Hack.it.art scuote Berlino

Dal 14 gennaio nella capitale tedesca si riverseranno le avanguardie italiane dell'attivismo tecnologico, artistico e politico. Expò, workshop ed eventi per disegnare i nuovi percorsi mediatici

Berlino - Nella capitale tedesca c'è un pezzettino dell'Italia che ragiona sulle nuove forme mediatiche innescate dalle tecnologie: dal 14 gennaio al 27 febbraio al museo Kunstraum Kreuzberg/Bethanien sarà ospitata l'attesa mostra-evento "Hack.it.art", sottotitolo Hacktivism in the Context of Art and Media in Italy.

Hack.it.art, spiegano i promotori, consiste in una rassegna sull'attivismo politico, tecnologico e artistico in Italia. L'idea è dunque quella di mettere a fuoco le nuove forme indipendenti di produzione artistica e mediatica italiana, "riflettendo - si legge in una nota - su un percorso collettivo di un movimento che dagli anni Ottanta si batte per un uso libero e auto-gestito dei media e tecnologia".

Si tratta di attività che non sempre possono essere identificate come arte ma che sono più facilmente individuabili con il termine pratica o azione. Siamo dunque all'essenza dell'hactivism, fusione di hacking e activism, attivismo tecnologico e politico. "Hacktivism - spiega una nota - è una pratica rizomatica e open source".
Le anomalie dei media italiani, sottoposti a forti pressioni monopolistiche associati ad un ventennio di forti impulsi indipendenti verso l'individuazione di nuovi modelli di produzione e fruizione dell'informazione, e alla miriade di progetti collegati, fanno sì secondo i promotori che Hack.it.art possa consentire di riflettere sulle possibilità di costruire nuovi modelli sociali e culturali.

"Il modello che propone Hack.it.art - continua la nota - vede il net come uno spazio aperto, in cui fioriscono attività decentralizzate, autonome e gestite dal basso. L'accesso all'informazione senza barriere, l'uso consapevole, non commerciale e libero dell'hardware e tecnologia, i concetti base dell'etica hacker, sono presentati in questo evento come forme di azione politica. Opponendosi alla logica dei crackers, che si introducono nei sistemi informatici distruttivamente, il concetto di hacktivism abbraccia una moltitudine di pratiche il cui scopo è quello di costruire nuove forme di azione politica e produzione creativa. Una eterogeneità di esperienze che si manifesta attraverso l'uso e l'interconnessione di diversi media (video, computer, radio, televisione). Considerando la vastità di tale network italiano, hack.it.art vuole offrire spunti salienti di riflessione attraverso l'attività di alcuni soggetti che in si battono per un uso aperto e critico della tecnologia, consapevole dell'azione di sintesi effettuata".

Durante le sei settimane di presenza al Kunstraum Kreuzberg/Bethanien di Berlino verranno attivati workshop e diversi eventi sull'hacktivism, con uno spazio espositivo che diverrà come dicono i promotori "un medialab attivo", fucina di progetti e dibattiti.

L'evento, presentato da AHA coinvolge molti soggetti italiani ed internazionali, e tra questi l'hacker art di Tommaso Tozzi, il phag off di Nikky e Francesco "Warbear" Macarone Palmieri, come anche il Bootlab di Diana McCarty e via dicendo.

L'inaugurazione di Hack.it.art è prevista per le 19 del 14 gennaio.

Il programma e tutte le info sono disponibili qui.
72 Commenti alla Notizia Hack.it.art scuote Berlino
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  • Punto.

    Sembra che si volesse creare a tutti i costi una figura che non esiste e che non è mai esistita.

    Semmai l'hacker è il povero sfigato cantinaro che, essendo invidioso pure della sua anima, si sfoga a defacciare siti, spacciare virus, craccare banche in nome della sua utopia di larve nulla facenti...

    Ah... scusate, l'hacker quando defaccia i siti diventa temporaneamente un cracker e poi torna in se dopo poche ore...Perplesso ... ma va.. va...
    non+autenticato
  • vuol dire quello nella errata concezione comune, come allo stesso modo per alcuni esponenti politici, immigrato = ladro e stupratore. Invece la realtà mostra che una cosa è il ladro e lo stupratore e una cosa è l'immigrato, così come, allo stesso modo, una cosa è l'hacker e una cosa è il crackerOcchiolino
  • muhuauhahuahuahuahuahu hahaha hahahahah hau coff coff coff mauauahuuahhuahahahahahahhaha hai perfettamente ragione ghh ghh ghh anche io sono sempre stato dell'idea che i cracker fossero solo quelli della Doria ...ghhh ghh hahahauahuahuh ahuahah uah ua coff coff


  • - Scritto da: Anonimo
    > Punto.
    >
    > Sembra che si volesse creare a tutti i costi
    > una figura che non esiste e che non è
    > mai esistita.
    >
    > Semmai l'hacker è il povero sfigato
    > cantinaro che, essendo invidioso pure della
    > sua anima, si sfoga a defacciare siti,
    > spacciare virus, craccare banche in nome
    > della sua utopia di larve nulla facenti...
    >
    > Ah... scusate, l'hacker quando defaccia i
    > siti diventa temporaneamente un cracker e
    > poi torna in se dopo poche ore...Perplesso ... ma
    > va.. va...

    LOL !! Abbiamo un epuratore ... ci hanno gia provato negli anni 30 e 40 ma a parte qualche milione di morti non ci sono riusciti.
    termina la pulizia della tua Luger poi usala su te stesso
    non+autenticato
  • onore a coloro che dedicano la loro vita per una causa, giusta o sbagliata che sia.
    non+autenticato

  • L'utilizzo del termine "hacker" è utilizzato da sempre in maniera errata. La stampa internazionale (in particolare quella italiana) usa erroneamente questo termine per indicare il cosiddetto "pirata informatico", dicitura quantomeno generica e contraddittoria. Ciò ha portato la gente ignorante a pensare che l' "hacker" è il delinquente che si diverte ad "entrare nei computer", clonare carte di credito, defacciare siti ed entrare nei server della casabianca per scatenare la terza guerra mondiale.

    Ovviamente ciò che questa gente non sa è che il figuro descritto sopra è invece da chiamare "cracker". Non sanno che se oggi possono mettersi a scrivere cazzate nei forum è grazie agli hacker del passato, che hanno messo su l'infrastruttura che oggi si chiama "internet". Sono le persone che hanno avuto la curiosità e l'intelligenza di scoprire e inventare.

    Dal jargon file:

    hacker: n. A person who enjoys exploring the details of programmable systems and how to stretch their capabilities, as opposed to most users, who prefer to learn only the minimum necessary. RFC1392, the Internet Users' Glossary, usefully amplifies this as: A person who delights in having an intimate understanding of the internal workings of a system, computers and computer networks in particular.

    Sempre dal jargon file:

    Cracker One who breaks security on a system. Coined ca. 1985 by hackers in defense against journalistic misuse of hacker (q.v., senseFicoso. An earlier attempt to establish worm in this sense around 1981--82 on Usenet was largely a failure.

    TAD

  • complimenti per la citazione, piu' che opportuna:

    > Dal jargon file:
    > ...
    > RFC1392, the Internet Users' Glossary,

    e tanto per dare un riferimento: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1392.html

    ma il tizio che ha sparato la ****nzata "Re: Hacker vuol dire pirata parassita" scommetto non abbia mai visto una RequestForComments, figuriamoci usarla per fare qualcosa per internet

    e pretende di parlare di internet

    ma che stacchi la rete, spenga il pc e prenda una sana ZAPPA, che di campi incolti ce n'è in abbondanza

    m1m3sys
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > ma che stacchi la rete, spenga il pc e
    > prenda una sana ZAPPA, che di campi incolti
    > ce n'è in abbondanza

    ecco, tu potresti essere un ottimo hacker... ma per adesso sei solo un lamerone
    non+autenticato

  • - Scritto da: TADsince1995
    >
    > L'utilizzo del termine "hacker" è
    > utilizzato da sempre in maniera errata. La
    > stampa internazionale (in particolare quella
    > italiana) usa erroneamente questo termine
    > per indicare il cosiddetto "pirata
    > informatico", dicitura quantomeno generica

    beh, dai è la verità... altrimenti perchè quando defacciano un sito web, ci scrivono su "hacked by ...", anziché "cracked by..." ???

    diciamo che un hacker nella vita può anche rendersi utile, ma di norma è un rompibal*eA bocca aperta
    non+autenticato

  • > beh, dai è la verità...
    > altrimenti perchè quando defacciano
    > un sito web, ci scrivono su "hacked by ...",
    > anziché "cracked by..." ???

    Perchè la maggioranza dei defacers sono i cosiddetti "script kiddies", ovvero dei ragazzini incapaci che passano il tempo a lanciare script preconfezionati scaricati dalla rete. Prima o poi qualche server vulnerabile lo trovano e allora ci mettono la loro firma, sbagliando loro stessi il termine, sono loro i primi (oltre ai giornalisti ignoranti) a inquinare il vero significato della parola "hacker".

    TAD
  • La miglior traduzione italiana che mi venga in mente per la parola hacker è smanettone. Più o meno ognuno di noi conosce qualche smanettone di computer (o di qualsiasi altra cosa, auto, Hi-Fi, etc) e di sicuro non gli passa per la testa di pensare che si dedichi ad attività criminali. Semplicemente passa il tempo a studiare quello che più gli piace e pertanto lo viene a conoscere bene.
    Notate che qui parliamo di hacker di computer, ma potremmo parlare di conoscitori di vini o cultori di arti marziali o studiosi di matematica. Il concetto è quello di una persona che ha dedicato tanto del suo tempo ad un'attività eccellendo nel suo campo.
    Se poi qualcuno usa le conoscenze acquisite per danneggiare il prossimo, questo è un altro discorso.

    E questo per quel che riguarda il significato originale della parola hacker. E' indubbio però che si stia consolidando un uso della parola come sinonimo di hacker e quindi mi chiedo se non sia il caso di far buon viso a cattivo gioco e invitare gli hacker (quelli veri) a cercarsi un nuovo nome per la categoria. C'era anche wizard una volta nel jargon...
    non+autenticato
  • Perché mai andare fino a Berlino? Davvero questo evento non si sarebbe potuto fare da noi?
    non+autenticato
  • Scommetto che ora qualcuno scriverà: " Non è stato fatto in Italia perchè c'è un regime filonazista che impedisce la libera espressione delle proprie idee, soprattutto se sinistrorse" .
    Naturalmente questa è una esagerazione, ma vediamo se la discussione non intraprende questa via...Occhiolino
    non+autenticato
  • Semplice..... perchè c'è un regime filonazista che impedisce la libera espressione delle proprie idee, soprattutto se sinistrorse.

    :pCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Non diciamo stupidaggini.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Semplice..... perchè c'è un
    > regime filonazista che impedisce la libera
    > espressione delle proprie idee, soprattutto
    > se sinistrorse.
    >
    >Con la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuori
    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Semplice..... perchè c'è un
    > regime filonazista che impedisce la libera
    > espressione delle proprie idee, soprattutto
    > se sinistrorse.

    Ovviamente anche quelle anarchiche (che di fatto vengono perseguite da qualsiasi regime o democrazia*)

    * Le democrazie non esistono, ma talvolta questo termine viene usato per descrivere regimi che hanno un ottimo marketing e sembrano democrazie, come gli USAOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Perché mai andare fino a Berlino?
    > Davvero questo evento non si sarebbe potuto
    > fare da noi?

    Perchè in Italia la GDF ha il culo targato Microsoft ed avevano paura di un'incursione....A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Perché mai andare fino a Berlino?
    > Davvero questo evento non si sarebbe potuto
    > fare da noi?

    Perchè il regime fascista non permette l'utilizzo di free softwareA bocca aperta
    non+autenticato
  • Non curatevi delle manifestazioni di certuni e andate avanti cosi'. In un contesto mediatico come quello italiano, incatenato da leggi che vietano la liberta' di stampa e di parola e attanagliato da un oligopolio senza fine, la vostra iniziativa e' ancora piu' importante e decisiva. Non potr' essere fisicamente con voi in Germania ma ci saro' con lo spirito. Davvero complimenti.
    Ps. per gli altri leggetevi il programma che e' fantastico.

  • Sottoscrivo

  • - Scritto da: TieFighter

    > Non curatevi delle manifestazioni di certuni
    > e andate avanti cosi'. In un contesto
    > mediatico come quello italiano, incatenato
    > da leggi che vietano la liberta' di stampa e
    > di parola e attanagliato da un oligopolio
    > senza fine

    se in italia manca la libertà di parola, nella tua testa mancano i neuroni...

    ma io mi chiedo, fate 5214687954623216 scioperi all'anno e dite che in italia non ci sia libertà di parola?

    in italia c'è il maggior numero (in percentuali) di testate giornalistiche di tutto il mondo, e tu mi parli di oligopolio mediatico...?

    no no... è incredibile dove può arrivare la stupidità umana

    che Dio ci salvi dalla pazzia
    non+autenticato
  • > se in italia manca la libertà di
    > parola, nella tua testa mancano i neuroni...

    Ti rispondo solo questa volta, ovvio che se insulti non otterrai altro da me. Sappi che l'Italia non ha assolutamente una buona reputazione per la sua stampa che, come sai, e' tra le piu' controllate d'Europa (e qui parlo di normativa non di monopoli)


    > ma io mi chiedo, fate 5214687954623216
    > scioperi all'anno e dite che in italia non
    > ci sia libertà di parola?

    Sai cosa sono i reati di opinione? Lo sai che in Gran Bretagna non esistono?



    > in italia c'è il maggior numero (in
    > percentuali) di testate giornalistiche di
    > tutto il mondo, e tu mi parli di oligopolio
    > mediatico...?

    Vedi sopra. Il numero e' ininfluente essendo tutte il parto di una infrastruttura normativa che non solo cozza con la Costituzione ma e' anche vetusta e inadeguata, oltre a trasformare i giornalisti in una classe privilegiata.

  • - Scritto da: TieFighter

    > Sappi che
    > l'Italia non ha assolutamente una buona
    > reputazione per la sua stampa che, come sai,
    > e' tra le piu' controllate d'Europa (e qui
    > parlo di normativa non di monopoli)

    e da quando l'europa si è arrogata il diritto di "controllare" la nostra stampa?

    non sarà mica bruxelles a decidere cosa dovremo o non dovremo scrivere...

    > > ma io mi chiedo, fate 5214687954623216
    > > scioperi all'anno e dite che in italia
    > non
    > > ci sia libertà di parola?
    >
    > Sai cosa sono i reati di opinione? Lo sai
    > che in Gran Bretagna non esistono?

    forse perchè la nostra democrazia è così tanto evoluta e obiettiva che poco ci importa di cosa fanno gli altri

    > > in italia c'è il maggior numero
    > (in
    > > percentuali) di testate giornalistiche

    > Vedi sopra. Il numero e' ininfluente essendo
    > tutte il parto di una infrastruttura
    > normativa che non solo cozza con la

    sono per la maggiorparte di sinistra esplicita... cosa vuoi più dalla vita?

    inoltre la faziosità giornalistica è qualcosa che accomuna tutti i giornali del mondo... ma si sa... gli Italiani non sono mai stati simpatici a nessuno, un po' come gli Ebrei... non so perchè...
    non+autenticato
  • questo qui ha perso completamente ogni contatto con la realtà

    complimenti
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > questo qui ha perso completamente ogni
    > contatto con la realtà
    >
    > complimenti

    e si, la verità fa male, meglio dargli del pazzo, no?
    non+autenticato
  • > > questo qui ha perso completamente ogni
    > > contatto con la realtà
    > >
    > > complimenti
    >
    > e si, la verità fa male, meglio
    > dargli del pazzo, no?

    Meglio dargli del neofascista, che si è più vicini al vero
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > > questo qui ha perso completamente
    > ogni
    > > > contatto con la realtà
    > > >
    > > > complimenti
    > >
    > > e si, la verità fa male, meglio
    > > dargli del pazzo, no?
    >
    > Meglio dargli del neofascista, che si
    > è più vicini al vero

    e cosa c'entra il fascismo...

    da quello che dici, sembreresti proprio il tipo che tiene il Che sulla maglietta... te lo sei cercato tu
    non+autenticato
  • > > Meglio dargli del neofascista, che si
    > > è più vicini al vero
    >
    > e cosa c'entra il fascismo...
    >
    > da quello che dici, sembreresti proprio il
    > tipo che tiene il Che sulla maglietta...

    No, proprio no. Le affermazioni del tizio, ovvero quelle di Berlusconi, portano a nient'altro che a un regime assolutistico, intenzionalmente o no; se dici che non è così ti tappi gli occhi e forse lo sai.
    non+autenticato
  • > sono per la maggiorparte di sinistra esplicita...
    > cosa vuoi più dalla vita?
    E gli altri, quei pochi altri, sono tutti implicitamente di sinistra!
    Rotola dal ridere
    Basta, me ne vado in Europa.
    (In germania l'ADSL costa 4 euro al mese, poco più in Francia)
    non+autenticato
  • Te lo spiego io.

    Molti pensano che internet sia solamente un sistema di comunicazione come il telefono, ma e' molto di piu'!

    Internet e' grande proprio perche' e' riuscita a far sviluppare una serie di culture o subculture proprie di questo mezzo.

    La cultura dell'undergorund, la cultura hacker, e' una di queste culture.

    Quei geniali ragazzini che negli anni 80 si trovavano sulle bbs per discutere di hacking fuggivano dalla cultura dei loro genitori, dei loro professori, del mondo "normale", per rifugiarsi in un mondo che loro stessi stavano costruendo.

    Non si sono limitati a discutere di computer, come avrebbero potuto?
    NO, hanno iniziato a discutere di musica, di arte, di romanzi, e presto si sono resi conto di avere idee in comune anche su quello.

    Ne' e' nata una vera e propria manifestazione culturale: la Cultura Hacker.

    Una delle prima manifestazioni di questa nascente cultura e' stata il cyberpunk.
    Romanzi cyberpunk si trovavano (e si trovano ancora) su molte bbs e molti hacker ne hanno scritti di loro pugno alcuni.
    Un'altra cosa che si e' sviluppata da subito nell'undergound e' stata la musica: sto pensando ai grateful dead, che tanto hanno dato persino al movimento del free software.

    Insomma: quei ragazzini fuggendo da altre culture si sono ritrovati in un mondo vergine, un mondo in cui potevano essere cio' che volevano essere e hanno cominciato a costruirsi il LORO mondo.

    Ne e' nato l'underground.

    L'undergound vede di cattivo occhio tutto quello che e' "capitalista", nel senso industriale del termine.
    Uno script e' mio e lo sara' sempre, ma non mi sognerei mai di distribuirlo sotto copyright!

    Cosi' anche l'arte ha avuto uno sviluppo molto particolare.

    E' nato un tipo di arte costruita sul copia-incolla, in barba a tutte le leggi sul copyright del mondo "di fuori".
    L'idea era quella di prendere pezzi di immagini provenienti da media diversi (tv, giornali, quadri) e riassemblarli per dire la propria, per fare satira, per mandare un messaggio spesso molto chiaro: gli hacker prendono cio' che vogliono dalla cultura "la' fuori" e lo portano nel loro mondo. La' fuori valgono le leggi del mercato, il consumismo, la logica del denaro, qui no, qui valgono le persone e quello che sanno fare.

    Questo tipo di arte, fortemente avversata dai detentori del copyright, ha avuto moltissimo successo e si e' propagata anche a media come i video e la musica.
    E' un po' il concetto dell'open source rivisto e applicato alle manifestazioni artistiche: prendi cio' che vuoi dagli altri e assembli la tua opera, dandole un nuovo significato.

    Insomma: questo tipo di arte non e' che una delle tante manifestazioni di una vera e propria cultura (NON subcultura!) indipendente, strutturata e diffusa, con idee sue, linguaggi suoi e modi di vita suoi.

    Essere hacker significa appartenere a questo mondo.

    Dopotutto come diceva The Mentor:

    "I am a hacker, enter my world..."



    CoD

    non+autenticato
  • Bello... pensa che stamattina ho fatto arte togliendo il ghiaccio dalla macchina con la copertina di plastica (una slim jewlet case) di un CD. Ovviamente, fondendosi il ghiaccio, l'acqua ha modificato la "consistenza" della carta e dell'immagine del cartoncino interno. ARTE!!!

    Chiunque puo' liberamente fare lo stesso, purche' citi sempre l'autore... cioe' io (anonimo e' un bel nick, no?). L'idea non puo' essere utilizzata a fini commerciali.

    Per favore... smettela di pensare al fatto che scrivere di hacking, hacktivism, etc... vi renda automaticamente hacker.
    Hacker non vuol dire essere contro un sistema, ne' vuol dire far parte di un altro sistema. Hacker si nasce (e qualcuno ci diventa)... se voi la considerate arte... Grazie! Ma e' un modo di vivere... e nemmeno tanto facile!

    Firmato, uno dei "ragazzini" degli anni '80... di quelli che hanno visto i 300 baud e l'accoppiatore acustico. Che hanno imparato l'inglese, il tedesco e il finlandese (!) in rete. E che vivono ora fuori dall'Italia...


    non+autenticato
  • ma quale arte... qui in Italia siamo alle solite, le sinistre cercano di ideologizzare ogni movimento sottoculturale cercando di infilarci i soliti luoghi comuni triti e ritriti, le solite tristi filosofie "anti", figurati se non si potevano lasciar scappare un bacino come il mondo hacker di cui non conoscono nemmeno il significato... andate a studiare iptables!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma quale arte... qui in Italia siamo alle
    > solite, le sinistre cercano di ideologizzare
    > ogni movimento sottoculturale cercando di
    > infilarci i soliti luoghi comuni triti e
    > ritriti, le solite tristi filosofie "anti",
    > figurati se non si potevano lasciar scappare
    > un bacino come il mondo hacker di cui non
    > conoscono nemmeno il significato... andate a
    > studiare iptables!

    Quanto a luoghi comuni neanche la destra scherza Occhiolino

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma quale arte... qui in Italia siamo alle
    > solite, le sinistre cercano di ideologizzare
    > ogni movimento sottoculturale cercando di
    > infilarci i soliti luoghi comuni triti e
    > ritriti, le solite tristi filosofie "anti",
    > figurati se non si potevano lasciar scappare
    > un bacino come il mondo hacker di cui non
    > conoscono nemmeno il significato... andate a
    > studiare iptables!

    ed ecco l'untore che cita la sinistra.
    Ma lo fate gratis per perdere tempo oppure vi pagano?

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma quale arte... qui in Italia siamo alle
    > solite, le sinistre cercano di ideologizzare
    > ogni movimento sottoculturale cercando di
    > infilarci i soliti luoghi comuni triti e
    > ritriti, le solite tristi filosofie "anti",
    > figurati se non si potevano lasciar scappare
    > un bacino come il mondo hacker di cui non
    > conoscono nemmeno il significato...

    Esatto.

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=8180...
    non+autenticato

  • -
    > e l'accoppiatore acustico. Che hanno
    > imparato l'inglese, il tedesco e il
    > finlandese (!) in rete. E che vivono ora
    > fuori dall'Italia...
    >
    >

    Se hai hai imparato il finladese eri Un RAZOR
    usavi anche tu israele come phone server ?

    non+autenticato
  • mitici Razor...
  • Razor... Paradox... ah, non israele, so che qualcuno lo usava per le global. In genere si andava sul far east per le global... Mentre per le local si andava sugli States... bei tempi!
    non+autenticato
  • Anch'io ero un ragazzino della (fine) degli anni ottanta.

    Anch'io ho imparato l'inglese su internet... il finlandese mi manca pero' so l'araboCon la lingua fuori

    Se parlo di cultura hacker, di subculture e manifestazioni culturali in genere e' perche' il mio lavoro nel mondo reale e' proprio occuparmi di culture diverse.

    Come hai detto giustamente tu: hacker e' un modo di vivere, ma proprio per questo investe e coinvolge anche cose differenti dall'informatica.

    Sono d'accordo che dire che questa e' arte "hacker" ha pochissimo senso: l'hacking (quello vero, quello puro) e' gia' di per se un'arte e non ha niente a che vedere con le arti figurative... non direttamente comunque.

    Fatto sta che questo tipo di arte si e' sviluppato in alcuni angoli dell'underground e in un certo senso ad essi ancora appartiene.

    Un bel libro che parla anche di questo (ma non solo!) e' "No Copyright", di Raf Valvola Scelsi (http://www.shake.it/nocopy.html)

    Un'ultima cosa: fosse per me cancellerei il termine "hacker" dal vocabolario. E' stato abusato, inflazionato, distorto ed usato da tante di quelle persone che non lo capivano da renderlo quasi odioso.

    Mi reputo un hacker? Ma nemmeno per idea! Non sono nemmeno vicino all'"ideale" di hacker.

    Sono solo uno che cerca la conoscenza.

    E per citare KodaPT: "Hackers are like angels: you know that they exist but you can't see 'em"


    CoD
    non+autenticato
  • Siamo dunque all'essenza dell'hactivism, fusione di hacking e activism, attivismo tecnologico e politico. "Hacktivism - spiega una nota - è una pratica rizomatica e open source".

    Open source non è politica non è comunismo è freedom.

    giù le mani dall'open source
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Siamo dunque all'essenza dell'hactivism,
    > fusione di hacking e activism, attivismo
    > tecnologico e politico. "Hacktivism - spiega
    > una nota - è una pratica rizomatica e
    > open source".
    >
    > Open source non è politica non
    > è comunismo è freedom.
    >
    > giù le mani dall'open source

    Bisogna essere moooolto miopi per non considerare politco questo ---> http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    non+autenticato
  • e che cavolo c'entra Berlino...:(
    non+autenticato
  • Una città da vedere assolutamente, te la consiglio.
  • Bravo... lasciamo da parte la politica. Ovvero mettiamola dappertutto!!!
    Guarda che posso essere Hacker e votare tranquillamente, mica perdo i diritti civili... quanta ignoranza... oh scusate, non e' offensivo, intendevo: quanta cultura troppo "easy".

    L'open source e' libera espressione: non un "movimento" politico, ma un DIRITTO politico e civile!

    Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te! Peace...
    non+autenticato
  • > Non fare agli altri quello che non vorresti
    > fosse fatto a te! Peace...


    Mi spiace ma io sono fermo al:
    "non fare a te quello che faresti agli altri"


    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Bisogna essere moooolto miopi per non
    > considerare politco questo --->
    > www.gnu.org/philosophy/free-sw.html

    Windows è di Destra
    Linux e di sinistra
    2678
  • Si, bravo, e il tuo cervello è della dc.
    Entrambi non esistono più. Fan Linux

  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Bisogna essere moooolto miopi per non
    > > considerare politco questo --->
    > > www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    >
    > Windows è di Destra
    > Linux e di sinistra

    Ma siete di una tristezza infinita........
    Barone dello Zwanlandshire
    Fan Linux
    non+autenticato