Rodotà: no alla Gogna Elettronica

Nella Relazione 2004 il Garante racconta un anno di iper-attività: le tecnologie online possono imbrigliare i cittadini? I motori di ricerca trovano troppe cose? La dignità della persona è a rischio?

Rodotà: no alla Gogna ElettronicaRoma - C'è uno strisciante avversario per la dignità del cittadino dell'Era dell'Informazione ed è la diffusione di dati e informazioni sulla sua vita, su chi è, cosa fa, quali sono i suoi rapporti, come spende il proprio denaro. Tutto questo, attraverso i servizi Internet e le nuove tecnologie, può trasformarsi in una pericolosa Gogna Elettronica.

Così ieri con la consueta lucidità il presidente dell'Autorità garante per la privacy Stefano Rodotà ha raccontato nella sua Relazione annuale l'impatto dell'evoluzione delle tecnologie e dei servizi sulla privacy e, dunque, sull'elemento fondante della dignità della persona. Occorre trovare ed anzi garantire, ha spiegato, "il diritto di uscita", la possibilità di sfuggire alla cessione progressiva dei propri dati personali e alla loro presenza perenne in rete.

"La privacy - ha ricordato Rodotà - è una condizione essenziale per essere inclusi nella società della partecipazione. Senza una forte tutela delle informazioni raccolte sul nostro conto, la stessa libertà personale è in pericolo e si rafforzano le spinte verso la costruzione di una società della sorveglianza, della classificazione, della selezione sociale".
Non solo benefici, dunque, non solo vantaggi sociali ed economici derivano dalla massiccia adozione delle tecnologie dell'informazione, quelle che spingono sempre più persone non solo a passare sempre più tempo in rete ma anche a stabilire relazioni continue con soggetti giuridici diversi a cui cedono per un motivo o per l'altro i propri dati. Non sempre in modo del tutto consapevole.

Come uscirne? Attraverso il diritto, certo, ma anche una costante opera di tutela. "Senza una resistenza continua alle microviolazioni, ai controlli continui, capillari, oppressivi o invisibili che invadono la stessa vita quotidiana - ha sottolineato il Garante - ci ritroviamo nudi e deboli di fronte a poteri pubblici e privati: la privacy si specifica così come una componente ineliminabile della società della dignità".

Non stupisce, dunque, che nel corso del 2004 l'Ufficio del Garante abbia preso decisioni in merito a 731 ricorsi, abbia risposto a quasi 8mila segnalazioni e aumentato del 45 per cento le ispezioni, necessarie a controllare che la normativa sulla privacy sia rispettata. Sul fronte della videosorveglianza, della raccolta dei dati sanitari, dei dati scolastici o dello spam, l'attività svolta dal Garante ha finito per riguardare ampie porzioni della popolazione italiana. "Un'azione - ha spiegato Rodotà - che non si è limitata ad indicare rischi e pericoli di una società della classificazione e della sorveglianza, ma è stata rivolta anche alla definizione di regole rigorose per ampi settori della vita sociale ed economica".

Stefano Rodotà"Il diritto di uscita - ha insistito Rodotà - è una componente essenziale della protezione dei dati personali. Spesso infatti si scopre che per effetto di un consenso manifestato riempiendo un questionario o acquistando un bene o un servizio, arrivano sollecitazioni o messaggi non graditi. Diviene così essenziale poter revocare nel modo più semplice quel consenso dato con una certa leggerezza, per uscire dalla gabbia che si è contribuito a costruire attorno a noi stessi". La diffusione dei propri dati personali e la perdita di controllo sugli stessi, dunque, assieme alla loro persistenza nei database di enti di ogni natura sono le armi di un nuovo invisibile avversario per la dignità della persona.

Contro questa progressiva erosione ci sono anche strumenti tecnici da mettere in campo, come le carte di pagamento scalari, quelle che consentono di pagare un servizio, che sia un pedaggio autostradale piuttosto che una telefonata o l'acquisto di un programma televisivo, senza che all'acquisto sia associato il proprio nome e i propri dati, sfuggendo quindi "sia alla classificazione da parte delle società che gestiscono il servizio che ai controlli basati sulla conservazione dei dati raccolti". I propri gusti, il modo in cui si spende il proprio denaro, i propri spostamenti: gli elementi che il mercato ha imparato ad usare per un marketing sempre più efficace sono emblematici di quanto, spesso appunto in modo inconsapevole, ciascuno rischia di cedere brandelli di privacy, cioè di libertà personale.
58 Commenti alla Notizia Rodotà: no alla Gogna Elettronica
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  • Contro ogni tipo di Trust: monopoli, duopoli, oligarchie
    per ovviare a tutte le gogne!!!
    Semialterno
    Il SISTEMA SEMIALTERNO è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a "mandate" elettorali
    PROPORZIONALI PURE,
    (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia),
    quando la "situazione" si rendesse priva di governo od andasse in stallo
    (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il semialterno richiama una mandata elettorale ad induzione
    PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA
    Dopo,comunque tale mandata con Premio di MAGGIORANZA si ritorna alla mandata di base al PROPORZIONALE
    non+autenticato
  • Il discorso di Rodotà è stato molto significativo,visto che è praticamente l'unico ad accorgersi dei casini che stanno combinando in giro.
    Parla di schedature,delle telecamere onnipresenti,dei RFID,del corpo brevettabile e di tante altre cose che dovrebbero essere a conoscenza di tutti,ma a parte pochi addetti ai lavori (e i lettori di Punto Informatico!) nessuno conosce.
    Se avete visto le immagini in tv,vi sarete resi conto in che mani siamo: un branco di vecchietti da ospizio a parlare di "nuove" tecnologie"!Ma per favore!!! Come si può pensare che quella gente porterà avanti la rivoluzione tecnologica?Chi ci aiuterà?Forse Maurizio "The Genius" Gasparri? La vedo dura...
    Il lavoro dell'Autorità non è certo facile: pochi uomini,pochi mezzi e pochi soldi,quando non deve combattere contro lo stesso governo perchè crea leggi "fuorilegge"...
    Il problema più grosso adesso è questo: "E adesso?"
    Il mandato dell'Autorità è scaduto.Chi ci verrà a parlare dei pericoli dei chip sottopelle o del pericolo delle telecamere?
    Chi ci sarà nella nuova commissione scelta da questo simpaticissimo "Governo delle Libertà" (proprie)?
    Riguardatevi il branco dei vecchietti e cominciate a tremare...
    -Joliet Jake-

    non+autenticato

  • Ma non esiste più? Oggi è più importante i dati cosiddetti "sensibili" ?

    Piano piano con questa scusa della privacy ci toglieranno la libertàTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Ma non esiste più? Oggi è
    > più importante i dati cosiddetti
    > "sensibili" ?

    Il diritto di cronaca viene utilizzato unicamente per sbattere il mostro in prima pagina, foto compresa, prima ancora della formulazione di accuse, di un processo e della condanna. Se questo è il diritto di cronaca direi che possiamo farne volentieri a meno. A che serve? Il giornalismo investigativo è morto e sepolto, i giornali si copiano le notizie tra loro, e dalle agenzie. Il "valore aggiunto" consiste nel prevedibile e inutile editoriale che esprime posizioni facilmente indovinabili dalla testata del giornale. Si è mai visto un giornale che fa un servizio serio - ne dico una a caso - sul sistema bancario o i crac che si verificano casualmente uno in fila all'altro?

    Allora sorge la domanda: cosa m'importa di comprare il giornale per vedere un innocente o un pedofilo assassino sbattuto in prima pagina? E' un'informazione che mi cambia qualcosa, o è solo il solito squallido intrattenimento - ooops, volevo dire infotainment?

  • Mi cambia che se faccio una foto a uno che commette un reato e la pubblico su internet va a finire che finisco peggio io di lui....

    - Scritto da: YangChenping
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Ma non esiste più? Oggi è
    > > più importante i dati cosiddetti
    > > "sensibili" ?
    >
    > Il diritto di cronaca viene utilizzato
    > unicamente per sbattere il mostro in prima
    > pagina, foto compresa, prima ancora della
    > formulazione di accuse, di un processo e
    > della condanna. Se questo è il
    > diritto di cronaca direi che possiamo farne
    > volentieri a meno. A che serve? Il
    > giornalismo investigativo è morto e
    > sepolto, i giornali si copiano le notizie
    > tra loro, e dalle agenzie. Il "valore
    > aggiunto" consiste nel prevedibile e inutile
    > editoriale che esprime posizioni facilmente
    > indovinabili dalla testata del giornale. Si
    > è mai visto un giornale che fa un
    > servizio serio - ne dico una a caso - sul
    > sistema bancario o i crac che si verificano
    > casualmente uno in fila all'altro?
    >
    > Allora sorge la domanda: cosa m'importa di
    > comprare il giornale per vedere un innocente
    > o un pedofilo assassino sbattuto in prima
    > pagina? E' un'informazione che mi cambia
    > qualcosa, o è solo il solito
    > squallido intrattenimento - ooops, volevo
    > dire infotainment?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Mi cambia che se faccio una foto a uno che
    > commette un reato e la pubblico su internet
    > va a finire che finisco peggio io di lui....

    Ma come, dovresti inviarla alle forze dell'ordine, il cui compito è difendere il cittadino. No?
  • - Scritto da: YangChenping
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Mi cambia che se faccio una foto a uno
    > che
    > > commette un reato e la pubblico su
    > internet
    > > va a finire che finisco peggio io di
    > lui....
    >
    > Ma come, dovresti inviarla alle forze
    > dell'ordine, il cui compito è
    > difendere il cittadino. No?

    Assolutamente daccordo
    Il diritto di cronaca e' sacrosanto ma per come se ne abusa oggi trovo le norme sulla privacy opportune, certo magari ci sarebbe da discuterne per evitare certe esagerazioni..

    Aggiungo che spesso ad un giornalista basta dire "ti mando in tv" o "scrivo di te sul giornale" per distruggere qualcuno anche senza uno straccio di prova.
    Il problema fondamentale e' VERIFICARE prima di dare un giudizio e consegnare le informazioni (audio/video/testo) agli organismi competenti per la loro corretta valutazione... ma ogi pare che la stampa sia diventata "competente" in tutto e per fare un' altro esempio chi si approfitta di questa (eticamente indecente) situazione? Il "pentito" di mafia che sa che qualsiasi panzana esca dalla sua bocca verra' immediatamente diffusa sui media prima ancora che si riesca a capire se abbia veramente detto qualcosa o abbia solo borbottato tra se... "io conosco tizio"... "ho visto caio l' altra sera..." ed e' la fine di tizio e di caio...

    ==================================
    Modificato dall'autore il 10/02/2005 21.45.52
  • > Il diritto di cronaca e' sacrosanto ma per
    > come se ne abusa oggi trovo le norme sulla
    > privacy opportune

    Diritto di cronaca, calunnia, diffamazione, libertà di parola. Non potrebbe bastare che l'autore di un'affermazione debba assumersi l'onere della prova?

    Esempio: Guido, Lapo ed io veniamo truffati da un tal Luca, ma non possiamo farci niente perché costui è nullatenente e a rivoltarlo non ne viene giù una monetina. Con la legislazione corrente, a quanto mi risulta, se metto una pagina in rete che afferma che Luca è un truffatore - o meno ancora, che Luca mi ha truffato in una data circostanza - e avverte altra gente di non cascarci, rischio parecchio più di Luca.
    Magari Luca conosce un giornalista che, impunito, può dire cose ben peggiori su di me.

    Invece, se mi si permettesse di mettere in rete la pagina, citando le testimonianze di Guido e Lapo o qualche altro fatto che provi ciò che affermo, la carriera di Luca potrebbe subire qualche rallentamento.
  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > Il diritto di cronaca e' sacrosanto ma
    > per
    > > come se ne abusa oggi trovo le norme
    > sulla
    > > privacy opportune

    > Diritto di cronaca, calunnia, diffamazione,
    > libertà di parola. Non potrebbe
    > bastare che l'autore di un'affermazione
    > debba assumersi l'onere della prova?

    Certo, quello che ho scritto non nega certo il sacrosanto diritto di cronaca.

    > Esempio: Guido, Lapo ed io veniamo truffati
    > da un tal Luca, ma non possiamo farci niente
    > perché costui è nullatenente e
    > a rivoltarlo non ne viene giù una
    > monetina. Con la legislazione corrente, a
    > quanto mi risulta, se metto una pagina in
    > rete che afferma che Luca è un
    > truffatore - o meno ancora, che Luca mi ha
    > truffato in una data circostanza - e avverte
    > altra gente di non cascarci, rischio
    > parecchio più di Luca.
    > Magari Luca conosce un giornalista che,
    > impunito, può dire cose ben peggiori
    > su di me.
    > Invece, se mi si permettesse di mettere in
    > rete la pagina, citando le testimonianze di
    > Guido e Lapo o qualche altro fatto che provi
    > ciò che affermo, la carriera di Luca
    > potrebbe subire qualche rallentamento.

    Si su questo sono daccordo, infatti ho precisato che le norme sulla privacy vanno discusse e dovrebbero evitare comunque le esagerazioni.

  • Che assurdità! Se io faccio parte di un sindacato (per fare un esempio) e qualcuno va in giro a dirlo e io non trovo lavoro perché faccio parte di questo sindacato si punisce chi ha divulgato la notizia (vera peraltro) e non chi mi discrimina per la mia appartenenza al sindacato...

    La privacy ci ha portato indietro 40 anni e sarà sempre peggio, arriveremo a un punto che non potremmo nemmeno dire se qualcuno commette un reato per non violare la sua privacy. Bene continuamo a farci del male.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > La privacy ci ha portato indietro 40 anni e
    > sarà sempre peggio, arriveremo a un
    > punto che non potremmo nemmeno dire se
    > qualcuno commette un reato per non violare
    > la sua privacy. Bene continuamo a farci del
    > male.

    Sindacato = miseria e sfruttamento per il lavoratore.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Che assurdità! Se io faccio parte di
    > un sindacato (per fare un esempio) e
    > qualcuno va in giro a dirlo e io non trovo
    > lavoro perché faccio parte di questo
    > sindacato si punisce chi ha divulgato la
    > notizia (vera peraltro) e non chi mi
    > discrimina per la mia appartenenza al
    > sindacato...

    e questa chi te l'ha raccontata, il mago Zurlì??
    semmai si sanzionano entrambe.....

    >
    > La privacy ci ha portato indietro 40 anni e
    > sarà sempre peggio, arriveremo a un
    > punto che non potremmo nemmeno dire se
    > qualcuno commette un reato per non violare
    > la sua privacy. Bene continuamo a farci del
    > male.

    certo, certo...... eliminiamo pure la privacy, così tutti quelli che, come te, non hanno nulla da nascondere, potranno allegramente marciare al passo dell'oca....
    si si, saremo tutti mooooolto più sicuriA bocca aperta
  • poter vedere la gogna dei politici corrotti ..........Imbarazzato
    A proposito di: " Che senso ha il prelievo di una campione di DNA da un imputato o condannato per corruzione o diffamazione?"
    bè , potrebbe averlo, per esempio, quando si ricicla in altro gruppo politico facendo il santarellino!A bocca aperta

    Cmq., grazie Rodotà   anche se, nonostante l'esempio del ciclomotore, non ho capito molto sul <"bollino blu" ... che garantisca il rispetto dei diritti essenziali ....... >
    :|
    So chel a tutela della privacy è in ritardo perche siamo schedati su tutto, anzi, per conoscerci meglio arriva la proposta di Sirchia con la scheda sui medicinali "per fronte allo spreco" diceSorride, e nel frattempo ulteriori nostri dati finiranno anche negli archivi delle case farmaceutiche più che interessate, alla faccia della nostra privacy
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