Intel: Itanium è fatto per l'alta quota

Il chipmaker ha candidamente ammesso il fallimento di Itanium sulla fascia dei server mid-range, affermando di essere focalizzata nello spingere la propria CPU su big iron e mainframe. Xeon se la ride sotto i baffi

Santa Clara (USA) - I tentativi di posizionare Itanium su fasce di mercato a maggiori volumi di vendita non sono andati a buon fine. Ad affermarlo è stato lo stesso presidente di Intel, Paul Otellini, che ha di fatto ammesso ciò che era già sotto gli occhi di tutti: e cioè che Itanium, al momento, trova la sua nicchia nella fascia più alta del mercato.

"Itanium sta andando bene nella fascia alta, ma non in quella media", ha detto Otellini, che dal prossimo anno acquisirà la carica di CEO di Intel. "Semplicemente non funziona per le caratteristiche economiche del settore di fascia medio-bassa".

Otellini ha detto che Intel ha intenzione di riposizionare Itanium 2 nel settore dei server di fascia alta e dei mainframe, che è poi lo stesso ambito dove oggi le CPU co-sviluppate da Intel e HP stanno conoscendo un discreto successo.
Proprio HP, alla fine di settembre, ha deciso di abbandonare la propria linea di workstation basate su Itanium 2 per focalizzarsi, in questa fascia di mercato, sui sistemi x86-64.

La bandiera bianca innalzata da Itanium sui mercati mainstream spiana la strada agli Xeon, una famiglia di processori che, grazie alla tecnologia a 64 bit EM64T, può ora ambire a segmenti di mercato più elevati. Il successo di processori come gli Xeon EM64T e gli Opteron su fasce di mercato prima occupate esclusivamente dalle CPU RISC è determinata soprattutto dall'avvento dei cluster di server a basso costo, sistemi capaci di rimpiazzare i ben più costosi mainframe in diversi settori del computing ad alte prestazioni.
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10 Commenti alla Notizia Intel: Itanium è fatto per l'alta quota
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  • Tempo fà lessi (su P.I.?) che le strumentazioni di bordo degli Shuttle utilizzavano processori 486, nonostante la diponibilità di processori notevolmente più evoluti.
    Pare infatti che i 486 fossero più affidabili rispetto ai loro fratelli più recenti. Inoltre probabilmente le operazioni di volo non richiedono potenze di calcolo esagerate, visto che anche gli aerei di linea non montano di certo Xeon..

  • - Scritto da: Xnusa
    > Tempo fà lessi (su P.I.?) che le
    > strumentazioni di bordo degli Shuttle
    > utilizzavano processori 486, nonostante la
    > diponibilità di processori
    > notevolmente più evoluti.
    > Pare infatti che i 486 fossero più
    > affidabili rispetto ai loro fratelli
    > più recenti. Inoltre probabilmente le
    > operazioni di volo non richiedono potenze di
    > calcolo esagerate, visto che anche gli aerei
    > di linea non montano di certo Xeon..

    1) Il 486 è di fatto l'ultimo processore Intel "certificato per volare", ossia con le MIL-STD e la RTCS/DoD, oltre agli embedded i860 e i960. Per salire di clock occorre passare al 5x86 (AMD e Texas 486 DX @ 133 MHz), ai NS Geode (max 300 MHz, 3W di dissipazione) o altri minori.

    2) I 486 e altri processori industriali embedded della stessa epoca hanno superato test come le 500.000 ore di funzionamento continuo a temperature ambienti. Per ovvi motivi cronologici, non si può fornire la stessa garanzia su modelli più recenti, a prescindere da altri problemi strutturali e di dissipazione. Nel mondo industry, *motive, aerospaziale non viene preso in considerazione nulla che non sia più che affidabile.

    3) Le metriche di complessità negli azionamenti life-critical sono ben diverse rispetto alle idee commerciali di "prestazioni" propalate al pubblico mainstream. I soli sistemi di combustion control richiedono potenze di calcolo hard realtime da fare impallidire un cluster di workstation, ma nessuno penserebbe di risolvere il problema con una sola CPU "molto potente". Ridondanza multipla e ottimizzazione estrema HW e SW sono parole d'ordine assolute per i sistemi critici.
    Un 486 programmato in assembly microottimizzato e con adeguati coprocessori HW può fare cose veramente spettacolari, da far venire male agli utenti di applicazioni sempre più bloated e sempre meno, o per nulla, ottimizzate.
    non+autenticato
  • Questo è un tipo di risposta che vorrei leggere più di frequente su PI.

    Grazie.

    P.S.: Perchè non ti registri? così so già cosa leggere!
  • Ha fatto lo sbooorone, ma almeno ha parlato (salvo improbabili smentite) con cognizione di causa e con termini appropriati.

    Meditate gente, meditate...

    Luigi


    - Scritto da: Anonimo
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    > - Scritto da: Xnusa
    > > Tempo fà lessi (su P.I.?) che le
    > > strumentazioni di bordo degli Shuttle
    > > utilizzavano processori 486, nonostante
    > la
    > > diponibilità di processori
    > > notevolmente più evoluti.
    > > Pare infatti che i 486 fossero
    > più
    > > affidabili rispetto ai loro fratelli
    > > più recenti. Inoltre
    > probabilmente le
    > > operazioni di volo non richiedono
    > potenze di
    > > calcolo esagerate, visto che anche gli
    > aerei
    > > di linea non montano di certo Xeon..
    >
    > 1) Il 486 è di fatto l'ultimo
    > processore Intel "certificato per volare",
    > ossia con le MIL-STD e la RTCS/DoD, oltre
    > agli embedded i860 e i960. Per salire di
    > clock occorre passare al 5x86 (AMD e Texas
    > 486 DX @ 133 MHz), ai NS Geode (max 300 MHz,
    > 3W di dissipazione) o altri minori.
    >
    > 2) I 486 e altri processori industriali
    > embedded della stessa epoca hanno superato
    > test come le 500.000 ore di funzionamento
    > continuo a temperature ambienti. Per ovvi
    > motivi cronologici, non si può
    > fornire la stessa garanzia su modelli
    > più recenti, a prescindere da altri
    > problemi strutturali e di dissipazione. Nel
    > mondo industry, *motive, aerospaziale non
    > viene preso in considerazione nulla che non
    > sia più che affidabile.
    >
    > 3) Le metriche di complessità negli
    > azionamenti life-critical sono ben diverse
    > rispetto alle idee commerciali di
    > "prestazioni" propalate al pubblico
    > mainstream. I soli sistemi di combustion
    > control richiedono potenze di calcolo hard
    > realtime da fare impallidire un cluster di
    > workstation, ma nessuno penserebbe di
    > risolvere il problema con una sola CPU
    > "molto potente". Ridondanza multipla e
    > ottimizzazione estrema HW e SW sono parole
    > d'ordine assolute per i sistemi critici.
    > Un 486 programmato in assembly
    > microottimizzato e con adeguati coprocessori
    > HW può fare cose veramente
    > spettacolari, da far venire male agli utenti
    > di applicazioni sempre più bloated e
    > sempre meno, o per nulla, ottimizzate.
    non+autenticato
  • 500.000 ore / (24*365) = ~57 anniFicoso
    non+autenticato
  • beh potrebbe sempre essere che i test li facciano su un'astronave che viaggia a 298.425.833 m/s !
    non+autenticato
  • beh allora sarebbero passati ben più di 50 anni per noi, ristudiati le trasformazioni di lorentz va, senza dare risposte cretineSorride
    non+autenticato
  • ehhhhh quante storie per un errore di calcolo....
    dunque rispolverando il buon vecchio Einstein

    Dt=Dt'/sqrt(1-(v/c)^2)

    dove D sta ovviamente per delta e
    t = 57
    t'= 10 (non mi ricordo quando sia uscito il primo 486 ma 10 anni possono andare bene)
    v = lo devo trovare
    c = diciamo circa 300.000.000 m/s

    dunque calcolatrice alla mano fa circa 295.347.112 m/s
    se trovi altri errori ti prego di segnarmeli con la matita rossa e blu
    non+autenticato
  • C'è uno zero di troppo, oppure non è temperatura ambiente. Già a 70°C c'è un derate tipo 5 ore di vita ogni mezz'ora effettiva..........
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Xnusa
    > > Tempo fà lessi (su P.I.?) che le
    > > strumentazioni di bordo degli Shuttle
    > > utilizzavano processori 486, nonostante
    > la
    > > diponibilità di processori
    > > notevolmente più evoluti.
    > > Pare infatti che i 486 fossero
    > più
    > > affidabili rispetto ai loro fratelli
    > > più recenti. Inoltre
    > probabilmente le
    > > operazioni di volo non richiedono
    > potenze di
    > > calcolo esagerate, visto che anche gli
    > aerei
    > > di linea non montano di certo Xeon..
    >
    > 1) Il 486 è di fatto l'ultimo
    > processore Intel "certificato per volare",
    > ossia con le MIL-STD e la RTCS/DoD, oltre
    > agli embedded i860 e i960. Per salire di
    > clock occorre passare al 5x86 (AMD e Texas
    > 486 DX @ 133 MHz), ai NS Geode (max 300 MHz,
    > 3W di dissipazione) o altri minori.
    >
    > 2) I 486 e altri processori industriali
    > embedded della stessa epoca hanno superato
    > test come le 500.000 ore di funzionamento
    > continuo a temperature ambienti. Per ovvi
    > motivi cronologici, non si può
    > fornire la stessa garanzia su modelli
    > più recenti, a prescindere da altri
    > problemi strutturali e di dissipazione. Nel
    > mondo industry, *motive, aerospaziale non
    > viene preso in considerazione nulla che non
    > sia più che affidabile.
    >
    C'è qualcosa che non torna: se le 500.000 ore di funzionamento continuo riguardano il singolo processore sarebbero circa 57 anni di funzionamento continuo dello stesso processore. Da qui le cose sono due: o il 486 è stato costruito negli anni 55-60 e ciò è in antitesi con la storia dell'evoluzione INTEL nota, oppure i dati dei test militari qui forniti sono un po' sballati....
    Altrimenti posso pensare che hanno testato una decina di 486 per 10 anni e poi hanno fatto una media dei dati estrapolando il dato per le 500.000 di funzionamento contraddicendo però nel contempo gli stessi standard delle norme militari sui test di funzionamento....
    In ogni caso sono dati che non tornano....:(

    > 3) Le metriche di complessità negli
    > azionamenti life-critical sono ben diverse
    > rispetto alle idee commerciali di
    > "prestazioni" propalate al pubblico
    > mainstream. I soli sistemi di combustion
    > control richiedono potenze di calcolo hard
    > realtime da fare impallidire un cluster di
    > workstation, ma nessuno penserebbe di
    > risolvere il problema con una sola CPU
    > "molto potente". Ridondanza multipla e
    > ottimizzazione estrema HW e SW sono parole
    > d'ordine assolute per i sistemi critici.

    Scusa una domanda...
    Nel 1969 stando ai dati NASA, la stessa raggiunse la Luna con un sistema di calcolo che era addirittura inferiore, come potenza di calcolo,ad un VIC20 uscito all'incirca una decina di anni dopo.
    Il progetto della sonda che ha ormai oltrepassato i confini del sistema solare da qualche anno, lanciata dalla Terra sempre in quegli anni, ha a bordo un sistema di navigazione e gestione comunicazioni, dimostratosi più che affidabilissimo!, gestito dal un micro equivalente ad un 4004. Come hanno fatto? Tutti i Santi del paradiso lavoravano e lavorano per lei? Eppure anche qui come nel progetto Apollo c'erano problemi di gestione realtime del sistema di accensione e controllo dei motori di propulsione, navigazione e rientro a casa nel secondo caso.
    Oppure c'erano Ingegneri con le O_O??


    > Un 486 programmato in assembly
    > microottimizzato e con adeguati coprocessori
    > HW può fare cose veramente
    > spettacolari, da far venire male agli utenti
    > di applicazioni sempre più bloated e
    > sempre meno, o per nulla, ottimizzate.
    Qui ti do ragione, i processori di oggi se sfruttassero software scritto ed ottimizzato per il processore farebbero cose stratosferiche, ma questo è un altro problema dovuto a scelte di mercato fatte da qualche monopolista software...:(