Web? Lavoratori sotto controllo

di V. Frediani (consulentelegaleinformatico.it) - Il dipendente può essere controllato? E' lecito conoscere nel dettaglio i siti che apre online? Ecco i soli casi in cui è possibile

Roma - Una delle questioni più dibattute in ambito aziendale è la possibilità di utilizzo di software di controllo dei log di connessione da parte del titolare. In pratica questa tipologia di software consente di "monitorare" le connessioni che si effettuano dalla rete aziendale verso internet.

I livelli di controllo possono essere "graduati" perché certi programmi possono verificare sia genericamente la totalità dei siti visitati senza indicare da quale postazione interna ciò sia avvenuto, sia andando a controllare esattamente la postazione da cui la connessione è partita. la tipologia di sito navigato, le pagine viste la durata di consultazione.

La diatriba tra utilizzabilità o meno di un simile programma, e soprattutto tra chi lo ritiene legittimo e chi al contrario lo giudica pericoloso ed illegale, nasce dal fatto che nel nostro ordinamento non è affrontata e disciplinata in modo diretto la questione.
Semplicemente sussiste una norma cui molti fanno riferimento che è rintracciabile nello Statuto dei lavoratori, secondo cui non possono essere installate apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.

Ed un programma di controllo dei log di connessione effettivamente potrebbe rientrare nella tipologia suddetta.

Ed ancora: visualizzare i siti o le pagine di destinazione della navigazione di un soggetto potrebbe configurare una violazione della privacy sia di dati personali che sensibili: si pensi al responsabile CED che visualizzando i siti visitati da Tizio, veda come quest'ultimo ha fatto diverse ricerche sulle cause di contrazione dell'AIDS o relativamente all'adesione ad un sindacato!

Vediamo allora di mettere un po' in ordine la questione ed in assenza di una posizione sia legislativa che di tipo giudiziale, di proporre delle soluzioni corrette.

Dal punto di vista del datore di lavoro questa tipologia di software può rappresentare una soluzione di monitoraggio che consenta di verificare chi naviga per scopi personali e quanto tempo sottrae al lavoro (per taluni la navigazione non autorizzata equivale ad un furto-tempo macchina); inoltre poiché la banda aziendale è quella statisticamente più sfruttata per scaricare file audio e video spesso in violazione totale del diritto d'autore, la presenza del software in questione può equivalere anche ad un monito preventivo onde evitare certi episodi non leciti.

Dal punto di vista del lavoratore il programma può costituire un mezzo di controllo delle attività lavorative ma anche della personalità dimostrandosi estremamente invasivo, specialmente laddove il dipendente non ne sia a conoscenza prima di porre in essere le navigazioni.
97 Commenti alla Notizia Web? Lavoratori sotto controllo
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  • Tutti i post su questo argomento sono fatti in data 28 gennaio (venerdì) in orario classico di lavoro ed invece il sabato (giorno in cui scrivo io) nessuno scrive....

    Sarà un caso, ma anche questa piccola "statistica"...non è sicuramente un campione omogeneo di lavoratori, etc etc...MA...c'è sempre questo CASUALE ma...

    Dai ragazzi siamo seri, c'è un ABUSO da parte dei dipendenti della rete!!

    Il mio lavoro è admin di rete e posso garantirvi che in tutti i posti dove collaboro appena si da una mando, SISTEMATICAMENTE tutti si prendono l'intero braccio!!

    Fan Linux
    non+autenticato

  • Io sono un titolare .. ed avendo lavorato anche il sabato ..
    ti quoto la domenica pomeriggio ..
    Sorride
    e tu quoto totalmente ..
    mha



    - Scritto da: Anonimo
    > Tutti i post su questo argomento sono fatti
    > in data 28 gennaio (venerdì) in
    > orario classico di lavoro ed invece il
    > sabato (giorno in cui scrivo io) nessuno
    > scrive....
    >
    > Sarà un caso, ma anche questa piccola
    > "statistica"...non è sicuramente un
    > campione omogeneo di lavoratori, etc
    > etc...MA...c'è sempre questo CASUALE
    > ma...
    >
    > Dai ragazzi siamo seri, c'è un ABUSO
    > da parte dei dipendenti della rete!!
    >
    > Il mio lavoro è admin di rete e posso
    > garantirvi che in tutti i posti dove
    > collaboro appena si da una mando,
    > SISTEMATICAMENTE tutti si prendono l'intero
    > braccio!!
    >
    > Fan Linux
    non+autenticato

  • > Dai ragazzi siamo seri, c'è un ABUSO
    > da parte dei dipendenti della rete!!
    >
    > Il mio lavoro è admin di rete e posso
    > garantirvi che in tutti i posti dove
    > collaboro appena si da una mando,
    > SISTEMATICAMENTE tutti si prendono l'intero
    > braccio!!

    Pensa invece che i datori di lavoro dai dipendenti si prendono direttamente il braccio senza neanche chiedere la mano.
    non+autenticato

  • >
    > Pensa invece che i datori di lavoro dai
    > dipendenti si prendono direttamente il
    > braccio senza neanche chiedere la mano.


    Ma cambia lavoro!! (ne hai uno?)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > >
    > > Pensa invece che i datori di lavoro dai
    > > dipendenti si prendono direttamente il
    > > braccio senza neanche chiedere la mano.
    >
    >
    > Ma cambia lavoro!! (ne hai uno?)

    Si, ne ho uno, ma cambiare non serve, i datori possono fare il bello e cattivo tempo ovunque.
    non+autenticato

  • >
    > Si, ne ho uno, ma cambiare non serve, i
    > datori possono fare il bello e cattivo tempo
    > ovunque.

    E ci mancherebbe!
    Ma dico io, mettete su un impresa, prendete dei dipendenti, scontratevi con la burocrazia e l' assistenzialismo e poi tornate a parlare di "bello e cattivo tempo".
    A parte la trollata (piu uno sfogo ), secondo me la cosa fondamentale e' definire i termini del contratto.La chiarezza innanzi tutto.Se mi pisce come lavora una persona, come e' capitato tempo fa, gli faccio un contratto senza orari fissi, 6 ore al gg.Arriva quando vuole, lavora, fa la sua pausa e se ha voglia lavora di + un giorno e 1/2 giornata quello dopo.

    Ma e' una persona che ha MOLTA voglia di fare e con una capacita' di risolvere i problemi fuori dal comune.
    Ergo, nonostante gestisca lui il suo tempo MI FA GUADAGNARE DI PIU di altri, che i problemi sanno solo crearli, che fanno la punta alle parole, che scambiano una concessione per un diritto.
    non+autenticato
  • Salve!
    Nell'azienda dove lavoro (15 persone) ho messo una paginetta web con il riassunto completo dei log del proxy (aggiornati settimanalmente) da cui tutti escono, questa paginetta è visibile da tutti ed è linkata nella nostra intranet. Chiunque puo' vedere dove chiunque altro ha navigato nel corso della settimana, direttore compreso!
    Fin'ora nessuno si è lamentato, anzi, ogni tanto si prende in giro qualcuno per i siti che ha visitato e ci si ride sopra tutti insieme in serenita'..
    Che ne pensate?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Che ne pensate?

    Che il diritto alla privacy ed alla proprietà privata è sacro, e quanto hai appena affermato è una bestemmia. A quel punto tanto vale mettere le webcam nei cessi.
  • Privacy ?
    E' la connessione internet del luogo di lavoro, cos'hai da nascondere ?
    Le cose private si fanno a casina.
    non+autenticato

  • - Scritto da: YangChenping
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Che ne pensate?
    >
    > Che il diritto alla privacy ed alla
    > proprietà privata è sacro, e
    > quanto hai appena affermato è una
    > bestemmia. A quel punto tanto vale mettere
    > le webcam nei cessi.

    Dipendentemente dal tipo di azienda potrebbe essere una ottima idea...
    In fondo sarebbe controllo produzione! Sorride
    Ma ti rendi conto che un luogo di lavoro serve per lavorare?
    I siti che ti interessano te li vedi da casa tua.. con la tua connessione...
    non+autenticato
  • ...risolve tutto. Nell'azienda dove ho lavorato fino a questa estate il mio responsabile è sempre stato chiaro: "puoi stare anche 7 ore su 8 collegato ad internet, l'essenziale è che alla fine della giornata tu abbia fatto ciò per cui sei pagato." State pur certi che se un dipendente non ha voglia di lavorare non lavora comunque, indipendentemente dalla rete, può sempre leggere il giornale, andare a prendere 10 caffè al giorno e chi più ne ha più ne metta...

  • - Scritto da: maciste
    > ...risolve tutto. Nell'azienda dove ho
    > lavorato fino a questa estate il mio
    > responsabile è sempre stato chiaro:
    > "puoi stare anche 7 ore su 8 collegato ad
    > internet, l'essenziale è che alla
    > fine della giornata tu abbia fatto
    > ciò per cui sei pagato." State pur
    > certi che se un dipendente non ha voglia di
    > lavorare non lavora comunque,
    > indipendentemente dalla rete, può
    > sempre leggere il giornale, andare a
    > prendere 10 caffè al giorno e chi
    > più ne ha più ne metta...

    solo una curiosità: eri a progetto ?

  • - Scritto da: maciste
    > ...risolve tutto. Nell'azienda dove ho
    > lavorato fino a questa estate il mio
    > responsabile è sempre stato chiaro:
    > "puoi stare anche 7 ore su 8 collegato ad
    > internet, l'essenziale è che alla
    > fine della giornata tu abbia fatto
    > ciò per cui sei pagato." State pur
    > certi che se un dipendente non ha voglia di
    > lavorare non lavora comunque,
    > indipendentemente dalla rete, può
    > sempre leggere il giornale, andare a
    > prendere 10 caffè al giorno e chi
    > più ne ha più ne metta...

    Il problema è che il tipico Manager SuperLuser si fa infinocchiare dai consulenti incravattati, mentre tu povero admin ti fai il mazzo e neanche ben pagato.
    non+autenticato
  • Nel mio lavoro di consulente informatico (sistemi di posta elettronica, firewall, proxy, dmz, sicurezza informatica, ecc...) ho visto un po' di situazioni diverse e credo di poter esprimere un'opinione su questa specifica questione.

    La scelta di fornire l'accesso ad Internet a tutti gli utenti di una rete aziendale viene spesso data per scontata, in realtà non è così: non è scritto da nessuna parte ed in nessun contratto di lavoro che l'accesso ad Internet debba essere garantito come un diritto.

    Salvo casi eccezionali, per lo più l'attività media svolta in un qualunque ufficio può tranquillamente essere portata avanti senza navigare in rete, l'accesso al world wide web è spesso e volentieri un di più.

    Le aziende che hanno questa concezione forniscono l'accesso ad Internet solo a chi ne fa richiesta ed a fronte di una reale necessità, spesso tramite l'inserimento di username e password, avvisando l'utente che l'accesso ad internet verrà monitorato per motivi di sicurezza, bla, bla, bla...

    All'estremo opposto si trovano ditte che (spesso per mancanza di competenza specifica) lasciano a tutti un accesso illimitato ad Internet: senza filtri, senza firewall, direttamente via default gateway. In alcuni casi (non ridete, l'ho visto con i miei occhi), dando ai pc della LAN indirizzi IP pubblici.Deluso

    Qual?è l'approccio corretto?
    Tutti e due e nessuno dei due contemporaneamente, basta che l'utilizzatore sia una persona mediamente intelligente e responsabile delle proprie azioni.

    Purtroppo non sempre è così, non è infatti anomalo scorrere i log di un qualsiasi proxy server e scoprire che un buon 50/60% (ad essere buoni) del traffico generato è diretto verso siti più o meno pornografici e/o equivoci o verso provider di posta privata esterna (Hotmail, Yahoo, Libero, ecc.. ecc..) o verso siti che nulla anno a che fare con la normale attività lavorativa.

    E finché si tratta di connessioni aperte per pochi minuti o pochi secondi non ci sarebbe nemmeno niente di grave in tutto ciò, ma io sto parlando di ore ed ore di connessione continuativa.

    Senza contare che un accesso indiscriminato ed irresponsabile ad Internet porta quasi matematicamente come risultato l?ingresso nella rete di dialers, spyware, troiani, ecc.. ecc..

    La rimozione di questi ?regalini? ovviamente non è gratuita: comporta costi per persone che sappiano come rimuoverli, software e relative licenze, tempi di fermo macchina per l?utente con conseguente impossibilità di svolgere il suo lavoro e via di questo passo e questo, a lungo andare incide sui bilanci aziendali. E non si pensi che se l?azienda in cui si lavora passa un momento di difficoltà aggravato da costi ulteriori che si potrebbero eliminare non ci siano ripercussioni sulla qualità del proprio lavoro e sulla stabilità del proprio posto.

    Se si tracciano le chiamate all?help desk di qualunque impresa si scopre che un buon numero di queste è dovuto a queste problematiche.

    Ci vuole un po? di intelligenza da tutte e due le parti.
    Chi usa Internet per lavoro e per leggersi sporadicamente la propria posta privata potrebbe essere tracciato in tutti i modi senza timore di alcun tipo di ritorsione, viceversa chi ha la ?coscienza sporca? sarebbe meglio se non si sentisse troppo sicuro di se pur in assenza di controlli. s
    Stesso discorso per chi decide di verificare le connessioni Internet aziendali, un po? di elasticità mentale è necessaria ma troppo lassismo è assolutamente deleterio per tutti.
  • Il problema è che in diverse realtà con cui sono entrato in contatto molti usano internet in modo massiccio per usi personali, ora, l'azienda utilizza i log del proxy non per fare il giusto filtro, ma come "scusa" solo quando qualcuno si vuole far fuori qualcuno e se non utilizzassero la scusa internet ne troverebbero un'altra...

    lo so che c'entra poco con il tema... ma in italia pare funzioni così...

    --
    Jack
    http://jack.logicalsystems.it/homepage
  • D'accordo con te, infatti è proprio per questo che dico che ci vuole un po' di buon senso da entrambe le parti.

    Che poi in Italia, purtroppo, molti strumenti concepiti per un certo uso vengono usati come "armi improprie" è un'altro paio di maniche.
  • - Scritto da: The_Stinger
    > E finché si tratta di connessioni
    > aperte per pochi minuti o pochi secondi non
    > ci sarebbe nemmeno niente di grave in tutto
    > ciò, ma io sto parlando di ore ed ore
    > di connessione continuativa.
    >
    > Senza contare che un accesso indiscriminato
    > ed irresponsabile ad Internet porta quasi
    > matematicamente come risultato l?ingresso
    > nella rete di dialers, spyware, troiani,
    > ecc.. ecc..

    Hai ragione. Dalla mia modestissima esperienza devo dire però che sono più i danni fatti dai titolari o dirigenti che dai semplici dipendenti.

    > Chi usa Internet per lavoro e per leggersi
    > sporadicamente la propria posta privata
    > potrebbe essere tracciato in tutti i modi
    > senza timore di alcun tipo di ritorsione,
    > viceversa chi ha la ?coscienza sporca?
    > sarebbe meglio se non si sentisse troppo
    > sicuro di se pur in assenza di controlli.

    Cosa intendi per sporadicamente? Io leggo la mia posta personale diverse volte nel corso della giornata, e mi sento con la coscienza a posto. Perché comunque tengo spento il cellulare e non mi ci perdo sopra a mitragliate di pollice per spedire decine di sms.

    > Stesso discorso per chi decide di verificare le connessioni
    > Internet aziendali, un po? di elasticità mentale è necessaria
    > ma troppo lassismo è assolutamente deleterio per tutti.

    Come ho detto, i comportamenti riguardano non solo l'uso di internet. Ci vorrebbe un po' di elasticità mentale su tutto, anche sulle settimane enigmistiche al gabinetto.
    Bruco
    2098
  • ma non è meglio prevenire che curare? basta usare software semplici come www.lockstar.it , sono semplici ed efficaci e non bisogna spiare nessuno. Se si vuole impedire che il dipendente chatti o vada in certi siti lo si può fare; ritengo invece immorale e anche di dubbio gusto spiare un dipendente.
    non+autenticato
  • Meglio utilizzare ControlC Class funziona e non come lockstar che non funziona affatto. www.controlclass.com
    non+autenticato
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