Il giorno del de-lurking

di G. Mondi - Chi si nasconde dietro le statistiche di accesso di un sito? Per una volta può venire allo scoperto, anche solo per dire che sì, dietro a quei click c'è una persona. C'è vita in rete

Roma - È qualcosa di più di un'idea contagiosa, è un generoso tentativo di coinvolgere e soprattutto di farsi coinvolgere di più da quello che si sta facendo in rete. È il de-lurking day lanciato da un blogger americano che ha guadagnato consensi anche nella blogosfera italiana, e sono molti i siti che si uniscono ad un nuovo, particolarissimo appello.

L'idea di fondo è far venire allo scoperto i lurker, come vengono chiamati tutti coloro che frequentano un sito web, ad esempio un blog, senza mai dare cenno della propria esistenza, lasciando le proprie tracce informatiche nei log di accesso senza mai partecipare. È di spingerli a dire per una volta "io ci sono" e di farlo anzi tutti insieme, nello stesso giorno, a vicendevole testimonianza di presenza ed esistenza. Di essere non più osservatori ma membri di una comunità.

Ma certo quel "nomignolo" non riguarda soltanto i blog: definisce molti frequentatori di mailing list e gruppi di discussione, perché molti sono coloro che leggono senza far sapere della propria esistenza, certo non esplicitandola con un messaggio e non prendendo parte attiva ai dibattiti.
Ecco, il de-lurking day è il giorno in cui si chiede a chi scivola sulle pagine web che ha imparato ad apprezzare e che magari consulta tutti i giorni di dare un segno della propria presenza, per esempio lasciando un post nei forum. Ma, se si estendesse a tutte le comunità online, potrebbe diventare il giorno in cui la rete dà testimonianza di sé dimostrando la sua vera essenza, che prima che di bit è fatta di donne e uomini.

De-lurking daySpingere i lurker a farsi vedere, senza peraltro alcun impegno al di là di un semplice segno di esistenza, è una risorsa che vale per tutti. Da una parte proprio per loro, i lurker, che possono acquisire una nuova coscienza del sé digitale e che, forse, cliccando e segnalando la propria presenza possono essere spinti ad un futuro maggiore coinvolgimento su questo o quel sito; dall'altra chi questo o quel sito alimenta, alle prese più spesso con fredde statistiche che con concreti segni di presenza. Un'idea magnifica che stimola quel senso di comunità che più di tutto costituisce la grande promessa della rete, luogo nel quale con pochi gesti si può entrare facilmente in contatto con gente vitale e appassionata.

Ma il blog di Paper Napkin, che ha lanciato l'idea, getta il sasso ancora più in là, raccontando come lo stesso blogger altrove sia un lurker. Capovolge così i ruoli di chi si racconta e di chi legge, alimentando quel dinamismo della comunicazione che fa della rete un mezzo unico e l'unico mezzo nel quale il dialogo è sempre e necessariamente multidirezionale. Con tutta la ricchezza che ciò comporta per chi ne è parte. Scappo, vado a de-lurkarmi.

Gilberto Mondi

Precedenti interventi di G.M.:
I tessuti che ti leggono dentro
L'ISP cancella tutto, basta chiedere
P2P, milioni di ladri
TAG: italia
29 Commenti alla Notizia Il giorno del de-lurking
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  • Scrivimi! Comincia te.
    antonio.liberatore@infinito.it
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Scrivimi! Comincia te.
    > antonio.liberatore@infinito.it

    [Successful connect: Got a good response [250 Ok]]
    non+autenticato
  • A nessuno é passato per la mente che se lurko e non partecipo é perché voglio cosi' e non perché sono un ignorante che non ha capito come si fa ad interagire?
    :|
    non+autenticato
  • > A nessuno é passato per la mente che
    > se lurko e non partecipo é
    > perché voglio cosi' e non
    > perché sono un ignorante che non ha
    > capito come si fa ad interagire?
    >Deluso

    vero, hai ragione da vendere, spesso chi lurka è basta non è che "succhia" informazioni e basta come un "vampiro", semplicemente ascolta condivide e trova che non ci sia niente d'altro da aggiungere

    infatti anche nella "mitologia" USENETtiana diventò un tormentone il


    me too


    meglio lurkare stando silenti quando si è daccordo piuttosto che saltare fuori a dire anche io....
    non+autenticato
  • >
    >
    > me too
    >
    >

    azz... da buon conservatore sono caduto subito nelle perversioni del webbe, li dove esserci:

    (BEGIN AOL)
    me too
    (END AOL)

    ma con i segni di maggiore a minore come delimitatori... si, insomma quella roba che chiamano "tag"
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > A nessuno é passato per la mente che
    > se lurko e non partecipo é
    > perché voglio cosi' e non
    > perché sono un ignorante che non ha
    > capito come si fa ad interagire?
    >Deluso

    Pienamente legittimo!
    Il silenzio è d'oro, ma il rapporto con un blog è spesso un pò più "intimo" e quindi l'autore apprezza di più un messaggio o un commento diretto.Occhiolino

  • - Scritto da: Anonimo
    > Anzi negli audio-blog!!!
    Già, o nei video-blog!

    O nei VR-blog!

    O nei *-blog!

    P.S. Io ODIO i blog, viva i forum!!!!A bocca aperta
    non+autenticato
  • «Un'idea magnifica che stimola quel senso di comunità che più di tutto costituisce la grande promessa della rete, luogo nel quale con pochi gesti si può entrare facilmente in contatto con gente vitale e appassionata.»

    Mah. Ormai la Rete mi sembra una ex signorinella cresciuta abbastanza per smettere di parlare di "promesse". E' ora invece di iniziare a considerare criticamente il patente fallimento delle false aspettative universalistiche di taluni inguaribili ottimisti, spesso approdati in Rete in tempi troppo recenti per conoscerne la gloriosa storia.

    Se proprio vogliamo contare la gente "vitale e appassionata", ed aggiungo *competente*, ci accorgiamo che i numeri sono rimasti grossomodo quelli che erano ai tempi di FIDOnet e Usenet, in mezzo a troppe fate morgane e sciocchezze effimere, con in più solo un fastidioso frastagliamento delle poche, solide comunità storiche, chiuse e ben normate, che da sempre sono il punto di riferimento e socializzazione per analisti, programmatori e tutti coloro i quali uniscono la vera passione alla professione, o missione, di programmare dei calcolatori - di qualsiasi taglia.

    Del restante, per dirla col genio di Carmelo Bene, me ne disoccupo.
    non+autenticato
  • Forse esageri, ma c'è certo molto di vero.
    10 o 15 anni fa partecipava ai dibattiti telematici solo chi era molto interessato a scambiare e dare il proprio contributo.
    10 anni fa pubblicai un piccolo scritto su questo argomento.
    E aprii un sito (dedicato all'erotismo nell'arte).
    Be', ci credete che i primi anni avevo un centinaio di visitatori al giorno e diverse lettere di complimenti (al limite critiche) alla settimana?
    Pochi anni dopo, i visitatori sono decuplicati, ma di lettere di commento non ne ricevo più da anni.
    Da anni l'internet ha raggiunto il pubblico televisivo, quello abituato a fare zapping senza mai dare un contributo creativo.
    E' inevitabile.
    Ma non sottovalutiamo il fenomeno contrario: quanti si sono accorti, solo grazie all'internet, di potere scambiare e dare un contributo.
    Peccato che nel frattempo le altre forme di partecipazione sociale, insomma, i dibattiti in assemblea, si siano prosciugate.

  • - Scritto da: Pantagru
    > Da anni l'internet ha raggiunto il pubblico
    > televisivo, quello abituato a fare zapping
    > senza mai dare un contributo creativo.

    Direi senza mai dare un contributo, full stop.
    Ma il problema, al limite, non sono neppure questi neovampiri: anche nel mondo delle BBS esistevano scrocconi dediti esclusivamente allo scaricamento, e le ML Usenet traboccavano di lettori in read-only.
    Più in generale, da che mondo è mondo la creatività è frutto del contributo originale di pochissimi, quelli che leggono sono incommensurabilmente più di coloro che scrivono (avendo qualcosa da scrivere).
    Ecco, però: il fulcro del problema, e la causa prima dell'alluvione informativa, sta proprio in quell'ultima espressione parentetica. C'è una sterminata, grottesca, patetica pletora di individui che non hanno alcunché da dire, e lo dicono nel modo peggiore, più caciarone e più sconclusionato possibile. Inutile e noioso per chi sa, ma fuorviante e pericoloso per chi non sa.

    > Ma non sottovalutiamo il fenomeno contrario:
    > quanti si sono accorti, solo grazie
    > all'internet, di potere scambiare e dare un
    > contributo.

    Osservazione sensata e condivisibile, ma attenzione alle facili derive: dietro quel verbo "scambiare" purtroppo vedo agitarsi il terrificantre spettro di un branco di bambocci acneici che si scambiano senza posa musica, film ed altre opere coperte da copyright in un furioso sabba, mercimonio illegale di robaccia dozzinale ed effimera. Oppure, andando appena più indietro, altri soggetti in piena crisi puberale che giocano ai wannabee scripter sui canali IRC.

    Immagini quanto mai lontane dai veri scambi di Conoscenza che caratterizzavano la Rete, degrado periferico che, con la massificazione del mezzo, ha ormai inquinato metastaticamente l'intero network globale, facendo prevalere il rumore, la noia, l'inutilità sui contenuti realmente importanti.

    > Peccato che nel frattempo le altre forme di
    > partecipazione sociale, insomma, i dibattiti
    > in assemblea, si siano prosciugate.

    Purtroppo. Oggi la maggior parte delle discussioni, anche su questioni oggettive, si svolge tra perfetti ignoranti spaventosamente supponenti, o (ben che vada) tra rari esemplari di idiot savants ben imbeccati, nel più puro stile da suk o talk-show televisivo:
    - patetici tentativi di delegittimazione e confutazione ad hominem, che diventano dei mirabili numeri di equilibrismo circense grazie alla grande asimmetria informativa garantita dal sostanziale anonimato sociale degli scriventi;
    - paranoiche spallate al basilare principio logico di benevolenza, alla ricerca di improbabili "cui prodest";
    - sparate apodittiche interamente basate sulla "autorità" di questo o quell'improvvisato profeta, dai cui curricula ordinariamente si evince che si sono sempre occupati di tutt'altro;
    - accorati appelli all'opinione della maggioranza (benedetto Guenon col suo aforisma) o richiesta di dimostrazioni ordaliche;
    - sesquipedali incomprensioni personali e/o imparaticcio via bignami/google ottusamente spacciati per verità rivelate, incontrovertibili, universali;
    - sostituzione delle citazioni e delle fonti scientifiche, storiografiche, filologiche con pattume internettardo, di norma dovuto ad ignoti o comunque non ufficiale e non asseverato da peer review;
    - e naturalmente interruzioni, divagazioni, mutamenti improvvisi di argomento, slogan, commenti del tutto privi di senso, non sequitur logici, ignoratio elenchi e "post hoc, ergo propter hoc", analogie improponibili, sgrammaticature orribili, anacoluti impresentabili, disgrafie tra le più assurde, traduzioni "ad sensum" che di senso ne hanno assai poco, citazioni decontestualizzate, punzecchiature gratuite, irruenza verbale, insulti, improperi, e se solo potessero urla, sputi, schiaffi...

    insomma, il più classico repertorio da presenzialisti del costanzo show e dintorni, preso di peso e trasferito in Rete, magari per (stra)parlare di paleoclimatologia, computazione quantistica, limiti epistemologici delle scienze formali, filologia ellenica o quant'altro. Usque tandem...
    non+autenticato
  • neovampiri? Non riesco a cogliere il succo del tuo discorso, o meglio mi sono figurato una rete in cui ognuno sfodera la sua cultura personale ma nessuno ha il tempo o la voglia di leggere ed ascoltare..mmh decisamente brutto.
    Abbiamo un mezzo che consente si di esprimersi e dare un contributo agl'altri, ma non trovo affatto sbagliato ascoltare, riflettere e magari tenere chiusa la bocca anzichè sparare a caso la propria idea magari priva di alcun ragionamento, giust'appunto per unirsi al coro un pò come allo stadio.
    Non so mi è sembrata una presa di posizione un pò troppo estremista. In sintesi non esisterebbero le perle nascoste se non ci fosse anche il mucchio di m.. ; )

  • - Scritto da: warrior666
    > In sintesi non esisterebbero le perle nascoste
    > se non ci fosse anche il mucchio di m.. ; )

    Sbagliatissimo. Su Usenet non era così, c'erano molte perle e pochissima m... !
    non+autenticato
  • > Sbagliatissimo. Su Usenet non era
    > così, c'erano molte perle e
    > pochissima m... !

    più che altro alla merda i guru del newsgroup mettevano attorno pali, paletti e filo spinato per non farla pestare agli sprovveduti o a quelli che si avvicinavano all'argomento

    anche nei newsgroup non moderati
    non+autenticato
  • Sono daccordissimo con tutto quello che hai detto.

    Oggi per cercare informazioni su un prodotto è diventato un delirio in mezzo a centinaia di communities e di blogs.

    Blogs dove tra l'altro la gente si sente in dovere di mischiare magari qualcosina di tecnico interessante con la storia della vita del suo gatto e l'unghia incarnita della morosa.

    Tempo fa feci un post dove dicevo che i blog non dovrebbero essere demonizzati per definizione perché permettono a più persone meno tecniche di approcciare il mondo del cyberspazio.

    Magari per parlare di fotografia, pesca, filatelia, politica o quant'altro.

    Vedendo lo stato attuale delle cose non mi rimane che rimpiangere amaramente i vecchi tempi di USENET.

    La differenza principale stava proprio nel fatto che chiunque poteva dire ciò che voleva, anche come anonimo in gruppi non moderati, ma ogni gruppo era fatto da una piccola comunità pronta a sconfessare bufale, errori o informazioni distorte.

    E tutti erano lì, magari principalmente a "lurkare" ma erano lì pronti eventualmente a rettificare boiate colossali.

    I forum hanno la spiacevole controindicazione di polverizzare le comunità in tante isole che trattano lo stesso argomento, quindi la qualità delle informazioni del forum dipende fortemente dalla presenza o meno di persone competenti (il più saputello degli smanettoni può tranquillamente passare per guru in forum quando sarebbe l'ultimo degli ingnoranti in un altro).

    I blogs sono ancora peggio perché se almeno nei forum c'é il rischio di trovare qualcuno di competente che controlla le informazioni, sui blogs la gente può veramente scrivere qualunque cosa ed anche eliminare eventuali critiche costruttive o palesi correzioni.

    Insomma la rete come l'avrei voluta vedere io era con USENET come unica comunità per le discussioni ed il WEB come repository di documenti con un formato di impaginazione standardizzato più efficace dell'ASCII.

    Invece su USENET le comunità si assottiliano ed il WEB assomiglia sempre più ad una televisione, dove però tutti hanno un canale e possono dire quello che vogliono senza un vero e proprio contraddittorio.
    non+autenticato
  • Finalmente un ragionamento ben fatto!!! Complimenti.
    non+autenticato
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