribunale ove deve avvenire la pubblicazione, ma per tutte le altre il problema - nonché la scappatoia - rimane.

Il secondo (di carattere certamente più generale e pratico) consiste in ciò che rimanendo così le cose, resterebbero estranee alla previsione legislativa tutte le fattispecie in cui la condotta diffamatoria sia commessa, ad esempio, nell'alveo di una mailing list o, comunque, in un contesto non editoriale.
In ciò, dunque, il legislatore parrebbe difettare, a meno di non ritenere che volutamente abbia lasciato fuori tutti i casi non relativi ai siti aventi natura editoriale ritenendoli quali "altri mezzi di pubblicità" di cui all'art. 595 c.p. (anche così come modificato dal disegno di legge).

avv. Emanuele Cavanna
ROMA
30 Commenti alla Notizia Internet e la (nuova) diffamazione
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  • Salve ,

    ci risiamo, ecco un altro disegno di legge che é chiaro, serve solo a proteggere il potere , diminuendo la capacità critica, cercando di sottomettere al regime i nuovi media.
    Ci risiamo, l'Italia si conferma all'avanguardia del diritto per la difesa del potere.

    Saluti

    xero°kelvin Fan Linux
  • Ciao.
    Come da oggetto.

    Siamo nel 2004.......
    (porc.....!!!)))

    Speriamo nei prossimi 56 anni. Chissà. Ma mi sa che ce la dovremo tenere così...

    Saluti.
    non+autenticato
  • con un certo interesse, forse per passione professionale, forse perche' puo' essere una fonte infinita di business e qualcuno di loro potrebbe anche volere delle leggi molto restrittive applicate ad Internet.

    Invece, proprio per evitare cause inutili, dovrebbe essere possibile attuare una certificazione di alcuni siti che la richiedono.
    Questa certificazione ti pone in rilievo rispetto ad altri poiche' ai gli stessi diritti di una testata editoriale su carta, ma quindi anche gli stessi doveri.
    Tutto il resto puo' rimanere libero e senza regole e come tale, il lettore deve considerarlo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Invece, proprio per evitare cause inutili,
    > dovrebbe essere possibile attuare una
    > certificazione di alcuni siti che la
    > richiedono.
    > Questa certificazione ti pone in rilievo
    > rispetto ad altri poiche' ai gli stessi
    > diritti di una testata editoriale su carta,
    > ma quindi anche gli stessi doveri.
    > Tutto il resto puo' rimanere libero e senza
    > regole e come tale, il lettore deve
    > considerarlo.

    Tutto cio', in realta', esiste gia' anche per effetto della tanto criticata (talvolta a ragione) l. 62/2001. Ad esempio (ed e' un vantaggio, secondo me) una testata telematica non puo' essere sequestrata. Ma, ovviamente, ci sono degli svantaggi, come la responsabilita' del direttore.
    Comunque, il ddl passato al Senato e' migliorativo: abbassa le pene (soltanto multa), amplia gli effetti della rettifica e altro.
    Non mi sembra che sconvolga il trattamento da riservare alle pubblicazioni su Internet.
    Il resto, libero rimarra' sempre, anzi godra' di un abbassamento delle pene (e ancora piu' basse rispetto alla stampa). Non penso, pero', che possa rimanere senza regole, cio' che mediante certi canali si possa fare quello che si vuole, ad esempio diffamare - impunemente - la gente.
    E questo non lo dico come avvocato interessato ad un inasprimento della legge, ma come cittadino.
    Un saluto.
    Daniele Minotti

  • > E questo non lo dico come avvocato

    Da quanto lei scrive, presumo sia un avvocato. Allora la inviterei a spiegare su questo forum in cosa consista il reato di diffamazione, a beneficio di tutti i partecipanti.

    Perché personalmente non ne ho mai compreso la reale natura: a lume di buon senso direi che se un'affermazione corrisponde a verità - perché ad esempio la si può provare - non dovrebbe essere perseguibile, ma leggendo il relativo articolo del Codice Penale, non mi pare di aver trovato alcuna distinzione tra affermazioni vere o false.
    Tempo fa ho anzi letto che il reato sussiste se c'è l'intenzione di ledere la reputazione altrui.

    Mi rende inoltre perplesso quanto scritto da un altro partecipante:

    «Tutto vero, tant' è che l' ultima volta che ho detto ad una persona "Questa non è una maniera seria di lavorare" ad una riunione, mi sono beccato una querela per diffamazione (che è un reato penale) e sono stato condannato al pagamento di 4000? tra spese e danni.»

    -- Re: Mondo reale, mondo virtuale
       di Utente non registrato del 05/11/04 (14:05)

    possibile che si possa essere querelati e condannati per un fatto simile?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Da quanto lei scrive, presumo sia un
    > avvocato.

    ** Si', basta fare una gugolata col i miei dati.

    > Perché personalmente non ne ho mai
    > compreso la reale natura: a lume di buon
    > senso direi che se un'affermazione
    > corrisponde a verità - perché
    > ad esempio la si può provare - non
    > dovrebbe essere perseguibile, ma leggendo il
    > relativo articolo del Codice Penale, non mi
    > pare di aver trovato alcuna distinzione tra
    > affermazioni vere o false.
    > Tempo fa ho anzi letto che il reato sussiste
    > se c'è l'intenzione di ledere la
    > reputazione altrui.

    ** Il buon senso non e' lo stesso per tutti; oppure non necessariamente interessa il legislatore; oppure, ancora, per applicarlo occorerebbe rifletterci meglio.
    Piaccia o no, la verita' della cosa non ha stretta pertinenza con la diffamazione (se si esclude, ovviamente, la cd. *exceptio veritatis* prevista sempre dall'art. 595 c.p.).
    Diciamo - in termini semplici e semplificati - che dipende dalla gratuita' o meno della notizia, dall'interesse, ecc.

    >
    > Mi rende inoltre perplesso quanto scritto da
    > un altro partecipante:
    >
    > «Tutto vero, tant' è che l' ultima
    > volta che ho detto ad una persona "Questa
    > non è una maniera seria di lavorare"
    > ad una riunione, mi sono beccato una querela
    > per diffamazione (che è un reato
    > penale) e sono stato condannato al pagamento
    > di 4000? tra spese e danni.»
    >
    > -- Re: Mondo reale, mondo virtuale
    >    di Utente non registrato
    > del 05/11/04 (14:05)
    >
    > possibile che si possa essere querelati e
    > condannati per un fatto simile?

    ** Il mio suggerimento e' di non fermarsi alla superficie. Non conosco il caso e non mi permetto di giudicare, ma non e' un buon metodo sentenziare, per noi, senza conoscere bene i fatti.
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • Di solito gli utenti Internet di vecchia data raccolgono le informazioni della Rete e poi' prima di utilizzarle, ne controllano la veridicita'.
    Frasi come: in quel negozio ho preso solo fregature, scritte in un newsgroup e non motivate da un racconto di fatti accaduti vengono prese per quello che sono, quindi mere opinioni.

    Quelli che sono rimasti scottatti con Internet sono proprio i media che dell'informazioni hanno fatto business, pronti a pubblicare notizie prese dalla Rete senza verificarne l'autenticita'.

    Non occorrono leggi sulla Rete occorre solo che l'utente abbia sviluppato quello spirito critico e, perche' no?, quel pizzico di malizia e diffidenza che serve per non prenedere fischi per fiaschi.
    Ah, a propostito la stessa cosa vale anche per i media ... "ufficiali"
    non+autenticato

  • - Scritto da: Brontoleus
    > ... Vedere la sentenza Mailgate.
    Cioé?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Brontoleus
    > > ... Vedere la sentenza Mailgate.
    > Cioé?
    Google è tuo amicoSorride

  • - Scritto da: Brontoleus
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Brontoleus
    > > > ... Vedere la sentenza Mailgate.
    > > Cioé?
    > Google è tuo amicoSorride

    ** Ma, con un po' di gentilezza, si fa prima e basta poco:
    http://www.interlex.it/testi/or980704.htm

    Un saluto.
    Daniele Minotti

  • - Scritto da: penale2000

    > ** Ma, con un po' di gentilezza, si fa prima
    > e basta poco:
    > www.interlex.it/testi/or980704.htm

    Grazie mille:)
    non+autenticato
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