C'è l'Italia nel grid computing europeo

Anche il nostro paese partecipa al progettone DEISA, con cui la ricerca europea lancia il guanto di sfida agli Stati Uniti e al Giappone. Supernetwork, megareti, ultrabanda

Roma - Dare un'accelerazione ulteriore, un nuovo impulso alla ricerca europea sfruttando il più possibile le enormi potenzialità delle reti telematiche e del computing avanzato: c'è questo e di più dentro DEISA, nome del progettone che secondo i promotori rappresenta un guanto di sfida alla ricerca americana e giapponese.

DEISA, ossia "Distributed European Infrastructure for Supercomputing Applications", ha l'obiettivo di portare ad una struttura di calcolo con potenza nell'ordine del teraflop e facilmente accessibile a livello europeo. Nei fatti, si tratta di un nuovo sforzo per collegare le infrastrutture europee di supercalcolo per il progresso scientifico e tecnologico del Vecchio Continente.

Al progetto, partito a maggio ed ora pronto a lanciare la competizione, partecipa anche l'Italia con il CINECA, ma i partner coordinati dalla francese IDRIS-CNRS sono alcuni dei più importanti labs europei di Germania, Regno Unito, Finlandia e Olanda. Non è un caso che questo enorme lavoro di upgrade delle reti della ricerca europee venga finanziato in parte dalla Commissione Europea: l'idea è infatti quella di fare del grid computing la chiave di volta della riscossa continentale.
Scopo principale del progetto DEISA è rendere possibili nuove scoperte scientifiche in un ampio spettro di scienze e tecnologie tramite il dispiegamento e la disponibilità di un ambiente di supercalcolo distribuito caratterizzato da qualità e stabilità elevate. Ciò sarà possibile tramite una profonda integrazione delle piattaforme nazionali di calcolo avanzato già esistenti, strettamente interconnesse per mezzo di una rete dedicata e dotate di innovativi software, di sistema e di grid. "Sono state cercate e concordate strategie di coordinamento operative - spiegano al CINECA - che renderanno l'infrastruttura così integrata molto più potente della semplice somma delle sue parti".

Ma perché il supercalcolo distribuito? Secondo i promotori DEISA fornirà nuovi strumenti alla competitività europea in tutte le discipline scientifiche in cui la potenza di calcolo diventa un discrimine importante per il successo. "L'aumento della competizione globale - spiegano - sta forzando un aumento della domanda di risorse di calcolo ai più alti livelli di performance, come pure la necessità di una rapida innovazione. Per restare competitivi sono necessari investimenti sostanziali con cadenza biennale - un ritmo di innovazione che è difficile da sostenere anche per le nazioni più prospere". I primi campi applicativi, a cui via via se ne aggiungeranno altri, riguardano Scienza dei Materiali, Cosmologia, Fusione Nucleare, Scienze della Vita, Fluidodinamica Computazionale, Scienze Ambientali.

L'architettura del nuovo ambiente di supercalcolo mira a porsi ad un livello superiore rispetto ai servizi nazionali esistenti semplificando il lavoro ai ricercatori anche grazie alla possibilità di celare all'uso le complesse tecnologie di grid computing. Il tutto condito dalla possibilità di garantire durata e portabilità alle applicazioni, poiché sono parte essenziale della ricchezza di industrie ed enti di ricerca.

Ma ecco come funziona nella pratica la nuova "creatura". Di seguito tutti i dettagli.
TAG: italia
14 Commenti alla Notizia C'è l'Italia nel grid computing europeo
Ordina