Trieste, incontro sul software libero

Il 15

Trieste - Per mercoledì 15 Free Software Foundation Europe e i Linux User Group del Friuli Venezia Giulia hanno organizzato un incontro con imprese, associazioni di categoria ed esponenti politici per parlare di software libero e del suo valore per le aziende e la pubblica amministrazione.

"Grazie al suo modello di sviluppo - si legge in una nota - (il software libero, ndr.) rappresenta quindi un'opportunità reale di crescita per il mercato del software e per le
imprese, in particolare le PMI, che vi lavorano. Ma non solo. Anche le pubbliche amministrazioni, i cittadini, gli utilizzatori in generale possono beneficiarne: per essi infatti può rappresentare l'aumento del ritorno di un'investimento, l'emancipazione da un unico fornitore, una semplice alternativa ma soprattutto rappresenta una libertà di scelta".

All'incontro parteciperanno, tra gli altri, Davide Dozza, maintainer italiano del progetto OpenOffice.org, Gianluca Trimarchi, rappresentante dei LUG della regione Friuli Venezia Giulia, Stefano Maffulli, presidente della divisione italiana della Foundation, Stefano De Monte, vicepresidente di Trieste On Line e Gianni Pecol Cominotto, assessore regionale all'organizzazione, personale e sistemi informativi.
L'incontro si terrà presso il caffè S.Marco in via Cesare Battisti 18 alle ore 11.00.
TAG: italia
10 Commenti alla Notizia Trieste, incontro sul software libero
Ordina
  • Invece di parlare del valore del software libero per le aziende e per la pubblica amministrazione, mi preoccuperei INVECE, di parlare del valore che il software libero ha per chi lo rivende, dato che il software libero:

    -è anche gratuito, quindi offre eventuali margini di speculazione elevatissimi
    -non esce da alcun un processo di produzione industriale.

    Mi preoccuperei di quanto fatturerebbe un body-rental che fornisse consulenti e lavoratori in affitto precari e/o sottopagati, ma super specializzati in questo fantastico mondo dell'open source e del software libero tutto gratis, e mi preoccuperei di quanto dovesse costare se questo sogno si dovesse infrangere.

    Il software libero è una bella scusa per fatturare consulenze profumatamente prezzolate, commissionate da chi vuole saperne di più su questo tanto proclamato, e tanto di moda, mondo del tutto-libero-tutto-gratis; figuriamoci poi se il committente si fida di ciò che il consulente "amico" ( o parente ) gli racconta.

    Prima di tutto, occorre chiarire che il software libero, non ha un modello di sviluppo, un modello presuppone almeno la presenza di regole e una pianificazione, invece, il mondo del software libero, si muove sull'onda delle intenzioni, dell'ideologia, degli slogan, ufficialmente, chiunque, a cui punga vaghezza, può partecipare a qualunque progetto open source, questo più che modello di sviluppo è un blob, una massa informe, una matassa complicata e intricata di interrelazioni e interessi personali ( tralasciando tutti gli strascichi riguardanti brevetti e diritto d'autore ).

    Inoltre non c'è ancora un valido modello di business, non l'hanno ancora trovato, a differenza di chi sviluppa software closed-source, i cui affari vanno a gonfie vele.

    Poi occorre anche dare un'occhiata alla definizione di software libero, che è il concetto che l'open source incarna per generare tutto il ben di dio di cui si vanta.

    Una definizione di "software libero" può essere trovata a questo indirizzo: http://snipurl.com/b11l

    Si può leggere chiaramente che, i quattro assiomi che definiscono il software libero, in realtà, sono vincoli alla libertà di fare con il software, quello che ci pare, una contraddizione quindi, perché la parola Libertà, indica assenza di vincoli, piuttosto che la loro imposizione ( Umberto Saba si sta già rivoltando nella tomba, vedi ultimo paragrafo ).

    La Libertà ( assieme all'anti imperialismo, etc ) è una banderuola molto sventolata dai propagandatori del software libero, ma non è difficile ragionare su quei quattro punti ( ma sono numerati a partire dallo zero, chissà perché, forse perché così sembrano di meno ) e sulle conseguenze di esproprio dell'informatica dai programmatori professionisti e dalle aziende che fino ad oggi l'hanno fatta, con una visione collettivista che cancella il mercato del software, per metterlo idealmente in mano alla comunità e praticamente in mano a chi ha interesse economico di lucrare su una risorsa gratuita e che ha le conoscenze e i contatti commerciali e politici per farlo.

    E' ipocrita erigersi paladini delle libertà altrui, difensori dai tiranni, per poi farsi con molta attenzione, i propri conti in tasca.

    Nessuno poi si è posto il problema se questa comunità esista e se sì, da chi sia formata, dando per scontato che esiste e che "tutti" ne fanno parte, includendo anche chi non è interessato e chi non desidera farne parte.

    La IBM ora principale promotrice di Linux ( creatura del software libero ) possiede più o meno tanti brevetti sul software quanti ne possiede la Microsoft ( il cui modello di business è basato sul closed source ), sì, parlo proprio di brevetti sul software, quei brevetti che tutelano non una procedura industriale ma una semplicissima IDEA, qualcosa di ancora più restrittivo del diritto d'autore.

    Per chi, il software libero rappresenta opportunità di crescita? per una multinazionale che fa produrre e testare del software gratuitamente dalla comunità di sviluppatori volontari, inoltre facendosi la pubblicità sui mezzi di comunicazione, sfruttando il viso di un bambino?

    Sembrerebbe che ne possano beneficiare tutti, a me pare che non ne benefici nessuno, specialmente i cittadini e gli utilizzatori, visto che, Linux, non è un sistema operativo Desktop, nonostante le intenzioni e la propaganda, infatti, tanto per fare un esempio della sua diffusione, è ultimo nella classifica dei sistemi operativi impiegati per navigare su Google, il motore di ricerca più usato del mondo ( fonte Google ).

    Non c'è alcun investimento e non ha senso parlare di ROI nell'utilizzare un software distribuito e acquisito a titolo gratuito, non ha senso parlare né di investimenti né di mercato, se, per ipotesi, ci collochiamo nel contesto dell'open source ( interpretabile come libero scopiazzamento del lavoro altrui ).

    Per quanto riguarda le libertà di scelta all'interno del mondo dei sviluppatori open source, il lettore esperto che vuole indagare, parta da questo link: http://snipurl.com/ahx0

    Penso che i filantropi con voglie tecnologiche, invece di propagandare il software libero, farebbero meglio ad andare in missione nei paesi del terzo mondo, o a dedicarsi al servizio civile o dare una mano concreta nel mondo del sociale, e così via.

    Penso che Saba e Svevo, che erano abituali clienti del caffé storico dove si terrà l'incontro, dal loro tavolino, storcerebbero subito il naso, a sentire certi proclami, visti gli intenti populisti e falsamente ribelli del software libero e dell'open source ( e vista anche l'arroganza e la saccenza che di solito caratterizza i personaggi che li propugnano ).

    Invece di ritrovarsi in un prestigioso caffè storico, frequentato all'epoca da sensibili artisti e fini pensatori, sarebbe meglio che questi novelli Paladini Orlandi, difensori delle libertà altrui, si diano piuttosto appuntamento, in un'osteria del luogo ( con tutto il mio profondo rispetto per le osterie ).

    Cordialità
    Francesco
    non+autenticato
  • e' raro sentire qualcuno con tanta invidia
    e tanto risentimento
    non devi sentirti cosi' inferiore, tutti col tempo
    possiamo crescere e diventare migliori
    non+autenticato
  • uffa... stallman ha creato il movimento se non erro nel 1984 e da allora non si fa altro che parlare di software open...

    la storia si ripete in ogni azienda "pro open". Infatti la stessa software house, per così dire "openista", diventa tutto a un tratto closed non appena si accorge che il suo prodotto software può essere facilmente commercializzato... è un classico oramai...

    la verità è che il mondo piace così com'è in quanto rispecchia la vera natura "conquistatrice" dell'uomo... l'unica cosa che ci piace poco è di solito il nostro conto in banca, punto.
    non+autenticato
  • Giudizio molto, molto superficiale. Oggi se qualcosa si sta ancora muovendo è per merito dell'informazione 'open', non solo software, ma di qualunque altro tipo. Mentre le lobbies del copyright stanno lavorando per trasformare Internet in una specie di museo delle antichità, solo per merito dell' 'open' si può avere qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la licenza 'Creative Commons', ecc.

    desolatamente
    Lorenzaccio

  • - Scritto da: lorenzaccio
    > Giudizio molto, molto superficiale. Oggi se
    > qualcosa si sta ancora muovendo è per
    > merito dell'informazione 'open', non solo
    > software, ma di qualunque altro tipo. Mentre

    Se tu vedi qualcosa muoversi probabilmente è merito di qualche truffatore traffichino che, come Paperon De' Paperoni, ha la visione offuscata dai dobloni che potrebbe fare rivendendo qualcosa di gratuito a qualche assicurazione / ente dove di informatica non ne capiscono un fico secco ( bastano i contatti giusti... e i favori giusti... ).

    > le lobbies del copyright stanno lavorando
    > per trasformare Internet in una specie di
    > museo delle antichità, solo per
    > merito dell' 'open' si può avere
    > qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la
    > licenza 'Creative Commons', ecc.

    Se conosci la lingua italiana: si scrive lobby non lobbies, stai scrivendo in italiano, non in inglese, non scriverai mica "i computers" in luogo di "i computer" spero, la lingua italiana non declina al plurale le parole straniere.

    Beh e i propagandatori dell'open source vorrebbero trasformare Internet nel far west senza copyright, capirai che gran saggezza, a me pare solo populismo.

    Lascia perdere l'open source, chiunque non sia ammorbato dai loro slogan e dai loro fanatismi si accorge che la maggiorparte dei progetti fanno solamente massa, ci sono tantissimi progetti patetici e solamente propositivi che non servono e non serviranno mai a niente se non per giustificare se stessi, è un vapourware a base di codice sorgente che ti fa credere che tutto c'è e tutto funziona, uno specchietto per le alloddole ( vedi sopra ).

    > desolatamente
    > Lorenzaccio

    Davvero desolante.
    non+autenticato
  • > Se tu vedi qualcosa muoversi probabilmente
    > è merito di qualche truffatore
    > traffichino che, come Paperon De' Paperoni,
    > ha la visione offuscata dai dobloni che
    > potrebbe fare rivendendo qualcosa di
    > gratuito a qualche assicurazione / ente dove
    > di informatica non ne capiscono un fico
    > secco ( bastano i contatti giusti... e i
    > favori giusti... ).

    Non si sta parlando solo di soldi, ma anche di un valore aggiunto dato dallo sviluppo software e dalla risoluzione di determinate problematiche di sicurezza che -sviluppate grazie all'open source- hanno fatto ricchi i Brancaleone del codice proprietario -come te, mi pare di capire.
    Se tu ne vuoi fare un discorso di soldi allora certo, se essere piu' ricchi vuol dire essere piu' intelligenti allora ci saranno tante persone intelligentissime in giro che pero' permettimi di informatica ne capiscono ancora meno di chi bazzica negli enti pubblici

    > > le lobbies del copyright stanno
    > lavorando
    > > per trasformare Internet in una specie
    > di
    > > museo delle antichità, solo per
    > > merito dell' 'open' si può avere
    > > qualcosa di nuovo. Vedi per esempio la
    > > licenza 'Creative Commons', ecc.

    Sono d'accordo, e' grazie all'open se si puo' imparare qualcosa... fare soldi a parte naturalmente =)

    > Se conosci la lingua italiana: si scrive
    > lobby non lobbies, stai scrivendo in
    > italiano, non in inglese, non scriverai mica
    > "i computers" in luogo di "i computer"
    > spero, la lingua italiana non declina al
    > plurale le parole straniere.

    Non dmostri una grande intelligenza a rispondere in maniera cosi' spocchiosa. Se non hai argomenti validi non dare risposte che non denotano una grande intelligenza (a meno di non riferirsi all'"intelligenza di cui accennavo prima".

    > Beh e i propagandatori dell'open source...

    Beh, neppure il tuo italiano sembra granche'... si dice propagandisti, non propagandatori.. meglio scrivere qualcosa di corretto in inglese che una schifezza in italiano , che dici? =)
    O forse nel mio vocabolario open source non ci sono tutte le parole

    > ...vorrebbero trasformare Internet nel far west
    > senza copyright, capirai che gran saggezza,
    > a me pare solo populismo.
    > Lascia perdere l'open source, chiunque non
    > sia ammorbato dai loro slogan e dai loro
    > fanatismi si accorge che la maggiorparte dei
    > progetti fanno solamente massa, ci sono
    > tantissimi progetti patetici e solamente
    > propositivi che non servono e non serviranno
    > mai a niente se non per giustificare se
    > stessi, è un vapourware a base di
    > codice sorgente che ti fa credere che tutto
    > c'è e tutto funziona, uno specchietto
    > per le alloddole ( vedi sopra ).


    Mah... se sviluppassi un po' meglio i contenuti e non sbandierassi slogan tanto per fare magari capiremmo meglio cosa vorresti dire... qualche esempio magari =)
    Un saluto, e viva gli stupidi sviluppatori di kernel con la K maiuscola!!!

    Matteo,
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Non si sta parlando solo di soldi, ma anche
    > di un valore aggiunto dato dallo sviluppo
    > software e dalla risoluzione di determinate
    > problematiche di sicurezza che -sviluppate

    Chiacchiere, Vapourware.

    > giro che pero' permettimi di informatica ne
    > capiscono ancora meno di chi bazzica negli
    > enti pubblici

    Quindi bisogna erudirli che software libero è Bene ?

    > > Se conosci la lingua italiana: si scrive
    > > lobby non lobbies, stai scrivendo in
    > > italiano, non in inglese, non scriverai
    > mica
    > > "i computers" in luogo di "i computer"
    > > spero, la lingua italiana non declina al
    > > plurale le parole straniere.
    >
    > Non dmostri una grande intelligenza a
    > rispondere in maniera cosi' spocchiosa. Se

    Sarai intelligente tu.

    > Mah... se sviluppassi un po' meglio i
    > contenuti e non sbandierassi slogan tanto
    > per fare magari capiremmo meglio cosa
    > vorresti dire... qualche esempio magari =)
    > Un saluto, e viva gli stupidi sviluppatori
    > di kernel con la K maiuscola!!!

    Poveretto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Beh, neppure il tuo italiano sembra
    > granche'... si dice propagandisti, non
    > propagandatori.. meglio scrivere qualcosa di
    > corretto in inglese che una schifezza in
    > italiano , che dici? =)
    > O forse nel mio vocabolario open source non
    > ci sono tutte le parole

    Non dimostri una grande intelligenza a rispondere in maniera cosi' spocchiosa. Se non hai argomenti validi non dare risposte che non denotano una grande intelligenza.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > uffa... stallman ha creato il movimento se
    > non erro nel 1984 e da allora non si fa
    > altro che parlare di software open...

    sbagli. Allora era solo "free software"
    il concetto di "open" è degli anni '90

    il resto della tua analisi è solo qualunquismo

    voto= 3

    non+autenticato
  • l'intera infrastruttura internet è' stata sviluppata
    con strumenti completamente aperte e condivise
    e con risorse del settore pubblico (stati, enti,
    universita',etc)
    questo vale anche per l'attuale grid computing in
    via di sviluppo, su linux quasi al 100% e a
    maggior ragione lo e' per internet2 e tutto cio'
    che ne seguira'
    le cose piu' importanti, di piu' grandi dimensioni
    e di maggior valore tecnico oggi si fanno quasi
    esclusivamente con sw opensource
    certo che certe cose dalla tana da topi da cui
    guardi il tuo angolino di mondo
    non si vedono
    non+autenticato