Focus/ Sequestro di siti all'estero?

di L. De Grazia. La Cassazione stabilisce che è possibile il sequestro di siti Internet all'estero per diffamazione. Quale il senso e quali le conseguenze di questa decisione? Un excursus giuridico per capirne di più

Web - Cercherò di chiarire quanto ha statuito di recente la Suprema Corte di Cassazione (Cassazione - Sezione V penale (Cc) - sentenza 17 novembre-27 dicembre 2000) con la sentenza che può essere letta nella sua interezza e che ho potuto utilizzare per gentile concessione dell'amico e collega avv. Daniele Minotti, curatore del sito Penale.it.

Vorrei anche precisare che nel commento stesso mi asterrò da qualsiasi giudizio di carattere anche lontanamente politico, e cercherò soltanto di spiegare quali siano i motivi specifici che hanno portato i giudici della Suprema Corte a stabilire il principio sintetizzato nel titolo dell'articolo. Mi scuso - inoltre - con i giuristi per il linguaggio volutamente non troppo preciso tecnicamente, ma lo scopo di questo articolo è di cercare di spiegare il contenuto della sentenza al pubblico, non quello di effettuare dotte dissertazioni. Un commento più articolato è reperibile in rete nella rivista giuridica Infodir.Net.

Passiamo ora ad esaminare la decisione della Corte di Cassazione nel dettaglio.
Il "cuore" del fatto criminoso per il quale è stata sporta querela: esprimere su un sito, quindi in un "luogo" potenzialmente visitabile da una molteplicità di persone, degli apprezzamenti che potessero offendere la reputazione di qualcuno.
In prima battuta il Gip non ha ritenuto che le richieste avanzate dal Pubblico Ministero fossero sufficientemente argomentate e provate, in pratica ha ritenuto non sussistente in prima battuta il reato di diffamazione.
Il Tribunale del riesame - che è l'organo che giudica in seconda istanza su quello che ha deciso il Gip - ha viceversa ritenuto esistente il reato di diffamazione, ha glissato sul problema della esecuzione del provvedimento, ma ha ritenuto che il giudice italiano non avesse potere (difetto di giurisdizione) nei confronti di un reato che appariva come commesso all'estero, per di più da cittadini stranieri.
..il reato di diffamazione si consuma nel momento e nel luogo in cui si manifesta la diffusione delle espressioni offensive..
Ovvero il momento in cui scatta il reato è quello in cui "si manifestano" le espressioni offensive; vedremo subito appresso cosa significhi esattamente ciò.

..Orbene la diffusione costituisce concetto e momento differente dalla pubblicazione. La diffamazione è sicuramente, secondo la sua opinione, reato istantaneo di pura condotta..
Si afferma quindi che il reato di diffamazione si compie nel momento stesso in cui si pone in essere il comportamento che porterà alla diffamazione, essendo questo sufficiente ad integrare gli estremi del reato.
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7 Commenti alla Notizia Focus/ Sequestro di siti all'estero?
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  • Per chi non avesse avuto la pazienza di leggersi tutto l'articolo (scritto molto bene ma certo di non facile lettura) mi sembra di capire che il reato di diffamazione su Internet è perseguibile anche se il provider si trova all'estero.

    Infatti Internet verrebbe considerato nè più nè meno come un qualsiasi canale televisivo. In altre parole: se un americano, su un canale televisivo americano, offende un cittadino italiano, è punibile. Se lo fa su Internet è la stessa cosa.

    Ho intitolato punto e a capo perchè mi sembra che questa sentenza possa aprire una nuova pagina sull'utilizzo di Internet in questo paese.

    Voglio dire che se un sito Internet è come un canale televisivo, valgono anche altre leggi, come ad esempio la tutela dei diritti d'autore.

    Non sarà più possibile quindi prelevare materiale da Internet e farlo proprio, come si è fatto finora. Mi riferisco al caso di Mark Bernardini, un caso lampante di appropriazione indebita di opere altrui.

    non+autenticato
  • Il problema non è tanto dell'equiparazione di Internet al mezzo radiotelevisivo (la SC ha fatto questo ragionamento per spiegare che non si addentrava più di tanto nel campo specifico SOLO PER quanto concerneva la differenza tra ingiuria e diffamazione).<BR>
    In effetti da tempo il diritto d'autore è tutelato anche in rete, magari può essere più difficile "provare in giudizio" quello che è successo, ma ti assicuro che le norme si applicano anche alla rete.<BR>
    Preciso solo che - magari - è necessario qualche accorgimento "tecnico" (steganografia, watermarking) per marcare le immagini, i suoni, i brani immessi nella rete.
    Saluti
    Luca de Grazia
    non+autenticato
  • Caro Luca,

    Quando parlavo di tutela dei diritti d'autore su Internet mi riferivo soprattutto a chi copia le idee altrui. Tutelare una immagine (un disegno, ecc.) è certo più semplice.

    Ma che cosa si può fare contro chi crea un sito Internet uguale uguale ad un altro sito di successo, oppure chi preleva pezzi di codice HTML, Java, Flash?

    Mi puoi spiegare in due parole come funzionano quelle tecniche a cui accennavi (watermarking, steganografia) ?

    Grazie

    non+autenticato
  • Immagino che il sig.AB abbia sempre creato INTEGRALMENTE tutte le sue produzioni intellettuali, senza alcuno spunto da idee di altri.
    O qualche volta per fare un tema ha copiato dall'enciclopedia, e magari è stato promosso?
    Se così fosse forse, farebbe contento l'autore di ciò che ha scopiazzato se lo ringaziasse oggi per averlo aiutato ad imparare qualcosa.
    E magari potrebbe continuare ad imparare qualcosa comprando l'ultima opera di quell'autore, che nel frattempo è progredito, senza accontentarsi di sbirciare solo qualche pagina del suo lavoro.
    O il sig.AB non ne ha bisogno perchè DA SOLO è riuscito ad avere tutte le idee per ciò che ha fatto sino ad ora?

    Ciao a tutti.

    Roberto
    non+autenticato


  • - Scritto da: roberto
    > Immagino che il sig.AB abbia sempre creato
    > INTEGRALMENTE tutte le sue produzioni
    > intellettuali, senza alcuno spunto da idee
    > di altri.
    > O qualche volta per fare un tema ha copiato
    > dall'enciclopedia, e magari è stato
    > promosso?
    > Se così fosse forse, farebbe contento
    > l'autore di ciò che ha scopiazzato se lo
    > ringaziasse oggi per averlo aiutato ad
    > imparare qualcosa.
    > E magari potrebbe continuare ad imparare
    > qualcosa comprando l'ultima opera di
    > quell'autore, che nel frattempo è
    > progredito, senza accontentarsi di sbirciare
    > solo qualche pagina del suo lavoro.
    > O il sig.AB non ne ha bisogno perchè DA SOLO
    > è riuscito ad avere tutte le idee per ciò
    > che ha fatto sino ad ora?
    >
    > Ciao a tutti.
    >
    > Roberto


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    Non capisco proprio questo tono arrogante e saccente. Mi ricorda tanto quello di una certa persona (di cui non faccio il nome) che usava Internet per fregare cose che non gli appartenevano e poi alla fine ci ha rimesso anche la camicia...


    Ma veniamo alle tue domande. Ebbene sì, io sono "un genio". Un inventore di professione. E mi stanno oltremodo sulle palle le persone che copiano le idee altrui.

    Solo nell'ultimo anno ho avuto idee per realizzare almeno una ventina di siti Internet basati su idee assolutamente nuove e innovative, per non parlare di altri 10 brevetti per applicazioni industriali.

    Non ne ho realizzato nemmeno uno e sai perchè?

    Mi sono rivolto a gente esperta e la risposta è stata la stessa: "non ti puoi tutelare. Un modo per fregarti lo trovano sempre!"

    E allora vorrà dire che per vivere continuerò a fare il consulente di informatica e il mondo farà a meno delle mie idee.







    non+autenticato
  • Tieniti il tuo codice, ed inventateli da solo il watermarking e la steganografia, senza andarla a SBAFARE da altri Occhiolino)
    non+autenticato
  • > Ma che cosa si può fare contro chi crea un
    > sito Internet uguale uguale ad un altro sito
    > di successo, oppure chi preleva pezzi di
    > codice HTML, Java, Flash?

    Molto sinteticamente: se si prelevano solo "pezzetti" effettivamente mi sembra un po' difficile di vera e propria copia; spesso e volentieri si tende a reinventare la ruota, e non si tiene presente che in qualunque tipo di professione vi sono dei mattoni di base che dovrebbero essere conosciuti da tutti e che perciò non sono tutelabili in se.
    Ricordo poi che un sito **non** può essere tutelato come tale, ma soltanto "a pezzi", ovvero, per le immagini, per i suoni, per l'aspetto grafico, per i programmi eventualmente contenuti, per le banche dati dalle quali è costituito.
    Metodi: deposito presso la SIAE ovvero presso un notaio.


    > Mi puoi spiegare in due parole come
    > funzionano quelle tecniche a cui accennavi
    > (watermarking, steganografia) ?
    In realtà la tecnica è una, quella della steganografia (dal greco scrittura nascosta),che ora in inglese è chiamata watermarking
    Se vuoi approfondire il tema è sufficiente effettuare una ricerca in rete con il termine citato.
    In pratica si preleva da un'immagine ovvero da un file audio un "bit" per ogni pixel di colore (per esempio, il rosso non sarà più 200,200,200 [RGB] ma 200,200,199).
    In questo modo si avrà una quantità di bit nei quali potranno essere scritte, magari crittografate, delle notizie atte ad individuare univocamente chi ha prodoto l'immagine (o il suono).
    Ovviamente ad occhi nudo (o ad orecchio) non è assolutamente distinguibile alcuna differenza
    Saluti
    Luca de Grazia
    non+autenticato