Beta.it sospende le pubblicazioni

La storica rivista specializzata dedicata all'informatica annuncia che a dieci anni dalla nascita è giunta l'ora di una pausa di riflessione

Roma - L'annuncio è contenuto nell'ultimo numero della newsletter trasmessa ai propri abbonati ed è ormai da giorni riportato nella sua home page: Beta.it sospende gli aggiornamenti a tempo indeterminato.

A firmare una nota ai lettori è Luciano Giustini, motore delle attività di Beta, che ha ricostruito la vicenda del giornale dal 1995 ad oggi e che spiega come "nel 2004, si è fatto evidente un ripensamento della presenza di Beta. In tal senso, una certa riflessione si fa sentire non tanto nella voglia di proporre qualcosa di nuovo nel panorama delle testate telematiche italiane, anzi maggiormente presente, quanto nella iniziale spinta "tematica" della testata: quell'attenzione all'informatica che è un settore tendenzialmente trasformato in dieci anni".

Dall'informatica ad occuparsi dei temi dei diritti nell'era digitale alla net economy, l'impegno di Beta non ha fatto che crescere "ma - spiega Giustini - il poco tempo a disposizione, e gli impegni crescenti del nucleo redazionale di Beta (non solo quello storico, ma anche gli autori più recenti) hanno reso sempre più difficile questo impegno, fino a non poter assicurare una corretta gestione della testata secondo gli alti standard che ci eravamo prefissi".
"Quindi - continua il direttore editoriale di Beta - a dieci anni dalla fondazione, il proposito di questa redazione è di sospendere le pubblicazioni per un periodo di pausa, nel comune tentativo di predisporre una riflessione sul ruolo della testata e sull'opportunità di continuare la pubblicazione di articoli".

In questo periodo l'archivio online di Beta rimane comunque aperto ed utilizzabile gratuitamente da tutti.

Sul proprio blog Giustini approfondisce: "Non è certo stata una decisione a cuor leggero, anzi, è stata molto sofferta. Forse, necessaria. Complice, come sempre accade per le cose belle ed impegnative, la mancanza di tempo di tutti, me per primo; complici, le difficoltà burocratiche e pratiche che la manutenzione di una rivista così, di alta qualità, per così lungo tempo, basata sul volontariato, comunque comportano. Ciò ha pesato. Ma a pesare soprattutto è stata la percezione della fine di un ciclo. Del tutto naturale. E senza rimpianti di non aver fatto quello che si doveva fare, in ogni momento. Fino all'ultimo. È stata una bellissima avventura, veramente".
TAG: italia
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