Contrappunti/ Internet? Ovvio

di Massimo Mantellini - Se alza polvere chi dice che la crescita non può essere affidata ad Internet c'è anche chi della rete parla soltanto. Chi vede Internet come servizio universale?

Roma - Ha scatenato in rete più di una discussione questa frase pronunciata da Romano Prodi nel suo intervento in occasione del congresso dei DS tenutosi la settimana scorsa:
"Tornare a puntare sull'industria, senza credere a chi dice che la crescita del Paese è affidata ai servizi, alla finanza, a Internet".

Dopo il programma berlusconiano delle famose "3 I" le affermazioni di Prodi, certamente generiche e da definire ulteriormente, segnalano forse una inversione di tendenza nei confronti di quella incondizionata e spesso aleatoria beatificazione delle nuove tecnologie che tutti i programmi politici hanno nell'ultimo decennio contemplato? Oppure una simile frase va meglio contestualizzata, magari in relazione alle recenti e francamente imbarazzanti dichiarazioni del ministro Gasparri sulle straordinarie opportunità economiche che offrono mercati tecnologici nostrani, come quello delle suonerie e dei loghi per i telefoni cellulari?

Non è in effetti così importante. Ciò che va invece affermato, unilateralmente e senza troppi distinguo di bandiera, è che la crescita del paese dipende "anche" dallo sviluppo di Internet. Chi lo sostiene, checchè ne dica Prodi, esprime quasi una tautologia. Tranne poi disinteressarsi, come è accaduto nei fatti, della sua effettiva messa in opera.
Noi cittadini abbiamo bisogno di Internet per molte consistenti ragioni note a tutti. Potremmo così riassumerle: la crescita culturale nostra e dei nostri figli, può, attraverso Internet, uscirne enormemente ampliata. Le nostre aspettative di comprensione e comunicazione ne vengono poi decuplicate, così come la capacità di osservare il "differente"; per non parlare della tendenza nuova a produrre contenuti in prima persona, fuori dalla pigrizia dell'essere solo e sempre consumatore passivo.

Tralascio questioni più complesse come l'apporto possibile delle nuove tecnologie alle aziende ed alla pubblica amministrazione, per dire che, per ciò che attiene all'interesse del semplice cittadino, la parola Internet dovrebbe scomparire dai programmi elettorali, tanto è banale affermare che da lì si dovrà passare. Esiste del resto un concetto noto quasi solo ai tecnici che prende il nome di "servizio universale" e che nessuna forza politica ha mai voluto portare avanti con convinzione. Una idea nata per i cittadini, situata un passo sopra le dinamiche del mercato, secondo la quale la comunicazione va considerata un diritto e un valore del quale lo Stato deve farsi carico, esattamente come accade per il lavoro o la sanità.

Già oggi il governo sarebbe costretto da un decreto legislativo del 2003 a fornire a ciascun abitante della penisola un "efficace accesso a Internet" (art 54 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche) ma
tali condizioni vengono rispettate solo per i collegamenti dial-up. Che, come ben sappiamo, tutto sono oggi tranne che "accessi efficaci a Internet".

La domanda da farsi allora è se davvero, al di là delle parole, i politici italiani abbiano voglia di impegnarsi per favorire questa situazione di connettività allargata, continua e poco costosa alla rete, vero valore aggiunto della crescita culturale del paese. O se invece, come è accaduto all'attuale governo Berlusconi, agli slogan pre-elettorali su Internet ed Inglese, possa continuare a seguire la beffa della riduzione delle ore di lingue straniere nelle scuole così come la assenza di qualsiasi incisivo passo per diffondere l'accesso alla rete, prendendo anzi posizioni nettamente contro gli interessi dei cittadini su tecnologie innovative e libere come il wi-fi.

Un ruolo in tutto questo è probabile che lo giochi anche una sostanziale paura dei partiti italiani nei confronti di Internet. Non dimentichiamo che le sorti degli schieramenti dipendono in buona parte dalla loro capacità di comunicare idee e programmi in maniera convincente e proficua. In una ottica del genere, all'interno di un ambito politico italiano che tutto può definirsi tranne che "cristallino", la libertà della rete più che un aiuto spesso può rivelarsi un rischio.

Qualche giorno fa un politico italiano che si occupa di innovazione tecnologica mi chiedeva via mail se avessi avuto qualche consiglio per una proposta di legge che stava preparando. Quello che mi viene in mente adesso al proposito è che quello che mi attenderei dalle forze politiche in simili materie oggi potrebbe essere sintetizzato dalla parola "rispetto". Il rispetto per le opportunità di una tecnologia che ci consente di essere meglio collegati, meglio informati e più liberi. Qualcuno è davvero interessato?

Ampliare e chiarire il concetto di servizio universale potrebbe essere un buon punto di partenza: scrivetelo sul vostro programma e mettetelo in pratica. Avrete il mio voto e la mia eterna (si fa per dire) riconoscenza.

Massimo Mantellini
Manteblog
133 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Internet? Ovvio
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  • Non è vero nulla.
    Prodi non ha detto niente del genere.
    E per fortuna c'è la registrazione:
    pnm://81.115.165.141:7070/cache/live/2005/02/04/20050204-1301-7.rm?start=45:00

    "Non credete a chi vi illude nel futuro su una ricchezza costruita tutta e solo sulla finanza, sui servizi, sull'immagine, su internet..."
    non+autenticato
  • non mi ha preso il grassetto su

    ..."tutta e solo"...

    queste tre parole, spero che ne converrete, cambiano completamente il senso della frase e rendono inutile e vuota la polemica.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > non mi ha preso il grassetto su
    >
    > ..."tutta e solo"...
    >
    > queste tre parole, spero che ne converrete,
    > cambiano completamente il senso della frase
    > e rendono inutile e vuota la polemica.

    Vero per le parole, il problema e' che queste parole, magari anche giuste, vengono da un pulpito non proprio cristallino...
  • Internet è importante per tutti sia per il terziario sia come servizio per l'industria. Una società industriale basata sul fax non ha più senso. Internet è importante perchè permette di far conoscere prodotti e loro caratteristiche in modo immediato ad una larga platea in modo dettagliato e preciso. Ma bisogna conoscere il mezzo e saperci fare.

    Con questa dichiarazione, Prodi, secondo me, dimostra di non aver capito un tubo di Internet, dimostra di avere i paraocchi. Certo l'industria è importantissima, ma va integrata con Internet che è un mezzo e non un fine.
    non+autenticato
  • Esattamente quello che ha detto prodi nel suo discorso!:
    non+autenticato
  • Bravo proprio quello che ha detto Prodi : non confondere il fine con il mezzo.
    non+autenticato
  • > Con questa dichiarazione, Prodi, secondo me,
    > dimostra di non aver capito un tubo di
    > Internet, dimostra di avere i paraocchi.

    ma no, non è con quella dichiarazione, è col suo sito...

    www.governareper.it

    ma dimme te se è modo o maniera di fà le cose...
    non+autenticato
  • paesi come la Cina possono batterci in qualsiasi settore industriale con manodopera a costo zero. Non potremo mai vendere prodotti a prezzi abbordabili se occorre dare uno stipendio di almeno 1000 euro al mese a persona (con meno non ci campi). Al contrario il livello culturare italiano è superiore in media a quello cinese (ad una università ci andiamo in tanti ed un diploma ormai lo prendono quasi tutti i giovani). Dobbiamo vendere intelligenza, non manodopera.
    Il terziario e la progettazione di prodotti sono l'unico settore dove competere. Gli unici settori industriali sono quelli altamente tecnologici ma anche li stiamo indietro. Si stesse zitto Prodi. E' per colpa di gente come lui se oggi ci troviamo con un debito publico da terzo mondo. Dopo il boom lo stato ha dato troppi "aiutini" alle industrie. Bastava una ditta con 100 operai e si poteva ottenere qualcosa. Non so con quanto denaro sia stata aiutata la fiat. Non è che i posti di lavoro sono improvvisamente spariti. Semplicemente senza aiuti dallo stato le industrie assumono solo gli operai veramente necessari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > paesi come la Cina possono batterci in
    > qualsiasi settore industriale con manodopera
    > a costo zero. Non potremo mai vendere
    > prodotti a prezzi abbordabili se occorre
    > dare uno stipendio di almeno 1000 euro al
    > mese a persona (con meno non ci campi).

    Io direi invece di boicottare completamente a livello europeo la Cina, almeno fino a quando non adotterà quei principi che evitino lo sfruttamento intensivo dei lavoratori, l'inquinamento senza freni dell'ambiente, ecc.ecc.

    Al
    > contrario il livello culturare italiano
    > è superiore in media a quello cinese

    Il tuo di certo noCon la lingua fuori

    > (ad una università ci andiamo in
    > tanti ed un diploma ormai lo prendono quasi
    > tutti i giovani). Dobbiamo vendere
    > intelligenza, non manodopera.
    > Il terziario e la progettazione di prodotti
    > sono l'unico settore dove competere.

    Te li vedi 60 milioni di italiani inventori?

    non+autenticato
  • > Io direi invece di boicottare completamente
    > a livello europeo la Cina, almeno fino a
    > quando non adotterà quei principi che
    > evitino lo sfruttamento intensivo dei
    > lavoratori, l'inquinamento senza freni
    > dell'ambiente, ecc.ecc.

    EU e USA dovrebbero provvedere a mantenerli fuori finché non adottano tali principi

    sopratutto la EU alla luce dei nuovi paesi che entreranno a fare parte del'unione

    ma sono tutti occupati a impilare grana, sai com'é....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Io direi invece di boicottare
    > completamente
    > > a livello europeo la Cina, almeno fino a
    > > quando non adotterà quei
    > principi che
    > > evitino lo sfruttamento intensivo dei
    > > lavoratori, l'inquinamento senza freni
    > > dell'ambiente, ecc.ecc.
    >
    > EU e USA dovrebbero provvedere a mantenerli
    > fuori finché non adottano tali
    > principi

    si, peccato che siano proprio le multinazionali EU ed USA a fare 'ste cose
    non+autenticato
  • > si, peccato che siano proprio le
    > multinazionali EU ed USA a fare 'ste cose

    che è esattamente ciò che ho scritto, rileggi...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > si, peccato che siano proprio le
    > > multinazionali EU ed USA a fare 'ste
    > cose
    >
    > che è esattamente ciò che ho
    > scritto, rileggi...

    no, io intendo dire che siamo proprio NOI europei ad andare là a produrre, perchè qui ci sono leggi antiinquinamento, non sono i cinesini che si svegliano la mattina e metteno in piedi una industria

    o stiamo dicendo la stessa cosa?
    non+autenticato
  • > si, peccato che siano proprio le
    > multinazionali EU ed USA a fare 'ste cose

    Sono infatti gli organismi politici nazionali e sovranazionali che devono intervenire.
    Le multinazionali perseguono il loro interesse che difficilmente corrisponde con quello dell'intera popolazione, specialmente le classi sociali meno agiate...

    non+autenticato
  • > si, peccato che siano proprio le
    > multinazionali EU ed USA a fare 'ste cose

    be', mica solo loro. anche il veneto merloni delocalizza in cina e ciao ciao operai italiani sindacalizzati con la pretesa di mantenere dignitosamente moglie e figli...
    non+autenticato
  • e allora gli aiutini a chi devono andare porca tr**a?
    al decoder digitale?

    certo che devono andare alle industrie, magari non sempre alle stesse, ma è li che devono andare.

    che tristezza leggere questi post, l'Italia è messa male
    non+autenticato
  • > Si stesse zitto Prodi.

    Ti stessi zitto tu e ascoltassi un po' di piu' magari vi trovereste pure daccordo. Vatti a leggere il testo integrale, ovviamente e' solo un consiglio.

    http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Si stesse zitto Prodi.
    >
    > Ti stessi zitto tu e ascoltassi un po' di
    > piu' magari vi trovereste pure daccordo.
    > Vatti a leggere il testo integrale,
    > ovviamente e' solo un consiglio.
    >
    > www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.as

    abbi pazienza, ma un fine politico non deve dire cose del genere che possono benissimo essere decontestualizzate.

    berlusconi giustamente lo lapidarono per certe cose che ha detto dei paesi islamici (e fecero anche troppo poco): quello che voglio dire è che a fare bei discorsoni incartati son capaci tutti, ma lo sappiamo benissimo che quello che passerà sui mezzi di comunicazione, quello su cui si martellerà sono le prime due o tre frasi.

    e ci vuol tanto a trovarle buone, ad evitare superficialità su cui poi il volgo si rotolerà come maiali nel fango??

    eccheccavolo!

    sarebbe come se io dopo che prodi ha parlato andassi sul palco e dicessi "si vabbè ma la politica è tutto un magna-magna".

    posso avere ragione, posso farlo per poi fare l'apologia della sinistra diversa e onesta, ma intanto ho detto che la politica è un magnamagna e su quello si faranno i titoli.

    aò, ste ose le so io che sono studente (assai stagionato) al primo anno de scenze daa comunicazzione... Sorride
    non+autenticato
  • Internet è un mezzo, a disposizione sia del mercato che della gente comune. Se non c'è produttività non c'è mercato, non ci sono servizi, non c'è innovazione. Molte delle persone che hanno avanzato critiche in questo forum (comprensibili, visto che di un discorso ben articolato sono state riportate poche frasi fuori dal proprio contesto) sono certo che se avessero la possibilità di leggere per intero il discorso di Prodi si ritroverebbero daccordo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Internet è un mezzo, a disposizione
    > sia del mercato che della gente comune. Se
    > non c'è produttività non
    > c'è mercato, non ci sono servizi, non
    > c'è innovazione. Molte delle persone
    > che hanno avanzato critiche in questo forum
    > (comprensibili, visto che di un discorso ben
    > articolato sono state riportate poche frasi
    > fuori dal proprio contesto) sono certo che
    > se avessero la possibilità di leggere
    > per intero il discorso di Prodi si
    > ritroverebbero daccordo.

    Completamente d'accordo!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Completamente d'accordo!

    Interessante questa tua aggiunta e anche se tu avessi scritto "quoto tutto" non ti saresti allontanato da ciò che Socrate chiama "opinione senza contenuto aggiunto" che equivale all'inutile elevato al cubo con il resto di due
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Completamente d'accordo!
    >
    > Interessante questa tua aggiunta e anche se
    > tu avessi scritto "quoto tutto" non ti
    > saresti allontanato da ciò che
    > Socrate chiama "opinione senza contenuto
    > aggiunto" che equivale all'inutile elevato
    > al cubo con il resto di due

    non sono io l' "aggiuntore",
    però anch'io lo faccio talvolta per rimettere in risalto, nel forum panel, un post che mi sembra interessante e che vorrei molti leggessero
    e checa**o, quanta saccenza inutile
    non+autenticato
  • > Interessante questa tua aggiunta e anche se
    > tu avessi scritto "quoto tutto" non ti
    > saresti allontanato da ciò che
    > Socrate chiama "opinione senza contenuto
    > aggiunto" che equivale all'inutile elevato
    > al cubo con il resto di due

    invece la tua mi ha arricchito moltissimo


















    TrollTrollTrollTrollTrollTrollTroll
    non+autenticato
  • Ho trovato sul blog di Mr reset (credo che sia http://misterreset.blogspot.com oppure http://mrreset.blogspot.com) qualche spunto in più, che sposo pienamente. Eccolo qui sotto.
    Ha detto che bisogna puntare sulle industrie e non su internet. A parte l'evidente cazzata, ci sono due punti su cui vorrei dire la mia, indipendentemente da quanto è scritto su altri blog.
    Il primo punto è questo: Prodi è esperto di industrie, soprattutto nella loro vendita. Quindi è normale che pensi alle industrie come chiave di volta del paese. Come Berlusconi pensa al terziario.
    Il secondo punto è semplicissimo: di fronte ad una platea come quella dei DS, deve utilizzare il loro linguaggio (non a caso ha iniziato il discorso con care compagne, cari compagni...) e quindi internet non deve essere intesa come la rete, ma come quelle cose che sembrano offrire opportunità ma che alla fine si sono dimostrate una fregatura. In pratica, si riferiva alla bolla speculativa, non alla rete e alla sua diffusione, che si svolge a prescindere da qualsiasi direzione politica intrapresa dai paesi (a meno che siano illiberali).
    Il terzo punto è, a mio avviso, più grave: puntare sull'industria e non sulla finanza e su internet come pone Telecom Italia? Di certo è un'industria. Di certo usa strumenti finanziari. Di certo è una parte fondamentale di internet nel nostro paese. Ma a questo punto, Tronchetti Provera, liquidato dagli amici di Confindustria, in che situazione si è cacciato?

    Insmma, si sposta il problema per celare i movimenti di Telecom, o sbaglio.
    non+autenticato
  • > pratica, si riferiva alla bolla speculativa,
    > non alla rete e alla sua diffusione, che si

    e scusa, ci voleva tanto a dirlo come tu stesso (che senza offesa ma non avrai il genio e la cultura politica di prodi) stai dicendo?

    ci vuol tanto a capire che la gente più sveglia oggi in italia ha a che fare con internet?

    che se c'è qualcuno che si aspetta qualcosa dalla sinistra siano noi precari del terziario avanzato? che siamo noi che abbiamo bisogno di vedere bene chi si vota, se no si muore di fame, no gli operai che prendono poco ma almeno quel poco lo prenderanno comunque?

    cioè che siamo noi che se qualcuno "di destra" ci fa una piccola offerta, obtorto collo e col naso più che tappato la dobbiamo accettare?

    ci vuol tanto a trattar bene chi non aspetta altro che un cenno bonario per trattarti a sua volta benissimo?

    le parole sono importanti!

    non+autenticato
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