In Europa gli sviluppatori lo vogliono aperto

Il software a codice chiuso però viene apprezzato perché ha un mercato e un supporto consolidato. Molti considerano le licenze aperte meno... sicure

Londra - Agli sviluppatori europei piace l'open source ed anzi ritengono che siano molti i benefici che l'utilizzo del software a codice aperto può portare al loro lavoro, eppure non convince del tutto.

Ad affermarlo è il sondaggio condotto da BEA Systems, uno dei maggiori produttori di infrastrutture software per l'impresa, che ha intervistato mille sviluppatori europei.

Stando al sondaggio, il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato che nel 2005 lavorererebbe su progetti open source. Tuttavia si mostra preoccupato per la mancanza di supporto e di servizi di maintenance e di aggiornamenti periodici regolari. E hanno un loro ruolo nell'allontanare dal software aperto anche le difficoltà nel definire con esattezza il TCO (Total cost of ownership) e molti citano anche problemi di proprietà intellettuale.
"Servizi di supporto affidabili - spiega BEA - sono il motivo più importante che spinge gli sviluppatori verso i produttori commerciali". Il 68,6 per cento degli intervistati dichiara che un valido motivo per non occuparsi di open source è il fatto che il software commerciale dispone di un mercato e di servizi strutturati e consolidati, certamente meno frammentati di quanto accada tradizionalmente nel mondo open.

Ma non è tutto qui. "Questa attuale riluttanza - scrive BEA - può anche essere attribuita alla scarsa affidabilità che viene attribuita alle licenze del software libero, che il 42 per cento degli intervistati cita come ragione principale per non implementare il codice aperto".

Secondo Jim Rivera, direttore della Tecnologia in BEA, "questo sondaggio mostra che gli sviluppatori sono poco convinti del livello di supporto e di affidabilità associati al software aperto. E come risultato vediamo che i clienti si rivolgono ancora ai sistemi proprietari per tecnologie più avanzate e complesse utilizzate per lo sviluppo della loro produzione".
102 Commenti alla Notizia In Europa gli sviluppatori lo vogliono aperto
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  • L'italia e' il paese degli intermediari e rivenditori che fanno inevitabilmente gonfiare il prezzo nel percorso di produzione e vendita.

    Non dico che il costo di Linux rappresenti il reali costo di sviluppo di un software ma mi piacerebbe sapere quanto costerebbe una copia di windows senza gli emormi guadagni di Bill e della sua macchina del marketing.Deluso
    non+autenticato
  • E hanno un loro ruolo nell'allontanare dal software aperto anche le difficoltà nel definire con esattezza il TCO (Total cost of ownership) e molti citano anche problemi di proprietà intellettuale.

    TCO? Ma si parla di sistemi di sviluppo o di sistemi operativi? Cos'e` il TCO di un sistema di sviluppo?

    Ma non è tutto qui. "Questa attuale riluttanza - scrive BEA - può anche essere attribuita alla scarsa affidabilità che viene attribuita alle licenze del software libero, che il 42 per cento degli intervistati cita come ragione principale per non implementare il codice aperto".

    Scarsa affidabilita`? Mi chiedo: quanti degli intervistati riescono a scriversi un contratto di licenza in legalese che ritengano piu` affidabile di che so, la LGPL? Affidabile in che senso?
    non+autenticato
  • La verita' e' che se scegli il software close puoi scaricare il barile dicendo che non e' colpa tua se il tutto funziona male, ma se scegli quello open e solo colpa tua che non sei in grado di farlo funzionare al meglio.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La verita' e' che se scegli il software
    > close puoi scaricare il barile dicendo che
    > non e' colpa tua se il tutto funziona male,
    > ma se scegli quello open e solo colpa tua
    > che non sei in grado di farlo funzionare al
    > meglio.
    >
    non so se hai mai letto il contratto di licenza di windows...
    ma loro esplicitamente dicono che se non funziona non e' detto che sia colpa loro... se tanto mi da tanto io mi rivolgo a qualcun'altro...:@:@:@:@
  • Ho letto il commento di dotnet, e tutti i seguenti.

    Quello secondo me che vi sfugge è che l'open source è un modello di business, che mira a migliorare i servizi (modifica nel tempo del codice, portabilita', possibilita' di migliorie, etc) , quindi possibilita' di lavoro ulteriori oltre alla stesura del codice.

    Diversa cosa è la GPL. Con la GPL così com'è "fare soldi" è piuttosto difficile.

    Dotnet si chiede: come fai a fare soldi con l'open? Semplice, con un NDA.

    Se il tuo codice può visionarlo solo il tuo cliente, tu puoi vendere lo stesso prodotto a quanti clienti vuoi, senza rischiare che vada in giro "aggratis".

    Qui casca l'asino con la GPL, perchè chi usa un software GPL ha diritto a copiare il software.

    E' chiaro che un prodotto open messo liberamente per download con tanto di codice sorgente sotto GPL diviene dopo poco tempo automaticamente gratis. Chi si prende la briga di ricompilare il codice in binario e distribuirlo ci sarà sempre.

    Quello che vorrei chiedere a dotnet, però, è:

    Perchè allora su windows esistono tanti freeware, e nonostante cio' si vendono ancora prodotti commerciali?

    Se guardi bene, per un buon 70% i programmi installati sui desktop degli utenti sono in genere freeware, non open, ma comunque gratuiti.

    Dunque? Non mi sembra però che manchi il lavoro al software proprietario.

    Il problema quindi non è open o closed.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ho letto il commento di dotnet, e tutti i
    > seguenti.
    >
    > Quello secondo me che vi sfugge è che
    > l'open source è un modello di
    > business, che mira a migliorare i servizi
    > (modifica nel tempo del codice,
    > portabilita', possibilita' di migliorie,
    > etc) , quindi possibilita' di lavoro
    > ulteriori oltre alla stesura del codice.

    ti ripeto, se un mio cliente vuole i sorgenti io glielo vendo, a meno che non comunico l'indisponibilità dei sorgenti a priori... ma fin'ora non è mai successo

    >
    > Diversa cosa è la GPL. Con la GPL
    > così com'è "fare soldi"
    > è piuttosto difficile.

    non è una questione di fare soldi, io sono dell'idea che chi lavora e lavora tanto, non dovrà mai chiede oboli a nessuno

    diciamo che attorno al free software ci girano troppi rapaci che sfruttano l'ingenuità dei programmatori open source

    l'open source è un business per le aziende che muovono solo carta... a buon intenditore...

    il piccolo programmatore di provincia sgommerà mattina e sera fra i clienti per 600 euro al mese per sempre

    >
    > Dotnet si chiede: come fai a fare soldi con
    > l'open? Semplice, con un NDA.
    >
    > Se il tuo codice può visionarlo solo
    > il tuo cliente, tu puoi vendere lo stesso
    > prodotto a quanti clienti vuoi, senza
    > rischiare che vada in giro "aggratis".

    questa è una pratica sempre esistita, almeno da 25 anni

    >
    > Qui casca l'asino con la GPL, perchè
    > chi usa un software GPL ha diritto a copiare
    > il software.

    esatto, la GPL è una soluzione più accademica che commerciale e se qualcuno vuol farla apparire diversamente, questo qualcuno non mi piace

    >
    > E' chiaro che un prodotto open messo
    > liberamente per download con tanto di codice
    > sorgente sotto GPL diviene dopo poco tempo
    > automaticamente gratis. Chi si prende la
    > briga di ricompilare il codice in binario e
    > distribuirlo ci sarà sempre.

    e questa è una triste realtà

    >
    > Quello che vorrei chiedere a dotnet,
    > però, è:
    >
    > Perchè allora su windows esistono
    > tanti freeware, e nonostante cio' si vendono
    > ancora prodotti commerciali?

    dove sono tutti questi freeware?

    sono meno di quanto immagini, spesso infatti si tratta di software in bundle con l'hardware (vedi fotoritocco, programmi OCR, ecc..), oppure shareware un po' tolleranti come winzip oppure cuteftp con banner incluso

    e comunque il freeware ha quasi sempre lo scopo di far conosce l'azienda e i suoi prodotti commerciali

    >
    > Se guardi bene, per un buon 70% i programmi
    > installati sui desktop degli utenti sono in
    > genere freeware, non open, ma comunque
    > gratuiti.

    beh dai, ci sarebbe tutto un discorso da fare su questo argomento

    freeware e free software sono imparagonabili

    >
    > Dunque? Non mi sembra però che manchi
    > il lavoro al software proprietario.

    è fin troppo facile la tua soluzione, infatti non regge

    il software freeware ha lo scopo nel 95% dei casi di portare alla vendita di altro software closed e commerciale

    l'open source inteso come free software è lui stesso un fine... al massimo prevede delle personalizzazioni a pagamento... ma queste sono utopiche leggende metropolitane

    >
    > Il problema quindi non è open o
    > closed.

    il problema è che nessuno di questo passo spenderà mai una lira in software (nemmeno nelle personalizzazioni)

    per approfondimenti, leggi questo mio intervento di qualche mese fa':

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=6901...

  • > diciamo che attorno al free software ci
    > girano troppi rapaci che sfruttano
    > l'ingenuità dei programmatori open
    > source

    Piu' che altro sfruttano l'ingenuita' dei clienti ho visto rivendere phpnuke a prezzi esorbitanti.

    > l'open source è un business per le
    > aziende che muovono solo carta... a buon
    > intenditore...

    Eh, non e' cosi' semplice il software open e' solo la base, installazioni e pensanti personalizzazioni non ti permettono solo di "muovere la carta"

    > il piccolo programmatore di provincia
    > sgommerà mattina e sera fra i clienti
    > per 600 euro al mese per sempre

    Con l'aria che tira anche quello di citta' fara' la stessa fine.
    I programmatori open pigliano ben piu' di quella cifra.

    I software open richiedono esperienza e conoscenze che vanno al dila' del punta e clicca, sia per essere installati che per essere modificati e questo darebbe finalmente la dignita' che meritano i tecnici dell'IT
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > I software open richiedono esperienza e
    > conoscenze che vanno al dila' del punta e
    > clicca, sia per essere installati che per
    > essere modificati e questo darebbe
    > finalmente la dignita' che meritano i
    > tecnici dell'IT

    Ma che bello, complichiamo le cose per selezionare i veri, i giusti, i duri e puri? Scusa ma a me questo puzza di fregatura. Preferisco il punta e clicca perché almeno non mi fregano per ogni virgola punto e punto e virgola.
    non+autenticato
  • > Ma che bello, complichiamo le cose per
    > selezionare i veri, i giusti, i duri e puri?
    > Scusa ma a me questo puzza di fregatura.
    > Preferisco il punta e clicca perché
    > almeno non mi fregano per ogni virgola punto
    > e punto e virgola.

    L'informatica e' una materia complessa, il fatto che si clicchi "avanti" per installare un programma e' una semplificazione creata dai programmatori, ma non rende un "informatico" chi sa solo compiere questa azione.
    Anche gli ingegneri fanno si che chi guida un auto non debba per forza studiare termodinamica, meccanica, ed altre amenita', ma debba solo saper guidare.
    Il saper guidare non fa di qualcuno un ingegnere come il saper installare i programmi non fa di qualcuno un esperto del settore IT.
    non+autenticato

  • - Scritto da: dotnet
    ....

    Sei paranoico.
    Se qualcuno ti chiede di fargli un lavoro ti fai pagare.
    Se non vuole pagarti non fargli il lavoro, o lo farà qualcun'altro che si fa pagare meno e che sicuramente farà il lavoro peggio.

    Non puoi cambiare il mondo.

    Se è ammissibile il copyright che trovi nei prodotti closed è più che ammissibile la GPL.

    Una persona che dice abbasso il free software dice abbasso la libertà di scrivere e distribuire codice. Se permetti, anche se la cosa mi crea un po' di disappunto, devo farti notare che sei semplicemente un idiota se pretendi che le istituzioni facciano qualcosa in questa direzione.

    daniele
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Se permetti,
    > anche se la cosa mi crea un po' di
    > disappunto, devo farti notare che sei
    > semplicemente un idiota se pretendi che le
    > istituzioni facciano qualcosa in questa
    > direzione.

    beh, considera che quel poco di buono che si è fatto fin'ora in open source si concentra sempre più nelle mani delle poche vere distribuzioni commerciali mda in usa al 90%... l'Italia non esiste se non in progettini da doposcuola

    almeno finora un migliaio di software house hanno campato nello stivale con il commerciale... me vedo anni di vacche magre per tuttiTriste

  • - Scritto da: Anonimo

    > Quello secondo me che vi sfugge è che
    > l'open source è un modello di
    > business, che mira a migliorare i servizi
    > (modifica nel tempo del codice,
    > portabilita', possibilita' di migliorie,
    > etc) , quindi possibilita' di lavoro
    > ulteriori oltre alla stesura del codice.

    Ti sfugge che stando proprio ai cattedratici dell'open source, l'open source NON HA un modello di business.

    Hai letto bene?
    non+autenticato
  • Mysql ad esempio e' open eppure e' supportato cosi' per molti altri prodotti.

    Alcuni prodotti closed anche costosi mi hanno lasciato in braghe di tela poiche' le aziende che li supportavano o sono fallite oppure hanno deciso di non supportare piu' quel prodotto.

    Se il codice fosse stato open forse qualcun altro avrebbe potuto continuare nel supporto ed aggiornamento.

    Se windows fosse open source probabilmente nei primi tempi si sarebbero scoperti un infinita' di bugs ma con il passar del tempo questi sarebbero stati corretti dalla comunita' stessa di programmatori open.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mysql ad esempio e' open eppure e'
    > supportato cosi' per molti altri prodotti.

    a parte che il tuo post mi pare un po' OT, ti ricordo che MySql è open inteso come sorgente disponibile, ma non è free

    il che annulla completamente il tuo concetto

    >
    > Alcuni prodotti closed anche costosi mi
    > hanno lasciato in braghe di tela poiche' le
    > aziende che li supportavano o sono fallite
    > oppure hanno deciso di non supportare piu'
    > quel prodotto.

    puoi farmi un esempio di database non più supportato che ti ha lasciato in "braghe di tela"?

    >
    > Se il codice fosse stato open forse qualcun
    > altro avrebbe potuto continuare nel supporto
    > ed aggiornamento.

    nulla è eterno, nemmeno i programmini open source, moltissimi si sono persi per strada (vedi made in linux)

    a che serve l'essenza "free" se poi muoiono ugualmente nella peggio maniera

    >
    > Se windows fosse open source probabilmente
    > nei primi tempi si sarebbero scoperti un
    > infinita' di bugs ma con il passar del tempo
    > questi sarebbero stati corretti dalla
    > comunita' stessa di programmatori open.

    il software free ogni giorno risulta sempre più bacato, ergo close o open cambia poco

    addirittura alcuni sostengono che la natura "leggibile" dei sorgenti aumenti i rischi di exploit... il che mi pare anche sensato


    non+autenticato
  • > a parte che il tuo post mi pare un po' OT,
    > ti ricordo che MySql è open inteso
    > come sorgente disponibile, ma non è
    > free
    >
    > il che annulla completamente il tuo concetto

    E' freeeissimo se vuoi il supporto pero' lo paghi.

    > puoi farmi un esempio di database non
    > più supportato che ti ha lasciato in
    > "braghe di tela"?

    No, non database ma programmi di business intelligence.

    > > Se il codice fosse stato open forse
    > qualcun
    > > altro avrebbe potuto continuare nel
    > supporto
    > > ed aggiornamento.

    > nulla è eterno, nemmeno i programmini
    > open source, moltissimi si sono persi per
    > strada (vedi made in linux)
    > a che serve l'essenza "free" se poi muoiono
    > ugualmente nella peggio maniera

    Un codice aperto, puo' essere ripreso e adattato, uno chiuso proprio no.

    > addirittura alcuni sostengono che la natura
    > "leggibile" dei sorgenti aumenti i rischi di
    > exploit... il che mi pare anche sensato

    Sensato forse ad un analisi superficiale, ma smentito dalla realta' dei fatti, windows e' tutto un exploit mentre software come apache ed altri open ne hanno molti meno nonostante il loro codice sia a disposizione di tutti.

    Proprio perche' il codice e' a disposizione che permette ai programmatori di individuare eventuali vulnerabilita', segnalarle o proporre una correzione.


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > E' freeeissimo se vuoi il supporto pero' lo
    > paghi.
    >

    MySql si paga per usi commerciali, praticamente l'illegalità regna sovrana nel linux world, ergo non è "freeeissimo" (che orrenda parola)

    torna a studiare

    ciao
    non+autenticato
  • > MySql si paga per usi commerciali,
    > praticamente l'illegalità regna
    > sovrana nel linux world, ergo non è
    > "freeeissimo" (che orrenda parola)
    >
    > torna a studiare
    >
    > ciao

    Eh, Eh, vedo che in un discorso cerchi i particolari per poter aver ragione, ma toppi alla grande in quanto la licenza commerciale la devi comprare per poter rivendere Mysql insieme ai tuoi prodotti e non per utilizzarlo nella tua azienda oppure se desideri supporto.

    O, scusa e' tutto scritto in iglese, vabbe' chiedi ad un ragazzetto delle elementari che ti traduca il testo... e anche che lo spieghiA bocca aperta

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > MySql si paga per usi commerciali,
    > > praticamente l'illegalità regna
    > > sovrana nel linux world, ergo non
    > è
    > > "freeeissimo" (che orrenda parola)
    > >
    > > torna a studiare
    > >
    > > ciao
    >
    > Eh, Eh, vedo che in un discorso cerchi i
    > particolari per poter aver ragione, ma toppi
    > alla grande in quanto la licenza commerciale
    > la devi comprare per poter rivendere Mysql
    > insieme ai tuoi prodotti e non per
    > utilizzarlo nella tua azienda oppure se
    > desideri supporto.
    >
    > O, scusa e' tutto scritto in iglese, vabbe'
    > chiedi ad un ragazzetto delle elementari che
    > ti traduca il testo... e anche che lo
    > spieghiA bocca aperta
    >

    ma ti rendi conto della figura da lamer che stai facendo?

    cioè mi spiego, prima hai detto che MySql è "freeeissimo" e poi confermi la mia tesi secondo cui tu non sai cosa vuol dire free e che mysql si paga per usi commerciali (commercio/vendita/distribuzione) come ho sempre affermato...

    e poi cosa c'entra l'inglese che tra l'altro potrei pure insegnarti?

    posso chiederti quanti anni hai?
    non+autenticato
  • > ma ti rendi conto della figura da lamer che
    > stai facendo?

    sempre meglio che la tua da Troll

    > cioè mi spiego, prima hai detto che
    > MySql è "freeeissimo" e poi confermi
    > la mia tesi secondo cui tu non sai cosa vuol
    > dire free e che mysql si paga per usi
    > commerciali
    > (commercio/vendita/distribuzione) come ho
    > sempre affermato...

    Certo caro, se lo vuoi utilizzare per la tua azienda ok e' gratis, ma se vuoi farci i soldi rivendendolo a qualcun'altro e' ovvio che devi pagare altrimenti, secondo la gpl dovresti dare l'accesso anche al codice del tuo software distributo con mysql.
    Ed in piu' e lo ribadisco anche se fai finta di non capire (oppure non capisci veramenteDeluso ) che il costo di tale licenza da sopratutto l'accesso al supporto, infatti molti pagano per avere il supporto anche se non hanno effettivo bisogno della licenza di rivendita.

    > e poi cosa c'entra l'inglese che tra l'altro
    > potrei pure insegnarti?

    Eh, si certo, certo.

    > posso chiederti quanti anni hai?
    18 e tu?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Certo caro, se lo vuoi utilizzare per la tua
    > azienda ok e' gratis, ma se vuoi farci i
    > soldi rivendendolo a qualcun'altro e' ovvio
    > che devi pagare altrimenti, secondo la gpl
    > dovresti dare l'accesso anche al codice del
    > tuo software distributo con mysql.

    ma quando mai, io posso ad esempio distribuire il kernel linux assieme alla mia distribuzione commerciale, la GPL non lo vieta

    ti ripeto: MySql non è free

    > Ed in piu' e lo ribadisco anche se fai finta
    > di non capire (oppure non capisci veramente
    >Deluso ) che il costo di tale licenza da
    > sopratutto l'accesso al supporto, infatti
    > molti pagano per avere il supporto anche se
    > non hanno effettivo bisogno della licenza di
    > rivendita.

    "da soprattutto" non è sufficientemente chiaro

    > > posso chiederti quanti anni hai?
    > 18 e tu?

    sei ancora un pupo, ne farai di evoluzioni

    bye
    non+autenticato

  • Ah no? sei convito di poter inglobare del software sotto licenza gpl nel tuo e rivenderlo?
    Bhe! se ne sei convinto fai pure

    > sei ancora un pupo, ne farai di evoluzioni

    Gia' tu invece, da quello che scrivi, e' meglio che vada presto in pensione, visto che un "pupo" ne sa gia' piu' di teA bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mysql ad esempio e' open eppure e'
    > supportato cosi' per molti altri prodotti.
    >
    > Alcuni prodotti closed anche costosi mi
    > hanno lasciato in braghe di tela poiche' le
    > aziende che li supportavano o sono fallite
    > oppure hanno deciso di non supportare piu'
    > quel prodotto.

    OK: Quali, quando, perché?

    > Se windows fosse open source probabilmente
    > nei primi tempi si sarebbero scoperti un
    > infinita' di bugs ma con il passar del tempo
    > questi sarebbero stati corretti dalla
    > comunita' stessa di programmatori open.

    Se windows fosse open source probabilmente non potrebbe esistere perché Microsoft non avrebbe avuto i soldi per pagare i lavoratori.
    non+autenticato
  • > > oppure hanno deciso di non supportare
    > piu'
    > > quel prodotto.
    >
    > OK: Quali, quando, perché?

    La lista e' davvero lunga, soprattuto nel campo del datawarehousing, framework e business intelligence.

    > Se windows fosse open source probabilmente
    > non potrebbe esistere perché
    > Microsoft non avrebbe avuto i soldi per
    > pagare i lavoratori.

    Eppure Linux, con le sua intefacce grafice kde, gnome e molte altre esiste e prospera anche senza speculare all'inverosimile.
    non+autenticato
  • Lo studio citato in questo articolo non può che essere un falso e quanto meno non rappresentare la reale volontà di sviluppatori e software house piccole e medie... tra l'altro sa di propaganda ideologica e di parte

    secondo me bisogna appunto fare un po' di chiarezza...

    la stragrande maggioranza di programmatori over 30 infatti non ha assolutamente chiaro il concetto di open source inteso però come software gratis in gpl da regalare per la salvezza dall'umanità

    La maggiorparte imho intendono la GPL come una sorta di BSD... il che non comporta alcun obbligo e dovere

    In realtà agli sviluppatori poco importa di avere i 60 MB di sorgenti firefox, pertanto la condivisione dei sorgenti risulta in pratica poco rilevante ai fini pratici di programmazione "commerciale" (oh Dio che parola brutta... me ne andrò all'inferno!)

    In questi casi infatti sono molto più profiqui una community on line, un sito di esempi e naturalmente il buon vecchio libro da leggere al ces**

    Potrei pure mettermi d'accordo con il cliente per fornirgli i sorgenti, ma in tal caso per me il progetto risulta venduto al 100% con il relativo costo

    Il concetto varia se invece di sondare gli sviluppatori comuni, chiediamo dei pareri alle fondazioni linux-like oppure ai soliti studenti universitari smanettoni temporaneamente ideologisti... ma da qui a dire che "in Europa gli sviluppatori lo vogliono aperto" come per dire... "gli sviluppatori europei vogliono che l'umanità possa godere dei benefici del software e noi ci sacrificheremo per questo a patto di assicurarci un pasto caldo"... ce ne vuole di coraggio

  • - Scritto da: dotnet
    > Lo studio citato in questo articolo non
    > può che essere un falso e quanto meno
    > non rappresentare la reale volontà di
    > sviluppatori e software house piccole e
    > medie...
    Mi piace questo tuo atteggiamento aperto e intelligente verso la realtà: se non ti sta bene allora è falso.
    Puerile.

  • - Scritto da: dotnet

    > Potrei pure mettermi d'accordo con il
    > cliente per fornirgli i sorgenti, ma in tal
    > caso per me il progetto risulta venduto al
    > 100% con il relativo costo
    il problema e' che a volte questa possiblità non viene offerta alle aziende , che allora si rivolgono al software libero .
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Potrei pure mettermi d'accordo con il
    > > cliente per fornirgli i sorgenti, ma in
    > tal
    > > caso per me il progetto risulta venduto
    > al
    > > 100% con il relativo costo
    > il problema e' che a volte questa
    > possiblità non viene offerta alle
    > aziende , che allora si rivolgono al
    > software libero.

    Ma perché ?
    Ragazzi, non sguazziamo sempre nella solita confusione da mercatino di marrakech. Un conto è parlare di "strumenti di sviluppo" opensource (rari come mosche bianche) o proprietari, altro è se si parla di "come rilasciare il proprio software". L'articolo fa già confusione su questo, i commenti la peggiorano.

    cmq anche se si parla di come rilasciare lo sviluppo i casi non sono pochi: se m'invento un'analisi e scrivo un software con l'idea balorda di fare un "prodotto di massa" è un conto. Tutt'altro discorso se Tizio mi chiama e mi dice "Uè ti, ho bisogno di un softwerino per gestire la produzione" allora ci si mette d'accordo se Tizio compra solo il programma a prezzo politico e io rischio SPERANDO di rivenderlo forse a altre dieci persone (ma non ci penso neanche), oppure se Tizio mi commissiona tutto lo sviluppo, quindi si tiene il sorgente e paga le ore fino all'ultima lira.

    Questo si faceva anche quando RMS non era nessuno, è solo una questione di rapporto tra PMI e sviluppatori freelance indipendenti, che non devono sfamare diecimila famiglie di dipendenti sparando una killer application da vendere a milioni di utenti ogni sei mesi.
    non+autenticato
  • > conto è parlare di "strumenti di
    > sviluppo" opensource (rari come mosche
    > bianche) o proprietari, altro è se si
    > parla di "come rilasciare il proprio
    > software".

    Esatto. E su entrambi ci sono vistose perplessita' diciamo, come scrive pi. Credo sia il caso di riconoscerlo no che l'open source non e' necessariamente il massimo in tutto. A dirlo uno si sente eretico.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Ragazzi, non sguazziamo sempre nella solita
    > confusione da mercatino di marrakech. Un
    > conto è parlare di "strumenti di
    > sviluppo" opensource (rari come mosche
    > bianche)
    ehmm .. veramente se si lavora su linux/*bsd si devono usare per forza quelli ...
    in ambito windows sono rari come mosche bianche , anche se Eclipse si sta facendo strada .
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > ehmm .. veramente se si lavora su linux/*bsd
    > si devono usare per forza quelli ...

    Dai, non diciamo eresie. Se vuoi un elenco di compilatori, lint e tools commerciali per unix, compatibili a livello binario con linux, basta chiedere, ce ne sono decine (se ti limiti ai cataloghi di quest'anno) o migliaia (se ti metti a cercare un po', trovi anche dei VAX nuovi di pacca e scatolate di licenze invendute perfettamente adatte all'uopo).
    non+autenticato

  • > caldo"... ce ne vuole di coraggio

    Forse e' proprio questo che ti manca.
    Il coraggio di non cedere all'egoismo
    e fare una scelta razionale per il bene di tutti,
    quindi anche il tuo, che non sacrifichi le competenze
    ma le aumenti e che grazie a queste ultime ti permetta di
    guadagnare bene.
    Sei tu che puoi scegliere, decidere o cedere.
    non+autenticato
  • Premetto che parlo del software libero e non dell'open source.
    Visto che chi *definisce* cosa è software open source e cosa non lo è ha definito (per ora?) il software libero come open source parlo solo di questa parte.
    Inoltre nel testo in alcuni posti è preso il software libero come sinonimo di open source e quindi non si capisce esattamente di cosa si voglia parlare.

    - Scritto da: dotnet
    > Lo studio citato in questo articolo non
    > può che essere un falso e quanto meno
    > non rappresentare la reale volontà di
    > sviluppatori e software house piccole e
    > medie... tra l'altro sa di propaganda
    > ideologica e di parte

    anche secondo me è falso perché sono contenute delle "frasi fatte" che sono non vere, frasi che sono riportate come "vere" o "credibili" da varie fonti, ma che in realtà sono l'esatto contrario. Si cerca di generalizzare qualcosa che deve essere invece visto in dettaglio.

    per quanto riguarda il software libero si dice: "mancanza di supporto e di servizi di maintenance e di aggiornamenti periodici regolari"

    io mi chiedo, ma questi hanno mai provato ad utilizzare un software libero? Hanno mai avuto problemi e cercato di risolverli?
    Nella maggior parte dei casi è possibile contattare direttamente i programmatori (non è possibile per nessun prodotto closed source che io conosca) e chiedere direttamente a loro. Sono in oltre disponibili forum, mailing-list, ...
    E' possibile richiedere direttamente nuove specifiche e se la richiesta è ritenuta valida si può vederla implementata nella versione successiva.

    Le versioni si succedono continuamente, per alcuni progetti c'è una pubblicazione giornaliera della beta (night build) con le modifiche fatte durante il giorno.

    Bisogna naturalmente distinguere progetto da progetto, ma se il progetto è "buono", è una cosa di cui la comunità del software libero ha bisogno di sicuro si avrà un team che lo svilupperà.

    Si dice anche: "scarsa affidabilità che viene attribuita alle licenze del software libero"

    affidabilità a fare cosa?
    * a far valere la licenza? Da quel che mi risulta tutti coloro che hanno violato la GPL alla fine o hanno emesso il proprio software sotto GPL od hanno eliminato il codice che non potevano usare.
    Ci sono vari studi legali della FSF che offrono assistenza a chi detiene il copyright su un lavoro e lo ha licenziato usando una loro licenza (GPL/LGPL/GFDL)

    > secondo me bisogna appunto fare un po' di
    > chiarezza...

    infatti, bisogna identificare prima di tutto di cosa si vuole parlare esattamente e poi usare tutti i termini esatti.

    > la stragrande maggioranza di programmatori
    > over 30 infatti non ha assolutamente chiaro
    > il concetto di open source inteso
    > però come software gratis in gpl da
    > regalare per la salvezza dall'umanità

    già qui ci sono termini che non si abbinano fra loro:
    * software libero non equivale a software open source
    * software libero non è gratis
    * software libero non è per la salvezza dell'umanità
    * molti programmatori over30 conoscono queste cose. Se si è un programmatore queste cose si devono sapere!

    Il software libero offre, a contrario del software commerciale closed source, delle libertà agli utenti finali, agli utilizzatori, libertà che invece il software close cerca sempre di diminuire.

    Chi usa il software libero può: vedere i sorgenti, modificarli, copiarli, passarli ad un amico, ... ed è tutto legale!

    > La maggiorparte imho intendono la GPL come
    > una sorta di BSD... il che non comporta
    > alcun obbligo e dovere

    come sopra, se parli di programmatori non è pensabile a questa non conoscenza, se parli di persone non esperte di informatica (perché io intendo che un programmatore sia esperto di informatica e non uno che non lo è), allora può essere, ma basta fagli capire la differenza e la maggior parte capiranno ... la maggior parte delle persone, forse ti può stupire, ma non sono stupide, sono in grado di capire

    > In realtà agli sviluppatori poco
    > importa di avere i 60 MB di sorgenti
    > firefox, pertanto la condivisione dei
    > sorgenti risulta in pratica poco rilevante
    > ai fini pratici di programmazione
    > "commerciale" (oh Dio che parola brutta...
    > me ne andrò all'inferno!)

    e qui ti sbagli, ai programmatori interessa poter avere accesso ai sorgenti di ogni cosa che utilizzano. I programmatori sono di loro natura curiosi e avere i sorgenti gli permette di soddisfare alcune delle loro curiosità.
    Di sicuro un programmatore non si metterà a guardare i sorgenti di ogni cosa, ma potrà accedere ai sorgenti di un determinato prodotto che gli interessa e diventare anche parte del team di sviluppo se vuole o fornire patch, modifiche, personalizzazioni, ...

    > Potrei pure mettermi d'accordo con il
    > cliente per fornirgli i sorgenti, ma in tal
    > caso per me il progetto risulta venduto al
    > 100% con il relativo costo

    da questa frase (ma anche da altre) si capisce che tu non hai capito cosa è il software libero ... e purtroppo non hai capito neanche cosa è il software closed o meglio cosa le multinazionali vogliono farlo diventare con brevetti e altre amenità di questo tipo

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > da questa frase (ma anche da altre) si
    > capisce che tu non hai capito cosa è
    > il software libero ...

    conosco bene la differenza... ma resta il fatto che open e libero sono due attributi che di fatto si sottointendono a vicenda

    ideologicamente open vuol dire libero e non semplicemente aperto, altrimenti tutti i siti web di tutti i tempi sarebbero open source giacchè è in gran parte impossibile compilarli

    comunque a me piace riflettere osservando la realtà e da ciò che vedo a nessuno, o quanto meno al 99% dei programmatori, interesserebbe l'open source libero gratis gpl free ocomecaspitavuoi, se solo conoscessero la triste realtà di chi regala il suo lavoro a IBM, Sun, RedHat, Linspire, ecc..

    e ti ripeto ancora una volta, l'articolo è un falso poichè il 99% dei programmatori lavora in gestionali scritti in fox pro, delphi e visualbasic... e credo proprio che a questa categoria i sorgenti di open office servono a ben poco... meglio una rivista in edicola, credimi... altro che "In Europa gli sviluppatori lo vogliono aperto"

    questo è il mio punto di vista, prendilo come vuoi, ma certi numeri in questo articolo mi sono ridicoli

  • - Scritto da: dotnet
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > da questa frase (ma anche da altre) si
    > > capisce che tu non hai capito cosa
    > è
    > > il software libero ...
    >
    > conosco bene la differenza... ma resta il
    > fatto che open e libero sono due attributi
    > che di fatto si sottointendono a vicenda
    >
    > ideologicamente open vuol dire libero e non
    > semplicemente aperto, altrimenti tutti i
    > siti web di tutti i tempi sarebbero open
    > source giacchè è in gran parte
    > impossibile compilarli

    Open significa aperto, è free che significa libero

    Darius
    non+autenticato
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