Motori di ricerca, belli e sconosciuti

Sono in molti a non vedere la differenza tra i siti sponsorizzati e tutti gli altri. I motori piacciono e sono apprezzati ma di come funzionano nulla si sa

Roma - Può far sorridere i più smaliziati ma parrebbe che un utente Internet su sei non sia in grado di comprendere la differenza tra un link sponsorizzato ed uno che non lo è, nei risultati dei motori di ricerca.

Ad affermarlo è l'autorevole società di analisi Pew Internet and American Life Project che ha ascoltato le reazioni di 2.200 adulti alle prese con i search engine della rete. Tra questi, circa 1.400 sono i navigatori abituali. In linea generale quasi tutti utilizzano i motori di ricerca sebbene a molti sfuggano le loro dinamiche commerciali o tecnologiche.

I risultati stupiscono, evidentemente, perché se è vero che ci sono motori di ricerca che non sembrano voler differenziare con chiarezza ciò che è pubblicità pagante e ciò che non lo è, di certo i più importanti da tempo operano affinché questa distinzione si palesi nella massima trasparenza. Chi utilizza Google, per esempio, si trova con link di colore diverso e con sopra scritto "link sponsorizzati". Del tutto simile quello che succede su MSN Search, dove in evidenza sono posti i "siti sponsorizzati". E sono queste anche le procedure di Yahoo! e, più in generale, di tutti i maggiori siti di ricerca online.
Eppure, secondo Pew solo il 38 per cento del campione ha saputo spiegare la distinzione tra un link pagante ed uno no, e il 47 per cento di questi ha anche specificato di non capire sempre quali siano a pagamento e quali no. In generale, però, solo il 18 per cento di tutti gli intervistati sostiene di non avere dubbi su quali siano i link sponsorizzati.

Tutto questo, evidentemente, si riflette sulla fiducia degli utenti per i motori di ricerca. Il 45 per cento degli intervistati ritiene che la trasparenza su quali link siano paganti e quali no sia una questione essenziale. Non è chiaro se questa "mancata trasparenza" riguardi anche quei link, e sono sempre di più, che entrano nelle posizioni di testa dei motori di ricerca sfruttando metodi e procedure per acquisire maggiore visibilità che vanno però a scapito della precisione e attendibilità dei sistemi di ricerca. Un fenomeno antico che però non ha mai cessato di turbare i gestori dei motori e disturbare i loro utenti.

Nonostante le difficoltà nell'approccio alla pubblicità nel search, il 92 per cento degli intervistati ha dichiarato a Pew di sentirsi perfettamente in grado di utilizzare i sistemi di ricerca. Un insieme di dati talvolta contraddittori, dunque, che secondo Pew testimoniano come Internet sia ancora "nella sua infanzia", quando gli utenti "sono ancora così felici di poter andare dove vogliono, o ottenere risposte su ciò che cercano, che ancora non vanno in profondità su come funziona cosa".

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30 Commenti alla Notizia Motori di ricerca, belli e sconosciuti
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  • Ad affermarlo è l'autorevole società di analisi Pew Internet and American Life Project che ha ascoltato le reazioni di 2.200 adulti alle prese con i search engine della rete.

    La ricerca è condotta su statunitensi, dunque persone con un Q.I. molto più basso della media europea. Va considerato anche questo aspetto.
    non+autenticato
  • Certo, come è stato fatto notare in un'altro thread ("E allora?!?" ) di commento a questa notiza,

    è vero la maggior parte dei navigatori non sono "navigatori professionisti" (navigatori "navigati"A bocca aperta , verrebbe da dire ...) ma gente che usa internet come un qualsiasi altra risosrsa al "largo consumo" (televisione, ecc.)

    Però proprio per loro sarebbe utile una maggiore chiarezza e una maggiore facilità d'uso


    Ma ahime di chiarezza ce n'è sempre meno
    le cose si fanno anzi sempre più complicate

    un tempo epr esempio era più nota la distinzione tra motori di ricerca e directory (repertori)

    Peccato perché gli .... utenti-occasionali potrebbero usare le directory , in modo più semplcie che i motori di ricerca.


    Certo che a guardare l'home page del più famoso repertorio ( Yahoo! , verisone Italia   ... visto che un utente occasionale guarderà quella ) ...
    ormai il repertorio (directory) lo tiene "imboscato" assime ad altre 1000 cose,
    e ultimamente lo spazio in home page l'hanno pure rimpicciolito (non ci sono più neppure tutte le categorie di partenza ...)


    scusate ... ho un po' perso il filo del discorso:
    lo riprendo così.

    Visto che ci sono tnait nuovi utenti non "maghi" di internet .... chi gestisce i siti "famosi" (che attirano di più tale categoria) dovrebbe farli per facilitare tale fascia di utenti.
    Non per rendere le cose ancora più complicate

    non+autenticato
  • la differenza non e' molta in quanto quelli che riescono a raggiungere le prime posizioni sui motori, per chiavi di ricerca "commerciali" hanno pagato e stanno pagando agenzie di web marketing che con trucchi piu' o meno onesti si guadagnano le prime posizioni.

    Per alcune ricerche comincio direttamente dalla quarta pagina del risultato.Deluso
    non+autenticato
  • .... perchè bush è stato rieletto??A bocca aperta
  • Basso QI? Più tecnologici?

    Hanno preso un po' di persone a campione che usano internet.
    Probabilmente alcuni saranno *geni* in campo finanziaro, altri saranno pittori, altri ancora saranno proprietari di catene di lavanderie (una sotto casa tua).

    Internet è un bene "a largo consumo" che non necessita di "professionisti" per essere utilizzato. Probabilmente a loro *nemmeno interessa* sapere se un link è a pagamento o meno.
    Usano un motore di ricerca e basta. Non si fanno troppe domande su cosa c'è dietro. Ma noi nemmeno ci facciamo troppe domande quando utilizziamo un microonde (lo so calza poco ma tant'è....)

    Mi sembra un po' presuntuoso dare del basso QI solo per questo motivo...
    non+autenticato
  • > Internet è un bene "a largo consumo"
    > che non necessita di "professionisti" per
    > essere utilizzato. Probabilmente a loro
    > *nemmeno interessa* sapere se un link
    > è a pagamento o meno.
    > Usano un motore di ricerca e basta. Non si
    > fanno troppe domande su cosa c'è
    > dietro.

    Suvvia, è come dire che se guardano la televisione non sono in grado di distinguere tra la pubblicità ed i programmi (o, dio ce ne scampi, un "messggio promozionale", a.k.a. pubblicità travestita da programma).
    A me pare inquietante...
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