IBM: i computer li faranno i cinesi

Appare imminente la cessione della divisione computer di IBM alla cinese Lenovo, una mossa che segna un'epoca ma che, soprattutto, ne inaugura un'altra. Ecco perché

Roma - La notizia ha rapidamente fatto il giro del Mondo, come è comprensibile, visto che IBM sarebbe pronta a cedere la propria divisione personal computer e, non solo, gli acquirenti sarebbero i cinesi della Lenovo. Come a dire, cioè, che il nome che ha fatto la storia del personal compunting, l'azienda i cui design hanno ispirato le tecnologie di computing di più generazioni, esce forse per sempre da quella storia, che vede invece l'affermazione di una delle più quotate società tecnologiche cinesi.

Quanto sembra sul punto di accadere, ma IBM ancora non ha voluto confermare, né smentire, non è certo una sorpresa, vista la lunga marcia che ha allontanato il gigante di Armonk dal buon vecchio PC spingendolo verso le nuove tecnologie, spesso focalizzate sui servizi con un'ampiezza di offerta che non ha eguali nel mondo ICT. E c'è ancora qualche punto che andrà risolto, in quanto non è detto che Lenovo sia in grado di sobbarcarsi un'acquisizione che dovrebbe costarle tra gli 1 e i 2 miliardi di dollari.

Ma un'operazione del genere, se infine andrà in porto come previsto in queste ore da molti esperti, è destinata ad avere un impatto notevolissimo sul mercato dei computer, dove IBM oggi è terza dietro a Dell e HP. La cessione a Lenovo, infatti, consentirebbe a quest'ultima di battagliare con gli altri due colossi in modo nuovo e assai più efficace non solo sui mercati asiatici, ma anche su quelli nordamericani, dove oggi è pressoché sconosciuta.
Va detto però che analisti del Financial Times ritengono più probabile una joint-venture tra IBM e Lenovo. In vista di una riduzione del mercato, infatti, le possibilità derivanti da un accordo strategico potrebbero concretizzarsi in una riduzione dei costi di produzione e dunque in una risposta più efficace al mutamento del mercato nei prossimi anni.

Ed infatti dietro a tutto questo viene palesata la consapevolezza del management IBM che si sta fermando lo sviluppo del settore dei personal, che per lunghi anni ha trainato non solo IBM ma gran parte dell'industria tecnologica americana. Un mercato, cioè, che almeno ad IBM non offre più le prospettive di prima e gli investimenti, anche per l'altissimo livello della competizione e i margini sempre più ridotti, diventano progressivamente assai più problematici. Ed è proprio sui margini, che nella filiera cinese possono essere aumentati con economie di scala possibili solo sul quel mercato, che le produzioni low-cost di Lenovo potrebbero trovare nuovi spazi di affermazione, dando così credito alle tesi di chi sostiene che l'annuncio di un'alleanza, più che di una vendita, sia ormai imminente.

Inutile dire che, come sottolinea il New York Times, ora ci sia anche chi si chiede, visto che HP e Dell sembrano del tutto intenzionate a spingere ancora e a lungo su questo mercato, cos'è che il management di IBM sa che le sue competitor non sanno. Ma si tratta di speculazioni, sebbene HP, al contrario di Dell, che pure è il maggiore costruttore, ormai insegua IBM su una grande varietà di mercati e non certo soltanto sul computing. Quel che è certo è che esiste un ricco mercato dell'hardware, che comprende in particolar modo il wireless, che rappresenta certo un nuovo vivace terreno di confronto.

Se poi la transazione con Lenovo andrà in porto, non solo IBM si sarà liberata di una divisione ormai non più strategica per le proprie attività, ma avrà anche dato vita ad una dimostrazione emblematica delle nuove dinamiche del mercato internazionale. All'emergere dei nuovi competitor cinesi, infatti, le imprese occidentali tendono a spingersi in nuovi settori ad alta o altissima specializzazione, trovando così nuovi spazi di sviluppo e garantendosi una edge tecnologica nei nuovi settori strategici, dal calcolo distribuito (si pensi al grid computing di IBM) alle nanotecnologie (settore nel quale IBM investe moltissimo).
TAG: mondo
99 Commenti alla Notizia IBM: i computer li faranno i cinesi
Ordina

  • Mentre in Italia si è costretti a comprare l'EFA per mantenere gli stipendi degli smanettoni di stato,
    in Europa c'è chi vende aerei ai cinesi.

    1) Da un punto di vista tecnico il nuovo caccia EFA offre prestazioni incomparabilmente superiori a quelle
    dei velivoli ormai obsoleti che andrà a sostituire, ma un esame più attento rivela che esso non dispone
    di alcuna tecnologia radicalmente innovativa, se paragonato ai suoi più diretti concorrenti: il velivolo per
    superiorità aerea F-22, e il cacciabombardiere JSF. In sostanza l'EFA non è dotato delle caratteristiche stealth
    del Raptor F-22, né del motore per super-crociera (senza postbruciatore), tanto meno degli ugelli bidimensionali
    orientabili, per non parlare del radar del tipo AESA. A conti fatti, il nuovo caccia vanta prestazioni complessivamente
    paragonabili a quelle delle versione evolute dei caccia F-16 o F-18 benché tali aerei siano entrati in servizio oltre
    venti anni fa. (Da pagine difesa: EFA, antologia di occasioni perdute)

    http://www.paginedidifesa.it/2003/turriziani_03073...


    2) AIRBUS VENDE 30 AEREI A320 A SOUTHERN AIRLINES
    Il fabbricante di aerei europeo Airbus ha formalizzato la vendita di trenta apparecchi
    A320 alla compagnia Southern Airlines. Il contratto ha un valore di circa 700 milioni di euro.
    Airbus, che non ha voluto confermare l'operazione, si e' limitata a ricordare che la Cina e'
    un mercato molto importante per la società, in cui sono stati venduti già 170 aerei, con Southern Airlines
    che ne ha acquistati in concreto 20. Il prezzo degli aerei di questo genere, suddivisi nei 4 modelli
    A318, A319, A320 e A321, e' di 59 milioni di dollari ciascuno
    (Air News)

    3) " Mentre c'è ancora la delegazione italiana, è arrivato il cancelliere tedesco Schroeder,
    efficacissimo rappresentante commerciale dei prodotti nazionali. È alla sesta visita in sei anni.
    È venuto a vendere 23 aerei del consorzio franco tedesco Airbus, per circa 1 miliardo e 200 milioni di euro."
    (TG5 del 06/12/2004)

    4)Il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e' arrivato ieri a Pechino per una visita di 48 ore,
    accompagnato da una massiccia delegazione di imprenditori. Obiettivo della missione e' firmare una serie di
    importanti contratti economici bilaterali.Prima di incontrare il suo omologo Wen Jiabao, Schoeder ha firmato
    una commessa per la consegna a Pechino di 19 Airbus A319 e di 4 Airbus A330, per circa un miliardo di euro.
    (Air News)

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Mentre in Italia si è costretti a
    > comprare l'EFA per mantenere gli stipendi
    > degli smanettoni di stato,
    > in Europa c'è chi vende aerei ai
    > cinesi.
    >
    > 1) Da un punto di vista tecnico il nuovo
    > caccia EFA offre prestazioni
    > incomparabilmente superiori a quelle
    > dei velivoli ormai obsoleti che andrà
    > a sostituire, ma un esame più attento
    > rivela che esso non dispone
    > di alcuna tecnologia radicalmente
    > innovativa, se paragonato ai suoi più
    > diretti concorrenti: il velivolo per
    > superiorità aerea F-22, e il
    > cacciabombardiere JSF. In sostanza l'EFA non
    > è dotato delle caratteristiche
    > stealth
    > del Raptor F-22, né del motore per
    > super-crociera (senza postbruciatore), tanto
    > meno degli ugelli bidimensionali
    > orientabili, per non parlare del radar del
    > tipo AESA. A conti fatti, il nuovo caccia
    > vanta prestazioni complessivamente
    > paragonabili a quelle delle versione evolute
    > dei caccia F-16 o F-18 benché tali
    > aerei siano entrati in servizio oltre
    > venti anni fa. (Da pagine difesa: EFA,
    > antologia di occasioni perdute)
    >
    > www.paginedidifesa.it/2003/turriziani_030730.

    A parte che EFA è la società che costruisce il caccia mentre il nome del caccia in questione è Eurofighter Typhoon, comunque è vero che non è proprio il massimo della tecnologia attuale ma si dimentica spesso che è il primo prodotto della neonata EFA.
    20 anni fa i primi Airbus facevano letteralmente pena, ora sono i migliori aerei commerciali del mondo.
    Se si fosse ragionato nella stessa maniera (tipica di quando c'è dietro la mano americana) anche allora non avremmo dovuto comprare gli Airbus col risultato che avremmo distrutto tale consorzio e che ora saremmo costretti a digerire solo aerei Boeing.
    E comunque come si fa a mettere a confronto un caccia come il Typhoon con un cacciabombardiere come il JSF?
    Mischi capra e cavoli.
    E poi l'Eurofighter typhoon non solo è stealth ma ha una tecnologia stealth più avanzata degli F17.
    E comunque ribadisco che è il PRIMO prodotto di una azienda appena nata.
    E per essere il primo parto è anche fin troppo riuscito bene (e fa molto ben sperare per il futuro).
    Se poi vogliamo dar retta a gente come il ministro Martino che per non intaccare gli interessi USA cancella l'ordinativo italiano per gli Airbus A400M affermando che "non servono in quanto abbiamo già i C130 americani" (che sono roba vecchia di 30 anni) e costringendo così alle dimissioni il ministro degli esteri Renato Ruggiero, è un altro paio di maniche.

    > 2) AIRBUS VENDE 30 AEREI A320 A SOUTHERN
    > AIRLINES
    > Il fabbricante di aerei europeo Airbus ha
    > formalizzato la vendita di trenta apparecchi
    >
    > A320 alla compagnia Southern Airlines. Il
    > contratto ha un valore di circa 700 milioni
    > di euro.
    > Airbus, che non ha voluto confermare
    > l'operazione, si e' limitata a ricordare che
    > la Cina e'
    > un mercato molto importante per la
    > società, in cui sono stati venduti
    > già 170 aerei, con Southern Airlines
    > che ne ha acquistati in concreto 20. Il
    > prezzo degli aerei di questo genere,
    > suddivisi nei 4 modelli
    > A318, A319, A320 e A321, e' di 59 milioni di
    > dollari ciascuno
    > (Air News)
    >
    > 3) " Mentre c'è ancora la delegazione
    > italiana, è arrivato il cancelliere
    > tedesco Schroeder,
    > efficacissimo rappresentante commerciale dei
    > prodotti nazionali. è alla sesta
    > visita in sei anni.
    > è venuto a vendere 23 aerei del
    > consorzio franco tedesco Airbus, per circa 1
    > miliardo e 200 milioni di euro."
    > (TG5 del 06/12/2004)
    >
    > 4)Il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder
    > e' arrivato ieri a Pechino per una visita di
    > 48 ore,
    > accompagnato da una massiccia delegazione di
    > imprenditori. Obiettivo della missione e'
    > firmare una serie di
    > importanti contratti economici
    > bilaterali.Prima di incontrare il suo
    > omologo Wen Jiabao, Schoeder ha firmato
    > una commessa per la consegna a Pechino di 19
    > Airbus A319 e di 4 Airbus A330, per circa un
    > miliardo di euro.
    > (Air News)

    L'ex consorzio Airbus (ora società vera e propria) è anche italiano e non solo franco-tedesco.
    Ciao.
    non+autenticato

  • > L'ex consorzio Airbus (ora società
    > vera e propria) è anche italiano e
    > non solo franco-tedesco.
    > Ciao.

    Forse dovresti informarti meglio.

    Ciao.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > > L'ex consorzio Airbus (ora
    > > società
    > > vera e propria) è anche italiano
    > > e non solo franco-tedesco.
    > > Ciao.
    >
    > Forse dovresti informarti meglio.
    >
    > Ciao.

    L'Italia tramite Alenia Aeronautica (di proprietà Finmeccanica) ha una partecipazione diretta del 5% su Airbus Industrie e indiretta in quanto Airbus Industrie è di proprietà di EADS nella quale ha partecipazioni Alenia Aeronautica e BAe Systems quest'ultima nata dalla fusione della British Aerospace con la italiana Marconi Electronic Systems (per riferimenti vedere http://www.iai.it/sections/ricerca/difesa_sicurezz... e http://www.fly-net.org/aeromedia/aleead.html )
    Forse dovresti informarti meglio tu.
    Ciao.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > > L'ex consorzio Airbus (ora
    > > > società
    > > > vera e propria) è anche
    > italiano
    > > > e non solo franco-tedesco.
    > > > Ciao.
    > >
    > > Forse dovresti informarti meglio.
    > >
    > > Ciao.
    >
    > L'Italia tramite Alenia Aeronautica (di
    > proprietà Finmeccanica) ha una
    > partecipazione diretta del 5% su Airbus
    > Industrie e indiretta in quanto Airbus
    > Industrie è di proprietà di
    > EADS nella quale ha partecipazioni Alenia
    > Aeronautica e BAe Systems quest'ultima nata
    > dalla fusione della British Aerospace con la
    > italiana Marconi Electronic Systems (per
    > riferimenti vedere
    > www.iai.it/sections/ricerca/difesa_sicurezza/
    > Forse dovresti informarti meglio tu.
    > Ciao.

    Vedo che ti sei informato meglio ed hai corretto di molto il tiro.
    Ancora un piccolo sforzo e vedrai che...
    >L'ex consorzio Airbus (ora società
    > vera e propria) NON è anche
    > italiano.
    La partecipazione del 5% ai programmi A3XX (Airbus
    Industrie) ed il possesso con relativo controllo di Airbus sono due cose completamente diverse.
    Per quanto riguarda il connubio tra Finmeccanica e BAe:http://www.paginedidifesa.it/2004/tani_041025.html
    Per qunto riguarda "l'italiana Marconi Electronic Systems", c'è chi sostiene che sia inglese: http://www.liberalfondazione.it/archivio/RISK/nume...

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > L'ex consorzio Airbus (ora
    > > > > società
    > > > > vera e propria) è anche
    > > italiano
    > > > > e non solo franco-tedesco.
    > > > > Ciao.
    > > >
    > > > Forse dovresti informarti meglio.
    > > >
    > > > Ciao.
    > >
    > > L'Italia tramite Alenia Aeronautica (di
    > > proprietà Finmeccanica) ha una
    > > partecipazione diretta del 5% su Airbus
    > > Industrie e indiretta in quanto Airbus
    > > Industrie è di proprietà
    > di
    > > EADS nella quale ha partecipazioni
    > Alenia
    > > Aeronautica e BAe Systems quest'ultima
    > nata
    > > dalla fusione della British Aerospace
    > con la
    > > italiana Marconi Electronic Systems (per
    > > riferimenti vedere
    > >
    > www.iai.it/sections/ricerca/difesa_sicurezza/
    > > Forse dovresti informarti meglio tu.
    > > Ciao.
    >
    > Vedo che ti sei informato meglio ed hai
    > corretto di molto il tiro.
    > Ancora un piccolo sforzo e vedrai che...
    > >L'ex consorzio Airbus (ora società
    > > vera e propria) NON è anche
    > > italiano.
    > La partecipazione del 5% ai programmi A3XX
    > (Airbus
    > Industrie) ed il possesso con relativo
    > controllo di Airbus sono due cose
    > completamente diverse.
    > Per quanto riguarda il connubio tra
    > Finmeccanica e
    > BAe:www.paginedidifesa.it/2004/tani_041025.ht

    Ma non con Bae system ma con EADS (la quale controlla l'80% di Airbus, la Bae solo il restante 20%).
    Non farmi dire cose che non ho detto.
    non+autenticato
  • Dimenticavo:
    EFA è l'acronimo di (European Fighter Aircraft) come potrai leggere su www.paginedidifesa.it/2003/turriziani_030730
    Un tempo era EFA 2000 perchè doveva essere pronto per quella data, poi hanno fatto sparire il 2000 e lo hanno
    chiamato Eurofighter Typhoon.
    Non sono io che "Mischio capra e cavoli":ho semplicemente riportato ciò che c'è scritto sulla Testata giornalistica
    Paginedidifesa che vanta, tra autori ed estimatori, numerosi professionisti del settore, diversi generali di squadra aerea
    e alcuni capi di stato maggiore.
    Fai un po' te...
    non+autenticato
  • I cinesi hanno costruito l'autodromo di Shangai in 18 mesi, in Italia non siamo ancora riusciti a fare uno straccio di ponte sullo stretto di Messina in 35 anni.
    I cinesi stanno costruendo 32 nuove centrali nucleari, noi abbiamo fermato le 4 attivate e quella in costruzione.
    I cinesi spendono l'ira di dio in Difesa mentre il già nostro risibile budget militare si assottiglia di anno in anno.
    I cinesi spendono il triplo di noi (in rapporto al PIL) in ricerca scientifica mentre noi tagliamo i fondi alla ricerca per abbassare (si fa per dire) le tasse.
    E la lista potrebbe continuare.
    E devo dire a malinquore che non tutti i mali italici derivano dall'attuale governo (la scellerata scelta di rinunciare all'energia nucleare per esempio è stata avallata da un ampio arco di forze politiche del tempo, la maggior parte delle quali ora fa marcia indietro quando oramai un intero patrimonio di di tecnologie e industrie nucleari che il mondo ci invidiava è stato distrutto).

    Luigi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E devo dire a malinquore che non tutti i
    > mali italici derivano dall'attuale governo
    > (la scellerata scelta di rinunciare
    > all'energia nucleare per esempio è
    > stata avallata da un ampio arco di forze
    > politiche del tempo, la maggior parte delle
    > quali ora fa marcia indietro quando oramai
    > un intero patrimonio di di tecnologie e
    > industrie nucleari che il mondo ci invidiava
    > è stato distrutto).
    >
    > Luigi


    concordo con te su tutto, rifletti solo di una cosa.

    visto il malcostume itagliano ti immagini come verrebero gestite le centrali e le scorie nucleari in Italia?

    ho visto troppe puntate di report, striscia, le iene per non rabbrividire alla sola idea.

    report.rai.it leggiti la puntata sulle scorie e rabbrividisci, altro che URSS....


    Fan Apple
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > E devo dire a malinquore che non tutti i
    > > mali italici derivano dall'attuale
    > governo
    > > (la scellerata scelta di rinunciare
    > > all'energia nucleare per esempio
    > è
    > > stata avallata da un ampio arco di forze
    > > politiche del tempo, la maggior parte
    > delle
    > > quali ora fa marcia indietro quando
    > oramai
    > > un intero patrimonio di di tecnologie e
    > > industrie nucleari che il mondo ci
    > invidiava
    > > è stato distrutto).
    > >
    > > Luigi
    >
    >
    > concordo con te su tutto, rifletti solo di
    > una cosa.
    >
    > visto il malcostume itagliano ti immagini
    > come verrebero gestite le centrali e le
    > scorie nucleari in Italia?

    Le scorie radioattive le dobbiamo gestire comunque visto che la metà di esse (circa 500 tonnellate l'anno) deriva dalla medicina nucleare.
    A meno che tu non intendi fare a meno anche di radioterapia, tomografia a emissione di positroni, risonanza magnetico-nucleare ecc.

    > ho visto troppe puntate di report, striscia,
    > le iene per non rabbrividire alla sola idea.
    >
    > report.rai.it leggiti la puntata sulle
    > scorie e rabbrividisci, altro che URSS....

    L'ho vista e, mi spiace dirlo perchè stimo RAI3 e la Gabanelli, ma ha fatto solo molta disinformazione a-scientifica.
    Non si può affermare delle tesi in base alle risposte della gente intervistata.
    Con questo sistema posso dimostrare anche una tesi chiaramente falsa come ad esempio che mangiare patate fa venire il cancro, basta che intervisto un po' di persone e chiedo loro "hai un parente che è morto di cancro?" e "mangiava patate?" e siccome tutti mangiamo patate e abbiamo un parente anche alla lontana morto di cancro posso far passare questa autentica corbelleria come una verità scientifica.
    Ciao.
    non+autenticato
  • concordo su tutto tranne che sul nucleare.
    qui in italia non lo saprebbero gestire e cmq comporta un rischio troppo alto....
    già ci sono troppe centrali vicino all'italia e sec me qualkosa in italia di nascosto c'è...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > concordo su tutto tranne che sul nucleare.
    > qui in italia non lo saprebbero gestire e
    > cmq comporta un rischio troppo alto....
    > già ci sono troppe centrali vicino
    > all'italia e sec me qualkosa in italia di
    > nascosto c'è...

    "non lo sappiamo gestire" che vuol dire?
    Hai in mano DATI (e non chiacchiere da pasdaran ambientalista) che confermano questa tesi?
    Prima della scellerata chiusura delle centrali elettronucleari italiane l'industria italiana del nucleare da elettrogenerazione era tra le prime al mondo ed espostavamo tecnologia e materiali.
    "qualcosa di nascosto", altra frase sibillina.
    A che ti riferisci?
    Al reattore di ricerca Galilei del CISAM di San Piero a Grado forse (quello che negli anni '60 sarebbe dovuto servire a dotare la Marina Militare Italiana di sottomarini a propulsione nucleare, progetto poi abortito per il secco veto americano) ?
    O all'impanto Eurex di Saluggia (finanziato dall'Euratom) di riprocessamento del combustibile irraggiato dal quale si può ricavare tanto plutonio da costruirci alcune testate atomiche?
    Se vuoi informazioni su questi ed altri impianti vai sul sito della Sogin S.p.A., trovi tutto quello che desideri sapere (ad eccezione del reattore del CISAM che non è sotto controllo Sogin e neanche sotto quello dell'AIEA per la verità).

    L'unico dato di fatto incontrovertibile e che l'energia nucleare è la fonte energetica più pulita in assoluto, visto che un reattore di tipo PWR è un sistema chiuso che non ha alcun tipo di scambio con l'esterno.
    E che, assieme al solare e a patto che i reattori autofertilizzanti e la possibilità di estrerre uranio dall'acqua del mare diventino commercialmente maturi, è l'unica fonte di energia praticamente inesauribile e democratica (visto che l'Uranio è distribuito uniformemente sulla crosta terrestre).
    Nonchè l'unica (sempre assieme al solare) tra 100 anni quando si saranno esauriti i combustibili fossi capace di fornisci energia per soddisfare le esigenze delle sempre più energivore società moderne.
    Ciao.

    "L'atomo è il futuro, bisogna investirci sopra" (Carlo Rubbia).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > concordo su tutto tranne che sul
    > nucleare.
    > > qui in italia non lo saprebbero gestire
    > e
    > > cmq comporta un rischio troppo alto....
    > > già ci sono troppe centrali
    > vicino
    > > all'italia e sec me qualkosa in italia
    > di
    > > nascosto c'è...
    >
    > "non lo sappiamo gestire" che vuol dire?
    > Hai in mano DATI (e non chiacchiere da
    > pasdaran ambientalista) che confermano
    > questa tesi?
    > Prima della scellerata chiusura delle
    > centrali elettronucleari italiane
    > l'industria italiana del nucleare da
    > elettrogenerazione era tra le prime al mondo
    > ed espostavamo tecnologia e materiali.
    > "qualcosa di nascosto", altra frase
    > sibillina.
    > A che ti riferisci?
    > Al reattore di ricerca Galilei del CISAM di
    > San Piero a Grado forse (quello che negli
    > anni '60 sarebbe dovuto servire a dotare la
    > Marina Militare Italiana di sottomarini a
    > propulsione nucleare, progetto poi abortito
    > per il secco veto americano) ?
    > O all'impanto Eurex di Saluggia (finanziato
    > dall'Euratom) di riprocessamento del
    > combustibile irraggiato dal quale si
    > può ricavare tanto plutonio da
    > costruirci alcune testate atomiche?
    > Se vuoi informazioni su questi ed altri
    > impianti vai sul sito della Sogin S.p.A.,
    > trovi tutto quello che desideri sapere (ad
    > eccezione del reattore del CISAM che non
    > è sotto controllo Sogin e neanche
    > sotto quello dell'AIEA per la
    > verità).
    >
    > L'unico dato di fatto incontrovertibile e
    > che l'energia nucleare è la fonte
    > energetica più pulita in assoluto,
    > visto che un reattore di tipo PWR è
    > un sistema chiuso che non ha alcun tipo di
    > scambio con l'esterno.
    > E che, assieme al solare e a patto che i
    > reattori autofertilizzanti e la
    > possibilità di estrerre uranio
    > dall'acqua del mare diventino
    > commercialmente maturi, è l'unica
    > fonte di energia praticamente inesauribile e
    > democratica (visto che l'Uranio è
    > distribuito uniformemente sulla crosta
    > terrestre).
    > Nonchè l'unica (sempre assieme al
    > solare) tra 100 anni quando si saranno
    > esauriti i combustibili fossi capace di
    > fornisci energia per soddisfare le esigenze
    > delle sempre più energivore
    > società moderne.
    > Ciao.
    >
    > "L'atomo è il futuro, bisogna
    > investirci sopra" (Carlo Rubbia).

    Lascia perdere, meno male che in Italia non vengono sviluppati sistemi per ambienti critici!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > concordo su tutto tranne che sul
    > > nucleare.
    > > > qui in italia non lo saprebbero
    > gestire
    > > e
    > > > cmq comporta un rischio troppo
    > alto....
    > > > già ci sono troppe centrali
    > > vicino
    > > > all'italia e sec me qualkosa in
    > italia
    > > di
    > > > nascosto c'è...
    > >
    > > "non lo sappiamo gestire" che vuol dire?
    > > Hai in mano DATI (e non chiacchiere da
    > > pasdaran ambientalista) che confermano
    > > questa tesi?
    > > Prima della scellerata chiusura delle
    > > centrali elettronucleari italiane
    > > l'industria italiana del nucleare da
    > > elettrogenerazione era tra le prime al
    > mondo
    > > ed espostavamo tecnologia e materiali.
    > > "qualcosa di nascosto", altra frase
    > > sibillina.
    > > A che ti riferisci?
    > > Al reattore di ricerca Galilei del
    > CISAM di
    > > San Piero a Grado forse (quello che
    > negli
    > > anni '60 sarebbe dovuto servire a
    > dotare la
    > > Marina Militare Italiana di sottomarini
    > a
    > > propulsione nucleare, progetto poi
    > abortito
    > > per il secco veto americano) ?
    > > O all'impanto Eurex di Saluggia
    > (finanziato
    > > dall'Euratom) di riprocessamento del
    > > combustibile irraggiato dal quale si
    > > può ricavare tanto plutonio da
    > > costruirci alcune testate atomiche?
    > > Se vuoi informazioni su questi ed altri
    > > impianti vai sul sito della Sogin
    > S.p.A.,
    > > trovi tutto quello che desideri sapere
    > (ad
    > > eccezione del reattore del CISAM che non
    > > è sotto controllo Sogin e neanche
    > > sotto quello dell'AIEA per la
    > > verità).
    > >
    > > L'unico dato di fatto incontrovertibile
    > e
    > > che l'energia nucleare è la fonte
    > > energetica più pulita in
    > assoluto,
    > > visto che un reattore di tipo PWR
    > è
    > > un sistema chiuso che non ha alcun tipo
    > di
    > > scambio con l'esterno.
    > > E che, assieme al solare e a patto che i
    > > reattori autofertilizzanti e la
    > > possibilità di estrerre uranio
    > > dall'acqua del mare diventino
    > > commercialmente maturi, è l'unica
    > > fonte di energia praticamente
    > inesauribile e
    > > democratica (visto che l'Uranio è
    > > distribuito uniformemente sulla crosta
    > > terrestre).
    > > Nonchè l'unica (sempre assieme al
    > > solare) tra 100 anni quando si saranno
    > > esauriti i combustibili fossi capace di
    > > fornisci energia per soddisfare le
    > esigenze
    > > delle sempre più energivore
    > > società moderne.
    > > Ciao.
    > >
    > > "L'atomo è il futuro, bisogna
    > > investirci sopra" (Carlo Rubbia).
    >
    > Lascia perdere, meno male che in Italia non
    > vengono sviluppati sistemi per ambienti
    > critici!

    Va bè, cosa vuoi che ti dica, allora vuol dire che pure in Slovenia (dove ci sono due reattori da elettrogenerazione) sanno gestire il nucleare e noi no.
    Siamo l'unico paese sulla faccia della terra che non lo sa gestire, contento?
    non+autenticato
  • Di grazia, ci dica l'articolista, cosa si intendeva con "computer"?
    I cinesi produrranno solo Desktop e Laptop, o anche Mainframe?

    Luigi
    non+autenticato
  • Il genio Italiano, ovvero i ricercatori di talento che si formano nelle universita' italiane SOGNANO di andare all'estero.
    Nella mia universita' fanno sia i ricercatori che, per arrotondare, gli insegnanti.
    Ovviamente di insegnare non li importa una cippa e si assiste ad assurde lezioni super-veloci senza capo ne coda.
    Il sogno di tutti loro, e non e' un mistero lo dicono pure a lezione, e' quello di riuscire a dimostrare quanche teorema non ancora dimostrato o altro per poter ottenere un incarico in qualche universita' all'estero.
    Quindi si sono formati in Italia ma se scoprono qualcosa i frutti verranno raccolti all'estero.
    Proporrei di mandarli subito all'estero e di sostituirli con qualcuno che all'universita' voglia davvero insegnare !!!
    non+autenticato
  • Beh, ci sarà un motivo... i vari governi fino ad adesso non hanno dato il giusto peso alla ricerca, al progresso in generale (e ora con questo si stando toccando limiti insopportabili) per cui il ricercatore non si sente ben accolto in un'università italiana o perchè viene pagato una miseria o perchè probabilmente non ha attrezzature, strutture, ecc. con cui lavorare seriamente... la ricerca in Italia, ricordiamocelo, spesso viene portata avanti con strumenti obsoleti, ridicoli solo a pensarli...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il genio Italiano, ovvero i ricercatori di
    > talento che si formano nelle universita'
    > italiane SOGNANO di andare all'estero.
    > Nella mia universita' fanno sia i
    > ricercatori che, per arrotondare, gli
    > insegnanti.
    > Ovviamente di insegnare non li importa una
    > cippa e si assiste ad assurde lezioni
    > super-veloci senza capo ne coda.
    > Il sogno di tutti loro, e non e' un mistero
    > lo dicono pure a lezione, e' quello di
    > riuscire a dimostrare quanche teorema non
    > ancora dimostrato o altro per poter ottenere
    > un incarico in qualche universita'
    > all'estero.
    > Quindi si sono formati in Italia ma se
    > scoprono qualcosa i frutti verranno raccolti
    > all'estero.
    > Proporrei di mandarli subito all'estero e di
    > sostituirli con qualcuno che all'universita'
    > voglia davvero insegnare !!!

    In quale smandrappata uni sei andato a finire?
    Da noi almeno i ricercatori sono più motivati e paradossalemente più preparati dei prof!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Il genio Italiano, ovvero i ricercatori di
    > talento che si formano nelle universita'
    > italiane SOGNANO di andare all'estero.
    > Nella mia universita' fanno sia i
    > ricercatori che, per arrotondare, gli
    > insegnanti.
    > Ovviamente di insegnare non li importa una
    > cippa e si assiste ad assurde lezioni
    > super-veloci senza capo ne coda.

    Non esiste un solo caso di un grande genio che non abbia sempre accompagnato il suo lavoro di ricerca con l'insegnamento.
    Tutti (ripeto tutti) i premi Nobel scientifici dell'ultimo secolo erano anche (ottimi) insegnanti e dedicavano molto tempo, energie e passione a questa attività.
    non+autenticato
  • Non si tratta solo di computers ma parecchi amici miei imprenditori si trasferiscono in cina a produrre.
    Meccanica, ceramiche, accessori legno, tutti li a sfruttare cinesini.
    Altri imprenditori stanno valutando la Romania come terra di conquista.
    In quei posti il lavoratore costa sotto i 200 euro al mese, non ha tutele sindacali e deve lavorare come un dannato.
    Non sono sicuro se possa essere utilizzato come materia prima ma penso che ci manchi poco.Deluso

    non+autenticato
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