Email certificata o Internet imbrigliata?

di A. Lisi (www.scint.it) - Lo schema della PEC e il modo in cui è presentata lasciano aperte molte questioni e sembrano tentare di imporre alla rete novità non riflettute abbastanza

Roma - Ho letto in questi giorni dell'ultima novità tutta italiana che ci porta ad essere primi in Europa e nel mondo nella certificazione della posta elettronica (PEC) e dei legittimi dubbi di Assoprovider. Leggo dal sito del CNIPA che "la posta elettronica diventa certificata. Il provvedimento - destinato a disciplinare le modalità di utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) non solo nei rapporti con la PA, ma anche tra privati cittadini - è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 28 gennaio scorso. Si tratta di un decreto presidenziale finalizzato a dotare di valore giuridico la trasmissione di documenti prodotti ed inviati per via informatica".

Leggo ancora dal sito del CNIPA che "l'e-mail è ormai lo strumento di comunicazione più utilizzato per comunicare. Acronimo di Electronic Mail, la posta elettronica è un mezzo di comunicazione in forma scritta via Internet. La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l'invio e la consegna di documenti informatici.".

Leggo inoltre dall'articolo della collega Frediani che è previsto "anche per i privati il riconoscimento della posta elettronica certificata"! Per gli approfondimenti più propriamente tecnici e giuridici mi sia consentito (per una volta) di rinviare alle considerazioni del CNIPA (qui da dove è anche possibile scaricare lo Schema di Decreto) e alla lettura dei futuri regolamenti di attuazione. In questo articolo mi limiterò, invece, a fornire delle semplici considerazioni, chiamiamole così, "sociogiuridiche"!
Prima di tutto, tutti si chiedono: cosa faranno i piccoli ISP che non saranno ammessi nella gloriosa "lista" del CNIPA? Che fine farà la posta elettronica semplice?
E io mi chiedo: come mai noi, sempre notoriamente ultimi nel recepire le leggi comunitarie, siamo proprio in questo ambito così bravi e intraprendenti nel portare in Italia questo cambiamento tecnologico e legislativo (che ci fa essere tra i primi nel mondo)?

Non è facile dare oggi risposte sicure e incontrovertibili: la posta certificata è certamente una grande novità e ha una sua indubbia utilità per le P.A. e per certi rapporti "privatistici", ma?. c'è un ma? Perché si pretende sempre e con forza di cancellare a suon di "bacchettate legislative" tutto l'esistente, tutta la prassi telematica?

Riecheggiano nelle affermazioni del CNIPA (e negli articoli dello schema di DPR) i soliti tentativi di "imbrigliare" Internet, di lucrare e far lucrare in maniera evidente, grazie all'imposizione di certi strumenti nuovi alle imprese e anche ai privati cittadini. Quale è lo slogan? Usate la posta elettronica certificata, tutto il resto non ha valore legale! Tutto il resto non esiste più!

E, infatti, anche nell'emanando Codice delle Amministrazioni Digitali, P.A. e privati vengono posti sullo stesso piano: tutti loro devono usare la posta elettronica certificata, tutti devono usare la firma digitale, il resto non ha più valore! Anzi mai l'aveva avuto!
E che importa se le leggi internazionali, le leggi comunitarie dicano espressamente il contrario e se la stessa legge delega per eccellenza, la legge Bassannini (Legge n. 59 del 1997) nell'art. 15 comma 2° ben sentenziava: "Gli atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonchè la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge"!?! Secondo questa fondamentale importante norma tutto invece avrebbe dovuto avere un valore giuridico, seppur minimo, seppur da valutare caso per caso, quanto meno nei rapporti tra privati abituati alla autoregolamentazione dei loro interessi, abituati all'aformalismo e alla concretezza, soprattutto in una terra libera quale Internet!

Internet, mi è stato insegnato, è "anazionale", è decentrata, è democratica per eccellenza e per questo fa paura da una parte e fa gola dall'altra.

Nathaniel Hawthorne nel 1851 in una futuribile descrizione del mondo che si sarebbe creato dopo l'invenzione dell'elettricità così profetizzava, forse, l'avvento di Internet: "Il mondo della materia è diventato un nervo enorme, vibrante per migliaia di miglia in un battibaleno (?) il globo è una testa enorme, un cervello pervaso di intelligenza". Ecco, non vorrei che a questa testa enorme si infilasse un cappello così stretto da impedirle di pensare!

Chi ci governa, è triste ammetterlo, si caratterizza per un aggrovigliata accozzaglia di piccoli, grandi "conflitti di interesse" e, quindi, per una serie di inevitabili ingerenze dell'economia nelle scelte politiche e legislative?e anche in questa materia si sta verificando questa tendenza, anzi è ancora più evidente (e non solo nel settore del documento informatico e delle e-mail certificate, ma anche in tanti altri settori del diritto dell'Internet!). A mio avviso, è evidente il tentativo di imporre a tutti (P.A., cittadini, imprese) strumenti nuovi, pensati a tavolino, certamente più sicuri, certamente utili, ma che nel mondo di Internet ancora nessuno utilizza?e si rischia di essere così i primi, in un totale, imbarazzante isolamento! E, quindi, si accreditano (pochi) certificatori per la firma digitale e (pochi) ISP per la posta certificata, per porre fine - una volta per tutte - al "democratico strapotere" di Internet! Eppure basterebbe far evolvere con calma questi utili strumenti, senza la pretesa di sostituire l'esistente, cercando piano piano di "filtrarli" nella prassi, senza troppi sconvolgimenti e senza la pretesa "dittatoriale" di cancellare tutto quello che già c'è; guidando con calma la P.A., l'impresa, il cittadino verso sistemi più sicuri nella gestione dei loro interessi, senza usare la forza, ma fidandosi di più dello stesso inevitabile progresso tecnologico e della autoregolamentazione del mercato.

In ogni caso, occorre riflettere anche sul fatto che tutti questi tentativi sino ad oggi si sono rivelati essere dei giganti con i piedi d'argilla: da quanto tempo si parla di firma digitale per tutti? E quanti la usano realmente? Quanto la firma digitale è usata nella prassi? La verità è che non è facile imporre una "consuetudine", non è facile generare "quotidianità" dove ci sono vecchie abitudini e imporre strumenti rigidi in mercati liberi che hanno già delle regole consolidate e che respirano (vera) libertà.

E le ragioni sono anche altre: siamo sicuri che veramente tutti usino Internet in maniera consapevole? A che punto è l'alfabetizzazione informatica in Italia? I tanti propugnatori di questi nuovi strumenti sono mai entrati in uno studio di un professionista? Nelle case di un privato cittadino? Negli uffici di un piccolo ente pubblico? In una micro-impresa? Non si dovrebbe forse partire da questo, prima di tutto? Non si dovrebbe creare consapevolezza su quello che già c'è o ci dovrebbe essere prima di cercare di imporre strumenti nuovi?

Infine, per tranquillizzare i piccoli ISP e Assoprovider vorrei sottolineare che, sin quando non si metteranno le mani sulle belle norme del nostro codice civile e sui principi generali del nostro ordinamento, Internet rimarrà salva e la comunicazione telematica rimarrà libera, e saranno salve anche le semplici e-mail (almeno nei rapporti tra privati). Insomma, i privati potranno anche "infischiarsene" di questa novità (che dimostrerà con il tempo quanto sarà realmente utile) regolando i loro affari come meglio credono, nello spirito della democratica autoregolamentazione. Basta sfogliare il codice civile e ricordare qualche articolo (ad esempio gli artt. 1322 e 1352) per dormire sogni tranquilli?

Avv. Andrea Lisi
Studio Associato D.&L., www.scint.it
TAG: italia
24 Commenti alla Notizia Email certificata o Internet imbrigliata?
Ordina
  • Perchè semplicemente l'avv. Lisi non ha interessi personali in questa storia e dice sacrosante verità e soprattutto pone legittimi dubbi...
    :D
    non+autenticato
  • Perché l'articolo sociogiuridico di Lisi NON mi piace:

    D) Prima di tutto, tutti si chiedono: cosa faranno i piccoli ISP che non saranno ammesse nella gloriosa "lista" del CNIPA?
    R) Faranno come tutte le aziende che non saranno ammessi in qualsiasi altra gloriosa lista.

    D) Che fine farà la posta elettronica semplice?
    R) La fine che ha fatto la posta semplice dopo l'introduzione della posta raccomandata

    D) come mai noi, sempre notoriamente ultimi nel recepire le leggi comunitarie, siamo proprio in questo ambito così bravi e intraprendenti nel portare in Italia questo cambiamento tecnologico e legislativo (che ci fa essere tra i primi nel mondo)?
    R) la domanda è posta male (figuriamoci che risposta ne potrebbe conseguire). Nonostante la mia ignoranza in materia, mi sembra di ricordare che l'Italia non è sempre (né la sola) in ritardo a recepire le direttive comunitarie. Mi sembra invece che, nel caso della riservatezza dei dati personali, l'Italia ha anticipato di anni direttive europee e leggi nazionali di quasi tutti i paesi del mondo.
    In ambito di normative tecnologiche, AIPA prima, CNIPA dopo e in generale il ministero per l'innovazione e le tecnologie sono sempre stati molto all'avanguardia e mondialmente apprezzati in tema di e-Government, a tal punto da convincere Kofi Annan a nominare Stanca come membro dell'"ICT Task Force" dell'ONU nel novembre 2004.
    Vedasi
    * Italian technology minister named to UN ICT Task Force
    - http://www.unicttaskforce.org/perl/links.pl?id=146...
    * Stanca Member of U.N. Task Force on Digital Development
    - http://www.unicttaskforce.org/perl/links.pl?id=144...
    * Board of Directors di evelopment Gateway Foundation (voluto dalla Banca Monidale)
    - http://home.developmentgateway.org/aboutus/governa...
    eccetera eccetera.
    Uscendo dall'ambito delle normative tecnologiche, l'Italia si è distinta a livello mondiale per la legge contro la violenza sugli animali e contro il fumo nei locali pubblici.

    D) Perché si pretende sempre e con forza di cancellare a suon di "bacchettate legislative" tutto l'esistente, tutta la prassi telematica?
    R) la domanda è posta male. Il CNIPA vuole offrire la possibilità di scegliere qualcosa in più, senza nulla togliere a tutto l'esistente, tutta la prassi telematica.

    D) Quale è lo slogan? Usate la posta elettronica certificata, tutto il resto non ha valore legale! Tutto il resto non esiste più!
    R) Usate la posta elettronica certificata, tutto il resto ha meno valore legale! Tutto il resto esiste ancora!

    D) E che importa ...!?!
    R) Importa, nella giusta misura.

    Lisi) e si rischia di essere così i primi, in un totale, imbarazzante isolamento!
    Fabio) Ritengo che l'iniziativa italiana si vada ad affiancare, non a sostituire, alle altre.

    Lisi) Eppure basterebbe far evolvere con calma questi utili strumenti, senza la pretesa di sostituire l'esistente, cercando piano piano di "filtrarli" nella prassi, senza troppi sconvolgimenti e senza la pretesa "dittatoriale" di cancellare tutto quello che già c'è.
    Fabio) L'iniziativa italiana NON impedisce di far evolvere con calma questi utili strumenti, NON ha la pretesa di sostituire l'esistente, MA cerca piano piano di proporsi nella prassi, senza troppi sconvolgimenti e senza la pretesa "dittatoriale" di cancellare tutto quello che già c'è.

    D) Non si dovrebbe creare consapevolezza su quello che già c'è o ci dovrebbe essere prima di cercare di imporre strumenti nuovi?
    R) Si dovrebbe creare consapevolezza su quello che già c'è o ci dovrebbe essere MENTRE si cerca di PROPORRE strumenti nuovi.

    Vorrei poi consigliare all'avv. Lisi la lettura di un articolo dell'altro collega Cammarata, con meno domande e più risposte.
    * Posta certificata, facciamo chiarezza
    - http://punto-informatico.it/p.asp?i=51472
    oltre che naturalmente augurargli di dormire SONNI tranquilli.

    Fabio (il troll delle Lecciso)
    non+autenticato
  • Fabio (il troll delle lecciso ti va veramente a pennello!!!)
    il Cammarata è consulente del CNIPA che ha fatto questa legge... insomma viene "pagato da loro per parlare bene delle loro leggi"!...medita un po' prima di scrivere ...
    bello poi il link al suo sito per approfondimenti.....
    chre tristezza...
    :\
    Questa legge danneggia tutti
    i piccoli provider
    lo sviluppo del commercio elettronico tra privati
    mettendo tutto in mano a pochi certificatori
    come le stesse Poste Italiane e Infocamere
    che si faranno pagare profumatamente i loro servizi!
    Bel progresso tecnologico!!!
    Ciao! Paolo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Perché l'articolo sociogiuridico di
    > Lisi NON mi piace:

    Ecco bravo, invece a me piace!!
    finalmente qualcuno dice liberamente quello che pena!
    >
    > D) Prima di tutto, tutti si chiedono: cosa
    > faranno i piccoli ISP che non saranno
    > ammesse nella gloriosa "lista" del CNIPA?
    > R) Faranno come tutte le aziende che non
    > saranno ammessi in qualsiasi altra gloriosa
    > lista.

    Bella risposta che non dice nulla! Triste

    > D) Che fine farà la posta elettronica
    > semplice?
    > R) La fine che ha fatto la posta semplice
    > dopo l'introduzione della posta raccomandata

    Solatnto che la posta ordinaria era esempore un servizio pubblico delle poste...ma ragioni su quello che scrivi??

    >
    > D) come mai noi, sempre notoriamente ultimi
    > nel recepire le leggi comunitarie, siamo
    > proprio in questo ambito così bravi e
    > intraprendenti nel portare in Italia questo
    > cambiamento tecnologico e legislativo (che
    > ci fa essere tra i primi nel mondo)?
    > R) la domanda è posta male
    > (figuriamoci che risposta ne potrebbe
    > conseguire). Nonostante la mia ignoranza in
    > materia, mi sembra di ricordare che l'Italia
    > non è sempre (né la sola) in
    > ritardo a recepire le direttive comunitarie.
    > Mi sembra invece che, nel caso della
    > riservatezza dei dati personali, l'Italia ha
    > anticipato di anni direttive europee e leggi
    > nazionali di quasi tutti i paesi del mondo.
    > In ambito di normative tecnologiche, AIPA
    > prima, CNIPA dopo e in generale il ministero
    > per l'innovazione e le tecnologie sono
    > sempre stati molto all'avanguardia e
    > mondialmente apprezzati in tema di
    > e-Government, a tal punto da convincere Kofi
    > Annan a nominare Stanca come membro
    > dell'"ICT Task Force" dell'ONU nel novembre
    > 2004.
    > Vedasi
    > * Italian technology minister named to UN
    > ICT Task Force
    > -
    > www.unicttaskforce.org/perl/links.pl?id=1461
    >
    > * Stanca Member of U.N. Task Force on
    > Digital Development
    > -
    > www.unicttaskforce.org/perl/links.pl?id=1446
    >
    > * Board of Directors di evelopment Gateway
    > Foundation (voluto dalla Banca Monidale)
    > -
    > home.developmentgateway.org/aboutus/governanc
    > eccetera eccetera.

    Sogna sogna
    Peccato che Stanca è soprattutto noto per "certi legami importanti" con alcune case produttrici di software

    > Uscendo dall'ambito delle normative
    > tecnologiche, l'Italia si è distinta
    > a livello mondiale per la legge contro la
    > violenza sugli animali e contro il fumo nei
    > locali pubblici.

    Beh qualche cosa di buono non certo grazie a questo governo l'abbiamo pur sempre fatto..ma che significa?
    Perchè non citi le tante condanne della Gorte di Giustizia per mancati adempimenti alle direttive comunitarie (da ultime quelle sul mandato d'arresto europeo che tra poco arriveranno?)

    >
    > D) Perché si pretende sempre e con
    > forza di cancellare a suon di "bacchettate
    > legislative" tutto l'esistente, tutta la
    > prassi telematica?
    > R) la domanda è posta male. Il CNIPA
    > vuole offrire la possibilità di
    > scegliere qualcosa in più, senza
    > nulla togliere a tutto l'esistente, tutta la
    > prassi telematica.

    SOGNA SOGNA

    >
    > D) Quale è lo slogan? Usate la posta
    > elettronica certificata, tutto il resto non
    > ha valore legale! Tutto il resto non esiste
    > più!
    > R) Usate la posta elettronica certificata,
    > tutto il resto ha meno valore legale! Tutto
    > il resto esiste ancora!

    Se lo dici tu che mi sembri un Maestro di Diritto!
    ;)
    (comunque Lisi nel suo articolo non l'ha escluso)
    >
    >
    > Lisi) e si rischia di essere così i
    > primi, in un totale, imbarazzante
    > isolamento!
    > Fabio) Ritengo che l'iniziativa italiana si
    > vada ad affiancare, non a sostituire, alle
    > altre.

    E' una tua semplice opinione contraddetta dai fatti determinati dai tenti interessi economici in gioco
    >
    >

    > Vorrei poi consigliare all'avv. Lisi la
    > lettura di un articolo dell'altro collega
    > Cammarata, con meno domande e più
    > risposte.
    > * Posta certificata, facciamo chiarezza
    > - punto-informatico.it/p.asp?i=51472
    > oltre che naturalmente augurargli di dormire
    > SONNI tranquilli.
    >
    > Fabio (il troll delle Lecciso)

    E bravo il nostrro troll fai pure della facile ironia!
    Ma vai a dormire tu
    perchè l'avv. Lisi è ben sveglio e liberamente dice senza paura quello che pensa...
    e tu forse riesci a dormire senza sognare
    (penso che questo possa averti provocato danni cerebrali!Sorride)

    non+autenticato
  • Non riesco a capire tutti questi malumori di fronte ad una decisione importantissima! Poter sostituire le antiquate , LENTISSIME e costosissime raccomandate con ricevuta di ritorno con le email A/R: dinamiche, velocissime, economiche (l'email certificata costerà senz'altro meno di una normale raccomandata...) .
    Per scrivere un messaggio alla vostra fidanzata, per chiedere informazioni ad una azienda pubblica o privata la normalissima posta elettronica continuerà tranquillamente ad esistere!!!

    Per disdire il contratto con telecom che scade domani possiamo inviare una email certificata A/R anche oggi alle 10.30 di sera e la nostra decisione sarà cmq valida!
    non+autenticato
  • Condivido pienamente. Andrea Lisi farebbe meglio a studiare un po' meno sentenze e un po' più i documenti del CNIPA.
    Ma forse le Lecciso insegnano...
    Fabio

    - Scritto da: Anonimo
    > Non riesco a capire tutti questi malumori di
    > fronte ad una decisione importantissima!
    > Poter sostituire le antiquate , LENTISSIME e
    > costosissime raccomandate con ricevuta di
    > ritorno con le email A/R: dinamiche,
    > velocissime, economiche (l'email certificata
    > costerà senz'altro meno di una
    > normale raccomandata...) .
    > Per scrivere un messaggio alla vostra
    > fidanzata, per chiedere informazioni ad una
    > azienda pubblica o privata la normalissima
    > posta elettronica continuerà
    > tranquillamente ad esistere!!!
    >
    > Per disdire il contratto con telecom che
    > scade domani possiamo inviare una email
    > certificata A/R anche oggi alle 10.30 di
    > sera e la nostra decisione sarà cmq
    > valida!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Condivido pienamente. Andrea Lisi farebbe
    > meglio a studiare un po' meno sentenze e un
    > po' più i documenti del CNIPA.
    > Ma forse le Lecciso insegnano...
    >   Fabio

    ***e tu forse se non spieghi cosa vorresti dire e invece di offendere leggessi un po' meglio l'articolo di andrea lisi non faresti la figura del troll che hai appena fatto! Bravo!


    > - Scritto da: Anonimo
    > > Non riesco a capire tutti questi
    > malumori di
    > > fronte ad una decisione importantissima!
    > > Poter sostituire le antiquate ,
    > LENTISSIME e
    > > costosissime raccomandate con ricevuta
    > di
    > > ritorno con le email A/R: dinamiche,
    > > velocissime, economiche (l'email
    > certificata
    > > costerà senz'altro meno di una
    > > normale raccomandata...) .
    > > Per scrivere un messaggio alla vostra
    > > fidanzata, per chiedere informazioni ad
    > una
    > > azienda pubblica o privata la
    > normalissima
    > > posta elettronica continuerà
    > > tranquillamente ad esistere!!!
    > >
    > > Per disdire il contratto con telecom che
    > > scade domani possiamo inviare una email
    > > certificata A/R anche oggi alle 10.30
    > di
    > > sera e la nostra decisione sarà
    > cmq
    > > valida!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non riesco a capire tutti questi malumori di
    > fronte ad una decisione importantissima!
    > Poter sostituire le antiquate , LENTISSIME e
    > costosissime raccomandate con ricevuta di
    > ritorno con le email A/R: dinamiche,
    > velocissime, economiche (l'email certificata
    > costerà senz'altro meno di una
    > normale raccomandata...) .
    > Per scrivere un messaggio alla vostra
    > fidanzata, per chiedere informazioni ad una
    > azienda pubblica o privata la normalissima
    > posta elettronica continuerà
    > tranquillamente ad esistere!!!

    ***è proprio quelo che ha sostenuto l'avv. Lisi nel suo articolo alla fine dello stesso! Leggi meglio!

    > Per disdire il contratto con telecom che
    > scade domani possiamo inviare una email
    > certificata A/R anche oggi alle 10.30 di
    > sera e la nostra decisione sarà cmq
    > valida!

    ***certo dovari semplicemente dotare l'email di firma digitale e poi registrarti presso un provider certificato...io penso che costi di più all'utente e meno al certificatore (che sarà sempre Poste Italiane!). Leggi e informati! Coazo
    non+autenticato
  • Devo complimentarmi ancora una volta con uno dei pochi avvocati che dicono con coraggio certe cose! Complimenti anche a Punto Informatico che pubblica queste affermazioni lungimiranti!
    Politici ascoltate.... Triste
    Un saluto a tutti! Paolo
    non+autenticato
  • Perchè per poter gestire email certificata non si usa un sistema come quelo dei domini?
    Io attivo una mail e devo fornire le mie generalità con tanto di firma, facciamo ancora un controllo con un telegramma sull'indirizzo fornito e abbiamo un sistema certificato.
    Chi certifica me deve a sua volta registrarsi presso nic-it o simili.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)